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Gli imprenditori hanno un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti? Balle

novembre 19, 2013 Redazione

La notizia in prima pagina su tutti i giornali e nei servizi dei Tg. In verità è una colossale bugia. Ma in quanti se ne sono accorti?

Tratto da Italia Oggi – Tutti i media avevano strillato che in Italia gli imprenditori hanno un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti. I grandi giornali avevano dedicato, a questo argomento, l’apertura della prima pagina. Tutti i Tg ne avevano fatto la loro notizia traino. Ho provato a fare un test fra amici non giornalisti e di buona cultura. Tutti mi hanno detto che conoscevano la notizia e tutti ne erano scandalizzati. Purtroppo la notizia è una balla completa. Infatti nei cosiddetti imprenditori, l’agenzia di stampa, che ha inquinato le fonti (e che è stata acriticamente ingollata da tutti), ha messo anche quei poveracci dei co.co.co. e delle partite Iva che sono sì imprese individuali ma di gente che non sa come campare. Disoccupati mimetizzati. E senza speranza di cassa integrazione. Qualche giornale ha corretto il giorno dopo. Nessun Tg lo ha fatto. E poi si dice che l’opinione pubblica è depressa.

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5 Commenti

  1. pietro scrive:

    Certo e allora cosa sono le partite IVA???? Cari signori della redazione di Tempi, coloro che lavorano a partita iva sono imprenditori tanto quanto i capitani d’industria perchè lavorano in proprio e non dipendono da nessuno se non dal proprio cliente, accollandosi i famosi “rischi d’impresa”. Se la discriminante per fare di un autonomo un imprenditore sono i milioni di euro in Svizzera, i macchinoni aziendali o altri simili “benefit”, allora in Italia ci sarebbero poche centinaia di imprenditori e il 90% della popolazione lavorerebbe nella pubblica amministrazione. La realtà è che l’imprenditoria italiana è fatta per la maggior parte da piccoli imprenditori di cui fanno parte anche le partite iva. Questi ultimi costituiscono le attività che generano la maggior parte del PIL di questo paese e affermare che molto spesso, troppo spesso, hanno redditi in proporzione se non più bassi di certo non superiori ai propri dipendenti non è affatto una “balla colossale” come voi dite. La realtà è che moltissimi piccoli imprenditori non hanno nè la villa, nè il BMW, nè le prostitute di alto bordo come comunemente si pensa, o si vuole far pensare nei confronti dell’imprenditoria di questo Paese, ma anzi stanno tutti chiudendo le proprie attvità perchè non sono più disposti ad accollarsi tutti i rischi di impresa, lavorando sensibilmente di più senza straordinari, 13esima, 14esima, ferie pagate, malattia ecc. per guadagnare tanto quanto, se non meno dei propri dipendenti. Anche perchè se fosse come dite, e cioè che sono tutti dei ricconi ben lontani dagli stipendi dei propri assunti, allora mi dovreste spiegare perchè tutti i piccoli imprenditori del nord est se ne scappano in Carinzia; forse in Italia guadagnano troppo??? Mah…

    • Francesco scrive:

      Pietro, forse non sei aggiornato sulle ultime del mercato del lavoro… giovani che per lavorare sono costretti ad aprire la partita iva invece che essere assunti come lavoratori dipendenti.
      Forse, al limite, non saranno la maggioranza, ma e’ vero che i giornalisti si bevono (e ci fanno bere) le notizie piu’ assurde, senza verificare e senza scremare, per cui l’articolo di Tempi e’ piu’ che plausibile.

    • mike scrive:

      la notizia è stata diffusa per mettere in testa alla gente che anche i ricchi piangono (per citare una soap degli anni ottanta che se ricordo bene la guardava mia madre). così non è. poi se la maggior parte del PIL è formato da questi piccoli imprenditori come mai, così dici, debbono chiudere? la pressione fiscale da sempre è abbastanza alta in italia. io considero imprenditore non solo chi fa l’imprenditore ma chi gli va pure bene. altrimenti che roba è? solo uno che ci prova e che al massimo sopravvive.

  2. Luca scrive:

    Tanti vu cumpra hanno la partita iva, certa gente pensa che per aprire una partita iva servono non so quante decina di migliaia di euro, invece la partita iva te la regalano, soltanto che poi dovresti pagare i contributi, se sei un nullatenente non paghi e continui a lavorare e non ti capita nulla, se per tua disgrazia possiedi qualcosa, e non c’è la fai a pagare arriva equitalia e ti mette tutto all’asta.
    Chiaramente la storia degli imprenditori che hanno un reddito inferiore ai dipendenti è tutta una sceneggiata politica, con l’unico scopo di spazzare via una volta per tutte il sistema produttivo italiano, ossia come si esporta la democrazia a bombe intelligenti, così si vuole imporre un nuovo sistema economico col l’uso sistematico e permanente di bombe fiscali ed attentati mediatici diffamatori.
    Da Visco a Bersani, dalla Fornero al nulla Berlusconiano, passando per gli autonomi evasori di Prodi e l’idraulico di Bruno Vespa, tutti sono concordi che il male dell’Italia sia l’imbianchino ladro che non fattura, anche se in effetti tanti clienti si offendono di brutto e ti accusano di aver fatto fattura apposta per aumentare del 20% l’importo.
    La filosofia è sempre la stessa da almeno 8 anni ossia: in Germania esistono meno di 2 milioni di partite IVA e qua da noi quasi 5 milioni, questa è un anomalia da sanare estirpando 3 milioni di partite IVA, ossia devono sparire tutti quei piccoli presuntuosi mini imprenditori spesso di se stessi, che non accettano di andare sotto padrone, e quindi bisogna farli morire fiscalmente, affinche si crei un’elite di comando e tutti gli altri ad eseguire gli ordini.
    A tal proposito è istruttivo il sistema della contribuzione obbligatoria, dopo l’apertura della partita iva, oltre ad eventuali quote annuali da versare alla categoria di appartenenza, c’è da pagare la previdenza, ossia i contributi per pensione ed assicurazione sanitaria(ma non si pagava solo negli USA), balzelli che non paghi in base alle tue possibilità, ma paghi in base alla tua esistenza di partita IVA, ossia Berlusconi, Agnelli ed un poveraccio pagano lo stesso tanto.
    Apriti cielo, forse ho detto una bugia, i ricchi fanno a gara di solidarietà, sarà vero?
    Poveraccio redditto zero-3.000 euro, contributi obbligatori +- 3.000 euro
    Top impreditore redditto euro 10 milioni, contr. obbligatorio 90.000×0.1= 9.000 euro
    Praticamente il poveraccio mangia con zeroeuro, il Top imprenditore con 9.991.000 euro
    Poi il poveraccio ha molte più possibilità del Top di crepare giovane ed alla fine avrà versato i contributi anche per il ricco, che tra l’altro ha diritto ad una pensione tripla rispetto al disgraziato.
    Pensione prevista per il poveraccio circa 600 euro mensile dopoi i 67 anni e 42 anni di contributi.
    Chi non paga nulla ha una pensione sociale pari alla stessa cifra, ha senso pagare per il poveraccio?
    Si così contribuisce a pagare le pensioni ai ricchi.

  3. Chiara scrive:

    Tutto sta nel definire cosa si intende per imprenditore. Se è soltanto chi detiene la partita I.V.A. allora la notizia è senz’altro vera. Non capisco però perché dovremmo considerarli in modo diverso, l’unica differenza è che a volte questa categoria atipica di imprenditori non ha dipendenti propri.

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