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Anticoncezionali. Testimonianze dalla rete sugli effetti nocivi delle “pillole amiche”

gennaio 31, 2013 Benedetta Frigerio

Dai blog e dai forum emergono le inquietanti storie di donne che hanno fatto uso di pillole anticoncezionali. «Fate attenzione, non sono l’unico caso»

«Io “grazie” a Yasminelle ho avuto sei mesi fa un’embolia polmonare bilaterale con infarto polmonare… mi son fatta una settimana di ricovero ospedaliero e attualmente sono ancora in terapia con anticoagulanti!.. i miei valori e il mio screening trombofilico fatti prima e durante l’assunzione di yasminelle erano perfetti, quindi non sono e non ero geneticamente predisposta a ciò. Informatevi prima su tutte le controindicazioni di yaz e yasminelle (contengono due principi attivi che le rendono 10 volte più pericolose delle altre piccole, quelle definite di “seconda generazione”). Fate attenzione, non sono l’unico caso (mi sono informata e di casi simili ce ne sono a migliaia), fatevi un giro sul sito americano Yasminsurvivors se non ci credete!». È la denuncia di Flavia B. postata su Facebook. Ma di casi simili, di cui avevamo già parlato, ce ne sono a centinaia. Blog appositi sono stati aperti in cui storie analoghe, se non peggiori, vengono raccontate. Non solo, gli anticoncezionali hanno causato anche la morte di alcune donne. Per questo motivo la casa farmaceutica Bayer era stata denunciata. La Bayer aveva scelto di pagare i risarcimenti. Alle cause giudiziarie però non era seguito il ritiro del farmaco dal mercato, ma solo un nuovo bugiardino sugli effetti collaterali della pillola.

LA FRANCIA. Ieri la notizia della decisione del governo francese di ritirare dal mercato la pillola anticoncezionale Diane 35 insieme ai suoi generici. Lo stop è giunto dopo la battaglia del giornale Le Figaro, che aveva parlato dei nuovi farmaci contraccettivi a base di progestinici come il gestodene o i desogestrel. Anche se le pillole che hanno sollevato dei dubbi sono molte di più. Nella lista nera del giornale ne appaiono circa una quarantina sul mercato dagli anni Novanta. A far più discutere la Francia era stata la vicenda di Marion Larat, che dopo aver utilizzato la pillola Meliane per un certo periodo di tempo era stata colpita da un ictus che l’ha resa disabile. A seguire la notizia che a prendere la Meliane erano state altre 155 donne poi morte probabilmente a causa della stessa.

L’ITALIA. Ma le discussioni riguardano anche l’Italia. Il 3 marzo scorso sulla Stampa la storia di Giulia, la quindicenne in coma da un anno per embolia polmonare a causa dell’assunzione di una pillola di nuova generazione. Debora P. racconta su Facebook: «Io lavoro da un medico che sta seguendo la causa di una ragazzina di 16 anni che ha preso lo Yasmin e ora è in uno stato vegetativo permanente per una tromboembolia massiva». Di casi analoghi in rete se ne trovano sempre di più. E ora riguardano anche le pillole anticoncezionali cosiddette naturali, come la Klaira o la Zoely. Si legge sul sito disinformazione.it: «Largamente decantata dai media, in Zoely ritroviamo un po’ le stesse caratteristiche presentate per Klaira e cioè riduzione del flusso abbondante». Zoely (conosciuta anche come Nomac/E2), secondo i produttori sarebbe la soluzione per chi chiede un prodotto “più naturale” perché a base di un ormone già presente nel corpo. Ma ci si chiede: «Naturale è sempre sinonimo di benefico? (…) Zoely, infatti, è presentata come la “pillola amica” o “alleata del benessere della donna” dai molteplici benefici, ma gli effetti collaterali vengono assolutamente ignorati». Sul foglio illustrativo si legge infatti che gli effetti epidemiologici della pillola sono ancora sconosciuti.

LA PRESCRIZIONE CONTINUA. Di fronte a ciò rimane la contraddizione di un sistema sanitario che ha prescritto milioni di pillole contraccettive. In Francia se ne contano circa due milioni, nonostante le controindicazioni emergenti negli anni e insieme l’incremento di aborti, per la cui riduzione si giustifica ancora la prescrizione massiccia degli anticoncezionali. Mentre a New York, sebbene in America siano 13 mila le cause aperte contro gli anticoncezionali, il dipartimento della Salute ha deciso di sponsorizzare nelle scuole un programma, detto “Catch” per «connettere gli adolescenti ad un’idea onnicomprensiva si sanità» e distribuire nelle scuole superiori della Grande Mela non più solo profilattici ma contraccettivi ormonali.

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