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La vera storia dell’Imu al No profit. Tasse sulle opere di bene

febbraio 1, 2013 Germano Di Michele

La pressione del governo Monti e di Bruxelles. Il voto favorevole di Pd e Udc. La vana resistenza di un manipolo di deputati. Ecco come è nato e quanti danni provoca il balzello più odioso

Non faremo a tempo a vedere squadernato (se lo vedremo squadernato) prima del dopo elezioni il sistema di potere che ha tenuto in piedi un colosso dai piedi d’argilla come il Monte dei Paschi di Siena. Ma in un paese dove il caso Mps mette in fibrillazione l’intero sistema e ne conferma l’asse politico-economico “bancocentrico”, dove le quattro più importanti banche hanno strozzato il credito a famiglie e imprese, hanno “incagli” (cioè mancati pagamenti di rate, mutui, sconfino di conti correnti) per centinaia di miliardi mentre il patrimonio pubblico, quotato quanto l’intero debito italiano, resta immobilizzato per i veti delle corporazioni e dei “grandi mangioni” annidati nel cuore dello Stato, cosa è successo con l’Imu di Monti? È successo che, con voto decisivo di Pd e Udc (il Pdl ha votato contro), sono riusciti a tassare anche volontariato e no profit, cioè l’unica parte del sistema-paese che offre un po’ di ossigeno agli otto milioni di poveri italiani e fa risparmiare lo Stato, nell’ambito dell’istruzione, dell’assistenza, della solidarietà agli ultimi, decine di miliardi. La vera e scandalosa storia del balzello più odioso che c’è? Eccola.

Tutto comincia un anno fa esatto, febbraio 2012, con la modifica della normativa sulle esenzioni Imu, imposta dal governo Monti su indicazione europea con un emendamento all’articolo 91 del “decreto liberalizzazioni”. Con l’emendamento, in pratica, l’esecutivo introduce il concetto di “attività commerciali” a fare da spartiacque tra le imprese che sono tenute a pagare la tassa e quelle che ne sono esenti. Alle prime preoccupazioni su cosa si intenda per “attività commerciali” è il presidente del Consiglio a rispondere, garantendo davanti alla commissione Bilancio del Senato l’esclusione dell’imposta per le scuole dell’infanzia parrocchiali, purché siano statutariamente senza fini di lucro, paritarie e disposte ad accogliere gli alunni senza discriminazioni. Poi arriva il regolamento attuativo, che per i duri di comprendonio specifica che per ottenere l’esenzione Imu l’attività deve essere svolta «a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di rette di importo simbolico e tali da non coprire integralmente il costo effettivo del servizio». Dopo di che prende iniziativa il ministero delle Finanze – siamo a dicembre 2012 – con la risoluzione
1/DF/2012, secondo la quale le attività non caratterizzate da tariffe simboliche o a titolo gratuito sono chiamate a pagare l’Imu subito fin dal 2012, versando tutto entro il 17 dicembre. Per terminare l’anno ecco palesarsi, infine, la filosofia europea che sta dietro a tutto questo e che è solo la premessa di quello che ci aspetterà: «Quando le no profit operano sullo stesso mercato degli attori commerciali dobbiamo essere sicuri che non beneficino di vantaggi non dovuti», esterna il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia.

In barba alla riforma Berlinguer
Era giusto fare chiarezza sulle esenzioni dall’Imu, perché dal 1992, anno in cui fu inventata l’Ici e in cui furono inserite le esenzioni, qualcuno ha approfittato della non univocità delle interpretazioni. Ma dalla correzione di una norma alla sua abolizione ne passa. Fin dall’inizio di questa disputa, un fronte di parlamentari – i pidiellini Maurizio Lupi e Gabriele Toccafondi in testa – denuncia che il regolamento in elaborazione a Palazzo Chigi rischia di appioppare l’Imu a opere di pura carità che se va bene arrivano a pareggiare i conti, opere che contibuiscono al bene di tutti e senza le quali lo Stato dovrà sborsare cifre molto superiori agli introiti della nuova tassa per crearle e mantenerle.

Bisogna stabilire cosa si intenda per “attività commerciali”. Le imprese no profit, di volontariato possono essere ritenute “attività commerciali” perché usufruiscono di una convenzione o pagano chi ci lavora, possono richiedere anche una retta per coprire parte dei costi. Mense per i bisognosi, opere educative, centri per i giovani, per madri in difficoltà, per stranieri che non hanno un alloggio. Realtà nate magari da enti religiosi ma oggi spesso gestite da cooperative sociali, fondazioni, gruppi di volontari. Una mensa della Caritas che paga un cuoco part time svolge attività commerciale? Una scuola che deve assumere gli insegnanti è un’attività commerciale? Un centro per tossicodipendenti con educatori o una struttura per ragazze madri che gode di una convenzione con un Comune, ma anche un centro per la raccolta di generi alimentari da distribuire ai bisognosi che paga un affitto, sono tutti casi di attività commerciale?

La modifica introdotta dal governo nel decreto liberalizzazioni crea una situazione paradossale. E il paradosso si complica ulteriormente per le scuole non statali, scuole pubbliche a tutti gli effetti che per poter dichiararsi tali devono per legge essere attività commerciali. Se non lo sono, non possono aprire. Dal punto di vista fiscale le scuole sono considerate dallo Stato enti commerciali. E mentre una legge nazionale (legge Berlinguer) afferma che le scuole sono tutte “pubbliche” e si dividono in statali e non statali, ora un’altra legge minaccia di non far pagare l’Imu alle scuole statali e di farla pagare invece a quelle non statali. Eppure fanno la stessa identica cosa.

Con Lupi e Toccafondi, dunque, il Pdl si prende a cuore il problema da subito. «Il nostro emendamento – racconta il deputato fiorentino ricostruendo le fasi della battaglia cominciata nel febbraio scorso – non manteneva lo status quo, non volevamo salvare chi fa profitto e distribuisce utili nascondendosi dietro le “zone grigie” della legislazione. Proponevamo di esentare dall’Imu solo il no profit. L’emendamento prevedeva che al posto di “attività commerciali” fosse inserito “attività non lucrative”». Dopo mesi di discussioni, a fine ottobre l’emendamento viene discusso. E il 2 novembre viene approvato all’unanimità dalla commissione Bilancio della Camera, con parere favorevole del governo Monti.

E la famosa multa miliardaria?
Lunedì 5 novembre, però, l’esecutivo chiede il ritorno immediato della norma in commissione, pretendendo la modifica e il ripristino del testo base, ovvero del termine “attività commerciali”. Motivo? In caso contrario l’Europa, secondo i professori, avrebbe sanzionato l’Italia per miliardi di euro. «Nelle 36 ore seguenti quasi ininterrottamente abbiamo chiesto che ci venisse mostrata la sentenza europea di condanna nei confronti dell’Italia per l’aiuto illegale alle opere di carità e alle imprese no profit, con l’ipotetica sanzione miliardaria», ricorda Toccafondi. La domanda, però, cade nel vuoto e gli autori dell’emendamento non cedono alla richiesta di ritorno al “testo base”. Il 6 novembre la proposta del governo passa coi voti contrari di Pdl e Lega e quelli favorevoli di Udc e Pd.

È la già citata dichiarazione da Almunia a spiegare quale sia la “linea” europea che ha portato il governo Monti alla modifica della norma. Una linea che secondo Toccafondi «preoccupa non solo per la questione Imu, ma più in generale sugli aiuti diretti e indiretti che gli enti locali assegnano agli enti no profit. Il commissario non vuole che siano concessi “vantaggi indebiti” alle “no profit che operano sullo stesso mercato degli attori commerciali”. Ma le scuole paritarie stanno in un mercato dove ci sono i collegi privati. Perfino chi svolge attività di recupero con persone svantaggiate, disabili, minori con problemi, carcerati o ragazze madri, insegnando loro un mestiere, producendo in piccolo anche qualcosa, può a tutti gli effetti essere considerato all’interno di un “mercato”. Tutti i settori dell’assistenza e del recupero di per sé possono essere di “mercato”. Dobbiamo solo sperare che in Europa i concetti di “mercato” e di “attività commerciale” siano diversi dai nostri. Intanto però sappiamo che in Italia le imprese no profit pagano l’Imu. E chissà cosa accadrà alle altre forme di aiuto rivolte a questo mondo: detrazioni, regimi fiscali agevolati, contributi…».

Il parlamentare toscano ha in mente alcuni esempi concreti che «mi tornano in mente ogni volta che si tenta di far passare l’idea che non stia succedendo niente». A Firenze c’è un’opera nata dalla creatività cristiana del cardinale Giovanni Benelli, «una realtà storica – nella definizione di Toccafondi – che si occupa di adolescenti in situazioni personali e familiari difficili, ragazzi a rischio di comportamenti devianti, giovani che hanno fatto uso di droghe. I volontari li seguono a scuola, nel doposcuola, fanno corsi di formazione e soprattutto li ascoltano e combattono insieme a loro. Migliaia di ragazzi in questi anni sono diventati adulti grazie a questa realtà che può operare perché la curia fiorentina mette a disposizione una struttura». Struttura per la quale adesso i responsabili dell’opera devono sborsare una bella sommetta per pagare l’Imu. «Mi chiedono: “Come facciamo?”. A me sale un misto di orgoglio e rabbia. Orgoglio perché vedere quante cose belle ci siano nella storia di questo paese non può che rendere orgogliosi. Rabbia perché non è possibile che non ci si renda conto del danno che stiamo causando».

Un mutuo per saldare le imposte
Altro esempio. È, in sintesi, la medesima situazione in cui si ritrova attualmente qualunque scuola paritaria no profit d’Italia. Racconta Toccafondi: «Ho incontrato una fondazione che ha un bel fabbricato in cui si trovano un asilo nido paritario, una scuola dell’infanzia, una primaria, una secondaria di primo grado e di secondo grado (un liceo) con circa 600 alunni. Ebbene, la fondazione dovrebbe pagare di Imu circa 40 mila euro. Ma il presidente, conti alla mano, mi ha confessato: “Noi quei soldi non li paghiamo per il semplice motivo che non ce li abbiamo. Lo Stato è in arretrato di un anno con il contributo, mentre noi tutti i mesi dobbiamo pagare gli stipendi, la mensa, il riscaldamento, e tutto il resto”».

Poi c’è il caso di una parrocchia nel Trevigiano. «È guidata da don Carlo», spiega l’onorevole, «un prete combattivo che non si è voluto arrendere all’idea di lasciare vuoti i suoi immobili». Qui Toccafondi passa a elencare cosa fa don Carlo nella sua parrocchia e quanto deve pagare di Imu per ciascuna attività: «Stanza di 92 metri quadrati di proprietà dell’oratorio usata da un circolo: 458 euro di Imu. Casa alpina gestita dal circolo parrocchiale, usata per i campi scuola estivi e invernali ai cui partecipanti è chiesto un contributo di 100 euro a settimana: 1.902 euro di Imu. Salone polivalente usato da un’associazione per scopi ricreativi: 3.168 euro. Ex canonica di 22 stanze affittata a comunità religiosa che si occupa di accogliere i minori inviati dal Tribunale dei minori (unica struttura che genera profitti per 1.200 euro al mese): 869 euro di Imu. Scuola dell’infanzia: 7.114 euro». A Toccafondi don Carlo ha detto di aver pagato tutto, «anche se gli F24 sono stati saldati con denaro che la parrocchia non aveva, chiedendo un prestito alla banca». Solo la quota della scuola dell’infanzia non è stata pagata «perché la retta richiesta per consentire alle famiglie di iscriversi è solo un frazione dei costi sostenuti. Non permette neanche di portare il pareggio in bilancio, figurarsi di pagare l’Imu».

Non basta? Anche la Pubblica Assistenza Fratellanza Popolare di San Donnino, una Onlus di Campi Bisenzio (Fi), è finita sulle cronache di qualche giornale locale quando i suoi responsabili hanno deciso di raccontare la loro storia. Hanno pagato 11.414 euro di Imu per una sede composta da: centralino, camere in cui dormono i volontari, bagni, garage per i mezzi di soccorso. Anche l’attività sanitaria e socio-sanitaria svolta in quei locali, dunque, è ora considerata attività commerciale. «Per far fronte a questa spesa enorme non prevista – sottolinea Toccafondi – hanno dovuto rinunciare all’acquisto di un defibrillatore che avrebbe dovuto essere messo sull’ambulanza di emergenza. Soldi che i volontari avevano raccolto in un anno intero di attività e di iniziative».

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19 Commenti

  1. andrea scrive:

    Nonostante ciò Mario Mauro candida con Monti, e nella mia città molti del movimento voteranno la sua lista, alcuni voteranno anche per il Pd. L’indicazione per Monti, neppure tanto velata, viene dal locale consigliere regionale ciellino. Sui principi non negoziabili si dice che non debbono costiture un ostacolo!? Letto questo articolo ritengo che gli ostacoli di cui non bisogna tenere conto siano anche altri, considerato che Monti ha evidentemente massacrato il mondo no- profit, e con esso tanta parte del mondo cattolicoe della sua storia di carità e presenza sociale.
    Questa posizione viene giustificata invocando una sorta di stato di necessità, causato dalla crisi economica, per cui i problemi dell’economia e del lavoro ( in nome dei quali Graziano Debellini e una parte del movimento di Padova voteranno Pd) vengono prima dei principi non negoziabili, del sociale e di tutto ciò di cui va “cianciando ” una ormai minoritaria frangia di cattolici integralisti ( fra cui anche Tempi, dicono loro.. grazie a Dio qualcuno resiste! rispondo).
    Premesso che Monti è già stato messo alla prova sull’economia e i risultati non sono brillanti, perchè ha contribuito a deprimere la crescita e non ha tagliato i costi della politica e della burocrazia, per cui hanno pagato i soliti noti ,e quindi personalmente non ritengo che con il vestito di un nuovo governo saprà fare meglio, anche affidarsi ai postcomunisti per affrontare la crisi economica denota un alto grado di fantasia.
    Quando mai i comunisti, con la loro visione dell’uomo, dello Stato e del lavoro, si sono dimostrati in grado di creare ricchezza e benessere?
    Infine sottolineo, come grazie a Dio anche Tempi fa ogni giorno, che i valori non negoziabili non sono inutili orpelli di cui liberarsi quando occorre andare al sodo, ma costituiscono le fondamenta della società: essi sono i fondamentali dell’uomo, senza i quali sono destinati a sgretolarsi anche i fondamentali dell’economia.
    Senza il loro riconoscimento tutto cambia, in peggio.
    E’ per me un grande dolore vedere che una parte non piccola del movimento non comprende più questo linguaggio. .

    • Francesco scrive:

      Ma scusa credi ancora alle favole,agli incantatori ,credi ancora allo zerbino di SB di nome Lupi?
      Ci sarà una ragione xché il mondo cattolico vota altro e non si fida più di costoro?
      Il PDL non difende,non ha mai difeso i PNN al massimo il PNF ( partito nazional fascista)
      Al di la della battuta,mi dici concretamente cosa ha fatto ilPDL ?
      I vertici di quel partito sono tutti laicisti ( bondi,SB,capezzone,galan santanche ….)
      Qd ci fu il referendum (art 40) la. Chiesa fu lasciata sola nella battaglia gli unici furono Mastella e in parte. UDC.
      SB ha strumentalizzato il caso di Eluana x fini politici. Volonté e l’UDC chiedevano da due mesi il decreto.
      E qs legge indispensabile dov é? Ricordiamo che il centrodestra aveva una maggioranza schiacciante.
      Ma i PNN sono bandierine che servono solo x raccogliere i ns 4 voti e poi si gestiscono il potere.

      Ricordiamoci che la crisi l’ha creata SB non monti,non sono solo i comunisti a distruggere ricchezza ma è anche un liberalismo selvaggio che da 5 anni crea macerie.
      La Chiesa su qs ha parlato chiaro

      • Andrea scrive:

        @francesco non difendo ad oltranza il pdl, anche se ritengo che in esso i cattolici uno spazio lo abbiano trovato. Mii scandalizza non tanto il voto per Monti, che comunque sui valori non negoziabili si dimostra quantomeno indifferente, quanto il fatto che molta parte del movimento abbia sentito il bisogno di depotenziare il tema dei valori non negoziabili per sentirsi liberi di appoggiare Monti, Debellini e c anche il pd. In altri termini hanno detto: ma si, che importanza ha, non bisogna essere fissati con questi valori, ci sono altre cose cui guardare, il Papa fa il suo mestiere(ricordo il discorso del 1gennaio) noi esprimiamo la massima deferenza, poi facciamo di testa nostra. Perché per appoggiare Monti ci sié sentiti in dovere di giustificar si così ? Evidentemente la certezza, neppure pallida, di una difesa di questi valori da parte di un ipotetico governo Monti non c’é. Invito tutti a leggere sul sussidiario la bellissima lettera di don Matteo Graziola che risponde a Doninelli, il quale ha sostenuto che i valorin.n. sarebbero un’ideologia.Quanto alla tesi per cui Berlusconi sarebbe la causa della crisi economica essa é risibile. La crisi é causata da tanti fattori, non ultimo quello demografico. Ad ogni modo la ricetta per risolverla non è quella di Monti: più tasse per tutti( o per il solito ceto medio) e distruggiamo anche il sociale! Concordo comunque sul punto che il pdl non é certo l’optimum, anzi per molti aspetti è desolante. Io nella mia regione forse annullerò la scheda (i candidati sono impresentabili). A Milano voterei Formigoni, non certo Mauro.

        • Francesco scrive:

          Non ho dimostrato che Monti difende i PNN anche se ha differenza del PDL la maggior parte dei candidati li difende( Gigli,Buttiglione Mauro e tanti di CL presenti nelle liste…)
          Il discorso che fai tu sui iPNN mi trova totalmente d’accordo ma appunto x qs non voto PDL ,infatti sono loro che li usano come bandierine x raccogliere i ns voti che loro considerano certi( voto utile PD= senzaDio).ricordo un’intervista di circa 5 anni fa a Giovanardi “il papa fa bene a dire ql che vuole ma noi facciamo altro” = ai discorsi di Prodi-Bindi sui cristiani adulti.
          E il discorso che non ci sono solo i PNN me lo hanno fatto anche a me i piddellini qd gli facevo lo stesso discorso tuo.
          UDC avrà 1000 difetti ma è stato sempre coerente nella difesa di qs principi,concretamente coerente..
          SB non é la causa ultima ma é colui che ha aggravato e aggrava la crisi( farei tanti esempi da Alitalia,allo spread,al fatto che ha contribuito ad aumentare le tasse masoprattutto a burocratizzare l’italia ….)
          infatti la soluzione non é spendere e spandere ma un discorso di responsabilità ,abbiamo fatto debiti bene paghiamoli.

          Ma soprattutto volevo aprire ancor di più il discorso.
          I PNN sono importanti ma non é l’ultimo criterio,l’ultimo criterio é la vita del corpo mistico di Cristo.
          La salvezza non arriva da principi ma attraverso la Chiesa.
          Io vivo in Lombardia e ho visto gli attacchi della lega al ns cardinale( oltre che alla dottrina dl Chiesa) ,ho visto le minacce stile mafioso che SB ha rivolto alla chiesa e che avvenire ha giustamente contrastato all’inizio di qs campagna elettorale.
          senza dimenticare a un livello piu basso i vari attacchi che il PDL e la lega ha fatto contro Formigoni.
          Se qs ultimo é stato codardo e non ha strappato con SB sono affari suoi.
          Io ho la fortuna di votare Mauro,ho meglio la lista di Mauro ,visto che SB ci ha tolto anche il voto di preferenza.

        • giovanna scrive:

          Scusami Andrea, sono molto in sintonia col tuo intervento in generale, e sul dispiacere di certe posizioni e anche col tuo tono rispettoso dell’altro, cioè dici chiaramente quello che non ti va bene, ma non offendi né i politici nè i loro elettori, come altri che giudicano chi non la pensa come loro una manica di cretini.
          Però, se mi posso permettere, il fatto di annullare la scheda è in contraddizione con tutto il tuo discorso. Anche io avrei di gran lunga preferito poter scegliere il candidato, ma così non è, pertanto voterò comunque una coalizione che nei primi cento giorni non inizierà l’iter per i matrimoni tra due uomini o due donne, ecc ecc ecc., per tentare di arginare derive gravissime come quelle spagnole e francesi.
          Ciao.
          (sono dispiaciuta di certe posizioni, ma non scandalizzata, e confortata dal fatto che chi vive sul campo la portata dei principi non negoziabili, per esempio la maggior parte dei medici, ma non solo, si guarda bene dallo smentire il Papa e tutta la storia politica passata e devo dire che le differenze di voto sono più dovute ad una stima per Mauro che ai contenuti, infatti noto molte arrampicate per sostenerlo e ad essere sincera non mi sembra nemmeno lui tanto convinto e convincente )

          • Francesco scrive:

            Mi dispiace x te cara Giovanna ma non scrivo insulti ma contenuti,Fatti che tu non vuoi mai commentare o contestare.
            insomma cio che scrivo è vero o no.?
            Per esempio
            La deriva Spagnola è nata o no da Aznar ?(chiaramente Zapatero a fatto tutto il resto)
            Non basta mettere la bandierina PPE per essere a favore dei PNN anzi con il suo relativismo etico proclamato (e non solo vissuto SB) ha spalancato le porte a un nichilismo gaio.
            .
            Non mi arrampico sugli specchi ma sui contenuti da sempre (a 16 anni ero davanti alla mangiagalli a manifestare per l’apertura del CAV o fare i traslochi per le ragazze madri…)
            Da sempre vuol dire che non appoggio partiti relativisti come il PDL o il PD pur stimando persone al loro interno(partiti uniti solo dalla colla del potere).
            Sono cosi cosi convinto e convincente che ho portato una trentina di persone a votare x Monti Ma lei che difende cosi tanto la Chiesa non si domanda cosa pensa la Chiesa su Maroni qui a Milano.?

            • giovanna scrive:

              Francesco, coda di paglia?
              Non sei certo l’unico a dare dello zerbino o del codardo a chi la pensa diversamente.
              Eppure sono convintissima che sia possibile evitare certi epiteti alle persone, pur nella totale diversità di vedute.
              Ma certo gli elettori di Monti che scrivono qui non sembrano dimostrarlo, in aperta contraddizione con una moderazione che forse è solo apparente.
              Per quanto riguarda la Chiesa, ho detto solo che quelli più ferocemente contro sembrano ben contenti che i cattolici votino Monti o Giannino, e ho ricordato quanto il Papa si sia speso per i principi non negoziabili ed entrambe le cose non credo siano smentibili.
              Non mi dire poi, che Monti difenderà la vita nel concreto, oltre le chiacchiere, perchè l’eventuale vittoria di Bersani-Vendola , permessa dalla sua formazione,
              non glielo permetterà.
              Stai calmino, eh, la nostra salvezza non viene dalla politica, no?

              • Francesco scrive:

                Veramente la coda di paglia l’hai tu e al solito non rispondi
                Noi non siamo moderati,non lo sono mai stato sono cattolico quindi come dice Giuss in alternativa al mondo.
                Monti è x la vita infatti ha messo capolista Gigli e altri.
                E chi fara vincere Bersani sono i tanti anni di malgoverno del tuo SB dalla economia ad altro.
                Do dello zerbino a Lupi xchè lo è non xchè ha idee diverse.
                Uno che vota dicendo che crede che Ruby è la nipote di M si commenta da solo.
                Crosetto,Tremonti,Meloni hanno idee opposte alle mie ma non sono zerbini.
                Io sono calmo ma non accetto che si spaccino le menzogne x verità.

                • Claudio scrive:

                  …Monti per la Vita ?????????????
                  …bene, allora convincilo a mantenermi da oggi (63enne senza lavoro) fino ai 70 anni che dovrò aspettare (grazie Monti/Fornero) per evere la MIA pensione pagata con regolari contirbuti…dai, forse con aiutino del SACRO ROMANO BANCO DI SIENA.. potrò dare una mano anche a mia figlia e alla nipotina appena nata:
                  prometto che le farò votare per il PD/Monti ,UDC ecc. per tutta la vITA

                  • Francesco scrive:

                    ringrazia SB se siamo in qs condizioni lo dobbiamo a lui
                    Le sue ricette economiche saranno ancora piu devastanti.
                    é troppo facile promettere la crescita indebitandosi iniziamo a pagare i debiti e qs ha dei costi.
                    (per inciso io la pensione non la prendero mai).
                    NB la legge sulle pensioni è stata votata anche dal PDL.

                    Ti ricordo che SB con i tremonti bond fece la stessa cosa,ed è anche giusto se crolla il sistema creditizio cade tutto

                • giovanna scrive:

                  Francesco,ti chiederei di piantarla con questa storia che non rispondo,hai stufato abbondantemente, ai tuoi compagni di voto le mie risposte sono sembrate esaustive, semplicemente la pensiamo in maniera diversa, ma certo è anche comprensibile che uno che possiede LA VERITA’ non riconosca agli altri la possibilità di vedere le cose altrimenti e li accusa continuamente di dire MENZOGNE, così, a vanvera.
                  Certo che se pensi di essere alternativo al mondo perchè voti Monti…sei messo proprio bene.
                  Comunque il tuo livello di aggressività è preoccupante, scusa se ti ho dato del moderato.

                  • Francesco scrive:

                    fai la permalosa e al solito fuggi
                    fai la vittima travisando ciò che scrivo
                    se non ti va bene non commentare ciò che scrivo
                    buona domenica

                  • suit scrive:

                    Io non dico cosa votare PD o monti o grillo, ma vi prego non PDL, hanno gonvernato per 10 anni e credo che i risultati siano palesi, io non voglio offendere ma credere alle magie e favole oggi è assurdo. SB ha scandali su scandali e la gente ha i prosicutti negli occhi, lega ha avuto un grnade scandalo e nessuno si ricorda niente. SB dice cazz**te ogni giorno e viene smentito anche ma la gente non ci riesce proprio gli crede…

                    • giovanna scrive:

                      Scusa Suit, ma per te è una cosa positiva che in questi dieci anni non sia stato allargato a dismisura l’aborto. che non ci sia l’eutanasia, che non siano stai introdotti i “matrimoni” tra persone dello stessso sesso , come in Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Inghilterra ecc o li ritieni argomenti non significativi ?

  2. paolo scrive:

    PREPARIAMOCI A TEMPI DURI: monti presidente della rep, bersani del consiglio

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