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L’islam, il martirio del sangue e noi, col bicchiere di whisky in mano

angelo-scola-flickr-hAvviso:

«Quello che sta accadendo nell’islam oggi deve far suonare qualche campanello per noi europei. Fino a dieci anni fa guardavamo con il nostro atteggiamento borghese a quel che accadeva in Medioriente e, seduti sulle nostre belle poltrone col whisky in mano, dicevamo chi sbagliava e come, e risolvevamo i problemi in quattro e quattr’otto. Credo che la suonata stia cambiando. Non è detto che il martirio del sangue ci sarà evitato, come abbiamo pensato quando credevamo che la cosa non ci avrebbe riguardato. Credo che dobbiamo prendere questo fenomeno molto sul serio».

Angelo card. Scola durante la presentazione del libro di papa Francesco: Questa economia uccide
Corriere della Sera, 5 febbraio 2015

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13 Commenti

  1. antonio scrive:

    state dicendo che Scola intende tornare sulle posizioni di magdi allam e sconfessare PUBBLICAMENTE E SONORAMENTE il tartufo PAOLO BRANCA? fatecelo sapere.

    • tiglat scrive:

      Branca è stato mio prof in Cattolica. Al corso non è ststo poi così accomodante con l Islam come si potrebbe pensare.

      • malta scrive:

        tartufo Branca anzichè cattedre e rubriche sui giornali dovrebbe avere una bella zappa e un orto di 9000mq a cui dedicarsi. farebbe meglio all’umanità intera

  2. Giorgio scrive:

    Ero presente all’incontro, e sarebbe bene pubblicare per intero i discorsi di un vescovo, non estrapolare una frase… mi sembra mancanza di rispetto.
    Scola non si riferiva tanto all’Islam, ma all’Europa che in tutti questi anni
    ha potuto pensare di vivere nel benessere fregandosene delle condizione del resto del mondo.
    Papa Francesco, portando l’attenzione della chiesa sulle periferie e i poveri, ci ha suonato la sveglia,
    ricordandoci che c’è un mondo che bussa alle porte dell’Europa, e non possiamo più girare lo sguardo.

    • Sebastiano scrive:

      Più che bussare alle porte, spesso le butta giù a colpi di esplosivo o di kalashnikov.
      E su questo mi pare che anche non poca intellighenzia cattolica abbia girato lo sguardo troppe volte, tutti intenti a trovare quattro gatti che confermassero le loro teorie del multiculturalismo possibile e pacifico. Non sia mai che la preoccupazione gli rovesciasse qualche goccia di whisky sul panciotto.

  3. Alessandro92 scrive:

    Io non ho mai guardato al Medio Oriente con il whisky in mano ma piuttosto ho provato empatia per le sofferenze del popolo palestinese, libanese e iracheno prima, siriano e di nuovo palestinese e iracheno ora. Perché da cristiani riviviamo nel martirio non solo nostro ma di qualunque essere umano il martirio del messia Gesù
    Homo sum humani mihi nihil alienum puto

    • Raider scrive:

      Che io ricordi, Paolo Branca su “Il sole 24h” ha scritto solo pro-Islam, come se la cultura occidentale avesse saccheggiato quella islamica, quandso l’Islam ha cominciato fin da Maometto a mostrare l’inclinazione per l’appropriazione indebita della cultura altrui. Così, tanto per chiarire come sarebbe andato avanti l’Islam a forza di conquiste e annessioni, Cristo è un profeta dell’Islam! A cui non si sa chi lo avrebbe sottratto, travisando il messaggio di Cristo, profondamente intriso, anzi, inscritto nella “religione naturale dell’umanità.” In tal modo, tutto ciò che di buono c’è la mondo, è islamico! Il senso di frustrazione isloamica che si alimenta per questo disconoscimento di ‘debiti’ nei confronti dell’islam ha trovato in Branca un assertore fra i più tenaci.
      Le stesse frustrazioni riguardano i palestinesi, i libanesi e gli iracheni e altri ancora, le cui disgrazie, rivalità di ogni genere, miseria endemica, arretratezza storica dovuta, per es., all’Islam stesso, che avrebbe giovato a tutti e alla cultura di tutti, meno che agli islamici; e gli islamici sono contenti di addebitarle agli occidentali, che gli trovano qualche scusa per rafforzarne i pregiudizi vittimistici fuori della realtà. E c’è chi ritiene cristiano assumersi, più e oltre che le difficoltà che gli altri attarversano, anche colpe che i cristiani e gli occidentali non hanno. E’ una bugia, ma detta a quello che gli sembra un buon fine, un fine umanitario, anche se si tratta di salamelecchi politicamente corretti.
      Tutte queste smancerie spacciate anche Paolo Branca non pososno evitare che il vino, nel suo valore simbolico, culturale, conviviale, eucaristico, sia una delle tante conquiste umane e civili che non dobbiamo all’Islam: e che, proprio perciò, l’lslam bandisce. E a questo come a altri divieti coranici, noi cristiani ci beviamo sopra: un Nero d’Avola come un Saint-Emilion, finché l’Islam non farà de viogneti una provocazione intollerabile quanto dodici vignette dodici. Ecco perché in alcuni negozi in mano a maghrebini e pakistani, a Parigi come a Londra, già oggi non vendono né alcolici né vino.

      • Alessandro92 scrive:

        Come Cristiani e come esseri umani in primis abbiamo il dovere di compatire (=soffrire insieme) il destino funesto di ogni essere umano, anche dei musulmani: non possiamo lavarcene le mani come fece Ponzio Pilato. Sono sentimenti sinceri non frasi di circostanza.
        La responsabilità dell’attuale situazione in Medio Oriente no ricade ovviamente solo sull’Occidente o Israele. Ma questi ultimi due hanno enormi responsabilità nella crisi in corso a partire almeno dall’accordo di Sykes-Picot di spartizione del Medio Oriente dividendo il popolo arabo secondo confini inventati e irragionevoli. A
        L’Islam è una civiltà e una cultura che come le altre che ha attraversato momenti dì vivacità intellettuale e sviluppo come di oscurantismo. Lo Stato Islamico non rappresenta un “rinascimento islamico” ma un’involuzione. A suoi ordini combattono stranieri spesso di estrazione occidentale. Si potrebbe quasi sostenere che lo Stato Islamico sia anch’esso un prodotto dell’Occidente nichilista e decadente. Infatti molti convertiti hanno abbracciato l’Islam radicale dopo una vita di dissoluzione e peccato tipica di molti occidentali e propangandata da una parte dei media. Il loro odio per la Cristianità è maturato nel mondo occidentale vedendo in essa se non la radice della corruzione odierna di sicuro uno strumento inadatto rispetto all’islam a fronteggiarla. La mancanza di un’alternativa spirituale credibile, l’omologazione di molte Chiese protestanti al pensiero laicista/progressista, il materialismo edonistico fine a se stesso. A farne le spese le popolazioni arabe musulmane e cristiane che non hanno nulla a che vedere con l’attuale crisi spirituale dell’Occidente. Il multiculturalismo è possibile solo attraverso una convergenza delle varie comunità verso dei valori comuni ma la società araba (sia cristiana che musulmana) e europea si stanno allontanando sempre di più l’una dall’altra, anche se sarebbe più corretto dire che la società occudentale si sta allontanando e scontrando sempre di più dalle altre società umane: non solo islamica ma anche russa, africana, indiana ecc per via della crociata ideologica che si sta portando avanti su certi temi come la morale sessuale con arroganza convinti di essere nel giusto. Ma questa è una cesura con lo stesso passato dell’Occidente, una rivoluzione all’interno della nostra società contro il nostro passato (le famose radici cristiane), e le istituzioni a salvaguardia della tradizione come la Chieda Cattolica.
        Per quanto riguarda il vino, credo che il divieto di Maometto di consumare alcohol sia stato motivato dagli effetti negativi dell’ubriachezza, condannata anche dalla religione cristiana, che tanti danni fa qui in Occidente (incidenti stradali, coma etilico, alcolismo, danni alla salute, comportamenti molesti e autodistruttivi). D’altronde si racconta nella Bibbia che anche Noé si ubriacò dopo aver scoperto il potere del vino!

        • Raider scrive:

          Aldesandro92, ho idea che lei sia piuttosto giovane, lo dico perchè trovo vi sia una certa ingenuità in quello che lei sostiene, non vuole essere un appunto paternalistico, ma una constatazione di fatto. La compassione se l’è già presa tutta lei, gliela cedo, non costa nulla a nessuno, lo dico senza cinismo, ma proprio perché vedo il cinismo con cui la si esibisce e non è il suo caso.
          Poi, ci sono rilievi più specifici. L’accordo Sykes-Picot era una soluzione, arbitrario, certo, ma necessaria rispetto a un vuoto in un’area che non ne ammette.
          Quello che scrive sull’Islam sono una serie di cose che ricalcano i dettami del politicamente corretto, non obietto qui perché l’ho già fatto altre volte e non ho trovato mai nessuno, non solo qui, ma fra le vestali delle idee corenti che abbia mostrato di disporre di dati che ne dimostrassero le affermazioni. Lo stesso per quanto concerne le cause del jihadismo e del fondamentalismo islamico, che sarebbe colpa della nostra decadenza: era quello che gli islamici pensavano quando attaccavano, lo hanno fatto per secoli, la “corrotta” Cristianità, i cristiani che si erano allontanati dalla “religione naturale dell’umanità.” Viaggiatori e ambasciatori islamici che lamentavano la corruzione dei costumi occidentali, con la libertà della donna, il vino, già, il vino; mentre tanti interessati osservatori occidentali in visita nell’Islamistan esaltavano, pensi un po’, la libertà dei costumi che si respirava nell’Islam in opposizione al bigottismo cristiano…
          La storia continua e la conquista pacifica, l’invasione disarmata dell’Ue procede a gonfie vele, non saranno pochi frustati a soddisfare il nostro senso della civiltà in decadenza salvata dal Corano. E se a lei sembra che la corrotta deriva odierna dell’Occidente sia in contrasto con l’Islam, sbaglia, mentre altri, su questo blog, mentono, perchè il politicamente corretto è intransigente tanto sul’immigrazione quanto sulla deferenza all’Islam rispetto al Cristianesimo: o le pare che il politicamente corretto attacchi l’Islam e privilegi il Cristianesimo? lei stesso trova ragioni che giustifichino un divieto assurdo come la probizione del vino (faccia lo stesso con gli interdetti contro la musica e la pittura: fattori corruzione, non solo occidentale, ben prima della decadenza odierna.) E trova Noè per dargli ragione, quando la Bibbia offrebmoltio esempi in cui il vino è citato positivamente, senza dire che per noi cattolici è la specie in cui Si manifesta e comunica il Sangue di Cristo nell’Eucarestia
          Ma di questa manipolazione che la obbliga a trovare scuse assurde per divieti ridicoli lei non si rende conto.

      • Sebastiano scrive:

        E, per carità di patria, non diciamo nulla sulle salsicce e sui prosciutti…

  4. Sandro scrive:

    Finalmente qualcuno che inizia a porsi delle domande…
    Al mondo ci sono mille religioni, ma solo l’islam produce sangue e sofferenza, perlomeno in dimensioni così planetarie.
    Ci sarà una ragione, no?
    Come disse Mons. Babini, Vescovo emerito di Grosseto, “il problema non è Bin Laden, ma il Corano.”
    Prima lo capiamo, e più aumentano le possibilità di sopravvivenza del mondo occidentale così come lo conosciamo oggi.

  5. maurizio scrive:

    Scusate…ma il commento che avevo.postato alcune ore fa(6/7)dove é finito..a me risultava regolarmente inviato e non é il primo che subisce un tale intoppo!!!

  6. Antonio scrive:

    aveva ragione Marx… Qualsiasi religione e’ oppio dei popoli, è la situazione attuale lo sta dimostrando

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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