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La toppa peggiore del buco. Il gioco scemo di Calderoli

luglio 15, 2013 Redazione

Non gli è bastato paragonare il ministro Cécile Kyenge a un orango. Oggi in un’intervista al Corriere della Sera, il leghista Roberto Calderoli si arrampica sui vetri cercando di buttarla sul ridere. Il risultato è grottesco.

«Si discute su una frase estrapolata dal contesto», dice nell’intervista. «Ho fatto una premessa al comizio, cioè il mio amore per gli animali. Lì – sbagliando, lo ammetto – ho esplicitato un pensiero: citare l’orango era un giudizio estetico che non voleva essere razzista. Mi lasci spiegare: quando conosco una persona. faccio paragoni estetici con un animale. Per tutti».
«Mi viene spontaneo fare questo accostamento – spiega -. Quando vedo Enrico Letta, con quelle gambe lunghe, penso a un airone. Alfano mi ricorda una rana, la Cancellieri un cane San Bernardo che è pacioso ma sa anche mordere, Saccomanni come Paperon de’ Paperoni. Il titolare degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi lo vedo pavone, con il riporto fa la coda».
Per sé trova la definizione di orso, anche se «mi definiscono un maiale per via del porcellum».

Calderoli si lamenta che le sue parole siano state travisate, chiede di giudicare i fatti e non le battute estrapolate dal contesto. Certo che se il suo modo per chiedere “giustizia” è quello di fare l’elenco dello zoo, come si fa a credergli?
In realtà, noi crediamo che la mossa sia studiata; insomma, che la “toppa peggiore del buco” sia un modo per parlare a una fetta dell’elettorato leghista. Scandalo, clamore mediatico, indignazione fanno il gioco di Calderoli. Un gioco scemo.

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9 Commenti

  1. ragnar scrive:

    Calderoli andrebbe bene come intrattenitore per la sagra della polenta taragna. Ma solo lí.
    Per il resto ha fatto solo danni (porcellum).
    Per il resto il commento sul ministro Kyenge sará anche razzista, ma é piú che appropriato. A voi cosa ricorda quella donna? Fermo restando che per arrivare dove é arrivata deve aver leccato il deretano di molta gente… Per me rimane giusto il commento di Borghezio: la Kyenge é una scelta del c***o.

  2. Emanuel scrive:

    Sarà anche un gioco scemo assolutamente da evitare, ma è molto più scemo quello che dice la Kyenge anche se lo fa con parole raffinate. Lei offende e ferisce gli italiani ogni giorno con le sue stronzate

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      Riscrivo quel che avevo già scritto su un altro “thread”, in cui la Kyenge, che non c’entrava un cauli, era stata “infilata” a forza.
      Povero Calderoli! Ha dato prova, in realtà, solo di maldigerito evoluzionismo paleo-darwiniano e di scientismo ottocentesco, di quando gli antropologi misuravano l’”angolo facciale” dei “negri”, e affermavano che era “intermedio” fra quello dei bianchi e quello dei gorilla. Chi ha la fortuna di possedere un libro, purtroppo fuori commercio da decenni, “L’uomo e l’invisibile” di Jean Servier, nella prima edizione italiana, quella di Borla del 1967, può vedere la Fig. 1, “L’antropologia verso il 1875: il dr. Crévaux e il suo teodolite”. Si vede il dottore, vestito da “esploratore”, che armeggia con un teodolite, e tre neri, abbigliati da “selvaggi”, oggetto, appunto, delle sopra nominate “misure dell’angolo facciale”. Ciò che rende ancora più comica tutta la scena è l’ambiente: non una “foresta” o “savana”, più o meno credibilmente “africana”, ma una stanza di qualche istituto universitario francese, addirittura col pavimento parzialmente coperto da un un tappeto di fibra vegetale, per evitare ai quattro effigiati di sporcarsi i piedi, tutti “regolarmente” non calzati…
      Molto “simpatica” è anche l’espressione dei tre neri; sembra che stiano chiedendosi: “Ma che sta facendo questo imbecille?”
      Ecco: la “scienza” del povero Calderoli è rimasta a quel livello!
      Aggiungo qui: indietro di ben 138 anni, qualcuno che lo conosce farebbe bene a dirglielo.

      • blues188 scrive:

        Lei sarà quasi senza dubbio evolutissimo. Ma quanti giri di parole inutili per farsi vedere ..ehm. ‘evoluto e intelligente’. Se questi sono i risultati… a me viene da ridere. La verità è sempre più semplice di tante costruzioni artificiali basate sul nulla di belle parole.

        • Giulio Dante Guerra scrive:

          Io non mi ritengo affatto più “evoluto” di Calderoli, anche perché ad un certo “evoluzionismo”, origine e base del razzismo biologico, proprio non ci credo. Se sono più colto di lui, è solo perché, negli anni intorno la “mitico” ’68, avevo il “brutto” vizio di studiare e frequentare l’università (quando non la trovavo occupata, e allora, per passare il tempo in qualche occupazione intelligente, leggevo Servier), invece di sfilare per le strade inneggiando a Castro, Mao e Ho Chi Minh, e gridando “fascisti, carogne, tornate nelle fogne”. Come facevano molti leghisti, non so se anche Calderoli. Per il resto, sono sostanzialmente d’accordo con quanto hanno scritto Stefano e Giovanni.

  3. Stefano scrive:

    E’ scontato Calderoli ha sbagliato, Calderoli lo ha fatto per accontentare parte dell’elettorato leghista; detto questo basta, evitiamo di farne un caso nazionale, come è uso in Italia, soprattutto da parte degli esponenti politici che non perdono l’occasione di perdersi in polemiche pur di non affrontare i veri problemi del paese.

  4. giovanni scrive:

    Non capisco tutto sto casino. Probabilmente Calderoli è uno che crede all’evoluzione

  5. marzio scrive:

    Calderoli ha fatto una battuta inopportuna al momento inopportuno, la kyenge invece sta facendo danni gravissimi all’Italia con le sue affermazioni ed il suo operato.Non sono del centrodestra, anzi, ma quando tanti politicanti si sono permessi di insultare e infangare numerose volte i vari Brunetta. Berlusconi, Lupi, ecc, nessuno si è scandalizzato più tanto, incluso il nostro Presidente della Repubblica.

  6. blues188 scrive:

    Calderoli ha esagerato, senza dubbio. Ma bisogna considerare che la sua è stata una reazione al vero insulto a TUTTI gli italiani che stanno pagando di persona tutto il malaffare delle massonerie che ci stanno cancellando con l’invasione straniera forzata. Sono meno offensive le frasi di Calderoli di quanto sta facendo Letta con il suo ministro straniero. E delle parole di Boldrini che difende l’indifendibile cioè l’invasione pianificata e forzata a spese di chi appartiene all’Italia. Avviene come quando uno si vede la casa derubata e urla la sua rabbia e gli altri, che sentono tali urla, diano del maleducato al derubato tenendo il nasino alzato per lo sdegno.

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