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Bagnasco: «Non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno»

dicembre 10, 2012 Redazione

Intervista del presidente della Cei al Corriere: «Ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilià di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando»

«Non si può mandare in malora i sacrifici di un anno, che sono ricaduti spesso sulla fasce più fragili. Ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilià di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando». In un’intervista a Gian Guido Vecchi pubblicata oggi sul Corriere della Sera, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, interviene sulla situazione politica italiana dopo l’annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti.

«La preoccupazione più grande – dice Bagnasco – è la tenuta del nostro Paese e quindi la coesione sociale». Ciò che sta accadendo in questi giorni è la riprova di «una crisi che non è solo economica e sociale ma culturale e morale. Per troppo tempo i partiti sono stati incapaci di pervenire a decisioni difficili e a parlare il linguaggio della franchezza e non quello della facile demagogia».

La decisione di Monti «era forse inevitabile» anche se «la chiusura anticipata della legislatura è sempre un segnale negativo per la politica e un Paese. Ma i grandi sacrifici che sono stati richiesti hanno il diritto di vedere frutti concreti, oltre ad avere permesso di non cadere nel baratro del fallimento del sistema-Paese. Inoltre è saggio tenere in seria considerazione l’autorevolezza che l’Italia ha acquisito in campo europeo e internazionale».

Ipotizzando un prossimo scenario politico, il cardinale dice che «sarebbe un errore in futuro non avvalersi di chi ha contribuito in modo rigoroso e competente alla credibilità del nostro Paese in campo europeo e internazionale evitando di scivolare verso situazioni irreparabili».

Il presidente della Cei insiste su due prospettive: i giovani e la famiglia. «Sono profondamente persuaso che i giovani siano in grado di dare una spinta decisiva al cambio di passo richiesto in questa fase. La famiglia (…) è l’unico ammortizzatore umano e sociale garantito pressoché a tutti».

Sull’impegno dei cattolici, Bagnasco afferma che «il fermento nelle file del laicato cattolico per un impegno a favore di una buona politica ha registrato in questi mesi una significativa accelerazione». Per il cardinale «pensare alla transizione del nostro Paese a prescindere dalle sue radici cristiane appare un’operazione antistorica, puntualmente contraddetta dall’esperienza di tanti che sperimentano la prossimità dei servizi sociali della Chiesa, sparsi capillarmente ovunque».

 

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9 Commenti

  1. Poppi.Pippo scrive:

    ma come non è contento, torna il suo amico B., non si ricorda eminenza, B. quello che se anche bestemmia raccontando barzellette, non importa basta contestualizzare; quello che va a mignotte (per di più minorenni) una sera si e l’altra pure, ma poi proclama il family day in difesa della famiglia ed è iscritto a CL, ma come non ricorda; B. si si B. quello che ha preso lezioni di politica da Formigoni su ordine di Giussani… come fa a non ricordare….

    P.S
    a proposito non si dimentichi di pagare l’I.M.U per gli immobili della chiesa che producono reddito…..

  2. Celso scrive:

    Vedo che tra i cattolici c’è ancora qualcuno che pensa che il vero discrimine in base a cui assegnare il proprio voto debba essere ancora quello dei valori non negoziabili. Quanta ingenuità. I famosi valori non negoziabili non sono principi scolpiti sulla pietra, ma solo una linea politica inventata qualche anno fa da quella volpe del card. Ruini che voleva tenere per le palle i leader dei due schieramenti, centrodx e centrosx, in cui si erano divisi i cattolici. Berlusconi, a cui dei suddetti valori non gliene può fregare di meno, ci mise subito furbescamente il cappello sopra ottenendo l’appoggio della chiesa che ha poi ricompensato con finanziamenti alle scuole cattoliche e vari altri benefit fiscali. Il povero Prodi, che voleva solo introdurre una legge per regolamentare le convivenze , è stato rosolato a fuoco lento e alla fine pugnalato da un cristiano tutto d’un pezzo di nome Mastella. Inoltre la chiesa ha fomentato una campagna contro i cattolici “adulti” che non aveva nessun contenuto religioso, ma era solo ideologica (infatti era mirata sempre contro i soliti Prodi, Bindi ecc.).
    Nel 1974 passò in Italia la legge 194, molto più pesante per il cattolicesimo di PACS o DICO, con Andreotti primo ministro, ma nessuno lo ha mai chiamato traditore dei valori non negoziabili (definizione ancora non inventata) o cattolico adulto, ma ha continuato ad essere considerato un fedele servo del vaticano e, nella stima di cielle, secondo solo a don Giussani.
    La gerontocrazia di eunuchi che guida la chiesa fa continuamente scelte politiche il cui unico scopo è quello di consolidare il proprio potere e la facoltà di controllo e orintamento sociale. Volta per volta si scelgono gli strumenti adatti, il tipo di comunicazione e gli uomini su cui puntare. Berlusconi è i valori non negoziabili alla lunga sono stati una scelta perdente, che ha lacerato il mondo cattolico. Adesso è il momento di Monti e del rigore.

    • Charlie scrive:

      Lei ha perfettamente ragione a darmi dell’ingenuo, dal suo punto di vista.

      Però non sono proprio stupido.
      Ho tirato in ballo ” i principi non negoziabili “, perché so che non sono una cosa superata, cosa che invece, a un convinto laicista come lei, può sembrarlo.

      Recentemente sono stati anche ribaditi dal card. Scola, a riprova della mia affermazione.
      E le assicuro che il santo Padre ad essi ci tiene tantissimo, anche in questo momento di rigore.
      Del resto, sempre di rigore si tratta.

      Il parere del Card. Bagnasco, anche se Presidente della CEI, non suscita in me, come cattolico, alcun problema di allineamento, perché il tema su cui è entrato – a piedi uniti – non ha alcuna rilevanza circa la Fede o la Morale Cattolica.

      Certo avrei preferito che l’illustre prelato non si fosse dato tanto disturbo nel demonizzare Berlusconi, chi è ancora propenso a votarlo e chi potrebbe esserlo, una volta sentito il suo progetto politico, dopo la sua decisione – per convenienza o resipiscenza – di dare la non fiducia a Monti.

      Se quel progetto convenisse anche a me, come ai ceti tartassati, il Silvio lo rivoterei tranquillamente.
      Con buona pace di sua Eminenza, che se ne dovrà fare una ragione.

      Ma le diro di più, caro Celso.
      Le farò una confidenza da cattolico a laicista.

      A me fece molta più impressione l’assenza di un richiamo all’allora card. Tettamanzi, che quando fece l’agit-prop del beato Pisapio, con ” nonchalance ” si mise ” i princìpi non negoziabili sotto i tacchi “.
      Elevato agli altari di sindaco, questi lo ripagò con l’Ambrogino d’oro.

      Insomma, Eminenza non mangia Eminenza.
      Ma Berlusconi sì.

      Ingenuo si, ma con gli occhi aperti.

      • Celso scrive:

        Prendo atto con piacere che, anche se per ragioni diverse, a entrambi non piace molto Bagnasco. Ma quello che mi ha colpito di più nella sua replica è che lei sarebbe pronto a votare nuovamente Berlusconi se trovasse conveniente il suo “progetto politico”. Non mi dica che pensa seriamente che Berlusconi possa ancora avere un progetto politico, ammesso che ne abbia mai avuto uno, a parte la difesa del suo “particulare” e della sua “roba”. Per non parlare dell’età, del fatto che è completamente sputtanato e continuamente sotto ricatto da parte della miriade di zoccole e parassiti di cui si è circondato per blandire il suo ego smisurato.
        E’ evidente che la chiesa lo ha mollato, ma finchè parla Bagnasco giustamente lei può anche fregarsene. Ma vedrà che tra un po’ si cominceranno a sentire anche voci più autorevoli, se non la più autorevole di tutte, magari diranno che non basta votare i politici che difendono i valori cattolici, ma che devono anche esserlo, buoni cattolici. Allora per lei sorgerà qualche problema di coscienza.

        • Charlie scrive:

          Glielo confermo: sono dispostissimo a rivotare Berlusconi se il suo progetto politico è in grado di convincermi.

          Gli errori politici da lui compiuti, a confronto con i massacri sociali del nostro caro leader sono bazzecole, quisquilie, pinzillacchere.

          L’applicazione della chemioterapia in dosaggio industriale operata tecnici, sostenuti dal IV Reich, si è rivelata più devastante per il malato che per il tumore.
          E, fuor di metafora, si sono verificati anche tanti suicidi, ricordiamocelo.

          Critico il cardinal Bagnasco, perché vuole escludere a priori l’opzione B., “scomunicando” quei cattolici che volessero sceglierla, attribuendo all’ex-Presidente irresponsabilità, demagogia e intenti di sistemazione personale nella sua nuova discesa in campo, equiparando il suo giudizio a quello dei numerosissimi avversari del Cavaliere.

          Un uomo di Chiesa dovrebbe portare rispetto verso tutti i contendenti, non facendo processi alle intenzioni di alcuno, ma giudicando solo i programmi dei partiti e unicamente in base ai princìpi della Dottrina Cattolica e della Dottrina Sociale della Chiesa.

          Non si scende nell’agone politico per motivi diversi da questi, se uno è un Cardinale di Santa Romana Chiesa, se no ci si mette al livello di ogni altro comiziante.

          E il cardinale, che non è uno sprovveduto, si è comportato come tale in questa esternazione.

          Lui, inoltre, conosce benissimo la storia della Chiesa e quindi sa alla perfezione che ci sono stati personaggi ecclesiastici eminenti che han tenuto comportamenti individuali non irreprensibili, ma che ciononostante han fatto del bene alla Chiesa.

          La condotta personale di Alessandro VI, papa Borgia, non fu certo esemplare.
          Ma quel Pontefice fu uno strenuo difensore della dottrina cattolica e sostenitore, ad es, della preghiera del santo Rosario, tanto per dirne una.
          Chi giudica le condotte personali e le relative intenzioni del cuore è solo Dio.

          Il Presidente della CEI, inoltre, sostiene ” i principi non negoziabili ” e quindi sa che nel precedente programma dell’ex-Presidente del Consiglio e del suo governo c’era l’impegno di difenderli.

          Impegno non solo inesistente nel programma del campo avverso, ma addirittura ostile a quei princìpi.

          Quindi la prudenza avrebbe dovuto consigliare, anche per questa ragione, un silenzio d’oro.

          Che dire delle altre sue affermazioni, Mr Celso ?

          Che mi fanno sorridere.

          Se Berlusconi è vecchio, che ne facciamo cdi Napolitano ?
          Lo facciamo ritirare in un bellissimo ospizio quirinalizio ?
          No, perchè lui ha il certificato di maturità politica ?

          Berlusconi sputtanato ?
          Certo, lui, non essendo il Giorgio nazionale, non può impedire che vengano pubblicate le intercettazioni che lo sputtanano.

          Ed essendo un “outsider” assai molesto per l’ “establishment”, può essere ossessivamente “sputtanato e insultato gratis” da “il Corriere”, da “La Repubblica”, da “il Fatto Quotidiano”, da Travaglio, da Flores D’Arcais, da Floris, da Lerner, da Fazio, da Crozza, dalla Dandini, dai fratelli Guzzanti, etc, etc, etc…

          L’ultima ?

          Oggi, la giornalista Cristiana Chiarani, ha cinguettato così su Twitter:

          ” Forse dobbiamo piantargli un paletto di frassino nel cuore o sparargli nel cervello per evitare che torni …
          Basta !!! ”

          Quando sento queste cose, indovini un po’ dove a me vien voglia di piantarlo il paletto a chi le dice ?

          • Celso scrive:

            Il progetto politico lei lo ha davanti agli occhi, se li ha veramente aperti, come dice. Ieri la borsa è stata un disastro, ma per Mediaset è andata benone. Che strano!

  3. Enrico scrive:

    Sarebbe stato meglio aspettare aprile per votare, ma 2 mesi non causano nessun disastro, a meno che lo si voglia. Quindi, Eminenza, dove sta lo sbigottimento o la irresponsabilità?
    Anche la Lega poteva aspettare il 2015 per governare la Lombardia, ma la Regione sopravviverà.
    I sacrifici sono riservati ai ceti medio-bassi e a nessun altro, tantomeno ai politici. Vogliamo dirlo!?
    La credibilità recente dell’Italia è dovuta alla posizione supina verso l’Europa (lontana dall’essere unita) che provoca la chiusura delle nostre aziende e la sopravvivenza di quelle franco-tedesche. Ci credo che siamo diventati simpatici. Loro si inventano la guerra alla Libia e noi aderiamo zitti zitti. Davvero responsabili.
    In quanto ai giovani e al rinnovamento politico, basti pensare all’appoggio dato dal potere che conta alla vecchia nomenclatura PD e allo smacco del giovane Renzi. Da qui il ritorno del Berlusca.

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