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Spagna, denunciate tre scuole perché non vogliono rispettare «l’identità di genere dei bambini»

ottobre 11, 2013 Benedetta Frigerio

Grazie al sostegno dell’Associazione Transessuali Andalusia, tre famiglie hanno ingaggiato una battaglia legale contro gli istituti frequentati dai figli

L‘ultimo caso di famiglie che assecondano i figli, che sentono di appartenere a un sesso diverso da quello biologico, viene dalla Spagna, come ha raccontato El País: «La procura dell’Andalusia ha aperto un’indagine contro tre scuole di Málaga, due religiose e una pubblica, che hanno mostrato reticenze ad accogliere la sollecitudine dei genitori per il rispetto dell’identità di genere dei loro figli». Due scuole, per non incappare in problemi legali, hanno ceduto alle richieste della famiglie, mentre una terza non vuole accettare di inserire un maschio «nella lista degli alunni con il suo nome da femmina».

ASSECONDARE I BAMBINI. La madre di quest’ultimo bambino ha fatto causa alla scuola perché il collegio dei professori non vuole consegnare al piccolo l’uniforme da femmina. Le tre denunce sono state presentate dall’Associazione Transessuali Andalusia (Atc), che consiglia alle famiglie di assecondare il disagio e la volontà di cambiare sesso dei figli e ha convinto 12 genitori a ingaggiare una battaglia legale contro le scuole. E, oltre alla richiesta di vestire i bambini con uniformi del sesso opposto e a usare i bagni di conseguenza, l’Atc ha chiesto al governo dell’Andalusia di diffondere nelle scuole un nuovo metodo educativo che rispetti la loro libertà di scelta.

ALTRI CASI. I casi spagnoli sono solo gli ultimi di un elenco che si fa sempre più lungo. In Colorado i genitori del piccolo Coy hanno vinto la battaglia legale con la scuola che non voleva permettergli di usare il bagno delle bambine. Coy, da quando aveva appena 18 mesi, è trattato da genitori come una femmina solo perché giocava con i giochi della sorella.
Anche la mamma e il papà della canadese Wrenna hanno deciso che la figlia era un maschio perché lei si sentiva così. Perciò la scuola ha accettato di accoglierla negli spogliatoi maschili.
Lo stesso è accaduto a Manuel che a sei anni, grazie a sua madre, è diventato Lulu: lo Stato argentino gli ha permesso di ottenere documenti femminili.

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14 Commenti

  1. Italo Sgrò scrive:

    Poveri bambini, in preda a questi pazzi scatenati! D’ora in poi se a un bambino piacerà giocare a fare il cagnolino e farà “bau bau” verrà modificato geneticamente e affidato alle cure del canile municipale.

    • albo scrive:

      Dovresti dirlo dei bambini affidati alle scuole cattoliche dove gli fanno il lavaggio del cervello!

      • Italo Sgrò scrive:

        Non dire corbellerie, Aldo, per cortesia. non dire corbellerie.

      • Italo Sgrò scrive:

        Non dire corbellerie, Albo, per cortesia. Non dire corbellerie, che ci sono già Remo e Bifocale che ne dicono troppe.

  2. Giovanni scrive:

    Scusate ma cosa c’è di così tragico nel fatto che un bambino usa bagni e spogliatoi delle bambine da farne un caso internazionale? O se veste la loro uniforme? Comunque uno la pensi sull’identità di genere non vi sembrano tempeste in un bicchiere d’acqua?

    • andrea scrive:

      in teoria non c’è nulla di tragico.

      Ma al solito, la differenza fra teoria e pratica è che in teoria sono la stessa cosa, in pratica non lo sono.

      Io avevo una certa idea in testa su tutto questo putiferio del gender, omosessualità etc. etc.

      Partivo dal presupposto appunto che in teoria la legge scalfarotto, la legge sul femmnicidio non fossero sbagliate, anzi per molti versi fossero pure ragionevoli (soprattutto il femnicidio, il ddl Leone&Scalfarotto ha dei punti deboli, senza però scendere ai livelli isterici del tipo “non posso leggere seneca”).

      Insomma, partivo dal presupposto che le posizioni in campo fossero comunque espresse da persone di buon senso.

      Poi però ho ascoltato su Radio Radicale il dibattito in aula sul femminicidio. Ed è stato istruttivo, perchè se leggi su Tempi sono opinioni filtrate dal punto di vista della redazione, se senti le cose dai deputati ascolti DIRETTAMENTE cosa gli frulla per la testolina.

      Ascoltare il dibattito sul femminicidio e sentir tirare fuori che la teoria di genere dovrebbe esser insegnata fin dalle primarie è stato deprimente. Una legge in teoria buona nella pratica pensata per imporre un punto di vista su cose che con il femminiciodio non c’entrano. Tutto un calderone confuso ma con obbiettivo finale chiaro: rieducare.

      Beh, passi i 5stelle e sel, ma anche nel PD c’è parecchia gente che ancora vede le cose con la lente della ideologia. In pratica, più che affrontare il problema femminicidio e osex, c’è il desiderio di rieducare.

      Insomma, istruttivo e deludente.

      Tornando alla notizia riportata, sia serio Giovanni: come si fa ad assecondare le stramberie, le fantasie che ogni bambino ha fino ad indirizzarle verso un genere? Mi sembra che più che assecondare le reali inclinazioni dei bambini si proietti su di loro una concezione del mondo “politicamente corretta” dei genitori che nella testolina dei pargoli non esiste proprio.

      Poi con lo sviluppo e la crescita le inclinazioni sessuali inevitabilmente vengono fuori, e chi è veramente gay o lesbica lo capisce. Ma anche qui ci vuole prudenza e buon senso, un genitore che dice “vai e prova tutto quello che ti pare tanto è tutto uguale” non mi sembra un buon genitore.

      Il punto è questo: c’è una larga fetta della politica e della “intellighenzia” che non pensa alla cosa migliore da fare, a mediare fra buon senso, senso comune della morale, sano realismo: pensa alla “rieducazione”.

      E se parte della politica italiana è questa, meglio esser prudenti, meglio non fidarsi perfino se IN TEORIA su molte cose sei in accordo.

      Io non temo il DDL scalfarotto in se, temo che venga usato come una clava per inondare i tribunali di cause inutili e pretestuose al punto tale che, anche chi ritenga di esser nel giusto, ceda un millimetro dei suoi principi per non trovarsi impelagato in cause che solo dopo anni ti daranno ragione.

      E a me una società così non piace, ho delle idee su come va il mondo, ma non voglio imporle a forza.

      Devo ammetterlo, mi ero sbagliato. Pensavo che l’ideologia fosse confinata a qualche circolo “gayo e puro” o a qualche residuato della guerra fredda che le spara grosse per tenersi buono uno striminzito manipolo di elettori in via di estinzione.
      Pensavo che certa politica ragionasse in buona fede.

      Non è così.

  3. paola scrive:

    Ma siamo sicuri che sia un’inclinazione dei bambini, e non piuttosto un “desiderio mancato” dei genitori, che crescono maschi come femmine e femmine come maschi perchè desideravano un figlio di sesso opposto?
    Mio fratello giocava con i miei giochi, ma non per questo è stato cresciuto da femmina, ed ora è un maschio eterosessuale sereno……
    Inoltre: i miei figli prequentano scuole cattoliche e a nessuno di loro o dei loro compagni è stato fatto il lavaggio del cervello!!!
    Mi sembra un luogo comune che si rispolvera quando non si hanno altri argomenti…….

  4. mike scrive:

    si dice che il cristianesimo è stato una invenzione. solo che certi passi sembrano fatti per i tempi moderni. tipo Matteo 18,6: “chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”. mi sa tanto che questo è uno dei passi che certo provano che il cristianesimo non è stato una invenzione, che Dio c’è e che (dura per chi gli capiterà) farà giustizia. anche se più ne senti grosse più vorresti giustizia su questa terra, anche solo un po’ più di quella che oggi c’è, e ce n’è sempre di meno.

  5. Edo scrive:

    Alberto Savio, allora mi raccomando: se tuo figlio si crede Batman e si sta per buttare giù dalla finestra credendo di poter volare, non fermarlo. Sai che violenza faresti nei suoi confronti!

  6. Silvia scrive:

    secondo me ultimamente la pazzia dilaga…

  7. Silvia scrive:

    ultimamente la pazzia dilaga…

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