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Le espressioni delle creature fragili e terrene di Maurizio Bottarelli

settembre 7, 2012 Mariapia Bruno

Sono paesaggi e teste i soggetti preferiti da Maurizio Bottarelli, che raccontano, con colori e materia, tra pigmenti, colla, carta, vernice e solvente, i sentimenti di inquietudine e smarrimento della condizione umana. Si intitola, infatti, Il disagio della civiltà. Maurizio Bottarelli. Opere 1962-2012 la retrospettiva visibile dal prossimo 20 settembre e fino al 17 novembre 2012 presso la Fondazione del Monte di Bologna dedicata a uno dei più apprezzati e riconosciuti artisti emiliani. Un percorso espositivo che si sviluppa come una passeggiata tra i luoghi esperiti dall’artista durante i suoi viaggi compiuti a partire dagli anni Novanta in Islanda, Scozia, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda e Tasmania, e i luoghi nati dalla sua immaginazione, terre favolose non di questo mondo, raccontate attraverso una sapiente resa di alchimia dei materiali.

Oltre ai luoghi vengono presentate ai nostri occhi una serie di dodici teste, realizzate dall’artista appositamente per l’evento, che dialogano con cinque teste realizzate negli anni ’60 testimoniando l’evoluzione creativa dell’artista. Questi volti non sono i ritratti delle persone che il pittore ha incontrato nel corso della propria vita, ma rappresentazioni universali dell’uomo come essere umano, visi segnati dalla sofferenza, dalla paura, dal dolore, espressioni che nascono da quelle emozioni che ci accomunano tutti e che fanno di noi creature fragili e terrene.

 

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