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Rangers fuori dai calendari scozzesi. Ma qualcosa si muove a sud, zona Bury

giugno 25, 2012 Emmanuele Michela

La crisi dei Glasgow Rangers pare destinata ad andare incontro all’epilogo più atroce, ovvero la sua sparizione. Avevano sperato i suoi tifosi nelle scorse settimane, quando la nuova proprietà guidata da Charles Green (ex-presidente dello Sheffield United) si era insediata sulla poltrona dirigenziale, con un piano di salvataggio del club ben costruito. Ma il progetto è stato bocciato dal fisco britannico, cui i Teddy Bears devono 93 milioni di euro, e lo scorso 14 giugno è stata data comunicazione ufficiale dell’esclusione della squadra dalla SPL 2012-13. Ad oggi quindi, i Gers dovrebbero ripartire dal fondo del calcio professionistico scozzese, ma aspettano ancora le decisioni definitive.

Per ora i calendari scozzesi parlano di un “Club 12”, in attesa di capire se con un colpo di coda i Rangers riusciranno a rientrare nella massima serie, oppure se verrà ripescato al loro posto il Dunfermline (appena retrocesso dalla SPL) o il Dundee (secondo classificato nell’ultima First Division). Il verdetto verrà pronunciato il 4 luglio prossimo, giorno in cui le squadre della Premier scozzese voteranno l’ammissione diretta della NewCo nella massima serie, ma ad oggi le previsioni paiono tutt’altro che rosee: già tre club (Hibs, Hearts e Dundee Utd) hanno fatto sapere che voteranno contro l’ammissione dei Rangers, che deve quindi sperare che il numero di club contrari a loro non sia maggiore di quattro (per essere ammesso, ha bisogno di almeno 8 voti favorevoli su 12).

Nella malaugurata ipotesi che la sua richiesta venga rifiutata, c’è qualche giornale che ha voluto azzardare una soluzione un po’ particolare: la scorsa settimana è circolata infatti la voce che i dirigenti dei Rangers starebbero tentando di comprare il titolo sportivo del Bury, squadra inglese dell’hinterland di Manchester. Il club, che milita nella League One inglese, si dice sia disponibile per nuovi investitori, e potrebbe così spostare la sua sede 200 chilometri verso nord. In più darebbe la possibilità alla squadra scozzese di realizzare un sogno che diversi anni fa coltivava assiduamente (insieme ai rivali del Celtic), ovvero di potersi misurare con un calcio decisamente più impegnativo della Premier League scozzese, quello dei campionati inglesi. L’ipotesi, va detto, pare decisamente strampalata, e le dirigenze di entrambi i club si sono affrettate a smentire qualsiasi trattativa. «Il Bury Fc è un club fiero e storico, e, in quanto tale, rappresenta orgogliosamente la città, la comunità, la gente e soprattutto i tifosi di Bury», ha fatto sapere la dirigenza della squadra inglese, con un comunicato volto a tranquillizzare anche i suoi supporters, tutt’altro che sereni all’ipotesi di vedere la propria squadra allontanarsi di un paio di centinaia di chilometri. Ma anche i Rangers dalla loro hanno cercato di fare chiarezza, tramite le dichiarazioni di un portavoce rilasciate al Sun: «I Rangers non si sono rivolti al Bury: il nostro obbiettivo è consolidare il nostro status all’interno delle strutture della Scottish League».

Chiacchiere da giornale o ipotesi fondata? Staremo a vedere, nei prossimi giorni sicuramente le nubi si diraderanno, e il futuro dei Gers diventerà sempre più nitido. Nel caso in cui, comunque, l’acquisto del Bury vada in porto, non sarebbe la prima volta che il campionato inglese ospiti squadre di origine straniera: in Premier quest’anno ha giocato lo Swansea, città del Galles, stessa terra da cui viene il Cardiff City, che invece si è giocato la promozione della Championship. Spostandosi a nord, fa notizia la militanza del Berwick nel campionato scozzese: per quanto questa cittadina disti poco più di 50 chilometri da Edimburgo, rimane comunque al di qua del confine inglese, ma da sempre gioca nelle serie minori della Scottish League.
colpodireni.wordpress.com 

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