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Luci e atmosfere nel Mediterraneo del sud

gennaio 17, 2011 Mariapia Bruno

E’ ancora il Mar Mediterraneo il protagonista della mostra appena inaugurata al Palazzo Ducale di Genova dal titolo “Puglisi. Il Mediterraneo. Coste e costellazioni” (aperta fino al 30 gennaio 2011). La retrospettiva, che fa eco a quella ospitata nella stessa sede relativa alle coste francesi e liguri (“Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse”), porta in primo piano le splendide coste siciliane dipinte dal pittore catanese Giuseppe Puglisi, uno dei più importanti artisti del panorama italiano attuale. Attraverso le quaranta opere esposte è possibile comprendere l’evoluzione pittorica dell’artista che, inizialmente, si concentrava sulla rappresentazione di città e figure sospese nell’acqua creando immagini sfuggenti rese con dei tocchi di colore frammentati, per poi riscoprire e riportare alla luce, attraverso dei contorni più definiti e una luce più atmosferica, altri nuclei tematici come i paesaggi urbani di notte, le piscine, le terrazze.

 

Lo stesso artista spiega con queste parole le motivazioni delle sue scelte compositive: <<Quando dipingo un paesaggio, anche urbano, temo molto che possa diventare tutto troppo onirico, che le luci in lontananza possano sembrare dei coriandoli. Allora sento di dover strutturare in modo molto forte l’immagine che porto sulla tela, sento il bisogno di oggetti, anche vicini, da percorrere in modo plastico con il colore. Anche i giardini di alcuni miei lavori rientrano nella città. Mi lascio incantare da piccoli spunti, ma per portarli poi sulla tela devo creare un distacco, devo leggerli attraverso uno sguardo severo. Solo così riesco a ricreare lo stupore originario.>>

 

 

Nelle opere di Puglisi la presenza umana è soltanto percepibile, il pittore parte dai dettagli, da oggetti che spesso vengono quasi dimenticati, che vengono rielaborati attraverso un uso attento del colore e della luce. Nei lavori più recenti il paesaggio viene reso sempre più con un punto di vista dall’alto, a volo d’uccello, che riesce a catturare sia il mondo terreno che quello marino. Ecco che viene a formarsi il paesaggio mediterraneo nella sua totalità che si estende senza sosta tra cielo, terra e mare.

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