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Bisessuale, cresciuto con due lesbiche, 40 anni nel mondo Lgbt: «No al matrimonio omosessuale»

giugno 7, 2013 Benedetta Frigerio

La testimonianza di Robert Lopez: «Sono solo un ragazzo che ha dovuto ripulire il casino lasciato dalla rivoluzione sessuale. La comunità gay produce odio e recriminazione viziosa»

«Dobbiamo frenare questa corsa»; «i bambini non possono diventare proprietà degli adulti»; «abbiamo sentito tante campane, ma mai quelle dei diretti interessati a cui non viene data voce». Sono le parole di Robert Oscar Lopez, professore presso la California State University, che lo scorso 12 marzo ha dato testimonianza davanti al Parlamento del Minnesota chiamato a legiferare sul matrimonio omosessuale. L’uomo, cresciuto dalla madre lesbica con la sua campagna, è intervenuto il mese scorso raccontando la sua esperienza sul Public Discourse, il giornale online del centro di ricerca The Witherspoon Institute dell’Università di Princeton.

«MI MANCAVA UN GENITORE». Spiegando di essere bisessuale, il professore ha dichiarato: «I bambini sentono potentemente la mancanza di un padre o di una madre» e «provano una grande frustrazione, perché non sono in grado di fermare chi decide di privarli del padre o della madre».
Cresciuto nella comunità Lgbt da quando aveva due anni, Lopez ha spiegato perché la sua voce non è bastata a frenare la legge sulle nozze gay in Minnesota: «Nel corso dell’ultimo anno sono stato di frequente in contatto con adulti cresciuti da genitori dello stesso sesso. Sono terrorizzati dall’idea di parlare pubblicamente dei loro sentimenti, così molti mi hanno chiesto (dato che io sono già uscito allo scoperto, per così dire) di dare voce alle loro preoccupazioni». Lopez, parlando della conflittualità che si vive tra l’attaccamento ai genitori e le ferite da questi provocate, ha aggiunto di voler parlare soprattutto per «conto di coloro che sono stati messi da parte dalla cosiddetta “ricerca sociale” sulla genitorialità omosessuale».
Quelli che hanno contattato il professore si sono sentiti in dovere «di ribadire di amare i propri cari», ma poi «si sentono scollegati dagli aspetti legati al sesso delle persone intorno a loro, con una certa frequenza provano rabbia verso i loro “genitori” per averli privati del genitore biologico (o, in alcuni casi, di entrambi i genitori biologici), rimpiangono di non aver avuto un modello del sesso opposto, e provano vergogna o senso di colpa per il fatto di sentire un risentimento verso i propri genitori».
Secondo il professore la legge sul matrimonio omosessuale è pericolosa: «Incoraggiare le coppie dello stesso sesso a pensare che la loro unione non sia distinguibile dal matrimonio» è dire «una menzogna, e tutto ciò che si fonda sulla menzogna ci si ritorcerà contro».

L’AMORE SURROGATO. «Dopo aver trascorso quarant’anni dentro nella comunità gay – ha proseguito -, ho visto come questa realtà produca odio e recriminazione viziosa». Le coppie dello stesso sesso, infatti, spesso parlerebbero male di quelle eterosessuali per giustificare le adozioni. «Ma – ha continuato il professore – io sono qui per dire di no: avere una mamma e un papà è un valore prezioso in sé, non qualcosa che può essere ignorato, anche se una coppia gay ha un sacco di soldi, anche se può iscrivere un ragazzino alle migliori scuole».
Sarebbe poi «inquietante e classista la posizione dei gay che pensano di poter amare senza riserve i loro figli dopo aver trattato la madre surrogata come un incubatore, o delle lesbiche che credono di amare i propri figli incondizionatamente dopo aver trattato il loro padre-donatore di sperma come un tubetto di dentifricio».
Lopez ha denunciato le autorità che, anziché proteggere il diritto degli orfani ad avere una madre e un padre, si preoccupano di rispondere alla domanda del mercato degli omosessuali che vogliono figli: «Qualunque sia il trauma causato ai bambini dall’essere orfani non dovrebbe essere aggravato dallo stress di essere adottati da una coppia dello stesso sesso». Per il professore neppure il genitore biologico divorziato avrebbe il diritto di allevare il proprio figlio con una persona dello steso sesso lasciando da parte il genitore biologico: «I bambini di solito vogliono che la loro mamma e il papà smettano di litigare, mettano da parte le loro differenze, e stiano insieme, anche se uno di loro è gay».

I FIGLI “OMOFOBI”. Lopez ha citato anche la fecondazione, il divorzio, il commercio delle adozioni, per dire che «i bambini gettati nel bel mezzo di questi pericoli morali sono ben consapevoli della responsabilità dei loro genitori nel dare loro una vita stressante ed emotivamente complicata», mettendoli persino «nella non invidiabile posizione di essere chiamati “omofobi” se semplicemente soffrono per lo stress che i genitori hanno loro imposto».
Sfortunatamente, però, il movimento Lgbt «ha deciso che la sua convalida da parte di altri richiede una ridefinizione del “matrimonio” inclusiva delle coppie dello stesso sesso. Così eccoci qui, bloccati a imporre una vita problematica ai bambini». Perché purtroppo, conclude Lopez, «suppongo di non contare. Non sono un medico, un giudice o un commentatore televisivo, solo un ragazzo che ha dovuto ripulire il casino lasciato dalla rivoluzione sessuale».

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95 Commenti

  1. massimo scrive:

    Outing necessario in un clima di conformismo dogmatico.

  2. Ignazio scrive:

    Sono curioso di vedere quanti commenti in stile “Povero omofobo” compaiono qui. Inizio a pensare che si debba dare risonanza a testimonianze di questo tipo perche’, guarda caso, passano completamente sotto silenzio…

    • IlPirata scrive:

      Scusa, ma questo studio si basa su cosa dicono i genitori?!? E poi si evincerebbe che l’omofobia fa bene a queste famiglie?!?
      Mi scappa da ridere….

      • francesco t scrive:

        se avessi letto capiresti che è impossibile analizzare i punti che si pone come obiettivo la ricerca, “chiedendo solo ai genitori”, e infatti la ricerca prende in esame 500 figli E 300 e passa genitori.non solo i genitori, perchè non si posson giudicare i genitori per analizzare i figli, no?

        e no, se avessi letto, comprenderesti che non è vero che “l omofobia fa bene a queste famiglie”. quello che relativamente ha “Provocato” risultati migliori in determinati campi, è dovuto al fatto che i genitori stessi devono convivere con l omofobia e con tali premesse, ne consegue un rapporto più coeso, unito e sincero con i figli, al fine di proteggerli da ciò. detta semplicemente, perchè la spiegazione sarebbe più ampia.

        • Il pirata scrive:

          “For 80% of the children a female parent completed the survey, 18% were completed by a male parent, with 2% having an other gendered parent. These parents describe
          a range of sexual orientations including homosexual, gay, lesbian, bisexual and queer”

          Ho capito male? D’altronde se sono presi in esame bambini dai 2 mesi in su faccio fatica a pensare che possano essere stati loro a rispondere

        • Lucia Gigas scrive:

          già, e quanti figli adulti hanno intervistato? 😀

    • Daniele scrive:

      peccato che quello studio, come quello dell’ apa, sia una bufala:
      i figli delle coppie gay vengono su pesantemente disturbati
      http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/adozione-ai-gay-figli-disturbati.aspx

      • francesco t scrive:

        1- falso. lo studio citato da paola è tra i più recenti e ampi fatti sull argomento. e loren marks non l ha mai smentito. nessuno l ha mai smentito.

        2- falso citare regnerus, il quale non ha fatto nessuna ricerca che prendesse in esame famiglie omogenitoriali. ricerca commissionata dall associazione anti gay, e definita alla fine una stronzata per il contesto attribuitogli. a questo si aggiunge l ammissione di regnerus stesso e il fatto che quest ultimo dovesse sottostare a un preciso regolamento che imponesse che parlasse male delle coppie gay.

        3- la ssips non ha mai pubblicato o reso noto alcuno studio.

        • ftax scrive:

          falsa solo una cosa.
          Che una coppia omosessuale possa essere una coppia di genitori.
          Perché un omosessuale non genera, ma fa il parassita di una generazione eterosessuale.
          Punto.

          • francesco t scrive:

            quindi i genitori adottivi non son genitori. certo che quando cercate di aggrapparvi all etimologia fate proprio ridere.

            • H.Hesse scrive:

              Infatti si chiamano genitori putativi.

              • francesco t scrive:

                allora anche i genitori gay posson esser genitori putativi. ma come vedi, ftax voleva eliminare proprio il diritto di chiamarsi genitori. impossibile.

          • Paolo scrive:

            Omosessuale lavora e paga le tasse (può) generare (le famiglie omoparentali la smentiscono). Mi viene in mente un esempio più calzante di chi non genera, e non paga ,e tasse….sempre parassiti sig. ftax?

          • Paolo scrive:

            Un omosessuale, quanto un eterosessuale lavora e paga le tasse. Quindi di per sè contribuisce alla società quanto un eterosessuale. Mi viene però in mente un altro esempio che non genera e non paga le tasse

            • guido scrive:

              lavorare e pagare le tasse chr c’entra con l’essere genitori? un gay non può sostituire una madre, ed una lesbica non può sostituire un padre. questa testimonianza ne rappresenta l’ennesima conferma. e quanto allo studio australiano è veramentr ridicolo. qurstionari on line e bambini dai 2 mesi ai 17 anni? come può un bambino rispondere in modo oggettivo e libero da condizionamenti in quella fascia di età attraverso questionari fatti via web?

            • guido scrive:

              un gay non può sostituire una madre, ed una lesbica non può sostituire un padre anche se lavorano e pagano le tasse… questa testimonianza rappresenta l’ennesima conferma. e quanto allo studio australiano è veramentr ridicolo. qurstionari on line e bambini dai 2 mesi ai 17 anni? come può un bambino rispondere in modo oggettivo e libero da condizionamenti in quella fascia di età attraverso questionari fatti via web?

      • Paolo scrive:

        Certo che ci vuole coraggio o profonda disinformazione per citare ancora lo studio di regnerus. Capisco non abbiate altro però….

    • giovanna scrive:

      Cara Paola, anche se sei fintissima, come tutto il mondo gay ideologizzato è per forza finto, ti rispondo lo stesso.
      Come mai non si è mai letto di un adulto che racconta la bellezza dell’essere stato privato della mamma o del papà e di essere cresciuto senza un riferimento maschile o femminile? Ho solo sentito dei poveri bambini affermarlo, evidentemente sfruttati all’uopo e comunque non in condizione di esprimere la loro sofferenza. Le ricerche sugli adulti dicono esattamente il contrario di quelle taroccate sui minori.
      ma aggiungo anche il 99,9 % della gente sostenesse che la compravendita di bambini e lo sfruttamento dei loro genitori sia la cosa più sensata al mondo, lo stesso non mi potrei convincere che tali pratiche disumane siano accettabili.
      Come dice questo professore che vuole dare voce a chi non può fiatare, si può amare tantissimo un bambino che è stato trattato come un oggetto? Forse si può amare così un bambolotto, o un cagnolino, ma non un bambino divenuto puro strumento dell’affettività e di una impossibile, impossibile tanto che lo devono comrare, normalità di una coppia gay.

    • Cisco scrive:

      I soliti studi-farlocco, tutti fortemente influenzati dalla cultura mainstream: andatevi a leggere cosa dicevano le stesse associazioni qualche decennio fa, c’è da ridere per non piangere. Evviva Freud!

  3. giovanni scrive:

    Per loro ( i f….) l’umanità è formata da tre correnti di pensiero, la prima (numericamente minoritaria ma molto rumorosa supportata da “illuminati” poco illuminati) la seconda che è la maggioranza, ma subisce i condizionamenti degli “illuminati” e la terza, anchessa minoritaria che non accetta passivamente questa decadenza dei costumi. E’ pacifico che loro (i f….) vogliono una società fatta per loro.( lascio immaginare la gayezza di questa società) Se questo avviene è la fine della civiltà!

  4. francesco t scrive:

    quante omissioni su lopez! infatti, la sua vita è tutt altra storia: a qualche beota piace citare questo personaggio: robert lopez . spacciandolo per figlio di famiglia omogenitoriale che testimonia quanto siano “dannosi i genitori gay”. purtroppo per loro, lopez non crebbe in una famiglia omogenitoriale.la madre era lesbica e divorziò dal padre.robert vivette SOLO nei weekend , IN UN CAMPER in un parco di new york, con sua madre e la sua compagna, mentre nel resto della settimana esse erano separate. oltretutto, lopez non era l unico figlio della famiglia. ma fu l unico che non venne cresciuto come i suoi fratelli e sorelle , che restarono con un padre e una madre.questo è tutt altro che un esempio di famiglia omogenitoriale, è una famiglia (etero) in seguito disastrata in cui un figlio si è ritrovato in una situazione decisamente diversa e meno agevole rispetto ai fratelli e sorelle. http://www.minnpost.com/politics-policy/2013/03/same-sex-marriage-opponent-robert-oscar-lopez-calls-himself-childrens-activi ora, visto quello che ha vissuto, non mi sorprende proprio quello che afferma. normalmente, i problemi derivanti da una situazione famigliare distrutta, in cui uno dei figli si ritrova separato e in condizioni nettamente diverse e peggiori dei fratelli e sorelle, causerebbe problemi di non poco conto. e la cosa va ben al di là dell orientamento sessuale dei genitori o del fatto che la madre avesse una partner, visto che la vedeva solo nel weekend.

    • Gmtubini scrive:

      Certo che se la mamma di questo povero disgraziato vedeva la ganza la vedeva solo nel weekend cambia tutto, che diamine!
      Chissà che belli spettacolini ha visto ‘sto ragazzo tutte le domeniche, eh? Altro che la tv dei ragazzi!

      • francesco t scrive:

        cosa cambia? vediamo….
        lui si ritrova con una famiglia disastrata che si separa. punto primo.
        punto secondo: separato dai suoi fratelli e sorelle, lopez viene obbligato a fare avanti e indietro , tra casa e un camper, ogni weekend, senza un minimo di stabilità. e come se ciò non bastasse, è obbligato a un trattamento totalmente diverso dai suoi fratelli e sorelle, che si ritrovano in una situazione meno movimentata e più facile in cui adeguarsi.
        chiunque non farebbe fatica a comprendere che far fare avanti e indietro un bambino ,dopo un divorzio burrascoso, per anni tra una casa e un camper in un parco, è una situazione problematica e stressante.
        io dovevo fare una settimana da mio papà e una da mia mamma dopo il divorzio (che poi si son prolungate proprio per evitare lo stress). e la situazione di lopez è assai peggiore.

        non ci vuole una laurea in psicologia per comprenderlo.

        • Gmtubini scrive:

          Insomma, un bambino soffre tanto tanno delle situazioni familiari anomale, ma avere due babbi o due mamme non è anomalo purché siano regolarmente sposati.
          Cacchio, ecco a cosa servirebbe una bella laurea in psicologia: a credere con una certa fermezza che certe stronzate megagalattiche siano delle verità.
          Anche se, come leggo qui sotto, la tua per così dire famiglia (a proposito, non ho capito: i tuoi non si sono mai sposati ma hanno divorziato… In che senso?) eterosessuale fa letteralmente schifo, non vedo per quale motivo tu la voglia far pagare anche agli altri bambini.
          Che ti hanno fatto di male LORO?

          • Gmtubini scrive:

            Errata corrige: nella prima riga del mio intervento, in luogo di “tanno” leggasi “tanto”; scusate.

          • francesco t scrive:

            è evidente che non hai capito niente della mia esperienza, del racconto e di ciò che insegna.

    • giovanna scrive:

      ma come mai queste “famiglie” omosessuali che vengono fuori dalla testimonianza dei figli adulti sono sempre così instabili, depravate, piene di problemi ?
      ma tu, Francesco, che mamma e babbo hai avuto, per rinnegarli e riternerli così insignificanti per il loro bambino?
      come fa non sembrati la cosa più ovvia che un bambino abbia bisogno di suo padre e di sua madre per crescere e che il fato di essere comprato lo degradi ad oggetto?
      io sta cosa non la capirò mai.

      • francesco t scrive:

        ti risponderò.
        la mia famiglia etero , è stata proprio il mio insegnamento più grande nella vita: che a un figlio non serve, un maschio e una femmina come genitori. a un figlio servono genitori BRAVI, amorevoli, che seguano il proprio figlio, che lo supportino , che siano uniti, che educhino e condividano vita ed esperienze con il proprio figlio.
        i miei genitori non si sono mai sposati, hanno divorziato, e son passato all avere 1 mamma, una mamma acquisita(moglie di papà), 1 papà , 4 papà acquisiti (di cui uno purtroppo morto e l altro finito in tribunale per truffe alquanto gravi) , un fratello (per metà biologico) e una sorella acquisita. mi son ritrovato nella mia vita in uno stato alquanto difficile , nella “sacra famiglia etero” , e , parola della psicologa, è incredibile che ne sia uscito totalmente indenne, considerando che vi era anche un caso di alienzaione genitoriale, ovvero quando un genitore(o entrambi) cercano di mettere il figlio contro l altro genitore.l educazione familiare avuta anche e soprattutto da zii e nonni ha avuto un suo peso. queste esperienze mi hanno chiaramente fatto capire , ironicamente, l importanza della famiglia. o meglio, l importanza di ciò che DAVVERO costruisce una famiglia, ciò che la rende tale. non è certamente il sesso dei genitori, e non è certamente il loro sesso che definisce la mia crescita sana.

        più volte, presa coscienza dell esistenza dei genitori gay (parlo del periodo delle medie), pensavo che non avrei avuto alcun problema in quel caso, perchè l importante era l unione della famiglia, l amore , il supporto, la gioia e la condivisione che si crea all interno della stessa. avevo compreso anche che la famiglia non è una sola, non si creano con lo stampino, ma che ne esistono molti tipi. e la mia era solo una delle tante, ma non per questo era meno importante o doveva esser infangata. fortunatamente tutti quei problemi son passati oggi, ma l esperienza mi ha aperto profondamente gli occhi su ciò che serve in una vera famiglia. perchè per concepire un figlio serve uno spermatozoo e un ovulo, e basta centrare il bersaglio per alcuni. ma per CRESCERE un figlio, serve ben altro. qualcosa che esula totalmente dall orientamento sessuale e dal sesso, o per fare un paragone, dall aspetto fisico. nonostante i problemi attraversati nella mia famiglia , posso dire che i miei genitori mi hanno cresciuto bene, e mi son sempre stati vicini. sono sempre stato la cosa più importante per loro come la sono adesso. ma non è stato il loro sesso a crescermi, non è stato il loro fatto di esser etero. sono state le loro capacità genitoriali nel corso della vita. e ripeterei tutto questo, anche se significasse riaffrontare quei periodi difficili, perchè è grazie a questa esperienza se ora SO COS è UNA VERA FAMIGLIA, e so che essa non si basa sugli organi genitali.

        • francesco t scrive:

          ps: ho visto e conosciuto famiglie omogenitoriali, e quindi genitori gay e lesbiche e i loro figli , il cui amore, educazione, e molto altro al loro interno, io me lo sognavo nella mia famiglia “etero”. è solo un altro esempio lampante che non è il sesso che costruisce la famiglia, e non è il sesso che rende dei buoni genitori. è la personalità, la responsabilità, e molto altro.
          non rinnegherò mai la mia famiglia. benchè io possa dire che avrei preferito due genitori gay uniti e amorevoli, piuttosto che vivere quelle esperienze, in genere non lo faccio perchè è proprio grazie a quelle brutte esperienze che oggi ho capito cos è davvero che forma una famiglia, cos è che davvero rende dei genitori tali. è grazie a quelle esperienze che ora sono molto più maturo , probabilmente più di quanto sarei stato se non le avessi attraversate. ma mai attribuirò quello che sono diventato al sesso dei miei genitori. in questo modo si, che denigrerei la mia famiglia e loro stessi.

          • Alida Vismara scrive:

            E’ proprio grazie a quelle esperienze che ti sei ritrovato con emozioni omosessuali… comunque ti do una bella notizia, avete finito di raccontare bugie sul fatto che le terapie riparative non funzionano, la verità sta emergendo in tutta la sua bellezza … hai accettato le tue pulsioni, ora impara ad accettare che c’e’ gente che le ha cambiate e che continuerà a farlo (non ti rispondo .. ogni cosa scrivi perchè ti conosco abbastanza bene dal sapere che inizierai ad arrampicarti sui vetri). Pubblicazione portata davanti ad un tribunale dall’ex-presidente dell’APA come prova che l’orientamento sessuale puo’ essere modificato con le terapie. Lui stesso ha aiutato a cambiare con le terapie oltre 2’000 persone e il suo staff oltre 16’000. LA VERA FRODE E L’INGANNO E’ DICHIARARE CHE L’ORIENTAMENTO SESSUALE NON PUO’ ESSERE CAMBIATO. http://www.consciencedefense.org/contents/media/Nicholas_Cummings_Declaration.pdf

            • francesco t scrive:

              io ero gay ben prima del divorzio dei miei genitori. è dalle elementari che lo ero(ovviamente non conoscevo l etichetta e non avevo ancora desideri sessuali, ma le cotte le prendevo per i miei amici maschi, e sapevo che su questo ero diverso da loro) , e il divorzio è avvenuto dopo le medie. il mio orientamento sessuale l avevo già considerato prima di allora, e chiarito. non ti azzardare mai più a farmi la psicanalisi dei poveri, da casalinga quale sei.

              a causa della gente come te, ho rischiato grosso, quando ero minorenne.

              risparmiami il poveraccio che identifica l omosessualità come malattia mentale pari alla pedofilia. so che ti piace omettere queste cose, ma tant è.

            • francesco t scrive:

              ps alida: cummings è stato presidente PER UN ANNO a malapena. pps: cummings non afferma MAI alcun dato effettivo e di successo sui “pazienti” che citi, alida.lui dice solo di AVER VISTO 2000 pazienti gay, e il suo staff 16000. parla di “successi di cambiamento” solo per qualche centinaio su 18MILA. stranamente non fa numeri, e , come ben sai, non esiste nessuna prova, nessuno studio e nessuna ricerca che dimostri ciò (il che è ironico ,considerando l ENORME numero proclamato).

              in compenso afferma che il rimanente 1/3 dei pazienti non vide nessun risultato e ne conseguirono promiscuità continua, depressione, assunzione di droghe, ecc.
              (gli altri , all infuori di questo 1/3 e dei “centinaia” citati prima, avevano fatto terapie non riparative ne di cambiamento,ma di ben altri motivi, che conseguirono una vita (omosessuale) più felice e stabile).

              pps: il ban alle terapie riparative è passato in new jersey,dopo le analisi delle accuse e della difesa(vedi cummings) con 5 voti a favore, nessun contrario e un astenuto. manca solo la firma del governatore.spiacente.

          • Piero scrive:

            La tua tragica esperienza e’ il migliore spot per la famiglia sposata, eterosessuale (c’è anche bisogno di specificarlo?), contro il divorzio, le famiglie “allargate” e l’irresponsabilità dei tempi moderni.

            • francesco t scrive:

              la mia esperienza è prova del fatto che non è il sesso aformare la famiglia, e non è il sesso dei genitori a crescere un figlio, e non è in base a quello che un figlio cresce bene.

              se io oggi sono sano, non mi drogo, non sono un alcolizzato, ho avuto ottimi voti scolastici , un ottima condotta, e sono un figlio modello, non lo devo al sesso dei miei genitori, ma lo devo a ciò che mi hanno trasmesso nonostante tutti i loro errori.
              insegnamenti che sono arrivati, soprattutto, da nonni e zii.

          • giovanna scrive:

            non riesco a capacitarmi che un ragazzo sveglio riesca a dire: se avessi avuto due genitori gay sarei cresciuto con genitori amorevoli !!! ma che genitori? comunque avresti avuto un papà e una mamma e uno di loro ti avrebbe abbandonato o nel peggiore dei casi, quello èpiù sbandierato, venduto! e tu puoi considerare due uomini che comprano un figlio due genitori amorevoli? a che punto può arrivare la menzogna !
            poi, la tua storia, come hanno detto altri, è proprio la testimonianza di come il matrimonio abbia bisogno di essere difeso e sostenuto, perchè non capiti ad altri quello che è capitato a te.
            ti mancava solo di essere ceduto a due uomini o due donne ! che poi sono i legami per forza di cose più instabili , perchè non c’è complementarietà, accettazione del diverso, ma basati sull’edonismo, pure tramite un bambino che non ci si vergogna di comprare.

            • francesco t scrive:

              lei non meriterebbe risposta.
              prima di tutto perchè evidentemente non sa leggere: io non ho MAI detto “se avessi avuto due genitori gay sarei cresciuto con genitori amorevoli”. cito: “presa coscienza dell esistenza dei genitori gay (parlo del periodo delle medie), pensavo che non avrei avuto alcun problema in quel caso, perchè l importante era l unione della famiglia, l amore , il supporto, la gioia e la condivisione che si crea all interno della stessa.”

              insomma, ho citato un bel pò di cose necessarie e importanti che devono esserci in una famiglia. le cose che mi hanno reso ciò che sono. le cose DAVVERO importanti in una famiglia. quindi no, mia cara, non ho mai detto che “due genitori gay= amorevoli”. ho detto che grazie alle esperienze vissute, sapevo che non avrei avuto problemi con due genitori dell ostesso sesso, perchè quello che desideravo e di cui avevo bisogno, non era un “sesso di un genitore”, ma delle cose citate.

              quello che è capitato a me capita a moltissimi altri viventi in famiglie etero, ma sai cosa? i casi PEGGIORI , sono di coppie sposate , etero. perchè , ironico a dirsi, ma il divorzio , quando entrano in gioco termini legali del matrimonio, è estremamente più dannoso (esempio: il figlio può vedere il padre solo un tot e deve restare con solo un genitore, mantenimenti vari a prescindere ecc…nel mio caso, ciò non c è stato, ma ci sono stati accordi tra le parti in cui anch io ero coinvolto).
              ripeto: la mia esperienza è dimostrazione che quello che costruisce una famiglia, non è il sesso dei genitori. ed è dimostrazione che per crescere bene , ma in particolare per essere dei buoni genitori e una buona famiglia, non serve avere un pene e una vagina, ma tutt altro. cose che non dipendono dal sesso.

              e mi faccia il favore: la mia relazione non è basata sull edonismo, è piena di complementarietà , e la accettazione del “diverso” direi che è una cosa ovvia, visto che nella mai vita son stato e sono sempre il “diverso” e questa etichetta pende su di me come un incudine nelle vostre parole…sarebbe paradossale se non accettasi il “diverso”.
              prenda bene coscienza che io , gay, sono nettamente uguale a lei come essere umano. provo le stesse cose, rido, gioisco, soffro nel medesimo modo e AMO nel medesimo modo.a lei può non piacere, ma non si azzardi a deumanizzarmi e deumanizzare i miei sentimenti , la mia vita affettiva , solo per un etichetta che non ho mai scelto di avere e che non mi rende diverso come essere umano.

          • guido scrive:

            certo non hai avuto un infanzia felice proprio come molti che poi diventano gay …

        • Piero scrive:

          “i miei genitori non si sono mai sposati, hanno divorziato, e”

          E’ facile vedere come tu sia talmente confuso da non sapere neppure cosa dici.
          COme fanno ad aver divorziato se non si sono mai sposati?
          Tutto il resto viene di conseguenza.

          E piantala di sparar fregnacce sullo studio di Regenerus.
          Il “tuo” studio invece è una fesseria bella e buona. In pratica hanno intervistato 500 coppie omosesuali che hanno deto “tutto bene qua!”. che bello studio…
          Certo che considerando che tu sei quello che prestava fede a quella sciocchezza di “studio con l’Istituto Superiore della Sanità” stiamo messi bene…

          • francesco t scrive:

            pardon, evidentemente vi piace aggrapparvi alle sottigliezze. non si sono “legalmente divorziati” non essendoci il matrimonio, benchè quando una coppia di fatto con figli fa la SEPARAZIONE (il termine vi piace di più?) possono comunque ricorrere a dei legali, e a me francamente, la differenza tra “divorzio e separazione” , non la vedo più di tanto se non in fatti burocratici.
            ecco, dopotutto è stata una fortuna che non fossero sposati, perchè in quel caso il divorzio sarebbe stato ancora peggiore.

        • Piero scrive:

          “i miei genitori non si sono mai sposati, hanno divorziato”

          la tua confusione si capisce da qua, non sai manco quello che dici.
          Come hanno fatto a divorziare se non si sono mai sposati?
          tutto il resto viene di conseguenza.

          • francesco t scrive:

            pardon, evidentemente vi piace aggrapparvi alle sottigliezze. non si sono “legalmente divorziati” non essendoci il matrimonio, benchè quando una coppia di fatto con figli fa la SEPARAZIONE (il termine vi piace di più?) possono comunque ricorrere a dei legali, e a me francamente, la differenza tra “divorzio e separazione” , non la vedo più di tanto se non in fatti burocratici.
            ecco, dopotutto è stata una fortuna che non fossero sposati, perchè in quel caso il divorzio sarebbe stato ancora peggiore.

            vuoi forse le prove che i miei siano SEPARATI? vuoi forse le prove di quanto affermo? non ho problemi , in privato.

  5. saggio? scrive:

    L’amore, quello con la A maiuscola deve essere FERTILE e FECONDO.
    Cercherò di fare un discorso comunque LAICO…
    Fertile perché deve essere aperto alla vita, sempre e comunque, nell’ambito comunque di una genitorialità responsabile.
    Fecondo perché deve essere fonte di crescita umana e sociale sia per i due amanti che per le persone che vivono con loro e attorno a loro.
    Io e mia moglie siamo genitori adottivi: il nostro amore non è realmente fertile ma lo è di fatto perché con noi vive una bellissima figlia.
    Il nostro amore dovrà essere però fecondo per la crescita di nostra figlia e per gli amici e la comunità in cui viviamo.
    Un vero amore, base del matrimonio, deve essere fertile e fecondo.
    Ecco perché una coppia che decide di non avere figli rischia di vivere un amore incompleto.
    Ecco perché, non me ne vogliano le persone omosessuali che mi leggono e a cui va il mio profondo rispetto e un amichevole abbraccio, una unione di persone dello stesso sesso non può sfociare in un matrimonio: perché sarebbe un amore intrinsecamente infecondo al suo interno. Due gay per avere un figlio non possono che ricorrere a un intervento esterno: a un donatore se femmine, a un utero in prestito se maschi oppure ad un bimbo già nato all’esterno della coppia se adottato.

    • francesco t scrive:

      tutto ciò è contradditorio. in altre parole indica la vita di chi non ha figli ed è in coppia come un amore inferiore, incompleto. è ovvio che avere figli porta a un livello più alto la relazione, ma questo per molti fattori, tuttavia ciò non rende di fatto un amore di coppia “senza figli” come “incompleto”. anche perchè detta così’, sembra come dire “se non hai figli, la relazione non merita di essere vissuta”, oppure “se non posso avere figli, tanto vale non avere nessuna relazione”, visto che sarebbe un amore “incompleto” e non sarebbe “vero amore”.

      la contraddizione è anche per il fatto che in altri post si evidenzia il fatto che sia contro la morale per i cattolici conservatori la fecondazione assistita o eterologa (limitandomi a parlare di coppie etero). perchè l adozione, lei lo saprà direi, non è un cammino facile, ma lungo, insidioso, e pieno di ostacoli e incertezze.

      altra contraddizione è che esistono un bel pò di genitori gay e lesbiche con figli e un partner ,stabili e uniti. tecnicamente, benchè non sia realmente ferile, lo è di fatto perchè con loro vivono dei bellissimi figli. forse lei si aggrapperebbe al fatto di “fecondo per la crescita dei figli e per gli amici e la comunità in cui vivono”, ma pazienza.

  6. Francesco scrive:

    un bambino ha bisogno di un amore MATERNO e PATERNO!!!! le persone dell’altro sesso possono essere anche le più dolci e sensibili! ma un bambino non crescerà mai con dei valori che al giorno d’oggi nessuno rispetta più!

    • Simone scrive:

      Il problema dei figli di genitori omosessuali nasce da due domande: chi è mio padre, chi è mi madre?
      “Chi è mio padre?” risponderà “Ne ho due!”, “Chi è mia madre?” risponderà “…” (niente) e viceversa.
      La volontà di avere figli a tutti i costi da parte di coppie omosessuali che chiaramente non potranno mai avere se non con tecniche assurde (l’utero in affitto, la compra-vendita di liquido seminale,…) è il chiaro campanello d’allarme che le coppie omosessuali si sentono incomplete e vogliono a tutti i costi, a discapito del/i bambino/i assomigliare alla coppie eterosessuali.
      Una “normalizzazione” che non potrà mai avvenire mancando sempre una figura genitoriale.
      La cosa spiacevole è che per denaro tutto ciò avviene ed è solo questione di tempo prima che in Italia prevalgano idee politiche malsane che si lavano le mani di questi problemi dichiarando che la ripresa economica sia più importante di quella spirituale, e non capendo che esse vanno di pari passo.

      • G. scrive:

        Perchè secondo te fino ad ora la politica in Italia è stata “sana”? E vorrei ricordarti che la “compravendita di liquido seminale” e le restanti “tecniche assurde” non riguardano solo le coppie omosessuali. Vi è un elevato numero di coppie ETERO che non potendo dare alla luce figli naturalmente utilizza gli stessi metodi impiegati dalle coppie omo. Sono immorali anche loro???

        • gmtubini scrive:

          Per i cattolici, caro\a G., la fecondazione artificiale è in ogni caso una pratica abominevole, visto che comporta la distruzione o il congelamento deliberati di embrioni umani. Quindi la domanda “sono immorali anche loro?” lungi da esser retorica come tu credevi, trova invece una sicura e allo stesso tempo banale risposta affermativa.
          Riprova, sarai più fortunato\a.

          • francesco t scrive:

            una rispsota affermativa nella teoria ma non nella pratica. un pò come il fatto che , teoricamente, la masturbazione è peccato per il cattolicesimo, eppure nella pratica oggigiorno non si preme praticamente più questo tasto dolente.
            per le famiglie etero che fanno la fecondazione assistita o eterologa, beh, si chiude sempre un occhio. giusto perchè sono un uomo e una donna.

            • giovanna scrive:

              Bè, se fossi un bambino comprato dalla sua mamma, chiamata ingannevolmente donatrice di ovulo, credo che certo preferirei crescere con una compratrice femmina e l’eventuale padre biologico, piuttosto che con due uomini !
              Cioè, la fecondazione eterologa è comunque un obbrobrio , tra l’altro vietato dalla legge nella maggior parte dei paesi del mondo, e che sfrutta le donne povere del mondo, ma all’orrore non c’è mai fine.
              Per esempio, mi pare proprio che in India, vista la fine che facevano i loro bambini venduti a coppie di uomini gay, hanno cercato di mettere dei limiti a questa pratica abominevole, anche se sono poverissimi, mica sono del tutto senza cuore e cervello.

  7. G. scrive:

    Dopo aver trascorso gli ultimi minuti a leggere le cose più assurde non posso astenermi dal commentare.
    Sono cresciuta in una famiglia etero, divorziata, allargata e multietnica. Sono innamorata della mia ragazza. Non venitemi a dire che sono lesbica perchè ho avuto una famiglia travagliata, in quanto dopo anni di lavoro su me stessa ho capito che le prime pulsioni sono arrivate molto prima che la mia famiglia si sfasciasse. E ai tempi non ho subito alcun genere di “trauma” per far sì che “diventassi omosessuale”. Ho conosciuto persone omosessuali cresciute in famiglie fermamente cristiane, amorevoli, etero, eppure nate così. Quindi le teorie del Sig. Freud per quanto mi riguarda possono benissimo rimanere su carta. Ho molti amici etero cresciuti senza figura paterna alcuna i quali sono ora adulti, lavoratori, etero e senza particolari problemi comportamentali. Quindi non venitemi a dire che un bambino può crescere sano solo in una famiglia “normale”. La famiglia del Mulino Bianco non esiste, cari signori. E sinceramente non capisco tutto questo accanimento in quanto prima di pensare alla “mercificazione dei bambini”, volgete un pensiero a tutti quei bambini e ragazzi nati e cresciuti in famiglie disagiate, dove i genitori hanno problemi di alcool o droga, dove i genitori si picchiano, dove un membro della famiglia abusa di un altro, dove non si hanno soldi e quindi per la frustrazione e la disperazione vi è un ambiente estremamente teso, a volte addirittura violento. Però se la famiglia è etero allora è accettabile? Per crescere davvero bene l’unica cosa di cui necessita un bambino è tutto l’amore possibile. Indipendentemente dal sesso di chi gli sta intorno. L’unico problema dei bambini cresciuti da coppie omosessuali sta nell’ignoranza, nella cafonaggine e nella cattiveria delle altre persone, che non perdono un attimo per fargli pesare una cosa che fondamentalmente a voi altri non reca alcun danno. Non voglio fare la paladina dei diritti omosessuali, non credo di volere dei figli e sinceramente di quello che una persona decide di fare della propria vita non mi interesso purchè questo non influisca sulla mia. E dato che, ripeto, a voi fondamentalmente di come nasca e cresca un bambino magari distante km da voi non ve ne può fregar di meno (non credo affatto che voi tutti siate buoni samaritani, in quanto molto probabilmente le persone che qui si battono così tanto per la “salvaguardia della moralità e dell’umanità” sono le stesse che girano la faccia dall’altra parte quando un senzatetto bisognoso rivolge loro la parola o allungano il passo quando accanto a loro sta uno straniero) piuttosto che perdere tempo a fare moralismi su internet e cercare di “trovarci una cura” (pensate a curare chi ne ha veramente bisogno, per mantenere un bambino e una madre in Africa bastano due euro al giorno) cercate di dare più amore possibile ai vostri di figli, e di sorridere ed essere gentili con chi vi sta intorno, e vedrete che magari così la società sarà un pochino più vivibile per tutti quanti. E credetemi, i gay non sono bestie assetate di sesso e perversione che bramano per conquistare il mondo, sono solo persone come tutti voi che vogliono vivere la loro vita in pace come chiunque altro, senza venire additati ogni santo giorno. Smettetela di pensare ai fatti degli altri e ricordatevi piuttosto che in Italia abbiamo problemi ben più seri.

    • Gmtubini scrive:

      Caro\a G, crederei tanto volentieri alla tua storia piagnucolosa e, allo stesso tempo, farcita di invettive, se non avessi già verificato che voialtri attivisti gay, per i vostri sudici scopi di propaganda, esitate a scrivere le più scellerate menzogne molto meno di quanto lo facciano certi maleducati a sputare per terra.
      Il tuo condensato di retorica da manuale dell’attivista internautico lgbt (poteva mancare la famiglia del “mulino bianco”?) riservalo per chi è meno avvezzo a trattare con quelli come voi e quindi ha qualche possibilità di dar un qualche credito alle tue fanfaluche.

      • giovanna scrive:

        Cara G., avrei voluto rispondere, ma non so da quale parte cominciare, dato il mare di sciocchezze che sei riuscita a scrivere in poche righe.
        Una sola notazione, come è come non è, prima o poi tutti i numerosi gay che si dilettano a scrivere a Tempi ammettono di aver avuto famiglie che dire disastrate è dir poco, contraddicendo ogni volta il pensiero che l’essere omosessuali non ha nulla a che fare con la grave mancanza dei genitori.
        Chiaramento aver sofferto l’abbandono , essere stati abbandonati da chi al mondo dovrebbe avere più a cuore la nostra felicità, non è una colpa, ma far di tutto che anche altri bambini soffrano le pene dell’inferno, privandoli a bella posta dei genitori, questa sì è una cosa grave.

        • G. scrive:

          Se avessi letto attentamente “il mare di sciocchezze” che ho scritto, avresti letto che la mia omosessualità era presente molto prima che la mia famiglia si sfasciasse, e così pure quella della mia compagna, la quale è così dalla nascita. E ripeto, ho numerosi amici cresciuti senza padre i quali sono ETERO e senza “problemi di abbandono”, quindi ti prego, aspetto con ansia che tu risponda a tutto ciò che ho scritto sopra.Soprattutto dimmi, a te fondamentalmente in che modo tocca il fatto che io ami una ragazza? E non star qui a farmi ripetere tutto ciò che ho scritto, ma i bambini di cui ho parlato sopra (africa, poveri, violenze domestiche, tossicodipendenza ecc) loro sì che soffrono le pene dell’inferno, perchè a loro non pensi?

          • giovanna scrive:

            Io dico solo che tutti i gay che scrivono qui hanno avuto, almeno finora, e sono parecchi, prima, durante, dopo, famiglie a pezzi, hanno sofferto le pene dell’inferno per l’abbandono , hanno avuto carenza grave della figura maschile o di quella femminile o di entrambe, sono stati strappati agli affetti che principalmente sostengono un bambino, i suoi genitori. Sarà un caso.
            Poi, cara G, per me puoi amare tutte le ragazze che vuoi, se sei contenta tu, ma non sembri così contenta, ma se si tratta di comprare un bambino dal padre o adottarne uno tra i più sfortunati al mondo , bè, il discorso è diverso.
            Ho già detto che in casa mia sono passati negli anni diversi bambini in affido, l’idea che qualcuno come loro debba rinunciare per sempre ad una mamma o ad un papà, a confrontarsi col maschile ed il femminile, anche in interazione tra loro, è una idea che mi fa rabbrividire.
            Penso a quel piccolo che pur vedendo poco mio marito, lo aspettava la sera fino a tardi solo per un breve saluto, perchè aveva bisogno del papà come della mamma,penso alla piccola che non avrebbe mai potuto rinunciare all’affetto della mamma, pensare all’ipotesi che sia cresciuta da due uomini, un orrore, un incubo..

            • G. scrive:

              Innanzitutto mi fa piacere che almeno tu non sia scivolata nei soliti discorsi pro-contro tirati fuori dagli altri.. poter avere uno scambio di opinioni moderato fa sempre piacere. Io dico solo che secondo me è sbagliato sostenere che per forza chi ha avuto famiglie disastrate diventi omosessuale. Perchè stando a questo ragionamento allora tutti i figli di separati/divorziati dovrebbero esserlo, e visto l’elevato numero di separazioni al giorno d’oggi non mi sembra che ci sia un mondo invaso da “lobby gay”. Poi non ho mai detto di non essere contenta di ciò che sono, anzi, sarei ancora più contenta se non dovessi venir additata ogniqualvolta esco con la mia compagna. Cerchiamo di non mancare mai di rispetto a nessuno, cerchiamo di non dare nell’occhio ed evitiamo efferate effusioni in pubblico. E non perchè ci vergognamo di ciò che siamo, anzi, ma non mi va di dover sentire fischi o insulti se anche solo prendo per mano la mia compagna. Non mi sembra giusto. Per quanto riguarda i bambini beh, come ho già detto io non credo di volerne, e non tutti gli omosessuali sono d’accordo sull’argomento matrimonio-adozioni. Sono contenta che abbia ospitato diversi bambini in affido, spero tu riesca a dare tutto l’amore che puoi a loro, anche se per breve tempo, in ogni caso il discorso di “compravendita” del bambino non riguarda solo gli omosessuali, riguarda anche tutte quelle coppie che non possono avere figli, che poi sia immorale sono punti di vista, io personalmente credo che la cosa più importante per un bambino sia che questo cresca con tutto l’amore possibile, poi il resto è relativo.. ma ripeto, sono punti di vista.

              • giovanna scrive:

                Scusa il ritardo, cara G, spero non troppo ritardo !
                Dunque, il fatto che notavo non è che in tutte le famiglie disastrate i figli siano omosessuali, ma che tutti gli omosessuali che sono intervenuti sul sito di tempi, e al netto dei cambi di nick sono parecchi, raccontano di una famiglia disastrata.
                E’ una semplice constatazione, nemmeno tanto arguta, ma una constatazione.
                E dicevo che mi meraviglia molto che chi abbia sofferto a causa di un padre assente, o relazioni varie dei genitori, o per tutte le brutture che nei mesi ho letto, voglia infliggere una sofferenza, come quella di essere privato del tutto del padre e/o della madre, del maschile o del femminile, ad un bambino innocente.
                Poi, ribadisco quanto detto sopra, la compravendita dei bambini (senza virgolette, perchè di questo si tratta, per ammissione, con tariffari sbandierati, di chi ne ha usufruito) è un obbrobrio anche per una coppia uomo-donna, perchè si va ad incidere sul diritto del bambino di conoscere il padre e/o la madre, provoca una caterva di menzogne e mercifica allo stesso modo il bambino.La differenza la vedo con l’adozione, che cerca di aiutare un bambino provato dalla vita, abbandonato con o senza dolo dai genitori, che ha nella sua vita l’unico desiderio di crescere con una mamma e un papà.
                Cara G, ti assicuro che i bambini se ne fregano dell’amore di chiunque, se ne fregano se il papà è più felice con un’altra donna, se ne fregano se la mamma è più realizzata con la nuova fiamma, tutto quello di cui hanno bisogno è poter crescere con due genitori che gli vogliano bene, che si vogliano bene( questo concetto l’ho espresso in modo piuttosto paradossale, ma è quello che vedo, puoi regalare ad un bambino il mondo, ed è quello che fanno molti genitori separati, quello che si vantano di fare le coppie gay,ma la felicità vera per un bambino è stare con mamma e papà )
                Per caso, hai letto la testimonianza di Chiara , qua sotto ?

                • giovanna scrive:

                  Un’ultima cosa: finalmente qualcuno che ammette che non tutti gli omosessuali ambiscono al matrimonio e che non tutti vogliono crescere i figli degli altri, perchè a sentire il plotone gay-pride che di solito interviene qui ( per questo ti sei beccata quelle reazioni, sono mesi che se ne sentono di tutti i colori, tra insulti, minacce e bestemmie ) è una fandonia omofoba !
                  E con questo ribadisco il mio totale rispetto per la persona omosessuale, come rispetto ogni persona, ma dell’ideologia gay non se ne può più.

                  • G. scrive:

                    Ti dirò, per quanto riguarda il plotone gay pride, io sono la prima ad avere un’ idea contraria in merito. Nel senso, credo sia giusto che ognuno manifesti (sempre in maniera pacifica, intendiamoci) per i propri diritti e per me è una gioia vedere famiglie che sfilano per appoggiare i propri figli, credo però al contempo che il gay pride sia controproducente in quanto facendo sfilare carri diciamo più “vivaci”, con lustrini, piume ecc, logicamente le altre persone rimarranno più impressionate da quello, ed è così che nell’opinione comune la persona gay diventa il “trasgressivo pervertito che sfila in parrucca e boa di piume”, e non c’è modo peggiore per poter chiedere dei diritti.
                    Per quanto riguarda i nuovi metodi di procreazione so che in alcuni casi è possibile far conoscere il donatore/donatrice al bambino, può anche capitare che esso partecipi attivamente alla vita e alla crescita del bimbo, in tutta sincerità non so quanto la cosa possa giovare o meno al bambino. Ho letto l’intervento di Chiara, prima di tutto vorrei dire alcune cose riguardo l’autolesionismo perchè purtroppo è molto più diffuso di quello che si pensa e vi è molta poca informazione a riguardo. Ne ho sofferto dall’età di undici anni per almeno una decina di anni in seguito alla separazione più che burrascosa dei miei (già che ci sono vorrei precisare che non ho mai desiderato che loro tornassero insieme, avrei sì preferito che scegliessero dei compagni diversi rispetto a quelli che hanno ma non li avrei mai rivoluti insieme. Ci terrei a precisare inoltre, prima di ricevere ulteriori attacchi dagli altri che il mio autolesionismo non è assolutamente legato alla mia sessualità, con la quale fortunatamente non ho mai avuto particolari problemi, a differenza di alcune mie amiche ho avuto la fortuna di vivere la cosa serenamente, è una delle poche cose su me stessa per la quale non mi pongo problemi). Come in ogni ambito bisognerebbe studiare caso per caso, ma esso non sempre è strettamente legato al suicidio. C’è chi lo usa come unico modo per sfogare una profonda rabbia interiore, c’è chi lo fa per punirsi ed espiare qualche colpa (vera o solo nella nostra testa che sia), c’è chi lo fa perchè è l’unico modo che si ha per sentirsi “vivi” (se sanguino allora vuol dire che sono ancora vivo), qualsiasi possano essere le cause purtroppo ho notato che la gente il più delle volte non capendo non fa che peggiorare le cose, in quanto o si soffermano a fissare sfacciatamente le cicatrici nei migliori dei casi, o ti prendono in giro o addirittura se sono a te vicine spesso si arrabbiano. La cosa migliore da fare è andarci molto cauti, dando il proprio appoggio in maniera non eccessiva (non obbligare nè sforzare in alcun modo ma essere molto pazienti e non far trapelare delusione o rabbia in caso di ricadute, quelle ci saranno per forza), non far pesare mai il gesto nè far sentire la persona ulteriormente sbagliata in quanto già si sente così di suo e nella maniera più assoluta non giudicare ma ascoltare. Perdonami questa piccola digressione ma per me è importante che la gente sia più informata a riguardo. Tornando al commento di Chiara penso che anche in queste cose le situazioni cambino molto in base ai casi. Non credo si possa generalizzare in quanto alla fine molte cose dipendono dal carattere delle persone, dai loro background, dai luoghi, dalle vite che ognuno di essi conduce.. insomma, come nelle famiglie etero ci sono quelle felici e quelle problematiche, così credo sia anche in quelle omosessuali. Le adozioni sarebbero una bellissima cosa se il sistema burocratico non fosse così complesso. Trovo assurdo che gli unici casi di adozione ai single concessi per legge riguardassero bambini con gravi problemi fisici o comportamentali, casi che invece necessiterebbero di due figure genitoriali. Non volendo avere figli ho idee un pò diverse in merito, mi è capitato di parlarne comunque con la mia compagna la quale mi ha detto che pur certa del fatto che nel caso cercherebbe di dargli tutto l’amore possibile e di crescerlo non comprandogli tutto quello che vuole, ma piuttosto donandogli una cultura e un’ educazione degni di questo nome, e pur avendo nel caso figure maschili disposte a crescere e non far mancare nemmeno quella componente al bambino siamo giunte alla conclusione che al giorno d’oggi i figli vengono messi al mondo con troppa leggerezza, e che ci sono tantissimi fattori di cui tener conto ai quali spesso la gente non pensa e ciò va poi sì a spese del nascituro, pertanto tenendo conto delle nostre indoli non riteniamo opportuno cercare di avere un figlio. Ho scritto qui più che altro perchè sono stanca di vedere sempre tutto questo odio, e questo non perchè sono un “Calimero” come mi è stato gentilmente detto, ma perchè seriamente credo che se imparassimo a rispettarci di più (e qui riconosco e ammetto di aver a volte perso la pazienza in alcuni commenti, ma in genere cerco sempre di rispettare tutti) e non solo fra etero e omo, ma anche fra stranieri e italiani o chiunque sia diverso da noi o stia intorno a noi potremmo avere un clima molto più sereno, il quale credo gioverebbe a tutti, bambini in primis. Non voglio professare la pace universale, intendiamoci, mi piacerebbe solo vedere più gente sorridente intorno a me e non sempre i soliti pregiudizi o la diffidenza che ci porta a non rivolgere più nemmeno un saluto al vicino che incrociamo sulle scale. E questo indipendentemente dal sesso, colore, partito politico o colore dello smalto (per dirne una)
                    E no, lo ripeto così che tutti possano ricordarselo, non tutti gli omosessuali vogliono dei figli, e per quanto riguarda il matrimonio più che la cerimonia in Chiesa credo interessi il riconoscimento della coppia e dei diritti legali che tale riconoscimento comporta.
                    Ti ringrazio sinceramente per il tono educato che hai usato con me e per la possibilità di scambiare pareri in maniera civile che mi hai concesso!

                    • giovanna scrive:

                      Cara G., francamente tutti i pregiudizi di cui accusi i commentatori non li constato, anzi se rileggi l’inizio del tuo primo intervento ti farai una ragione della reazione che hai suscitato, oltre al fatto che la maggior parte dei gay intervenuti qui prima di te hanno mostrato una violenza e un’arroganza pesantissimi e lo spirito è forte, ma la carne è debole !
                      Sono comunque felice che tu e la tua compagna non pensiate di comprare bambini dal loro padre e siate consapevoli della difficoltà di crescerli in contesti non facili, che siano uomo-donna o donna-donna.
                      Stammi bene.

            • francesco t scrive:

              mi auguro giovanna che tu non mi inserisca tra “quei gay” , perchè io non ho sofferto le pene dell inferno (non dal mio punto di vista vissuto), non ho avuto nessun abbbandono, non ho avuto alcuna carenza di figura maschile o femminile, e non sono stato strappato a nessun genitore(nessuno dei miei genitori aveva l “esclusiva” su di me).
              giusto per chiarire.

              • giovanna scrive:

                Senti, mi dispiace, ma sei stato tu a raccontare della tua famiglia disastrata e a dire che hai imparato in questa famiglia che crescere con una mamma e un papà non serve, se lo dicesse un mio figlio mi sotterrerei, basta che ti rileggi. Ridico solo che, sarà una coincidenza, il 99,9% dei gay che scrivono qui( e sono parecchi, forse perché alla fine sono stufi di essere presi in giro dalla fintissima ed interessata benevolenza della maggioranza ) provengono da famiglie problematiche, molto problematiche.
                E invece di trarne come conseguenza che quello che hanno passato loro non sarebbe bello farlo passare a nessun bambino al mondo, se ne vengono fuori con l’idea di comprare un bambino da suo padre o sua madre, per farne un cicciobello da mettere a letto la sera con tante coccole, ma avendolo sottratto coi soldi alla mamma.

                • giovanna scrive:

                  Voglio sottolineare che non tutti gli omosessuali sono a favore della sconcezza della schiavitù dei bambini, anzi, come testimoniato da G., e da quelli che hanno il fegati di testimoniare contro l’onda gay, molti di loro non ci pensano nemmeno e anzi ne sono schifati, come rupert everett o lopez qui sopra. Mi convinco sempre di più che a volere il matrimonio gay sia solo una parte ideologizzata, che ne ha bisogno per sentirsi uguale, senza pudore di sacrificare dei bambini, per non poter comunque mai ottenere quella uguaglianza impossibile.
                  Viva la differenza !

      • G. scrive:

        Non mi conosci, non hai la benchè minima idea di chi io sia e di come sia la mia vita, indi per cui non ti permettere di affermare nulla che non puoi conoscere, non ho scritto nulla di piagnucoloso, vuoi forse negare l’esistenza dei problemi di cui sopra? non sono un’attivista, se mi incontrassi per strada non lo sapresti nemmeno che sono lesbica, se non te lo dicessi mi tratteresti come qualsiasi altra persona, quindi per cortesia, dato che credo tu sia dotato di cervello come chiunque altro, usalo

        • Gmtubini scrive:

          Lo so benissimo chi sei, dacci un taglio.

          • G. scrive:

            Ah sì? e dimmi, chi sarei?

            • H.Hesse scrive:

              Sei il solito Calimero che viene a farci la solita concione standard condita dalla solita testimonianza gay standard falsa come un soldo da tre euro, ecco chi sei.
              Insomma, caro mio il tuo è il classico intervento da manuale in tre fasi:
              1) Testimonianza nelle intenzioni toccante e significativa: famiglia multietnica (!) e sfasciata (!!)
              2) Pistolotto standard sull’intolleranza dalla quale si evince che il mondo sarebbe un posto migliore senza di noi omofobi.
              3) Lezioncina col ditino rivolto al soffitto da cui si deduce che tu, anche se vai a letto con uno del tuo stesso sesso, sei l’unico a mettere in pratica i veri insegnamenti cristiani visto che una volta hai dato un euro a un lavavetri al semaforo mentre noi sedicenti cristiani siamo famosi perché diamo fuoco ai barboni per le strade.
              Insomma, la solita zuppa.
              Pertanto ha ragione Tubini: ora che ti sei sfogato, puoi anche andare a trollare altrove, tanto qui oramai non attacca più.

              • G. scrive:

                Non ho mai sostenuto di essere l’unica a mettere in pratica gli insegnamenti cristiani, non sono nemmeno una persona religiosa (quale orrore! mettetemi al rogo!), ma visto che hai tirato in ballo la religione dimmi, il tuo dio non dice forse che siamo tutti fratelli e tutte le altre belle parole sulla misericordia ecc? Non penso intendesse “insulta i tuoi simili e disprezzali”. Potrei dirti la stessa cosa, che sei il solito omofobo che disprezza persone e realtà che nemmeno conosce inneggiando principi morali e religiosi che in realtà non mette in pratica, inoltre come di ciò che tu fai a letto non me ne può importar di meno in quanto da esso non dipende certo la mia vita, così non ti deve importare chi va a letto con chi.

                • H.Hesse scrive:

                  Quando hai finito con gli stereotipi da gay pride su un Dio che disprezzi al punto di scriverlo in minuscolo, ti puoi anche accomodare, visto che il tuo disprezzo per il mio credo che sputi in nome della tua falsa moralità da quattro soldi a chi, al contrario di te, si sforza di essere credente, fa solo una pena smisurata, come il tuo patetico rifiuto di constatare la tua condizione di peccatore.
                  Lo so che ti piacerebbe che il tuo odio venisse ricambiato… Mi spiace tanto, ma non ti posso accontentare: pregherò per te.

              • Gmtubini scrive:

                Calimero?

                • H.Hesse scrive:

                  Tutti mi odiano perché sono piccolo e nero!

                  • G. scrive:

                    Guarda, ho cercato di esprimermi fin’ora nella maniera più civile possibile perchè offendere non è la mia priorità, ma arrivati a sto punto mi chiedo.. ma parlate sul serio??? Nel 2013 devo sentir parlare di peccatori e di “pregherò per te”? ma per favore! ringrazio tutti voi per le grasse risate che mi avete fatto fare oggi.

                    • H.Hesse scrive:

                      Di peccato e di preghiera ne sentirai parlare anche nel 2014 e in tutti gli anni a venire fino al giorno della tua morte, in cui anche tu spererai con tutto il cuore che ci sia un Dio con la lettera maiuscola che ti ascolti.
                      In altre parole: ridi ridi, che mamma ha fatto i gnocchi!

                    • Gmtubini scrive:

                      C.V.D.
                      Visto? Basta un minimo di esperienza e si capisce al volo con chi si ha a che fare.
                      Di certa gente, poi, se ne sente la puzza di zolfo a chilometri di distanza.
                      “Avete voglia di mettervi profumi e deodoranti siete come sabbie mobili: tirate giù!”

                • G. scrive:

                  Senti puzza di zolfo? Sapessi che puzza più organica sento io qui!

    • francesco t scrive:

      completamente sulla stessa lunghezza d onda. evidentemente, per molte persone come noi, passare per tali esperienze ci porta ad avere una visione , ovviamente, più ampia della famiglia, valutando nel profondo ciò che la rende tale.

  8. chiara scrive:

    ho avuto la fortuna, nella mia vita di vivere in stati diversi, con culture diverse e avere parecchie esperienze significative di vita. Tra le altre ho vissuto per più di tre anni in Francia presso una comunità che si occupa di accoglienza di ragazzi e ragazze con problematiche che vanno dalla droga ai disturbi alimentari e comportamentali. in quest’ arco di tempo dal 2001 al 2005, sono venuta in contatto, insieme agli altri operatori, con realtà di ex-bambine adottate o avute da coppie lesbiche ( figlie di una di loro, poi cresciuta con la compagna, adozioni da parte di madri single che poi single non erano)… siamo rimasti colpiti da due fattori: prima di tutto i casi di problematicità con cui venivamo in contatto o di cui venivamo a conoscenza tramite i racconti stessi delle ragazze erano molti…una percentuale piuttosto elevata, immagino, rispetto al gruppo ristretto che rappresentano questi ormai ex-bambini… e, in secondo luogo, la cosa che mi aveva colpita maggiormente era che queste ragazze avevano un fattore in comune…erano tutte marcatamente autolesioniste…. l’autolesionismo, è una forma di non accettazione di se molto vicina al suicidio e si manifesta su soggetti con grossi, grossissimi problemi di accettazioni di se stessi… svariati di questi casi sono poi culminati in suicidio. nella mia esperienza di donna, cresciuta in una famiglia eterosessuale è evidente quanto mio padre, senza tante parole, ma con la sua stessa presenza abbia sostenuto e fatto crescere la mia autostima con il suo approccio educativo totalmente e spontaneamente maschile, dove lui era il mio supereroe, il tutore dell’ordine, ma anche il “primo corteggiatore perdutamente innamorato” della sua bambina……nel rapportarmi con queste ragazze ferite veniva fuori, dalla loro storia, dalla loro sofferenza e disagio la mancanza totale di un simile sguardo sulla loro vita, una confusione profonda e una sofferenza lancinante, e ritrovo le parole di Lopez quando sostiene che si tratta di ragazzi lacerati tra l’affetto per i genitori gay e la sensazione di essere stati defraudati di qualcosa…….. la mia successiva esperienza, in Brasile, non ha fatto che confermare quello che avevo visto nella struttura in Francia …. ho passato infatti altri 3 anni dall’inizio 2005 alla fine 2007 con i bambini tolti da famiglie problematiche ed abusati…. moltissimi dei quali abusati fin dai primi anni di vita provenivano da “famiglie” dove uno dei due genitori naturali aveva i cosidetti “disturbi di genere”…. bambini abusati spesso in contesti di omosessualità e bisessualità. Mi continuo a chiedere perché non vengano fatte ricerche più rigorose che porterebbero a galla queste verità scomode che io ho visto chiaramente in tutta la loro drammaticità e sofferenza, spesso nascoste e che esplodono poi, tragicamente, non nell’infanzia, dove un bambino non riesce ancora a discernere pienamente ciò che gli fa bene o male e quando possiede, grazie al cielo, una forze interiore ed una capacità di andare avanti e portare le sofferenze anche superiore, per qualche strano motivo a quella degli adulti (motivo per il quale è inutile sbandierare dei bambini che appaiono sani e contenti)ma che hanno tutto il loro impatto destabilizzante nell’adolescienza e nell’età adulta quando riemergono i “buchi emotivi”……

  9. sylvia scrive:

    Ho letto di quell’attore che considera orribile una famiglia composta da due padri. Dovremo dare voce anche a chi è omosessuale, come appunto Rupert Everet, e la pensa in modo doverso.
    Tutte le riviste femminili danno per scontato il matrimonio gay, senza un serio dibattito a monte(Donne non facciamoci fare il lavaggio del cervello, magari andando dal parrucchiere!) Gli omosessuali in Italia possono assistere i propri cari o lasciare i propri beni a chi vogliono. Il nostro paese non è omofobo: ben due governatori sono omo oltre ai tuttologi (bravissimi!) sempre presenti nei programmi di intrattenimento in tv (penosi!). La vera questione è che si vuole eliminare la Chiesa: passerà per forza per omofoba, una volta che il matrimonio tra omo sarà sempre più legalizzato nei paesi, non l osarà come sacramento e , quindi ,sarà considerata un’associazione che si macchia di reati contro l’umanità.
    Ma la questione omo è adesso solo un modo per sviare l’attenzione dai veri problemi economici di un paese! (vedi la Francia: la situazione economica è pesante e non reggerà, perchè, checchè se ne dica, non c’è un popolo solidale, cristiano come invece in Italia).
    Famiglia, coppia di omo: son cose diverse e ne va preservata l’originalità di ognuna.

  10. ragnar scrive:

    Vediamo cosa ne pensa Borat

    • giovanna scrive:

      Per Ragnar: ti sentirai tanto superiore alla media, ma la maggior parte dei tuoi interventi ( e dico la maggior parte perchè magari non li ho letti tutti ) sono di una inutilità cosmica ! Intendo inutilità per auto-referenzialità ed incomprensibilità. Cioè, si capisce che ti senti molto spiritoso, ma non si capisce invece il perché ! Ma continuna pure, lungi da me il tentativo di censurarti, la mia è solo la notazione di una persona che scrive per dialogare e non per parlare da sola, ma il mondo è bello perché è vario !
      ( risparmiati di darmi della poco intelligente, come hai già fatto, è ovvio che la tua intelligenza è inarrivabile !)

      • ragnar scrive:

        Autoreferenzialitá? cioé? Questa parola non la capisco.
        Incomprensibilitá? Beh, forse sí. Lo ammetto, sono spesso criptico. Ma sprizzo anche cinismo, sarcasmo e humour nero da tutte le parte del mio corpo. É il modo con cui commento gli articoli di Tempi.
        Se ti ho dato dell’idiota ti chiedo scusa… evito di aggiungere altro per evitare incidenti diplomatici inutili (non pensare male: si capisce tutto se tieni conto del primo paragrafo di questo commento).

        • giovanna scrive:

          ragnar, non voglio sparare sulla croce rossa, in fondo sei innocuo, ti volevo solo dare una dritta…ma certo se vuoi continuare a fare a te stesso battute di grande livello sarcastico e poi riderci su…che male c’è? per capire quest’ultima frase ti consiglio di leggere l’ultimo paragrafo del secondo articolo del quinto numero di Tempi del 2009 !

  11. Federica scrive:

    Tutto il problema secondo me sta nel fatto che a un bambino,che non può decidere alcunché,viene imposta A PRIORI e DELIBERATAMENTE una situazione familiare anomala in nome del desiderio di 2 adulti di vedersi per forza genitori..Poi tra l’altro dicendo che l’unione gay è equivalente alla famiglia etero è un autoaffondo clamoroso:in una società con indice di crescita zero si distribuiscono le risorse pubbliche nella stessa misura tra coppie naturalmente fertili e coppie sterili a prescindere(al loro interno).le coppie etero sterili sono una minoranza,quelle gay lo sono per natura.non è equità tutto ciò.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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La seconda generazione della crossover coreana beneficia di lievi ritocchi estetici e di un moderno sistema d’infotainment. Debutta il 1.6 turbo benzina da 204 cv di derivazione Pro_cee’d 1.6 T-GDi GT.

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