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Arriva in Italia il trattamento ormonale per cambiare sesso ai bambini. «Delirio di onnipotenza»

ottobre 24, 2013 Benedetta Frigerio

L’ospedale Careggi di Firenze chiede il via libera dei farmaci che bloccano la pubertà. Il medico Atzori: “Chi appoggia una terapia simile non fa scienza, ma afferma un’ideologia”

Arriva anche in Italia la prima richiesta di utilizzo dei trattamenti ormonali sui bambini affetti dal Gender identity disorder (Gid), conosciuto anche con il nome di “disforia di genere”. A chiedere il via libera alla Regione Toscana è l’ospedale Careggi di Firenze. Il primario del reparto di Medicina della sessualità, Mario Maggio, ha dichiarato al Corriere Fiorentino: «Ci sono farmaci che bloccano la pubertà precoce e abbiamo chiesto di estenderli anche sulla pubertà inadeguata». Per Maggio bisogna «indirizzare la pubertà verso il sesso che veramente sente il paziente».

GIRARE IL COLTELLO NELLA PIAGA. La Tavistock, la clinica inglese che fa scuola bloccando lo sviluppo dei bambini “confusi”, sostiene che in questo modo si dà tempo ai pazienti per “pensare” cosa vogliano essere. «Invece non si fa che inchiodarli alla loro problematica anziché aiutarli a uscirne. È il contrario di quello che dovrebbe fare un dottore», dichiara a tempi.it il medico Chiara Atzori, autrice di Il binario indifferente; uomo e donna o Glbtq.
Secondo Maggio, frenando lo sviluppo prima della pubertà, si eviterà l’operazione da adulti. «Non è così – risponde Atzori -, purtroppo molti si sono operati. E poi mi domando: “E nel frattempo che faranno con questi bambini?”. Lo stop della crescita non è privo di conseguenze: è noto che lo sviluppo biologico va di pari passo con quello psicologico, fermarlo causa diversi problemi». Sarebbe come lasciare che una ferita si apra sempre di più invece che cercare di curarne le cause. «Lo dice la letteratura, il 95 per cento dei bambini affetti da Gid provengono da situazioni di disagio ambientale. Cosa si pensa di risolvere con un trattamento ormonale quando il problema è psichico? Qui non stiamo parlando di bambini con disturbi dello sviluppo biologico, genetico, cromosomico o anche ormonale. Si capisce che chi appoggia una terapia simile non fa scienza, ma afferma l’ideologia dell’autodeterminazione e il delirio di onnipotenza per cui l’uomo vuole scavalcare i limiti naturali». La scienza parla delle conseguenze? «Uno studio appena pubblicato dalla rivista Pediadrics dice che “è necessaria una maggiore consapevolezza dei benefici di un intervento medico precoce. Effetti psicologici e fisici della soppressione puberale e/o ormonale nei pazienti studiati necessita di ulteriori indagini».

PAZIENTI COME CAVIE. «Il problema di tanta confusione – continua Atzori – è dell’Apa (American psichiatryc association). Ormai si sostiene che è normale scegliere un sesso diverso da quello biologico, così la maggioranza degli psicoterapeuti non aiuta più i pazienti in un processo di cura che coinvolga lui e l’ambiente che lo circonda. Anziché sostenerli nella scoperta e fioritura di sé e della propria natura come data, in un processo in questi casi più faticoso, li si asseconda nella loro confusione. È come mettere la coda a una persona che crede di essere un gatto, non si risolve proprio nulla. Anzi, si peggiorano le cose».
Atzori fa l’esempio di un bambino che, per varie problematiche infantili, si finge una bambina: «Viene assecondato, poi magari si opera per essere una femmina. Da grande si innamora di un uomo, presto si troverà di fronte alla dura realtà di essere sterile. Sto citando casi reali. Queste persone vanno incontro a una disillusione disperante. Eppure chi vuole aiutarli affinché la loro mente si riconnetta con ciò che sono può essere accusato di violenza». È tutto girato al rovescio: «Io lo chiamo delirio collettivo. In cui chi è in difficoltà anziché essere aiutato è lasciato nel suo disagio. Tutto in nome della libertà e del quieto vivere di medici e adulti che non vogliono mettersi in discussione».

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68 Commenti

  1. Edo scrive:

    Tredici anni fa un bambino si è buttato giù dal balcone credendosi un Pokemon (h**p://archiviostorico.corriere.it/2000/maggio/09/Pokemon_morto_bimbo_caduto_co_0_0005097423.shtml).
    Ora, pur di assecondare quello che lui crede di essere, verrebbe aiutato a buttarsi giù.

    • Giovanni scrive:

      Oppure verrebbe trasformato in un Pokemon per “curarne la disforia di genere”…o di specie? Boh. L’ideologia del gender è pura follia.

  2. laura scrive:

    Al fondo c’è un profondo disamore verso il bambino, la specie umana, la vita

  3. Paolo scrive:

    Come al solito si portano paragoni non pertinenti…
    In più è veramente singolare che la sig.ra Atzori, sostenitrice delle “terapie” riparative, accusi altri di fare ideologia e non scienza….da che pulpito.
    «Invece non si fa che inchiodarli alla loro problematica anziché aiutarli a uscirne. È il contrario di quello che dovrebbe fare un dottore» la frase citata si adatta appunto benissimo a queste “pratiche” dette “riparative e non invece a chi vuole aiutare veramente le persone che nascono in corpo che non gli appartiene.

    • Bifocale scrive:

      Ma le terapie riparative non sono ideologia, sono scientificamente fondate ed efficaci. Non trasmettiamo idee sbagliate per cortesia.

    • Anna scrive:

      Ma le terapie riparative non sono ideologia, sono scientificamente fondate e praticamente efficaci. Non trasmettiamo informazioni erronee. Invece la frase “persone che nascono in corpo che non gli appartiene” è palesemente e preoccupantemente ideologica.

    • Picchus scrive:

      Affermazione priva di senso. Noi siamo il nostro corpo, la mente è semplicemente un epifenomeno del corpo. Pretendere di adeguare il fenomeno base all’epifenomeno, invece che l’epifenomeno a ciò che lo genera, è da dementi. Non si aiutano le persone facendole vivere nell’illusione e nella falsità ma nel recuperare se stesse, ovvero il proprio corpo, perché nessuno può essere ciò che non è, ovvero ciò che non è il suo corpo.

      • remoq scrive:

        peccato non sia possibile

      • Emily scrive:

        Ciao mi chiamo “Emily”, MtF non e una malattia e non ci sono terapie psicologiche o altro che possano aiutare chi sa di essere nato in corpo sbagliato, l unica soluzione e l adattamento del proprio corpo alla propria entità, e questo i bambini lo sanno meglio di certi psichiatri e psicologi e adulti. Io l ho scoperto quando avevo 6 anni perché amavo il rosa le bambole e quando andavo a comprare i vestiti ero attratto dai vestiti per bambine gonne collant scarpette nere luccicanti, amavo da morire le barbie ma era solo un illusione poterci giocare, mi ricordo i ceffoni che mi sono preso perché guardavo cose da bambina e non da bambino e io rispondevo che ero in un corpo sbagliato e i miei genitori mi dicevano ti portiamo dal psichiatra perché da te c e qualcosa che non funziona non ti dico le sofferenze che ho dovuto passare e le sedute dal psichiatra. Finche un giorno verso gli 8 anni ho capito che non c era modo di fargli capire che ero in un corpo sbagliato. Cosi decisi di dire che erano tutte mie invenzioni cosi mi avrebbero finito di portare dal psichiatra. E cosi fu stato comincia a vivere da maschietto come i miei genitori volevano, ma dentro di me soffrivo e quella voglia di essere bambina e spensierata e giocare con le altre bambine ogni volta che mi arrivava ingoiavo il rospo. Ma dentro di me sono cresciuta in fretta mi sono promessa un giorno realizzerò il mio sogno di essere donna anche se sara l ultima cosa che faro da viva, ho finito i miei studi oggi ho un attività milionaria e non dipendo piu da nessuno. Fra qualche mese mettero a corrente mio fratello mia madre e i miei famigliari e conoscenti della mia trasformazione da MtF, e a chi non va bene alza i tacchi e vada in quel paese ho vissuto per 24 anni come gli altri volevano ora prendo le redini della mia vita. Il mio compito per il futuro sara di aiutare i giovani a realizzare la transformazione da MtF o da FtM se non avranno un supporto genitoriale o si troveranno emarginati dalla propria famiglia. Io parlo per fatti e non su teorie campate in aria da certi individui in camicia bianca. Solo chi ha vissuto e vive una situazione puo capire. Non mi sto a divulgare ho avuto tempo per studiare la mia situazione e l uniche due situazioni sono la trasformazione e indossare qualcosa di femminile adosso come una camicetta per calmare il desiderio se nessuno ti supporta. EMY

  4. Giovanni scrive:

    Al tempo. I bambini di cui parliamo presentano sintomi di disforia di genere anche da molto tempo. Se un bambino di tre anni tenta di autoevirarsi e dà di matto se lo tratti da maschio e vuole solo giochi, abiti e situazioni da femmina, come descritto qui http://www.tempi.it/america-una-clinica-pediatrica-aiuta-i-bambini-cambiare-sess,o di sicuro non è colpa dell’ideologia del gender, qualcosa c’è. Se la cosa rientra tutto ok, ma se la disforia permane in età puberale cosa facciamo? Accetterà il piccolo lo sviluppo di caratteri somatici contrari al suo intimo sentire? Non mi pare una sciocchezza decidere di bloccare la pubertà con farmaci pediatrici (gli stessi normalmente usati in caso di pubertà precoce) e rinviare tutto a quando il soggetto avrà l’età e la maturità per decidere se accettare il suo seso biologico o cambiarlo.

    L’alternativa sarebbe imporgli un’ identità non sua badando più agli interessi della società che al benessere dell’individuo. E per piacere non menatela con la storia di “aiutarli ad accettare serenamente il loro sesso biologico” TUTTI questi bambini sono in terapia, se una soluzione di questo genere fosse possibile in tutti i casi il discorso neppure si aprirebbe,

    Due parole su Chiara Atzori: non è un’esperta di disforia di genere, dal suo cv http://www.hsacco.it/sites/www.hsacco.it/files//allegati/Atzori%20Chiara.pdf non risultano esperienze o studi in psicologia, pediatria, andrologia, sessuologia o qualunque altro campo della medicina correlato a situazioni come questa. E’ un’infettivologa. E’ una che usa il suo titolo di medico per dare una patina di scientificità a quello che c’è scritto nel Catechismo

    • Gabriele Puppis scrive:

      Cerchero’ di rispondere alle tue obiezioni:

      1) La disforia di genere e’ una malattia *mentale*, per cui si trova perlomeno strana l’idea di curarla inducendo un blocco nello sviluppo biologico: piu’ che una cura sembra un palliativo in attesa di risolvere il problema in altro modo (quale, poi, non e’ dato sapersi). La frase «Invece non si fa che inchiodarli alla loro problematica anziché aiutarli a uscirne. È il contrario di quello che dovrebbe fare un dottore» voleva esprimere proprio questo concetto.

      2) Nessuno vuole «imporre un’identita’ [sessuale] non sua [del bambino]». Questa cosiddetta identita’ sessuale viene direttamente da Madre Natura (lo scrivo maiuscolo per par condicio con Catechismo): se non ci piace dovremmo avere il coraggio di lametarci con essa, piuttosto che con gli «interessi della societa’».

      3) CV di Chiara Atzori: almeno lei si firma con nome e cognome e non nasconde i suoi studi, che sono in medicina, con *specializzazione* in infettivologia. Chi invece si firma come Giovanni (o Paolo, o Sempronio), potrebbe essere sia un premio nobel della psicologia che un emerito ignorante.

      • Aldo scrive:

        Il problema è che la Aztori sarà pur brava nell’infettivologia, ma in teme di psicologia è una emerita ignorante.

        • Fabio scrive:

          E’ il solito problema della Religione che offusca i sensi e le competenze mediche. Il credere che nel 2014 ci siano ancora dei fessi che adorano il sole spacciato per Jesus, causa queste follie.
          la soluzione e’ semplice: per i “naturalisti” basta far crescere il Bimbo normalmente e poi si vedra’ quel che accadra’ in base all’educazione che gli si imprime. Per i “genetisti” basta riempirlo di pillole, correggere gli errori genetici, condizionarlo mentalmente e ottenere il Robottino che la societa’ vuole. Entrambe le strade sono lecite. Ma quale sara’ eticamente quella migliore escludendo la fesseria deviante della religione? La scelta sta a voi.

      • Giovanni scrive:

        La disforia di genere è una condizione di dissociazione: il corpo è di un sesso e la mente di un altro. Possiamo sicuramente tentare di adeguare la mente al corpo (si fa in tutti i casi) , ma spesso non riesce. Allora non abbiamo altra scelta che tentare di adeguare il corpo.

        E’ un processo lungo, doloroso e rischioso, ma una buona percentuale deii trans accetta di percorrerlo. Ovvio che se questo processo avviene su un corpo che non ha sviluppato i caratteri sessuali adulti tutto è più facile e meno pericoloso. Va da sè che la decisione può prenderla solo il soggetto una volta maggiorenne e capace di agire. Altra buona ragione per aspettare.

        Se una volta maggiorenne il soggetto deciderà di sforzarsi di adeguare la mente al corpo basta che smetta i farmaci e tutto riparte, altrimenti sarà nelle condizioni migliori per adeguare il corpo alla mente.

        Nessuno inchioda nessuno, è proprio permettendo di sviluppare le caratteristiche del sesso ce la mente del soggetto rifiuta che lo si inchioda ad una identità non sua.. E non vale appellarsi a Madre Natura, visto che sia corpo che mente vengono da lei, no?

        Se invece di intervenire su un forum dovessi scrivere un articolo o un libro anche io fornirei nome cognome lauree e pubblicazioni.

        • emanuele p. scrive:

          signor giovanni,
          lei sembra presupporre che la scienza medica debba fare stato a sé. E avocare qualunque decisione nell’alveo di una “superiorità scientifica”.
          Ma non è così.
          Nessuno lascia le leggi in mano ai soli giuristi, ed è giusto.
          Perché non è pensabile che le cure mediche non abbiano mai in nessun caso nessun risvolto etico e sociale.
          In questo caso: vuole farmi veramente credere che queste cure non hanno niente di strano? Che è tutto nella norma?
          Non c’è forse alla base una scelta di fondo, e cioè “dato che il corpo non segue la mente, adeguiamo il corpo”? Ci sarebbe invece molto da dire. Perché quelle persone una volta uscite dalla sala operatoria torneranno nella società. Quella stessa società che paga i medici e vuole sapere come e perché spende i soldi.
          Basta con questi parrucconi che decidono tutto loro! Il popolo si deve riprendere la sua sovranità sottratta da caste e potentati vari.

          • andrea scrive:

            di che popolo parli, quello che vota Hollande, quello “adulto” che va a messa ma che se ne sbatte dei PNN relegandoli alla sfera privata, quello ateo, o quello ciellino?

            Facciamo sondaggi o ci affidiamo all’unica via che da un minimo di certezze, ovvero il metodo scientifico? Oppure lasciamo decidere tutto al Catechismo che altro non è che il codificare una verità “rivelata” quindi per definizione non oggettiva?

            Chiaro che la questione etica è importante, ma il punto di partenza è “ciò che OGGETTIVAMENTE è nella realtà.

            E il punto di vista migliore (ma non perfetto, ovviamente) per capire ciò che oggettivamente è nella realtà è il metodo scientifico, nella fattispecie applicato alla medicina. Se il punto di partenza è altro sono solo seghe mentali appunto perchè si ragiona su presupposti errati.

            Applicato, si spera, con estrema prudenza e buon senso.

            • emanuele p. scrive:

              L’assurdità è dire che tutto ciò che affermano gli scienziati è per ciò stesso scientifico.
              E quindi per ciò stesso vero e indiscutibile.
              Invece non è così.
              Per esempio in questo caso c’è una strategia, una scelta che viene presa. E le scelte non sono una verità scientifica.

              Inoltre la Verità non sta nel metodo scientifico (termine abusato) ma nel rigore logico. E’ quella la cosa che dà forza al metodo scientifico.

              Occorre quindi sapere, prima di dire che “ciò che è scientifico è per forza vero”, con quanto rigore logico siano stati portati avanti i passaggi, anche il più insignificante.

              Quindi piantiamola di adorare falsi dei. Sia la trasparenza del metodo utilizzato la migliore garanzia di Verità, non il numero di pubblicazioni e i meriti accademici.

            • Roberto scrive:

              E cosa c’è di più obiettivamente reale del corpo in cui ci troviamo? Basta che ti guardi allo specchio per capire ci (cosa?) sei. Il resto è ideologia!!!!

          • Giovanni scrive:

            Non sceglie la scienza, sceglie il soggetto. Se uno decide che vuole adeguare la mente al corpo e vivere con un corpo che non sente suo nessuno glielo impedisce. Esistono un sacco di gruppi (alcuni fanno riferimento a Chiara Atzori) che si propongono di accompagnare i trans per questa strada. Basta che alzino il telefono e chiedano un appuntamento. Lo fanno in pochi. E ancora meno riescono nell’intento.

            La maggioranza vuole adeguare il corpo e la scienza ha sviluppato tecniche di ogni tipo, per permetterlo. Non per scelta ideologica, ma perchè c’era una domanda, persone che soffrono disposte a tutto pur di cambiare il loro sesso somatico.

            • emanuele p. scrive:

              Un bambino non è in grado di scegliere. Scelgono gli adulti per lui sulla base di quello che i medici consigliano.
              E i medici cosa consigliano?
              Può giurare che consigliano per il meglio?Quanti bambini il cui sesso appare incerto ora non risolvono da sè la questione nella pubertà?
              Quali certezze si hanno?
              La PSICOLOGIA non è una scienza. Si basa su teorie e sintomatologie. Quindi basta che uno psicologo ravvede in certi sintomi la sicura prova di una transessualità, ed ecco qua.

              • Giovanni scrive:

                Infatti bloccano la pubertà proprio per evitare di scegliere per lui.

                Se un bambino a tre anni si arrabbia se lo tratti da maschio e vuole solo bambole, treccine e cameterre rosa, se una bambina di 18 mesi annuncia alla mamma che lei è un maschietto e d’ora in avanti si comporterà come tale, e lo fa, non è colpa di sicuro dell’ideologia, questi picoli hanno un problema, la disforia di genere.

                Una parte di loro col tempo risolve la contraddizione tra corpo e mente adeguando questa al sesso biologico, una parte CERTAMENTE no e richiederà tutte le pratiche per il cambio di sesso.

                Se a uno di questi è cresciuta la barba dovranno bucargli la faccia migliaia di volte per dermocoagularla, se il suo mento, le sue spalle, la sua voce sono da maschio non potrà cambiarle e per lui sarà un problema.

                Meglio rimandare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari a quando lui avrà la maturità e l’età per decidere cosa fare.

              • Giovanni scrive:

                Infatti bloccano la pubertà proprio per evitare di scegliere per lui.

                Se un bambino a tre anni si arrabbia se lo tratti da maschio e vuole solo bambole, treccine e camerette rosa, se una bambina di 18 mesi annuncia alla mamma che lei è un maschietto e d’ora in avanti si comporterà come tale e lo fa, non è colpa di sicuro dell’ideologia, questi piccoli hanno un problema, la disforia di genere.

                Una parte di loro col tempo risolve la contraddizione tra corpo e mente adeguando questa al sesso biologico, una parte CERTAMENTE no e richiederà tutte le pratiche per il cambio di sesso.

                Se a uno di questi è cresciuta la barba dovranno bucargli la faccia migliaia di volte con un ago per dermocoagularla, se il suo mento, le sue spalle, la sua voce sono da maschio non potrà cambiarle e per lui sarà un problema.

                Meglio rimandare lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari a quando lui avrà la maturità e l’età per decidere cosa fare.

  5. Gmtubini scrive:

    Figurati se un primario di Careggi perde tempo per allinearsi.
    L’hanno ficcato lì apposta!
    E pensare che certa gente ha anche la faccia tosta di criticare CL in Lombardia.

  6. Original Bifocale scrive:

    L’ideologia del gender ci farà impazzire tutti. E’ una vera dittatura.

  7. Italo Sgrò scrive:

    La transessualità si cura con l’eutanasia

    • remoq scrive:

      Giorno Italo. Ma è peccato l’eutanasia, non si puo’ fare.

      • Italo Sgrò scrive:

        Giorno Remoq, infatti non ho scritto io quella cosa sull’eutanasia, è qualcuno che si diverte a usare il mio nome.

        • remoq scrive:

          infatti mi sembrava strano come commento! comunque non dovrebbe essere permesso di usare un nick abbinato ad un’altra mail, basterebbe un piccolo software che riconosce i dati e li blocca

      • Italo Sgrò scrive:

        Infatti non l’ho scritta io quella cosa, è qualcuno che si diverte così, Remoq. Dovresti capirlo da solo.

  8. giuliano scrive:

    i danni e i crimini che i vermi rossi fanno ormai alla luce del sole sono talmente tanti e gravi che se non facciamo subito una rivoluzione contro di essi avremo una nazione distrutta e una stirpe annientata

  9. Sara scrive:

    a leggere queste cose c’è da aver paura mammamia poveri bambini e…povero mondo ke ha perso del tutto il buon senso

  10. Lela scrive:

    Quando andavo alla scuola elementare odiavo essere una femmina ed avrei voluto essere un maschio. Tremo al pensiero di cosa sarebbe potuto accadermi se fossi nata cinque-sei anni fa da una coppia “senza pregiudizi sull’identità genere”, invece che trent’anni fa da gente con la testa sulle spalle che mi ha aiutato a scoprire la bellezza di essere donna, che una bambina piccola, con l’esperienza di una bambina piccola, NON PUÒ CAPIRE. Un bambino piccolo non può capire cosa implica l’essere uomo o donna (e non sto parlando del sesso, non riduciamoci sempre e solo a quello, l’uomo e la donna sono molto più di pene e vagina) e senza l’esperienza necessaria della pubertà, non potrà mai capirlo e dunque neanche accettarsi o, anche se mi ripugna dirlo, scegliere!

  11. Giovanni scrive:

    Quello che racconti tu non e’ la disforia di genere. Nessuno blocca la puberta’ in casi come il tuo. Questi bimbi non odiano il loro sesso son convinti di essere del sesso opposto e non capiscono come mai son finiti in un corpo non loro

    • Lela scrive:

      Buon per me! Però continuo a non capire lo stesso: un bambino piccolo può convincersi di essere qualsiasi cosa: è impressionabile, si fa trascinare dal suo desiderio di essere un qualcosa di bello che vede e che preferisce a quello che CREDE di essere (come fa un bambino piccolo a sapere chi è? A capirne le implicazioni?). Un bambino può arrivare a credere di essere un personaggio di un cartone che gli piace! Come si può attribuire ad un bambino il discernimento necessario per decidere di che sesso essere? Smettiamola di trattarli come se fossero adulti, non lo sono!

      • Emily scrive:

        Lella cosa vuol dire adulti???
        – uomini che vanno con bambini
        – uomini che picchiano le mogli
        – uomini che picchiano i propri figli
        – uomini Adulti che ammazzano la propria famiglia
        – donne che buttano un neonato nel cassetto del immondizia
        – donne che bruciano i propri figli
        – adulti che si picchiano davanti ai bambini
        – I bambini non hanno odio sono gli Adulti ad insegnarlo
        I bambini sono creature innocenti, voi adulti dovreste imparare dai ba bambini. Vergognatevi

  12. TheGabs scrive:

    Oramai non passa giorno senza che si dia notizia di qualche ulteriore passo della nostra grande umanità verso le magnifiche sorti e progressive promesse da ogni Dittatura che abolisce il dato reale in nome di una ideologia qualunque essa sia.
    Quella di gender è forse la più subdola e pericolosa perchè, similmente all’eutanasia, si maschera di compassione e pietà quando in realtà altro non e’ che l’esito di un delirio di onnipotenza e della scelta di una scorciatoia. Nei confronti dei bambini poi si sta solo completando quel viaggio iniziato anni, decenni fa che in nome di una melensa e sdolcinata tenerezza ha fatto sì che i genitori abdicassero inesorabilmente e progressivamente al loro compito educativo/autorevole, che è fatto anche, e soprattutto in alcuni asi, di “no”, di fatica, di pazienza, di lacrime di fronte ad un figlio che non capisce che la fatica e il dolore sono per il suo proprio bene. La fatica, il sacrificio due cose da evitare (che sarebbe anche ragionevole) ad ogni costo (che è irragionevole e violento alle volte). L’esito di tutto ciò è sotto i nostri occhi, nell’innocenza rubata di cui si legge quotidianamente, negli episodi spesso incomprensibili di violenza, prevaricazione di cui si rendono capaci gang di ragazzini/e annoiate, soli, senza speranza, il cui desiderio di vita, di essere, di senso è via via colmato da effimere e chimeriche avventure.
    Di questo, soprattutto di questo (“se uno di voi scandalizza una di questi piccoli…..”) saremo chiamati a rendere conto.

    • Giovanni scrive:

      Giusto! Questi ragazzini cominciano con voler uscire la sera e alla fine si fan crescere le tette e si mettono la gonna- Quattro sganassoni e silenzio, altro che storie!!

  13. Rox scrive:

    Ma stiamo ancora qui a tentare di dare spiegazioni se sia opportuno o meno, a portare esempi, ad argomentare???? Dobbiamo essere estremamente netti, inconfutabili, precisi, chiari tipo pane al pane e vino al vino. Vedo troppo timidezza, come se ci si sentisse in colpa. Vogliamo voci alte, almeno del giornalismo, se i Vescovi non lo fanno, che si levino potenti come bombe, non solo con petizioni di cui poi non si sa più nulla.

  14. NelMondoMaNonDelMondo scrive:

    “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”
    Il peccato più grande..negare l’innocenza ai bambini!

  15. mike scrive:

    l’altro giorno ho scritto una cosa, sulla probabile omosessualizzazione per via chimica di parte della gente e da decenni, che qui sembrerebbe essere confermata. secondo me, forse, in passato lo hanno fatto e ancora lo fanno ad insaputa della gente. nel frattempo si pubblicizzava/promuoveva la non eterosessualità. come la mentalità è cambiata, anche perché le nuove generazioni (anzi coloro su cui l’omosessualizzazione ha agito/funzionato) sono divenute gli adulti, si permettono di proporlo apertamente. tanto pensano che ormai la maggior parte della gente certe cose le accetta. anche chi è semplicemente etero (cosa che per fortuna non è). per ora pare che si voglia solamente bloccare lo sviluppo sessuale dei bambini che non sanno con quale sesso riconoscersi (dopo chiaro che l’indecisione può avere solamente origine psicologica come giustamente si dice nell’articolo) poi chissà proporranno cure ormonali, e magari operazioni chirurgiche, per chi dopo un po’ di riflessione vorrà cambiare sesso. anzi l’articolo, se ho ben capito, evoca proprio questo. già quanto dice l’articolo è inquietante, in più se lo collego con ciò che penso io mi vengono i brividi. mi sa che se che il quadro che mi sono fatto io è vero hanno fregato e stanno fregando molta gente. per essere più esatti gli fregano la vita. mi vengono in mente passi del vangelo: Mt 24,15-19 (da collegare con 1Cor 6,19-20 sul concetto di tempio; poi sulle donne incinte e che allattano basti ricordare aborto, e poi aborto post nascita ed eutanasia ai bambini down che sono 2 cose olandesi; insomma siamo alla frutta) e Mt 18,6-7.

  16. andrea scrive:

    civiltà occidentale … non mi stupisco più di nulla.

  17. Emily scrive:

    Caro Web_Master il mio commento e stato inserito 4 / 5 volte nel discorso vuole per eliminarne qualcuno e ne lasci solo un commento. GRAZIE

  18. Nathan scrive:

    Mi sono chiesto se questo giornale fosse fazioso.
    Poi ho capito che se viene consultata una dottoressa che non è psichiatra (ma infettivologa) e che fa parte di un team di terapie riparative per omosessuali e se i lettori e commentatori in basso paragonano le persone transgender a “chi si sente un pokemon”….

    Torniamo a noi: prima mi presento e poi contesto punto per punto.
    Mi chiamo Nathan, ho 30 anni, sono presidente di un’associazione per i diritti GLBT, sono architetto e sono autore del blog contro gli stereotipi di genere che vedete un firma.

    Iniziamo col dire che avere un’identità di genere diversa da quella degli altri soggetti geneticamente xy, o xx, non è “un problema” o “una problematica”. La problematica è la società binaria che non è pronta ad accogliere chi è diverso.

    Inoltre il bambino o la bambina transgender NON ha problemi psichici

    Assurdo il tentativo di descrivere questa società fluida in cui cambierebbero sesso praticamente tutti. Ovviamente una manovra per diffondere allarmismo specialmente tra ignoranti.

    Ultima cosa: le terapie riparative sono, in poche parole, scuole di binarismo, in cui vengono inculcati non solo gli orientamenti sessuali, ma persino i ruoli binari e stereotipati.

    Concluderei dicendo che, per gli standard dei riparatori, sarebbe da riparare pure un marito che cambia i pannolini ai figli.

  19. antonella scrive:

    E na vergogna impossibile da concepire…

  20. mike scrive:

    non l’ho sentita, non ci credo, e mi sa che mi stai prendendo in giro.
    comunque per me le scie chimiche se “servono” a qualcosa è per cose tipo tumori sterilità e simili. all’omosessualità non ci ho pensato e non ci credo. e poi non credo al complotto sionista e neanche a quello massonico. dire che la massoneria è il potere occulto che domina il mondo mi fa ridere. la massoneria non è occulta. si sa che c’è. non si sa che fanno nelle logge ma si sa che c’è. magari è gente che fa i suoi interessi, talvolta in modi poco puliti, magari sapranno chi è che ha il potere maggiore, ma … non so… dire che loro governano in modo occulto non mi pare convincente. la chiesa li ha criticati poiché la loro dottrina porta al relativismo, ma da qui a giungere a certe conclusioni ce ne corre.

  21. mike scrive:

    cancellate il commento di qui sopra. la persona cui ho risposto si è dileguata. o l’avete cancellato voi il suo commento. comunque togliete anche il mio, e anche questo. grazie.

  22. Giovanni scrive:

    Mike certo che Remo ti prendeva in giro. Sei un bersaglio piuttosto facile, ma sei sicuramente una persona onesta e mi sei anche simpatico, quindi provo a proporti un diverso punto di vista.

    Il transessualismo non è storia di oggi. Persone che assumevano abiti e comportamenti del sesso opposto sono esistite anche nella remota antichità, cito ad esempio i sacerdoti di Cibele dell’antica Roma che si eviravano e vestivano da donne, ma in questi casi non è chiaro il confine tra ruolo rituale e tendenza personale, anche se è facile pensare che una certa “vocazione” i soggetti dovessero averla. Abbiamo però una vasta letteratura che attesta che nel 700 esistevano luoghi segreti dove i trans dell’epoca si ritiravano per vestirsi e vivere da donne (o da uomini, se erano femmine) . Ma la cosa poteva, in certi contesti, anche essere vissuta alla luce del sole, vedi i “femminielli” napoletani. Questo in Europa. Fuori dal nostro continente sono talmente tanti i casi in cui una persona può scegliere di appartenere al sesso opposto, acquisendo anche il diritto di sposarsi, che gli antropologi usano un nome comune per questi soggetti: berdache.

    Quando il fenomeno ha cominciato ad essere studiato scientificamente la maggior parte degli scienziati la pensava come te: è un problema psicologico, una malattia mentale e come tale va curata. Ci hanno provato per decenni, tra la fine del 1800 e gli anni Trenta, ottenendo solo un’altissima percentuale di suicidi nei soggetti trattati. Si sono dovuti arrendere all’evidenza, la mente restava uguale a dispetto delle terapie, l’unica possibilità di aiutarli era modificare il corpo.

    Questo è succeso in tempi precedenti ad ogni rivoluzione sessuale tanto è vero che il primo intervento di cambio di sesso è stato tentato nel 1930 in Germania, con esiti infausti. Il primo ben conosciuto transessuale sopravvivente post operativo fu l’americano ex G.I. George Jorgensen, che divenne Christine Jorgensen nel 1953. Divenne anche famoso tanto da apparire in un film. Questo approccio è diventato prevalente dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, il primo studio serio ed organico sul fenomeno.

    Come vedi nessun complotto, nessuna ideologia, solo la risposta ad un dramma umano.

  23. EquesFidus scrive:

    Se avessero fatto questi ragionamenti con i tumori, per cui non abbiamo ancora delle cure assolutamente efficaci, oggi questi equivarrebbero ad una condanna a morte. Stessa cosa per la depressione, un tempo male incurabile ed oggi malattia con cui è possibile convivere, se non guarire.
    Il transessualismo è una malattia, punto e chiuso. Non abbiamo ancora oggi una terapia psichiatrica (magari, direi soprattutto, a base di psicofarmaci mirati) funzionante e sicura? Verissimo, ma non si può semplicemente fare spallucce e dire che è meglio evirare costoro piuttosto che tentare di guarirli. Questo è ideologia, questa è una mostruosità nata per lavarsi le mani del destino di queste persone e spingerle in quell’oscenità che è l’ideologia lgbt; come tutte le ideologie, è antiumana non solo perché si rifiuta di aiutare delle persone, ma anche perché dice loro che operarsi non solo è una strada percorribile, bensì la sola strada possibile.
    Il fatto che a Firenze ora sia possibile usare questi farmaci la dice lunga sull’ideologizzazione e la stupidità di coloro che lavorano in quello che era (e sottolineo era) un centro di eccellenza per tutta la Toscana.

  24. Giovanni scrive:

    E cosa ci facciamo con i trans di oggi? Li lasciamo suicidarsi o vivere in un corpo che non sentono il loro? Se questa pillola magica di cui parla lei un giorno si troverà ne riparleremo, oggi l’unico aiuto possibile è adeguare il corpo all’immagine che ne ha la mente.

  25. EquesFidus scrive:

    Tanto per cominciare è toglierli dalle grinfie di quelli come lei. Poi, bisogna stare vicini a coloro che vivono questa situazione distonica, usando le moderne terapie psichiatriche fintantoché non troveremo una cura. Sicuramente la soluzione non è nelle mutilazioni o (peggio ancora) nell’assecondare certi eventi. Nessuna pillola magica, soltanto scienza e buonsenso, tranquillo.

  26. Francesco scrive:

    Conosco uno che dice di essere un angelo. Qualcuno sa come attaccargli le ali?

  27. Giovanni scrive:

    Ma non si vergogna a pontificare sulla vita altrui dal basso di cotanta ignoranza (specifica)? Le tecniche chirurgiche e ormonali di cambio di sesso sono state sviluppate perchè i trans le richiedevano. Vuole pensare lei al posto loro?

    Sono state messe a punto in un periodo storico in cui i suoi pregiudizi erano senso comune, dopo che le terapie psichiatriche avevano fallito, da parte di scienziati che si son dovuti rassegnare al fatto che la realtà era diversa da quella che la loro cultura e anche la scienza dell’epoca gli proponeva. Non erano militanti di una ideologia che all’epoca neppure esisteva, erano medici onesti che hanno modificato idee ed approccio in base ai dati dell’esperienza.

    Se poi lei vuole insistere con metodi alternativi faccia pure. Molti che ci provano e nessuno impedisce ai trans di aderire a questi gruppi. Se non lo fa quasi nessuno ci sarà ben un motivo.

    O vuole imporre la sua soluzione per legge?

  28. remoq scrive:

    eppure Giovanni ha fatto una seria e veritiera disanima storica e medica del transessualismo, non approfondita è vero, ma riassumere trattati medici e psicologici non è ne semplice ne mai esaustivo, soprattutto per chi non conosce la materia e crede che i medici della mente siano stregoni assoggettati a chissà quali lobby. Il DIG è una malattia, e così viene trattata. Un tempo era associata ai deliri, infatti ha alcune caratteristiche (meglio dire sintomi) sovrapponibili, ma con il tempo, studi seri, hanno dimostrato che ha anche altri sintomi propri, diversi dal delirio. Non esiste una cura come auspichi semplicemente perchè l’unica cosa possibile potrebbe essere il mitico lavaggio del cervello, cioè utilizzando tecniche di condizionamento, che sono delle torture, vietate per fortuna in tutto il mondo. Queste persone, soprattutto se vengono seguite da subito, hanno maggiori possibilità di cura, il blocco dello sviluppo serve anche per tentare di capire le cause e se possibile (senza tortura) eliminarle. Altro non si può proprio fare, questa è la realtà che ti piaccia o no, nessuna pseudoscienza e nessuna lobby. P.S. non ero io quello che prendeva in giro Mike.

  29. mike scrive:

    sono d’accordo equesfidus. comunque sul trovare delle cure (psichiatriche credo intendessi) ho un sospetto. che si collega con quanto detto in un commento di mi pare ieri, che le terapie psicologiche non funzionano poiché oggi (oggi non a livello storico) la causa può essere anche chimica. il discorso per me è che anche a livello psicologico forse gente come Nicolosi ha fatto la cosa a metà. mi spiego: per me l’omosessualità si origina, in modo psicologico, con 2 meccanismi. uno agisce su maschi e femmine ed è la cosa detta da Nicolosi ossia il cattivo rapporto del bambino col genitore dello stesso sesso (in pratica in un episodio della vita, sgridato da quel genitore, il bambino teme di non essere amato da quel genitore per cui finisce per voler essere amato e amare le persone del suo stesso sesso). l’altro è che il bambino maschio si sente spesso dire dalla madre che deve obbedire, con la sfumatura di prendere esempio da qualcuno, e si identifica nella madre per cui anche se uomo inizia a ragionare da donna. storicamente c’è stato anche tale meccanismo e ciò spiega come mai l’omosessualità è stata soprattutto maschile. e fino a 25/30 anni fa si pensava, o almeno io pensavo sentendo gli adulti, che gli omosessuali fossero pochi e soprattutto uomini. il secondo meccanismo agisce perché tutte le culture hanno affidato l’educazione alla madre e col sistema educativo basato sull’obbedienza (=fai così sennò non sarai amato) e spesso insegnando cose sbagliate. credo però che nel cristianesimo questo e il primo meccanismo agissero molto meno. infatti l’educazione cristiana non credo sia sempre o in tutte le famiglie basata sull’obbedienza ma sul dialogo. e poi si insegna ciò che è giusto (non insomma la reincarnazione o la poligamia). per capirci meglio non metto in discussione il ruolo della madre né la famiglia tradizionale ma il meccanismo educativo.
    tutto ciò era per puntualizzare che forse Nicolosi e chi come lui hanno tralasciato qualcosa. anche se non so in fondo le teorie di Nicolosi non le conosco tutte. cioè ammetto che anche lui può aver detto quanto detto da me ora. e che comunque può essere sbagliato. l’umiltà ce la vuole in certe cose.

  30. remoq scrive:

    Caro Mike, spieghiamola meglio. Nella teoria proposta da Nicolosi (1991), è il rapporto con il padre a costituire la variabile decisiva nello sviluppo dell’omosessualità maschile. Secondo
    Nicolosi, entro il terzo anno di vita il bambino attraversa una fase, determinata
    geneticamente, nel corso della quale viene acquisita l’identità di genere.(quella famosa identità di genere che tutti chiamano ideologia)In questo periodo il bambino si rivolge, quindi, verso il padre, cambiando così l’oggetto della propria identificazione. Il padre ha il compito di facilitare questa transizione, accogliendo il figlio e accettando la sua nascente mascolinità. Dovrà inoltre proteggerlo dalla tendenza materna a cercare di prolungare la sua unione simbiotica con il figlio, dimostrando
    anzi, con il suo esempio, come sia possibile mantenere una relazione intima con la madre sia pure non essendo più una cosa sola con lei. Quando questo processo fallisce, ed il figlio percepisce il rifiuto da parte del padre, vengono a crearsi le condizioni per lo sviluppo dell’omosessualità.
    Tipicamente, in questi casi, Nicolosi riscontra un legame troppo stretto tra la madre e il figlio, con una figura paterna assente o comunque deficitaria nel suo compito di sviluppo. Il bambino si rapporta al padre con antagonismo e in maniera guardinga, sentendosi comunque a disagio. La madre ha scarsa comunicazione con il marito, e non mostra stima in lui e nel valore positivo della
    mascolinità, mentre anche il rapporto con un eventuale fratello è improntato sull’antagonismo e vissuto spesso in posizione d’inferiorità. Nicolosi considera che questa “classica triade relazionale” sia così onnipresente da affermare di non aver mai visto un paziente omosessuale che non provenisse da una famiglia simile. Inoltre Nicolosi stesso non riconosce l’omosessualità in se come malattia, e “cura” esclusivamente pazienti egodistonici, coloro cioè che vivono la loro condizione in modo conflittuale. in primis Nicolosi non analizza questa conflittualità, non parliamo poi delle cure. Cure che alla fine, nel migliore dei casi, portano il “paziente” ad avere una relazione eterosessuale monogama, ma che continuano ad avere impulsi omosex, quindi non si possono certo dire guariti, considerando anche che centinaia di altri omosex arrivano ad attuare lo stesso comportamento (relazione etero con impulsi omo) anche senza le “cure”.

  31. mike scrive:

    oggi non volevo commentare però ho ritrovato l’articolo e ho letto una cosa che mi lascia allibito. per cui rispondo: se come dici tu Nicolosi afferma che a 3 anni viene acquisita l’identità di genere allora mi sa che Nicolosi in pratica è un fautore di essa. e cioè non va considerato più di tanto. diciamo che è paragonabile, mutatis mutandis, a giulio cesare giacobbe che nei suoi libri dice cose assurde. solo che subito non te ne accorgi, o pensi forse vuole dire altro, poiché qualcosa di corretto credo lo dica. nessuno dei millantatori dirà mai tutte cose sbagliate. tra l’altro non capisco come faccia giacobbe a vendere molti libri tra il pubblico femminile (non ricord dove l’ho letto ma è così) visto che per alcune frasi, dei libri e non, si è dimostrato un maschilista e fautore della donna bambola.
    la cosa che volevo dire è che l’identità di genere non si definisce ma ci si nasce. chi nasce maschio è maschio e chi nasce femmina è femmina. scusa ma perché uno che nasce col pene dovrebbe poi potersi sentire femmina? ma non ti pare che non abbia proprio alcun senso? tanto forse non leggerai poiché l’articolo è “datato” ormai. ma nel caso… ecco qua.

  32. mike scrive:

    aggiungo che tanto, piaccia o no, con la questione omosessuale ossia con gli omosessuali dovremo farci i conti. forse la cosa è come una diga che ancora tiene. mi devo spiegare ed anche scendendo nel personale: la cosa che mi dà fastidio in tutta questa storia è che se cerchi il sesso opposto esso non di rado è composto di gente omosessuale. in passato ero ad un punto che non solo le donne che frequentavo non mi calcolavano (ero un amico e basta) ma qualcuno di sesso maschile ci ha provato con me. è stata dura far capire che mi piacciono le donne. ecco perché mi preoccupa la questione omosessuale. è che ho fatto caso che c’è gente che può essere passata in una situazione come la mia. ti rendi conto? ti piacciono le donne ma loro non si interessano a te poiché forse in non rari casi sono lesbiche, in più gli uomini sono interessati a te. se gli omosessuali si fanno ancora più arroganti siamo alla frutta. ed è impossibile risovere la cosa infatti sugli omosessuali c’è una omertà fortissima nella società. nella parte laica e … anche in quella cattolica. un po’ di cose me lo fanno pensare. e non mi pare che a qualcuno interessi i problemi che possono causare gli omosessuali alla società, volenti o certo anche nolenti (poi anche qui…). pare che solo loro possano soffrire, e al mondo cattolico basta che non sia loro permesso il matrimonio per il resto nulla cambi. solo che oggi sono più del passato, inutile negarlo. lo diceva anche italo carta, cui Tempi ha dedicato un articolo mesi fa.

  33. mike scrive:

    sai remoq le cose non si possono scrivere commentando su questo sito. non me può fregare ormai tanto. il web è pieno di siti. da qualche parte posso scrivere cosa voglio, senza che ci siano filtri. i quali certo un po’ li capisco un po’ sa di ipocrisia. cioè si deve avere la libertà di espressione però ci sono i filtri. poi qui si va contro l’omofobia per difendere il poter parlare però poi c’è il moderatore. il quale un po’ lo capisco che deve esserci ma un po’ come detto mi pare ipocrita che ci sia. farebbero meglio a non permettere i commenti. sai che palle anche in cose che non credi leggere “il tuo commento …”. mi sa che scriverò altrove ciò che voglio del resto già l’ho fatto. pare che il mondo cattolico abbia paura ad affrontare certe tematiche. poi dicono non è vero o è poco vero che ci sono i preti omosessuali. non sono nato ieri e molte cose, incluso il moderatore di qui, mi conferma che ce ne sono e non pochi. non arriveranno al … 30% ma ci sono. ecco perché l’omosessualità non vogliono risolverla: alcuni da 2000 anni si consacravano. poi potevano essere casti e bravi pastori (non faccio ironia) ma appunto tutto sull’argomento doveva restare come prima ossia l’omosessualità andava considerata una prova e non un problema da risolvere. che se volevano lo risolvevano. in 5000 anni si sarà capito perché c’è l’omosessualità. vabbè… alla prossima.

  34. mike scrive:

    speravo passasse l’altro commento che era quello che davvero volevo passasse. invece questo è passato che anzi volevo non passasse. era diretto al moderatore e solo a lui. pazienza. comunque ciò che c’è scritto lo penso davvero.

  35. Silvia scrive:

    non è possibile cambiare sesso, è questione di DNA. Chi sceglie di mutilarsi diventa solo un maschio castrato e tale resta!

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