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Per l’8 marzo ringraziate la Chiesa, vera custode della femminilità

marzo 7, 2014 Lucetta Scaraffia

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Vi è una diffusa sensazione di attesa per quanto riguarda i cambiamenti che potranno coinvolgere le donne all’interno della Chiesa. Papa Francesco ne ha parlato ancora nell’intervista con il direttore del «Corriere della sera», Ferruccio de Bortoli, rivelando come lui stesso stia collaborando con letture e riflessioni a quell’approfondimento teologico che ha auspicato già qualche mese fa. E analisi e proposte circostanziate sono state avanzate dal cardinale Kasper.

C’è quindi un cantiere aperto, un cantiere di cui il Papa indica sempre più nettamente le caratteristiche. Cominciare ad affrontare la situazione dal punto di vista teologico significa infatti muoversi in una direzione ben lontana da quella auspicata da chi pensa semplicemente che la Chiesa si debba adeguare al mondo, introducendo donne a tutti i livelli di potere e di decisione.

Certo, l’esistenza di un governo esclusivamente maschile oggi viene percepita soprattutto come un’occasione di distanza, di differenza insanabile con la società laica. Ma se la questione è teologica vuol dire che al centro del problema non è la “modernizzazione”, ma qualcosa di più profondo e importante che tocca la natura spirituale della Chiesa.

Si tratta cioè di qualcosa che implica un arricchimento dell’identità di questa istituzione bimillenaria, una riflessione ulteriore sul ruolo che le donne hanno esercitato sia all’interno della tradizione biblica sia nella vita della Chiesa: un percorso che è insieme di scoperta e di riconoscimento. A sua volta questo riconoscimento contribuisce non solo a definire il ruolo che, in futuro, le donne potranno e vorranno svolgere, ma soprattutto a disegnare i tratti spirituali e teologici di una tradizione cristiana aperta al femminile. Tutto questo arricchirà il messaggio della Chiesa, perché così potrà risuonare nella completezza ritrovata del maschile e del femminile che si integrano e si potenziano, dal momento che rappresentano l’interezza della natura umana così come Dio l’ha creata.

Da questo punto di vista, paradossalmente, è molto positivo che la Chiesa sia rimasta finora estranea ad alcuni aspetti del processo di emancipazione delle donne che hanno coinvolto nell’ultimo secolo il mondo laico: in questo modo è rimasta l’unica custode di quei valori femminili — prima fra tutti la maternità — che il tipo di emancipazione affermatosi storicamente sta cercando di cancellare. E quindi può riproporli vivi e intatti, e farne riconoscere la ricchezza e la fertilità, sul piano spirituale e intellettuale, applicandoli in primo luogo al suo interno.

Sono numerose e significative le figure femminili che, nell’ultimo secolo, hanno colto e anticipato questa trasformazione. Per esempio, Chiara Lubich, che ha fondato l’Opera di Maria per riportare l’amore materno, l’accoglienza femminile del focolare al centro della missione cristiana. Oppure Adrienne von Speyr, la mistica ispiratrice di molte opere del grande teologo Hans Urs von Balthasar, la quale nelle meditazioni su Maria osserva che «il legame fisico-spirituale tra la madre e il bambino continua a sussistere come un eterno mistero tra di loro. La inserisce necessariamente nella sua opera di redenzione». Così Gesù «non si separerà più dalla sua ancella, che è anche madre e regina, così come l’uomo non può separarsi dalla donna. Cristo è solo uomo, non è donna, ma donna e uomo formano insieme l’intero genere umano».

Antonella Lumini, eremita urbana fiorentina autrice di un importante libro sulla “maternità di Dio”, segnala come oggi le donne, che sono al cuore dell’amore, stiano perdendo il materno, la capacità di accogliere e di amare. Ma questa tendenza non è irreversibile: l’umanità comprenderà, non potrà più credere di bastare a se stessa. E la Chiesa ritroverà il calore che attira e illumina perché «solo l’amore misericordioso permette di accostarsi al vuoto che giace nel cuore dell’umanità».

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4 Commenti

  1. Antony scrive:

    Chissà perchè le donne cattoliche ( quelle vere intendo) non ne volgliono sapere di avere posto nella gerarchia.
    In secondo luogo nemmeno il papa potrebbe eleggerle, non è nei suoi poteri.
    E’ solo l’ignoranza di chi sta fuori dalla Chiesa ad avere pretese.
    E fatela finita una buona volta.

    • mike scrive:

      io son d’accordo con te che le donne non debbano essere preti e perché così Cristo decise. ma c’è un però: non di rado ho sentito dire da donne anticattoliche che la chiesa mai ha spiegato perché non possano essere preti. così Cristo decise? ok ma una ragione l’avrà avuta. quale? così ragionano. e come loro anche donne cattoliche. in pratica è rassegnazione, anche solo nel volere una risposta e basta. comunque la storia si collega con la faccenda dei divorziati: fanno la comunione. in pratica la gente sempre più se ne frega della chiesa e se ne allontana perché o vuole fare come gli pare o non ottiene delle risposte. anche sui divorziati idem. dicono che Cristo disse di essere venuto per i peccatori, e allora affermano che l’ostia (che è Cristo) dovrebbero poterla fare. cosa c’è di sbagliato. così ragionano.
      ma tanto secondo me ancora si finge che il peggio debba venire, che la fede cristiana è ancora in buona salute riguardo al consenso. come sui gay: si afferma che sono una risicata minoranza della popolazione, poi però il sig. barilla ha dovuto fare marcia indietro sennè perdeva molti clienti.

    • mike scrive:

      altra cosa cui tengo di più. io non sono stupido e così buona parte della gente. dire che uomo e donna si completano e che ognuno ha il suo compito (che è quanto in fondo dice la chiesa) è ipocrita. infatti ogni compito non è per forza uguale. un conto fare il calzolaio e il barbiere o il banchiere, un altro poter prendere decisioni. e le donne nella comunità cristiana non possono prendere decisioni. così è alla faccia di tante discussioni para-filosofiche/teologiche. chi può decidere di fatto è superiore a chi non può decidere, a prescindere se magari decide bene. così è. conviene dire per quale ragione Cristo decise che i preti erano solo uomini. in 2000 anni si sarà capito o da sempre lo sanno. siamo ad un punto della storia che occorre mettere come si dice nero su bianco. così evitiamo agli anticattolici un motivo in più di biasimo.

      • Antony scrive:

        Anche gli uomini non possono prendere nessuna decisione, ha già deciso tutto Lui.
        La ragione è una sola e la Chiesa l’ha detto chiaramente soprattutto con papa Benedetto, infatti dice in un suo libro che Dio ha stabilito che l’uomo rigenera figli nello Spirito ( vedi Battesimo, Cresima, Confessione) mentre la donna rigenera o PROcrea nel corpo. Come vedi sono due missioni di pari dignità.

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