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Cina: autorità comuniste lanciano una campagna per sterilizzare tutte le donne in età fertile nella città di Haizhou

giugno 24, 2013 Leone Grotti

La legge sul figlio unico in Cina è una realtà ormai da 33 anni ma dal momento che nella città di Huizhou, Guangdong, i risultati non sono soddisfacenti, le autorità cinesi hanno deciso di rincarare la dose, pubblicando un documento che riguarda molto da vicino le donne che vivono nella città di 4 milioni di abitanti.

STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA. Il documento chiede a tutte le donne in età fertile e già madri di un figlio di farsi applicare una spirale intrauterina per impedire ulteriori gravidanze o di farsi sterilizzare. Le donne invece che hanno già due figli devono sottoporsi a intervento per farsi chiudere le tube. Chi si sottoporrà all’intervento, continua il documento, riceverà a seconda dei casi premi che vanno dai 300 yuan (circa 50 dollari) ai 2000 yuan (326 dollari). Ma chi si rifiuterà di farsi sterilizzare, e non riceverà quindi un certificato che attesta che la famiglia è a norma, non potrà registrare il proprio figlio all’anagrafe, non potrà iscriverlo a scuola né accedere ai servizi di welfare della città o della regione.

QUOTA NASCITE. L’ordine delle autorità locali del partito comunista cinese è arrivato in vista di «una campagna di ricerca che si concentrerà sui servizi di pianificazione familiare nei riguardi della comunità sotto la nostra giurisdizione». Secondo alcune fonti locali, il Guangdong sarebbe vicino a superare la quota nascite fissata per la regione. Per questo il governo avrebbe deciso di aumentare i controlli e le sterilizzazioni.

CONSEGUENZE DELLA LEGGE. Il Partito comunista cinese non ha mai rinnegato la legge sul figlio unico ma si è sempre vantato di avere in questo modo impedito la nascita di 400 milioni di bambini dal 1979, anno in cui è stata approvata. Non sono rari i casi di aborti indotti e sterilizzazioni forzate, come avvenuto di recente a Feng Jianmei, alla signora Lü e a Yang Yuzhi. Emblematica anche la storia di Chen, donna di 37 anni di Zhejiang, che dopo avere partorito in segreto la sua seconda figlia l’ha abbandonata, nella speranza di riuscire ad adottarla più avanti e così sfuggire alle punizioni per chi trasgredisce la legge.

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2 Commenti

  1. Quercia says:

    Se questa notizia è vera, mi domando: dove sono le femministe occidentali (femen comprese)? Forse non ci sono perchè non interessano un tubo dei diritti delle donne ma solo di portare avanti una ideologia mortifera che è coerente con queste belle politiche raccontate nell’articolo???

    Però voglio essere positivo e credere che questa notizia sia falsa. Quindi spero che nella metropoli Haizhou una donna possa decidere con suo marito di avere più di un figlio senza per questo essere punita e/o discriminata dallo stato.

  2. montefeltro says:

    tipica mediaticità spinta degli occidentali detentori “di tutte le libertà e morali del mondo” a suon di bombe e finti pietismi. Ci sono metodi e metodi, quello cinese appare schietto e brutale, quello occidentale silenzioso e pesantemente represso a suon di licenziamenti se il sistema è osteggiato da chichessia e si vive in un’ampolla d’ipocrisia. IN realtà in Europa non si è meno sterili che in China, mentre anzi lì avrebbero la potenzialità di essere fecondi qui la sterilizzazione è occulta, ipocrita, applicata a uomini e donne in una sorta ben congegnata di creazione di barriere tra i sessi, mascolinizzando le donne e rendendo sterili, di fatto e concretamente! gli uomini per mezzo di leggi economiche che tendono a materializzare la vita comune con necessità d’ingenti quote di danaro, che se in China appaiono tanti alcune mi…gliaia di euro qui si parla di rapporti a 2 cifre!L’uomo occidentale denigrato, spogliato di risorse e dignità, con donne plasmate alla mascholinità, spesso innavicinabili, ridotto a culo a terra dalle obbligate contigenze di disoccupazione e sottopaghe, con sproporzione nette e colossali tra un reddito e il ricavo abbisognante per una casa, aggiunto di recente portato alla deviazione omossessuale ed alla sua osannazione, altro che tolleranza della stessa! Gli stessi fringuelli-pennivendoli che scrivono questi “vangeli dei diritti umani” non sono in sostanza che inglobati alle loro sventure, per quanto per un tozzo di pane si prestano alla prostituzione giornalistica. Non è quindi in queste condizioni possibile fare un dibattito neutro sugli abusi reali trattandosi in questa circostanza di un semplice gioco mondialistico-geopolitico di preminenza delle parti fatto solo per suscettibilizzare la pubblica opinione.

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