Piccolo ma istruttivo saggio sull’involuzione intimista della sinistra giornalistica. Di fronte alle recenti tragedie familiari post-comunisti come Michele Serra e azionisti coma Barbara Spinelli propongono il culto del vuoto e della solitudine con la solita arroganza giacobina. Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri e Fabrizio Rondolino commentano