Google+

Cantare l’amore e le sue forme a Sanremo come alla Scala

febbraio 26, 2012 Mario Leone

Non ho un televisore in casa e non ho seguito Sanremo. Si badi bene, non sono uno di quelli che snobba il Festival perché non è “musica di un certo tipo”; la musica o è bella o è brutta e anche la kermesse sanremese ha una sua ragion d’essere. Quest’anno però ho deciso di leggere i commenti di alcuni utenti che seguo su twitter. Tra i più esilaranti quelli di Nazzareno Carusi, eccellente pianista e musicista a tutto tondo, che mi ha fatto venir voglia di ascoltare qualche canzone sulla rete. Nella maggior parte dei casi mi sono trovato di fronte a testi scontati, ricchi di luoghi comuni degni della rubrica Manuale di conversazione di Andrea Ballarini sul Foglio, per non parlare dell’aspetto musicale: soliti accordi, soliti arrangiamenti, melodie che starebbero bene su qualsiasi testo. Uno spettacolo generalmente noioso, non dico nulla di nuovo anzi rischio anch’io di cadere nel luogo comune.

Ma la canzone (anche quella tipica del Festival) che piaccia o no, ha il suo lontano progenitore nel Lied (che nella lingua tedesca significa appunto canzone), forma di origini antichissime basata sul canto accompagnato il più delle volte dal pianoforte che vedrà la sua esplosione nella tumultuosa stagione sociale e culturale del Romanticismo. Tra lied e canzoni “pop” però, si possono rinvenire sicuramente alcune affinità tematiche. Ad esempio l’amore. La canzone La notte presentata da Arisa al Festival di quest’anno, racconta la fine di un rapporto sentimentale e dei tormenti notturni della protagonista, riportando lontanamente alla mente le tematiche del Winteraisse (viaggio d’inverno) di Schubert dove si narra di un amante abbandonato e deluso il quale, consumato dal dolore, inizia una lunga peregrinazione. Oppure Irene Fornaciari quando canta “questo boato che ho sotto il respiro rimane il mio grande… grande mistero” sembra richiamare il “mistero” cantato da Calaf nella romanza Nessun dorma dalla Turandot. Proprio l’aria d’opera (che non è altro che una canzone inserita in una trama più ampia e complessa di eventi, all’interno di una scenografia ) offre numerosi spunti rinvenibili nelle canzoni d’oggi.

L’addio espresso nel brano Sei tu dei Mattia Bazar non può non farci vagamente tornare alla mente, in questo viaggio tra “antico” e “moderno”, il famoso addio tra Violetta e Alfredo nella Traviata, o l’addio tra Mimì e Rodolfo in Bohéme. In questa carrellata di esempi non possiamo non parlare dell’innamoramento. Chiara Civello con la canzone Al posto del mondo (non esattamente un capolavoro ma andrebbe premiata in questo caso l’intenzione) un po’ ci ha provato. Inevitabile non pensare all’aria di Violetta nel finale di primo atto della Traviata. Mai “canzone” ha così espresso la grande novità e il rifiorire del desiderio umano di fronte a un incontro inatteso. Violetta, che definisce folle la possibilità per lei di un amore vero canta: “Oh gioia, ch’io non conobbi, essere amata amando! […] Lui che nuova febbre accese destandomi l’amor […] A quell’amor che è palpito dell’universo intero, Misterioso, altero, croce e delizia al cor.” Ogni altro commento sarebbe superfluo, l’ascolto dalla voce del soprano Cinzia Forte mi sembra invece doveroso.

Twitter: @maestroleone

allegrotempestoso.blogspot.com

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

La seconda generazione della crossover coreana beneficia di lievi ritocchi estetici e di un moderno sistema d’infotainment. Debutta il 1.6 turbo benzina da 204 cv di derivazione Pro_cee’d 1.6 T-GDi GT.

Look pistaiolo e dotazione particolarmente ricca per l'ultima versione della supercar nipponica, che entra in listino a 118.900 euro. Le consegne inizieranno a novembre

La concept nipponica anticipa una SUV a tre porte dal design aggressivo, ispirata concettualmente alla prima generazione a passo corto della Toyota Rav4. A soluzioni avveniristiche in abitacolo si affianca un powertrain ibrido.

Al Mondial de l'Automobile debutta la nuova Suzuki Ignis 2017. È una specie di mini Suv che sfida a viso aperto la Fiat Panda 4x4. Arriverà all'inizio del prossimo anno

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana