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Eccola qui, in un battibaleno, la stepchild adoption

marzo 2, 2016 Redazione

Mentre proseguono le polemiche sul ricorso all’utero in affitto da parte di Nichi Vendola; mentre il Pd ha manifestato l’intenzione di riformare la legge sulle adozioni; mentre Beppe Grillo si dice – in maniera alquanto confusa – contrario all’utero in affitto; mentre, dicevamo, accade tutto questo, i giudici vanno avanti per la loro strada.
E così accade che il tribunale dei minori di Roma autorizzi un’adozione incrociata di due bambine, di 8 e 4 anni, da parte di due lesbiche conviventi. Ognuna delle due piccole è figlia di una delle due e sono nate tramite fecondazione eterologa in Danimarca. In un battibaleno, eccola qui che la stepchild adoption.

STATO DI ABBANDONO. Segnaliamo due giudizi sulla questione. Il primo è della deputata di Idea Eugenia Roccella che, giustamente, sottolinea un aspetto poco enfatizzato anche nei commenti che oggi appaiono sui giornali e cioè che nessuna delle due bambine era in «stato di abbandono». E allora perché l’adozione? Così, nota Roccella, si «conferma che l’obiettivo di alcuni magistrati non è quello di tutelare i bambini che non hanno genitori, ma di consentire l’adozione alle coppie omosessuali. Nessuna delle due bambine si trovava infatti in stato di abbandono – condizione per accedere all’adozione; si è sfruttato invece l’articolo che consente la continuità affettiva per legittimare una genitorialità da cui si esclude la figura paterna. Lo stralcio della stepchild adoption, come si vede, è stata un’operazione puramente estetica, un alibi per far passare una legge pessima, che apre la strada a utero in affitto e adozioni gay».

MASCHIO E FEMMINA. Il secondo giudizio lo andiamo a recuperare dall’archivio di Tempi riproponendo solo un passaggio di un’intervista a Italo Carta, rinomato psichiatra e direttore della Scuola di specializzazione in Psichiatria all’Università degli studi di Milano, scomparso nel 2013.

Ha parlato dei bambini. Che conseguenze può avere dare a queste coppie la possibilità di educarli?
La natura ha fatto l’uomo maschio e femmina e la differenza non è solo fisica ma psicologica. La psiche dell’uomo è diversa da quella della donna: la donna protegge, dà la vita per il figlio, si sobbarca le sue fatiche. Il padre è quello che recide questo legame affinché il bambino cresca e cammini con le sue gambe. Il bambino da quando è nato il mondo per crescere forte e sano, per affrontare la vita e i problemi, ha bisogno di entrambe queste figure. Senza di esse salta in aria tutto il dispositivo edipico su cui si fonda da sempre ogni società. Non mi parlino dei genitori morti perché la loro presenza evocata è utile comunque a questo processo. E comunque la morte non crea disordini affettivi come la sostituzione di un genitore con una figura di un altro sesso. Non conosciamo ancora gli scenari di un mondo disposto a stravolgere la normalità ma li prevedo terribili: l’uomo che obbedisce alla sua volontà e non alla norma si distrugge. E questo non dobbiamo permetterlo per il bene di tutti. L’uomo per sua natura è un essere giuridico che per crescere ha bisogno di seguire delle norme date a lui come pilasti di supporto per camminare certo nella vita.

Foto Ansa


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