Google+

Gattaca non è più fantascienza. Arriva da Londra l’idea di assegnare a ogni uomo un destino in base al Dna

ottobre 30, 2013 Angela Cossu

Validi e non validi: ecco la divisione della società del futuro. Ci sono i validi, i geneticamente perfetti, privi di qualsiasi difetto anche presunto nel Dna, selezionati e clonati, scelti dalle aziende per i lavori di rilievo e più adatti al loro codice genetico. Abbiamo poi i non validi, comuni esseri umani, portatori di un genoma banalissimo: metà dalla mamma, metà dal babbo, un po’ rimescolato, con le mutazioni ed i difetti che ognuno di noi si porta dietro. Loro, i difettati, vanno bene per i lavori più generici, umili, sconci.

È il semplice riassunto di un film del 1997, Gattaca, che porta il nome di una sequenza di basi azotate (dei “mattoncini” che, messi in fila, costituiscono il nostro Dna): Guanina, Adenosina, Tiamina, Citosina.

Potevamo chiamarla fantascienza, ma ora è fantarealtà. Il metodo di punta si chiama GCTA, prevede lo studio di “tratti complessi su tutto il genoma” ed è quello sviluppato dal professor Plomin del King’s College di Londra. Semplificando al massimo (ma non provatelo a casa!): si prendono migliaia di gemelli, che sono dei “cloni naturali”, separati alla nascita per qualche motivo (famiglie diverse, scuole diverse, eccetera); si guardano quindi le differenze e le similarità, sia comportamentali che cognitive, per poi raffrontarle con alcuni pezzi di Dna scelti come marcatori. Si può quindi stimare quanto del risultato finale possa essere dovuto ai geni, e quanto all’educazione e all’ambiente, e decidere anche quali di quei marcatori possano aver avuto più influenza sui diversi individui.

Affascinante, si può pensare. Basta perder tempo con seminari di orientamento e pubblicità alle scuole. Test del Dna, ormai relativamente veloce ed economico, e zac: bollino in fronte. Tu farai il matematico, tu invece laverai le scale. Classi differenziate e vite differenziate, per non perder tempo con chi non se lo merita. Parole d’ordine: perfezione ed efficienza.

È questo un mondo ideale?

È stato supposto che circa il 50 per cento dei risultati di un bambino dovrebbero essere dovuti al suo genoma, il resto all’educazione. Secondo Plomin comunque questo è sufficiente per poter classificare i bambini all’origine e deciderne le scelte scolastiche e, di conseguenza, il resto della vita. Da una parte dell’individuo, se ne decide il tutto.

Ci si può chiedere che differenza ci sia tra questa proposta e il ritorno alle classi sociali alla vecchia maniera, in stile caste indiane. Una volta nato in una certa famiglia, rimani a “quel livello”, con le sue scuole, i suoi mestieri predefiniti, senza possibilità di cambiamento. Dopotutto, se il 50 per cento di quel che sono è dovuto ai miei geni, il restante 50 per cento sarà dovuto all’ambiente, ovvero alla famiglia in cui sono cresciuto e alle mie esperienze. Entrambi i metodi di classificazione sarebbero quindi equivalenti e scientificamente giustificabili!

Speriamo che la proposta “genetico-classista” di Plomin, come tante altre, rimanga sulla carta dei suoi libri e articoli, e che le preferenze personali non debbano essere imbrigliate, né ora né mai, da quello che a prescindere dovrebbe essere buono per noi. Speriamo che l’individuo sia sempre libero di scegliere per sé, da solo o consigliato, quello che è meglio fare nella vita di tutti i giorni. Lasciamolo decidere, lasciamolo sbagliare, lasciamo che si sforzi nel fare anche quello per cui non è portato e che tralasci quello in cui è bravo, che magari lo annoia o lo intristisce. Saranno l’entusiasmo, la passione, i sorrisi gratificanti delle maestre, la competizione e tanti altri fattori a far eccellere ciascuno in un campo. Non sarà il migliore dei mondi possibili, ma non si può che aborrire un mondo dove il Dna, come un codice a barre, posizioni alcuni su uno scaffale del supermercato e altri nel reparto degli scarti.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

Il model year 2019 della roadster jap aggiunge 24 cv al 2 litri benzina e una serie di novità nella sicurezza. Per una roadster ancora più "jinba ittai"

L'articolo Mazda MX-5 2019, più cavalli e sicurezza proviene da RED Live.

Lanciata dal marchio inglese Oxford la linea Mint, dal caratteristico profumo di menta, comprende prodotti per la pulizia e la manutenzione dei veicoli a due ruote

L'articolo Gamma Oxford Mint Cleaning proviene da RED Live.

215 cv, 10 kg in meno e il debutto delle alette aerodinamiche. Questa versione speciale della RSV4 RF allestita con pezzi di Aprilia Racing di carne al fuoco ne mette davvero tanta. E noi ce la siamo gustata dal primo all’ultimo boccone. Al Mugello, dove le ali servono davvero.

L'articolo Prova Aprilia RSV4 RF FW 2018 proviene da RED Live.

Diventate capienti come le familiari grandi di qualche anno fa, le SW medie stanno vivendo una seconda giovinezza. Così come la Peugeot 308 SW GT Line, che ora si aggiorna nella tecnologia e diventa ancora più “connessa”. Schermo generoso e Mirror Screen La succosa novità della Peugeot 308 SW GT Line è la presenza di […]

L'articolo Peugeot 308 SW GT Line, <BR> adesso “parla” con lo smartphone proviene da RED Live.

La Casa di Noale propone due motorette brillanti ed economiche: sono le Aprilia RX e SX 125, una enduro, l’altra motard, entrambe vendute a 4.020 euro.

L'articolo Prova Aprilia RX e SX 125, per i nuovi 16enni proviene da RED Live.