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Nozze gay, vita, gender. Cosa dice la Amoris laetitia

aprile 8, 2016 Papa Francesco

Ci sarà tempo e modo per discutere dell’esortazione postsinodale “Amoris laetitia”, resa nota oggi da papa Francesco. Nel frattempo, eccone alcuni passaggi.

Utero in affitto
54. […] La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne in alcune coppie di sposi contraddice la natura stessa dell’unione coniugale. Penso alla grave mutilazione genitale della donna in alcune culture, ma anche alla disuguaglianza dell’accesso a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si prendono le decisioni. La storia ricalca le orme degli eccessi delle culture patriarcali, dove la donna era considerata di seconda classe, ma ricordiamo anche la pratica dell’“utero in affitto” o la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica”. C’è chi ritiene che molti problemi attuali si sono verificati a partire dall’emancipazione della donna. Ma questo argomento non è valido, “è una falsità, non è vero. È una forma di maschilismo”.

Gender
56. Un’altra sfida emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata “gender”, che “nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo”. È inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini. Non si deve ignorare che « sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare ». D’altra parte, « la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie ». Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso, siamo chiamati a custodire la nostra umanità, e ciò significa anzitutto accettarla e rispettarla come è stata creata.

Diritto alla vita
83. In questo contesto, non posso non affermare che, se la famiglia è il santuario della vita, il luogo dove la vita è generata e curata, costituisce una lacerante contraddizione il fatto che diventi il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia protegge la vita in ogni sua fase e anche al suo tramonto. Perciò a coloro che operano nelle strutture sanitarie si rammenta l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza.

Omosessuali
250. La Chiesa conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni. Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli. Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare “ogni marchio di ingiusta discriminazione” e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita.

Nozze gay
251. Nel corso del dibattito sulla dignità e la missione della famiglia, i Padri sinodali hanno osservato che “circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”; ed è inaccettabile “che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

Foto Ansa


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47 Commenti

  1. beppe scrive:

    ho ascoltato alcuni passaggi della presentazione del card ( !!!???) schonborn e ho avuto la sensazione che stesse dicendo che i miei genitori hanno vissuto legati a una VISIONE DELLA FAMIGLIA IRRAGGIUNGIBILE,IDEALE, TROPPO PERFETTA, e mi hanno così privato delle delizie della separazione, della FAMIGLIA ALLARGATA, della FAMIGLIA COSI’ ( ?????) COM’E’ e non come DOVREBBE ESSERE. ” ” Ringrazio” il cardinale, ma soprattutto RINGRAZIO I MIEI GENITORI CHE PRIMA CHE AI LORO COMODI HANNO PENSATO AL BENE DEI LORO TRE FIGLI.

    • marina scrive:

      Condivido. Ci sono altri passi, oltre a quelli presentati, a proposito dei quali comincio davvero a sentirmi fuori dal mondo perchè finora ho creduto al matrimonio cristiano così come me l’hanno insegnato. Che ingenua!

      • underwater scrive:

        Come sempre molti tradizionalisti si attaccano ai cavilli per confermare il loro pregiudizio, ma così non fanno un buon servizio alla verità.

        • beppe scrive:

          caro underwater, francesco ha anche aggiornato il famoso motto : d’ora in poi si dirà ” ogni lasciata è UN’OPPORTUNITA’ ”. stammi bene. ps. io non sono un santo, anzi, ma non mi illudo che cambiando il nome alle cose si faccia un buon servizio all’umanità.

          • underwater scrive:

            Voi vi informate su Repubblica, ma la rappresentazione mediatica non è mai il vero Francesco.

            • Toni scrive:

              Underwater

              Sarà, ma com’è che tu non vedi la confusione?
              La comunione hai risposati si è sempre potuta dare a condizione che vivessero in un certo modo (non ricordo se Paolo VI o San Giovanni Paolo II) . Cosa è cambiato?
              Per discutere: Forse si intende che i risposati che vivono in una comunità parrocchiale ed il prete che li conosce è stato partecipe dell'”intenzione” di vivere come fratello e sorella? E che in questo caso è possibile accedere ai sacramenti ed essere perdonati in caso di debolezze?
              La stampa cerca di mettere una relazione diretta la Comunione con le “gioie del sesso” per sminuire l’elemento “intenzione” (che io trovo determinante in tutte le cose).
              Cosa pensi? Che idea ti sei fatta?

              • Toni scrive:

                La stampa cerca di mettere una relazione diretta la Comunione con le “gioie del sesso” per sminuire l’elemento “intenzione” ?*

              • underwater scrive:

                Caro Toni, penso in proposito che, a fronte di un corifeo mediatico così orientato, padre Lombardi dovrebbe imporsi maggiormente e puntualmente. Per noi cattolici rimane comunque la lettera del testo, che leggeremo con dovuta calma.

                • Rolli Susanna scrive:

                  Sarà, ma così facendo sarà sempre più dura per i sacerdoti, poveri! “Tu mi dai l’assoluzione perchè Papa Francesco ha detto così!”, ed è successo.
                  Il caos c’è o non c’è? Sembra voluto!!, spero tanto di sbagliarmi!
                  Da quando si necessità di un “filtro” tra la gerarchia ed il popolo o i media?
                  “Il vostro parlare sia SI, si , NO, no”…che succede?
                  Oremus

                  • underwater scrive:

                    Quando lo leggi il Papa è chiaro nei concetti. Nom dovrebbe usare, però, battute o metafore che i media attendono per equivocare. A ben vedere prima jon era diverso. Il pregiudizio era solo di senso contrario.

                    • Rolli Susanna scrive:

                      Sarà come dici tu. Stamane un prete ha detto che ili Papa “ha aperto ai divorziati risposati”; dimmi se non c’è caos!

  2. Sebastiano scrive:

    Ho sentito qualche telegiornale, e se le notizie sono vere, m’è subito venuto in mente (della serie “caso per caso”) San Giovanni Evangelista e San Tommaso Moro.
    Mah…

    P.S.: meno male che c’è Galasi che, non avendo capito una mazza dell’articolo, emette i suoi sproloqui-puzzetta e fa tornare il sorriso.

  3. lucillo scrive:

    Ho molto peccato in pensieri parole opere e OMISSIONI

  4. Toni scrive:

    Non eretico ma confonde. La comunione ai divorziati c’era se vivevano come fratello e sorella. Ora non si capisce in maniera chiara.

  5. Menelik scrive:

    Io sono d’accordo sulla comunione ai divorziati risposati.
    Una parte di divorzi possono essere dovuti ad errori di valutazione fatti da giovane magari sotto pressione di genitori che avevano in mente altre cose più utili a loro che al figlio, o che magari credevano il bene del figlio fosse diverso da quello che il figlio stesso aveva trovato per sé.
    Ne conosco di persone così.
    Conosco anche una persona, risposata, che ha divorziato dalla prima moglie dopo che lei aveva deciso unilateralmente di abortire, presentandosi a cose fatte.
    Lui non ne ha più voluto sapere e l’ha lasciata.
    Trascorso il tempo di legge, s’è risposato, ed è contento dell’attuale matrimonio.
    Adesso, ad una coppia così neghi la comunione?
    Se lui avesse accettato l’assassinio del figlio (peraltro sano con gravidanza regolare), avrebbe potuto continuare a ricevere la Comunione?
    Tanti casi della vita vanno considerati uno per uno nel contesto in cui si sono sviluppati, senza farne un mazzo.
    Non sto inventando niente, la persona che ho descritto la conosco bene, è praticante e membro di una Confraternita religiosa. Conosco anche la nuova moglie. E dirò di più, siamo anche mezzi parenti, acquisiti.
    Io sono d’accordo sulla Comunione ai risposati.
    Alcuni o molti di voi non lo saranno.
    Io, comunque, non me la sentirei di negare la Comunione a questa coppia, anche se lui è al secondo matrimonio dopo divorzio.

    • Sebastiano scrive:

      Caro Menelik, è quel “caso per caso” che lascia alquanto perplessi (per usare un eufemismo).
      Ho tanta paura che si trasformerà in una “sanatoria per tutti” invece.
      Ma spero di sbagliarmi.

      • underwater scrive:

        Aggiungoun altro timore: la corsa di gente che pretendera e basta, senza volersi minimamente convertire al senso cristiano di famiglia.

      • Toni scrive:

        Comunque, non so voi, ma è insopportabile che il Papa dice una cosa, si scatenano i laici, e poi devono seguire 200 puntualizzazioni per capire cosa intendeva veramente dire il Papa. Dove è finito “il si per il si e non per il no? ma è così difficile arrivare in maniera chiara e diretta al popolo cattolico?

    • Rolli Susanna scrive:

      Underwater,

      perchè non si considera la Sacra Rota? E’ lì apposta!

    • margot scrive:

      Forse tu non hai capito che la legge della Chiesa non è la tua opinione, che magari domani cambierai, come il partito che votavi fino a qualche tempo fa.

    • Toni scrive:

      Menelik

      Questa osservazione che hai fatto la condivido .
      Matrimoni che dopo la celebrazione scatena certi individui si conoscono (ho letto di mariti che schiavizzano la moglie ponendola sotto l’imperio della madre) e solo immaturità o follia avrebbe determinato la ” libera volontà ” di accettare quelle condizioni.
      E credo che sia, come dice Susanna, materia di sacra rota ( se non ricordo male il magnifico Benedetto XVI aveva considerto tali circostanze). Il valutare il caso per caso è in generale una regola sbagliata. Non può mai stravolgere il costante insegnamento confermato in ultimo anche da San Giovanni Paolo II. Temo solo che in certe “Conferenze episcopali” e preti arcobabalenati in quale scempio può tradursi.

      • Toni scrive:

        Non* e’ una regola

      • Rolli Susanna scrive:

        Infatti. Meglio che me ne sto zitta e buona, e prego perchè ne ho tanto bisogno anche io, però ho un cervello -ino-ino che vuol dire la sua..pazientate, per favore.
        Se i due soggetti “formano una carne sola” è già tanta grazia che sia stata istituita la S. Rota……….Punto, cioè se adun certo punto proprio te ne vuoi scappare -o se ne è scappato/a via-, ti appelli alla Sacra Rota; che dovrebbe essere a carico ,in quanto a spese, della Chiesa, perchè i battezzati formano la famiglia della Chiesa (non ho mai capito il discorso del denaro…discriminiamo i poveri pure qui?).
        Il resto dei passi che uno compie, vengono compiuti AL DI FUORI DELL’OVILE SANTO.
        Poi -con tutto il rispetto per chi ci ha sofferto di questo – dico: SI TOGLIERANNO DI MEZZO ora le frasucce :”Finchè morte non vi separi”…”nella buona o nella cattiva sorte”: perchè da ieri in poi pare esserci un’alternativa.
        Non lo sto dicendo in tono sprezzante, ci sto ragionando, non me ne vogliate! Che dirò ai miei figli un bel dì all’altare : “Stai sereno, che poi se non va puoi sempre vedere di incontrare il Vescovo?” BOHH!!!

        • underwater scrive:

          Credimi, Susanna, personalmente la penso al 100% come te e Toni. Tuttavia aspetto di leggere con calma il testo intero, perché non voglio neanche pregiudicare senza calarmi nello spirito che la Chiesa ha messo nel testo, o almeno provarci. Il sacerdote che citavi secondo me esagera.

          • Rolli Susanna scrive:

            Giusto. Lo stesso diceva Socci: “Come fanno a giudicare il mio libro se non l’hanno letto?”; non facciamo lo stesso errore. Cmq il mio ragionamento fila….

            • underwater scrive:

              Io non lo paragonerei al libro di Socci. È un grande giornalista, ma quello che sta scrivendo di recente non è per niente condivisibile.

              • Rolli Susanna scrive:

                Underwater,
                Non mi hai capita. Non ho fatto paragoni, ho evidenziato l’errore comune di quelli che sentenziano e giudicano senza conoscere, quello volevo dire. O forse mi son spiegata male.

                • underwater scrive:

                  Quello che volevi dire l ho capito ed era sacrosanto. Potevi argomentare senza usare Socci, che richiederebbe un discorso a parte.

                  • Rolli Susanna scrive:

                    E’ il primo che mi viene in mente che si è -giustamente- spesso lamentato per frettolosi giudizi su ciò chenon si conosce. E’ tutto.

      • lucillo scrive:

        Invece il punto è proprio questo, nonostante il Santo Subito.
        Il “caso per caso” è l’unica regola possibile, se no non si ha ne pastorale ne dottrina, ma solo ideologia.

      • underwater scrive:

        Mentre lo deridi lo pregheremo per la tua conversione, Gigetto-Joe-Franz ecc….

    • giovanna scrive:

      Ne hai già parlato, Menelik, ma per casi come questi , nel caso che un matrimonio sia nullo, e credo, a spanne, che un matrimonio che si contrae con l’intenzione di non volere figli sia nullo senz’altro, c’è la strada dell’annullamento.
      Se il tuo amico non ha percorso questa strada, ci sarà un motivo, forse il matrimonio non è nullo e dunque, rimane il “nella buona e nella cattiva sorte”…conosco vari esempi tra amici e conoscenti : non si perdono niente, anzi.
      Il tutto, a prescindere da cosa abbia detto o non detto papa Francesco a proposito : non ho avuto tempo di leggere con la dovuta calma.

      • Toni scrive:

        Giovanna
        Io su questa cosa ho molti dubbi soprattutto alla luce della condizione moderna in cui versa la fede cattolica. Quanti matrimoni sono celebrati in chiesa per puro costume e non per fede. Se c’è assenza di fede da a parte di uno o entrambi i coniugi, come si configura la cosa … il sacramento è valido? Immagina uno che neppure gli sfiora che il Sacramento è il Corpo di Cristo. Non trovo che sia una mancanza minore, come portata , rispetto all’accordo di non avere figli (cosa che rende il matrimonio nullo). L’argomento è stato affrontato prima di finire il suo pontificato da Benedetto XVI alla fine del suo pontificato in un discorso alla Sacra Rota.
        Non mi lascio assolutamente turbare dal clamore laico perché ormai il loro è un entusiasmo conosciuto e soppesato, ma credo che affrontare il tema, fare chiarezza su questa cosa ed il valutare la cosa “caso per caso” non è sbagliato.

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