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Ucraina. Fare la guerra a Putin perché lo vuole Obama?

febbraio 15, 2015 Rodolfo Casadei

Mentre l’Europa tenta di recuperare la via diplomatica con la Russia, Obama non perde il vizietto di far combattere gli altri per i propri interessi

obama-putin-shutterstockal dodicesimo mese di crisi ucraina fra Russia e Occidente, gli europei della vecchia Europa cominciarono a sentire aria di fregatura. Perché va bene scandalizzarsi per le infondate accuse russe di nazismo e fascismo al governo di Kiev salito al potere dopo la fuga di Yanukovich, ma quando il primo ministro Arseniy Yatsenyuk, il protetto del viceministro degli Esteri americano Victoria Nuland, va alla tivù tedesca Ard e dice: «Tutti ci ricordiamo bene l’invasione dell’Ucraina e della Germania da parte dell’Unione Sovietica, dobbiamo impedire che la cosa si ripeta», è difficile non trasecolare e cominciare a chiedersi cosa frulla nella testa dei naufraghi dell’impero sovietico che stiamo issando a bordo del vascello dell’Unione Europea e, domani, della Nato. Perché va bene denunciare le forniture di armi russe ai ribelli del Donbass e la presenza di migliaia di militari di Mosca al loro fianco, ma quando – secondo indiscrezioni della tedesca Bild – in margine al convegno di Monaco sulla sicurezza i delegati americani si riuniscono sotto la guida della Nuland (quella che ha promosso la carriera di Yatsenyuk) e danno della “disfattista” ad Angela Merkel perché si dichiara contraria a forniture di armi straniere all’esercito ucraino, definiscono “Moscow bullshit” (stronzata moscovita) la proposta putiniana discussa con la Merkel e Hollande e il senatore John McCain paragona l’iniziativa di pace franco-tedesca all’accordo di Monaco del 1938 fra Chamberlain e Hitler e scandisce che «la storia ci mostra che i dittatori prendono sempre di più se li si lascia agire», un brivido corre improvviso lungo le schiene europee. E vengono in mente il Dottor Stranamore e l’abitudine americana invalsa in epoca obamiana di far combattere agli altri le guerre che interessano agli Stati Uniti: dalla Libia all’Iraq settentrionale, dalla Siria all’Ucraina, gli americani ci mettono soldi e armi col contagocce, gli altri la carne da cannone.

E ancora, perché non c’è dubbio che la mitologia ieri sovietica e oggi russa intorno alla Seconda Guerra mondiale è funzionale all’autoconservazione del sistema e che un approccio autocritico agli ultimi 90 anni di storia ancora manca per lo stesso motivo, ma quando i polacchi agiscono in modo da non invitare personalmente Vladimir Putin alle cerimonie per il 70esimo anniversario della liberazione di Auschwitz, e il ministro degli Esteri polacco Grzegorz Schetyna dichiara che non bisogna preoccuparsi troppo della mancata partecipazione del capo di Stato russo, perché in realtà la liberazione di Auschwitz è merito dei soldati ucraini più che dell’Armata Rossa, allora ci si rende conto che la manipolazione della storia è uno sport diffuso in tutta l’Europa orientale e che i polacchi e i paesi baltici vedono nell’Unione Europea non solo l’ascensore politico ed economico che gli sta permettendo di salire fino dove non erano mai saliti, ma anche il ragazzo nerboruto e protettivo sotto la cui ala ci si potrà permettere di restituire qualcuno dei pugni presi dal bullo del quartiere nel corso di una lunga storia. Solo che il ragazzone Ue non ha mai pensato a questa prospettiva quando ha deciso di prendere nella sua squadra polacchi e lituani, rumeni ed estoni.

Quando si votava coi piedi
Gli europei della vecchia Europa (Germania, Francia e Italia sopra tutti) sentono odore di fregatura e sono sempre più perplessi. Ai tempi della Guerra Fredda si diceva che per capire quale dei due sistemi fosse il migliore bastava guardare i flussi dei profughi: decine di migliaia fuggivano da Oriente verso Occidente, pochissimi viaggiavano in senso contrario e riparavano a Mosca e nei paesi satelliti; la gente che non poteva votare nelle cabine elettorali votava coi piedi, si diceva. A partire dal 6 aprile dell’anno scorso, data di inizio degli scontri armati nell’Ucraina sud-orientale, secondo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati si sono registrati 980 mila sfollati interni, cioè cittadini del Donbass e dintorni che si sono trasferiti in altre regioni sotto il controllo del governo di Kiev, e 600 mila profughi che hanno cercato riparo all’estero, quasi tutti nel territorio della Federazione Russa (ma qualcuno anche in Bielorussia, Polonia, Ungheria, Romania e Moldova). Secondo il Servizio Migrazione russo i cittadini ucraini che si sono rifugiati in Russia sarebbero di più, almeno 800 mila. In entrambi i casi si vede bene che i piedi dei civili non votano tutti nello stesso modo, come invece accadrebbe se si trattasse dei piedi degli ucraini di Galizia.

Gli europei della vecchia Europa sono sempre più perplessi perché lo spirito europeista e patriottico dell’Euromaidan sembra essersi spento e aver lasciato il posto all’opportunismo più bieco, tratto caratteristico della società al tempo del socialismo reale. Si pensi al destino del famoso trattato di libero scambio fra Unione Europea ed Ucraina, quello che ha fatto andare su tutte le furie la Russia perché destinato a sottrarre a Mosca tutte le sue quote di export verso il vicino: Poroshenko ha chiesto che, in una fase iniziale, funzioni solo per quanto riguarda l’export di merci ucraine verso l’Unione Europea, e ha fatto passare ciò come un modo di tenere tranquilli i russi. Bruxelles, grazie anche alle pressioni americane, ha accettato di rinviare la piena entrata in funzione del trattato al 2016. Questo, sommato alle sanzioni commerciali europee contro Mosca, ha portato a una situazione che Dario Quintavalle su Limes ha descritto così: «Nei rapporti coi potenti vicini si fa la stessa politica del piede in due staffe di Yanukovich: gli ucraini continuano a esportare in Russia, ma possono orientarsi anche sull’Europa, visto che i dazi funzionano solo in un senso, a protezione dei prodotti nazionali. Molti a Bruxelles cominciano a chiedersi se l’Ucraina non stia manipolando l’Unione Europea. Il commercio con la Russia, infatti, non si limita al gas e al carbone, di cui il paese ha disperatamente bisogno per non morire di freddo: come ha scoperto il Washington Post, le fabbriche di armi hanno continuato a esportare in Russia anche durante la guerra, mentre il paese domandava forniture di materiale bellico all’Occidente. E gli agricoltori hanno approfittato dell’embargo ai prodotti agricoli europei (soprattutto italiani) per rifornire i mercati russi».

Il bluff occidentale
Su tutto questo è planata la proposta americana di fornire armi letali all’esercito ucraino, con l’obiettivo di alzare i costi umani e politici dell’aggressione russa, così da costringere Putin a scendere a più miti consigli. Analisti statunitensi hanno evidenziato l’irrazionalità della proposizione: Eugen Rumer del National Intelligence Council, Thomas Graham del National Security Council, Fiona Hill e Clifford Haggy della Brookings Institution e il rapporto ad hoc della Stratfor Global Intelligence concludono che un’escalation militare da parte occidentale giocherebbe solo a favore della Russia, che risponderebbe con una controescalation che scoprirebbe il bluff occidentale. Gli americani farebbero volentieri una guerra per procura a Putin per interposta Ue, ma gli europei non sono disponibili, tranne polacchi, ucraini e baltici. Nell’interesse della solidarietà occidentale, oltre che della vita dei residenti del Donbass, il conflitto va congelato.

Foto Obama Putin da Shutterstock

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57 Commenti

  1. Ale says:

    La gaffe della giornalista di rete TV americana nel definire “Filo-USA” invece di Filo-Europa” i ribelli ucraini che combattono i ribelli Filo-Russi… La mia sensazione è che, ovunque nel mondo, ci sia un poco di “brace sotto la cenere” gli USA si danno un gran da fare per attizzarla , farla diventare fuoco e guardare la carne che cuoce. Tanto loro hanno due oceani a dividerli dalle “zone calde”… Son felice che non lo sopporti più nessuno neanche in USA, tuttavia lui è la ciliegina di un apparato..che ha fatto solo.. casini, a cominciare dalla Libia e del regalino del dopo Gheddaffi. Un sincero vaffa ..

    • yoyo says:

      Non gli Stati Uniti, Obama, che non ha ancora capito nulla di politica estera.

      • Geppo says:

        Obama o no gli usa hanno sempre i due oceani e non hanno mai subito le distruzioni dell’Europa . Sono il braccio armato di Britannia rules… E delle sue banche ( no Euro pls )

        • Filippo81 says:

          Infatti Geppo, finchè i governi occidentali, di centrosinistra e di centrodestra, continueranno a fare gli ossequiosi cagnolini di obama e di cameron , le cose non miglioreranno.

        • yoyo says:

          Forse oggi, non di certo in passato, quando gli inglesi avevano un impero coloniale immenso ed autosufficente. Cambiare l odio verso gli Usa con quello contro Albione non mi sembra comunque un grande guadagno.

          • Geppo says:

            Io vivo oggi, non nel passato e
            Non ho mai parlato di odio. Semmai sono gli anglo-americani che ci trattano come tutti gli italiani sanno da molti anni a questa parte. Aggiungo , a scanso di equivoci, che non sono islamico ne’ filo islamico .

          • Filippo81 says:

            Non si tratta di odio contro i popoli usa o gb,Yoyo, ma legittimo disprezzo contro i governi angloamericani degli ultimi che insieme ai loro alleati europei ed arabi stanno portando il mondo verso l’abisso !

  2. Copincollo says:

    A proposito di paesi baltici, sono bastati pochi anni di cultura occidentale alla Lituania per sbarazzarsi della propria tradizione cattolica. Ecco una notizia alcuni giorni fa.

    La ministra della Salute Lituana: “L’iniezione letale è un ottimo rimedio per i malati poveri”

    L’eutanasia è un’ottima soluzione per quelle persone povere che non hanno abbastanza soldi per permettersi le cure palliative e che «non vogliono vedere i loro familiari agonizzare» nel dolore.

    È quanto sostenuto in un’intervista a Tv3 dal nuovo ministro della Salute lituano, Rimantė Šalaševičiūtė.

    Secondo il ministro, la Lituania non è uno Stato sociale e non può garantire a tutti i malati gravi le cure palliative necessarie a garantire la dignità del fine vita. La soluzione potrebbe essere «un’iniezione letale» o un equivalente dell’eutanasia: «È tempo attraverso l’eutanasia di pensare a questi pazienti e permettere loro di prendere una decisione: vivere o morire». Non solo, secondo Šalaševičiūtė «la legge sull’eutanasia infantile del Belgio merita di essere presa in considerazione» anche in Lituania.

    • tiglat says:

      Una cosa sono i governanti, altro i popoli. In Francia ce Hollande, macneppure la tutti concordano con lui. La Lituania ha subito decenni di oppressione comunista, che ha distrutto i valori ben prima del consumismo.

      • Tikrit says:

        @Tiglat

        Mi spieghi allora a che serve la democrazia occidentale, visto che “una cosa sono i governanti, altro i popoli” ? Chi ce li ha messi lì ?

        La verità è che il il liberismo e/o il neoconservatorismo (due faccie della stessa medaglia) distruggono in maniera molto più rapida ed efficiente i popoli che prendono di mira per derubarli di tutto.
        I governanti “democraticamente eletti” (si chiamino Obama o Bush, sono solo marionette dei veri poteri occidentali, e se provano a smarcarsi sono fatti fuori, politicamente o fisicamente..

        • tiglat says:

          Il movimento neocon aveva intenti molto diversi da quanto è in azione oggi. Puntava acrisvegliare l orgoglio del Ocidente cristiano di fromte alla oggettiva minaccia islamica. Sia a Washingtkn che in Europa al governo sta però ora la vecchia sinistra pseudo liberale, che in realtà sogna ancora il paradiso dei lavoratori marxista. Infatti, ha modi totalitari di scavalcare il voto popolare rinviando elezioni e ricattando governi non allineati, vedi Orban

          • Filippo81 says:

            Quali sono i neocon attuali,Tiglat? I repubblicani d’America, i conservatori inglesi, la Cdu tedesca o i neogollisti francesi ? Sono peggiori del centrosinistra, basti vedere gli artefici di mare nostrum (alfano e soci ) !

            • yoyo says:

              Non sto parlando del oggi. Per me, oggi i neocon del 2001non esistono più. E si sbaglia a chiamare neocon i neoliberal. Appartengono a categorie politiche e filosofiche diverse. McCain, che qualcuno cota, è repubblicano, ma non è una cima, infatti non lo candideranno più. I neoliberal sono in genere democratici, laicisti e dalle tendenze lobbiste. I neoconservatori si opponevano a queste tendenze quando erano forti.

          • Tikrit says:

            @Tiglat

            In effetti l’auto-attentato dell’11 settembre 2001 l’hanno organizzato e messo a punto proprio per
            “risvegliare l orgoglio del Ocidente cristiano di fromte alla oggettiva minaccia islamica” ed aprire la strada alle guerre di conquista e destabilizzazione USA

            • tiglat says:

              Tikrit non è la città natale di Saddam Hussein, ora sotto controllo Isis? Con il tuo solo nome riveli a che gioco stai giocando.

              • Tikrit says:

                @Tiglat

                L’ISIS ? Ah sì, gli amici del senatore Mc Cain, quelli sfuggiti al controllo degli USA come disse la Clinton ! Il loro gioco dall’invasione e distruzione di uno stato libero e sovrano come l’Iraq è chiarissimo.

                • yoyo says:

                  Sbagliare a dare sostegno a qualcuno di cui non si sono comprese le potenzialità nocive è una cosa, avere da sempre un piano luciferino di demoliziome del Medio Oriente è un altra, e credo molto di più alla prima. Non credo di sicuro ai fotomontaggi dei siti complottari.

                • yoyo says:

                  Il sostegno ad isis era contro Assad e gli sciiti, pericolosi per il probabile nucleare iraniano. Poi ci si è accorti, tardi, del errore. In ogni caso ad entrare in Medio Oriente ci si fa male, perché non si sa mai chi ti ritrovi accanto.

                • tiglat says:

                  Perché, a piaceva chi governava prima? In qualunque modo ci si muova, in Oriente si pestano dei piedi. Il problema è l Islam.

                • Raider says:

                  Come gli afghani anti-comunisti erano talebani, lo stesso per l’Isis, nato da gruppin e sigle diverse, tutte anti-Assad e perciò, sostenute dagli U.S.A. (per le scelte di mr. Obama): siccome si sono rivelati islamici a tutta prova, gli U.S.A. li combattono. Cosa ben diversa dal fare dell’Isis una creazione americana, come è nel cuore e sulla tastiera di tutti i complottisti anti-occidentali: che, guarda caso, hanno le stesse idee, le identiche paranoie di chi accusa gli americani di manovrare i jihadisti.

    • Cisco says:

      @Copincollo
      “Pochi anni di cultura occidentale”!!
      Fantastico: gli oltre quarant’anni di comunismo hanno invece mantenuto ben solide le radici cristiane della Lituania… Ah già anche il comunismo e’ occidentale, in effetti e’ un’eresia cristiana! Bisognerebbe capire cosa propone il Copincollista per mantenere il cattolicesimo in Europa, ma forse è chiedere troppo: presuppone il provare a spremere le meningi!

      • Raider says:

        La perdita dell’identità cristiana è una conseguenza del Pensiero Unico e del politicamente corretto: che ci impongono immigrazione e islamizzazione. Di questo, però, gli islamofili non si preoccupano. A loro sta bene così: tutto ciò che giova alla causa islamica è grasso che cola, per questi buoni cristiani sottomessi, protetti e al servizio della dhimmitudine.

  3. Cisco says:

    Le conseguenze di una tragedia come la Seconda Guerra mondiale e decenni di comunismo non si cancellano facilmente. La Merkel deve resistere alle pressioni degli USA e ripensare a una politica estera che comprenda anche gli interessi dell’area mediterranea.

    • yoyo says:

      La Germania storicamente in quel area ha sempre, unicamente teso a preservare il suo confine orientale. La Francia di Hollande è ambiziosa e vuole accreditarsi come seconda potenza continentale. La Ue viene buona per imporre i loro interessi agli altri Paesi, ma quando si tratta degli interessi storici l unione non esiste, sicagisce come durante la spartizione della Polonia a metà Settecento. Ecco spiegati anche i malumori polacchi.

      • Porkoshenko says:

        beh , non è mica poi tanto vero

        il 3° Reich sognava apertamente di stabilire coloni tedeschi in ucraina

        Hitler sosteneva che una razza superiore come quella tedesca
        avesse una sorta d diritto divino ad estendere il suo spazio vitale
        su quelle ricche terre che la sorte aveva stranamente assegnato a popolazioni inferiori

        • yoyo says:

          Era comunque allo scopo di una riorganizzazione/ampliamento dei confini orientali della Germania, con tanto di inglobamento della Polonia.

      • Cisco says:

        @yoyo
        Appunto, la Germania ha fatto sempre i suoi interessi, a prescindere dalla UE, che invece limita – anche se non abbastanza – i superpoteri tedeschi. Bisogna aumentare il peso del Mediterraneo, ma a parte tante parole Spagna, Francia e Italia restano divise.

  4. Porkoshenko says:

    MA dico io
    ma è mai possibile che con la Libya in fiamme da anni
    non sia ancora nata una corrente di pensiero forte e radicata
    cvapace di mettere in discussione DALLE FONDAMENTA
    questa hazzo di dottrina bobarola del dividi et impera
    tanto cara agl USA ?

    No , invece adesso tutti pronti di nuovo a bombardare grazie allo spauracchio ISIS
    ed intanto
    se mi guardo in torno
    vedo solo crisi fomentate dagli USA tutt’attorno al mediterraneo ….

    Quando ci sveglieremo
    sarà sempre troppo tardi

    • Raider says:

      Gli U.S.A. hanno le loro colpe, ma dare la colpa di tutto agli U.S.A. è proprio quello che fa l’Isis e tutti i jihadisti, nonché moltissimi moderati islamici: e si intende, gli islamofili e gli anti-imperialisti che vedono le miinacce da una parte sola. Erdogan ebbe a dichiarare apertamente che “le cupole sono i nostri caschi, i minareti le nostre baionette, le moschee il nostro esercito, i fedeli islamici il nostro esercito”: un esercito di trenta milioni di islamici che fa dell’Ue un ostaggio di forze che non hanno in comune con noi né storia, né cultura, né interessi.

      • Ale xx says:

        @Raider scusa in Afghanistan i ribelli contro la Russia chi li ha addestrati? Ora abbiamo questo cavolo di IS o ISIS, che non si sa come sia spuntato, e da ogni dove ha raccolto gente pronta a combattere Assad, quando gli USA hanno dichiarato Assad OUT …l’Iraq e la Libia sono a ferro e fuoco dopo che Saddam e Gheddaffi dovevano esser fatti fuori …per decisione di chi scusa??? Mi sembra che un poco avventati siano stati gli USA nel dichiarare OUT tanta gente . Putin non mi sta simpatico ma fa i fatti propri ed i russi, almeno negli ultimi anni, in Italia ed agli italiani hanno solo portato soldi. Mister Obama che ha fatto?! Ha imposto sanzioni alla Russia danneggiando tante imprese italiane. Sinceramente a me preoccupa parecchio un conflitto in Ucraina , l’ISIS arrivato in Libia ed orde di migranti da mantenere noi, non Mister Obama. Siamo da sempre un bersaglio nel mediterraneo e ripeto non abbiamo oceani come Mister Obama . Xxx

        • Enzo says:

          Fino a prova contraria, finora solo Putin sta facendo “prove tecniche” di 3° Guerra Mondiale!

        • Raider says:

          Gli U.S.A. hanno addestrato i ribelli anti-sovietici, l’Islam piuttosto retrogrado e bellicoso che si trascina dietro logiche tribali e etniche corroborate da conflitti endemici era e rimane lì, restio a ogni modernizzazione e coesione se non per unire pashutn, tagichi, baluci, ecc… contro nemici in lotta fra di loro, di volta in volta alleandosi o sostenuti dagli uni o dagli altri, come nel Grande Gioco anglo-russo, prima e in quello globale fra sovietici e americani, poi: tutte cose che non sono state importate in loco dagli occidentali né ereditate dai locali dal colonialismo, che non ce l’ha fatta a sottomettere quei popoli: e non è stato un gran bene, questo, per loro, tutto sommato è andata meglio all’India, mentre i Paesi a maggioranza islamica, Pakistan e Bangla Desh, arrancano.
          Mi sono già espresso, Alex Xx, sugli errori e le malefatte degli U.S.A., non ritenendo i loro antagonisti regionali o globali migliori di loro. Nel caso, osservo solo che combattere per procura è una pratica antica e ultimamente, tipica, semmai, di chi confida, come i Paesi Ue, nell’intervento americano per risolvere situazioni i cui sviluppi, certo, sono imprevedibili: è accaduto per le guerre nei Balcani, è accaduto anche altrove, come in Iraq, in cui il grosso dell’impegno ricadeva sugli americani, con costi esorbitanti per i contribuenti e le famiglie americane: e poi, petrolio e ricostruzione per tutti. In Libia è avvenuto l’opposto, sono stati francesi e inglesi a volere questa prova di forzuta idozia, gli americani sono venuti a ruota e ora, dopo aver accusato B. per non essere stato troppo sollecito nell’unirsi all’impresa contro Gheddafi, c’è Prodi che accusa B. di essersi fatto trascinare per il naso.
          Il mondo è complicato, ma trovare spiegazioni infallibili a senso unico non mi piace: e non mi piace molto neppure questo pezzo di Casadei, che finisce per rafforzare o compiacere questa sindrome. Quando avremo un’autonomia anche militare dell’Ue a trazione teutonica, si saprà se non preferiremo anche noi in situazioni, per es., come quella libica, mandare i “nostri ragazzi” a morire per Tripoli o Bengasi, col rischio di vedere l’incendio propagarsi anche alle nostre città: o se non preferiremo che gruppi tribali, etnici, politici e religiosi risolvessero la cosa per noi a modo loro.

          • Geppo says:

            Scusi Raider: Poveri contribuenti americani ! Chissà quanto hanno dovuto pagare per la guerra in Iraq… O la stiamo pagando noi ? L’articolo di casadei per me e’ ben scritto.

            • Raider says:

              La mia era una costatazione, la sua è, allo stato e finché non si spiega, un’insinuazione. Noi stiamo pagando per cosa? Per i riscatti ai ‘resistenti’ che in tanti ammirano e esaltano, salvo accusarli, di tanto in tanto, di essere foraggiati dagli americani? Assassini di iracheni che, però, sono sciiti, cristiani, yazidi, sabei, curdi, turcomanni, ecc… Sarebbero questi assassini i patrioti resistenti da cui prendere esempio? E noi paghiamo più caro il petrolio a causa dell'”invasione” dell’raq per conto dell’O.N.U.. o sono gli sciiti, i cristiani, i sabei, i curdi, i turcomanni, ecc…, a pagare più di tutti?
              E in Libia chi ci mandiamo? Putin?
              Condivido le analisi di Casadei, anche se ci può essere qualche punto o qualche articolo da cui dissento o che non mi convince del tutto; apprezzo moltissimo il lavoro di Casadei e la sua scrittura incisiva e chiara, ma il mio apprezzamento non è incondizionato: dov’è il problema e che c’è di strano? Visto che lei, Geppo, trova, eventualmente, degne di nota solo alcune cose e non altre del mio post.

              • Geppo says:

                Il problema sta nel fatto che lei (come gli americani…) vuole avere sempre ragione: si tenga le sue ragioni, io mi terrò le mie insinuazioni.

                • Raider says:

                  Lei si tenga anche l’afermazione che io vorrei sempre avere ragione e gli alrrei, come lei, invece, non la vogliono? Non sembra sia così, da quello che affermano, insinuano, ipotizzano o sospettano. Non sembra per nulla come lei vorrebbe far credere per farsi ragione senza discutere nè le cose che dice lei né quello che penso io.

  5. Klaudia says:

    come non essere d’accordo su quanto scritto in questo articolo. Finalmente un po’ di terzietà e non mera propaganda filo o anti russa. Il pericolo maggiore è a ovest, ed è nostro alleato.

    • Enzo says:

      Goditi pure il tuo sanguinario nano russo… Io preferisco vivere!

    • Vincenzo says:

      Fino a prova contraria, finora solo Putin sta facendo “prove tecniche” di 3° Guerra Mondiale!

      • Filippo81 says:

        Voi vi preoccupate di Putin “il sanguinario” quando abbiamo gli assassini dell’isis alle porte ! Patetici !FORZA PUTIN !!!!!

  6. Ciro says:

    Nel resto della UE non so, ma credo che in Italia non si sia ancora compreso il disastro in cui gli USA stavano per cacciarli e da cui i russi li hanno salvati. Ma non mi faccio illusione dai maestri di operazioni falsa bandiera e di ricatti,

    fonte : IRIB Italia

    Gli Usa salvati dalla Russia per la seconda volta da una guerra inutile e pericolosa

    NEW YORK – Vladimir Putin è riuscito per la seconda volta a salvare Barack Obama dal confronto estremamente pericoloso tra la Russia e l’Occidente a seguito del conflitto tra autorità di Kiev e le Repubbliche separatiste della Novorossiya, ritiene il politologo e giornalista americano Eric Margolis.
    La prima volta che grazie agli sforzi del presidente russo si è riusciti ad evitare un conflitto su larga scala tra Mosca e l’Occidente è stata durante la crisi siriana. “Il premio Nobel per la Pace Barack Obama e “le sue vestali” (consulenti strategici) hanno quasi trascinato gli Stati Uniti nella guerra in Siria, che avrebbe potuto provocare un confronto diretto con la Russia, sostenitrice del governo di Damasco. Dopodichè è arrivato inaspettatamente il portatore di pace Vladimir Putin, che ha presentato a Washington isolatasi in un angolo, il piano per una soluzione diplomatica della crisi,”- rileva Margolis. Secondo il politologo, la situazione si è ripetuta di nuovo, questa volta in Ucraina: grazie agli accordi di Minsk, Mosca è riuscita ad evitare un probabile scontro tra le due potenze nucleari, sebbene il piano sconsiderato degli USA di armare l’Ucraina e di inviare personale militare rischi di vanificare gli sforzi di pacificazione, così come i movimenti dell’ultranazionalismo ucraino nel governo di Kiev, sostenuto dagli americani, che non riconoscono e non accettano “il piano di Putin”.

    • Alessandro2 says:

      Al netto del sistema di governo – ché una democrazia IN TEORIA dovrebbe essere meglio del governo d’un “uomo forte” – Putin batte Obama senza appello, per sagacia, lungimiranza, visione politica, valori, cultura, e direi anche radici (Putin: Russia, la terza Roma; Obama: solito melting pot del solito popolo di cowboy ripuliti).

      • Raider says:

        Se il melting pot non piace, perché volete l’immigrazione di massa? Se non volete l’americanizzazione, che in Europa, per la verità, c’è e si chiama balcanizzazione, conseguenza del secolare dominio islamico in quelle terre dell’Europa, come mai tanto entusiasmo per l’islamizzazione dell’intero continente europeo?
        Gli americani, se non altro, finiscono per assimilare gli immigrati, a integrarli o a conviverci o ci riescono meglio degli europei: e allora, perché l’immigrazione è un dogma indiscutibile, nell’Ue e come mai tanto insistere sulla critica all’identità europea e occidentale, che, però, sarebbe “tutelata”,”difesa”, “protetta” dagli islamici?
        Non sapendo che dire: sì, meglio cambiare discorso e attaccare gli U.S.A., che mette d’accordo Sinistra, Destra, Centro, politicamente corretto e islamici che avanzano nella sottomissione migratoria dell’Europa.

        • Alessandro2 says:

          A chi ti rivolgi?

          1) Non mi piace il melting pot E non voglio l’immigrazione di massa.
          2) Balcanizzazione / islamizzazione sono due pericoli reali che come molti pavento.
          …ma questo non esclude che
          3) Il modello culturale (meglio sarebbe dire “non-culturale” americano) è clamorosamente fallito e gli USA oggi sono molto pericolosi, come tutti gli imperi in fase terminale. L’Europa farebbe bene ad affrancarsene.

          Vedi anche, su questo sito:
          http://www.tempi.it/hadjadj-abbiamo-ragioni-forti-affinche-san-pietro-non-conosca-la-stessa-sorte-di-santa-sofia

          • Raider says:

            Ora che ha gettato la maschera, Alessandro92 mostra a quale scuola appartiene.

            • Alessandro2 says:

              Ciccio, leggi bene: sono Alessandro2, NON Alessandro92 (che non so neanche chi è e perché ce l’avete tanto l’uno con l’altro). Detto questo, vi lascio alle vostre diatribe (quale maschera?).

              • Raider says:

                Non sono Ciccio, ma rispondo lo stesso: capita di sbagliare nel digitare – a me, capita spessissimo – come ad altri capita di sbagliare interlocutore: e c’è perfino chi, per essere sicuro di sbagliare, cambia nickname, ma non le panzane che rifila copincollandole per mettersi al sicuro dal rischio, sbagliando una cosa, di non sbagliare anche l’altra.

  7. Alberto Dalla Villa says:

    Ottima e coraggiosa analisi.
    Cambierei solo una cosa: Obama è solo un simpatico socievole burattino. E’ Wall Street che muove tutto; gli Stati Uniti sono avanti (ma non è un bene): da loro è veramente la Finanza Apolide che comanda, non più il governo. E’ quello che vogliono realizzare anche in Europa.

    • Raider says:

      La trattativa a Minsk non l’ha condotta o imposta solo Putin, non è un suca cocnessone, ma un compromesso che accontenta tutti, per il momento: e a riprova che Putin manovra i ribelli filo-russi più di quanto agli americani riesca come europei e ucraini, li ha ammoniti a accettare le conclusioni di una trattativa cui essi non hanno partecipato e di cui contestano clasuole che non potevano né discutere né sottoscrivere. Una conferma per chi, come gli ucraini, non vuole tornare sotto il controllo o l’influenza di Mosca, ma un lezione istruttiva per chi non parla per partito preso e esamina i fatti senza ricorrere e a dietrologie e strumentalizzazioni.
      Al solito loro, i complottisti vogliono trasformare in una vittoria di chi hanno eletto, un po’ troppo frettolosamente, in loro match-winner una pace o tregua che è o dovrebbe essere di tutti. E a conferma, gli sproloqui di un ‘esperto’ – che sia americano non cambia nulla e testimonia di una libertà che negli U.S.A. è garantita come non è dato altrove e che si vorrebbe negare anche qui a chi dissente dal coro cospirazionista anti-americano e anti-occidentale -, secondo cui i russi possono armare i secessionisti del Donbass, gli americani non possono sostenere gli ucraini (un altro arguto complottista “spiegava” che è la “lobby ucraina” a manovrare Canada e US.A…): e sono i russi a impedire all’Isis di vincere in Siria: be’, allora, se è così, si impegnino di più, i Russi e lo sconfiggano loro, l’Isis, visto che amano la pace, la tranquillità generale e la libertà dei popoli. O in questo caso si dirà che gli americani fanno combattere a altri le loro – e nostre – guerre? O ci andiamo noi, italiani e Ue, in Libia e altrove, con l’approvazione dei venti/trenta milioni di islamici a spasso da noi che odiano gli Ebrei e non amano gli infedeli? E già che ci siamo, eliminiamo tutte le minacce alla libertà di fede, di apostasia e diritti civili che ci sono nel mondo islamico? Chissà che ne pensano gli esperti a senso unico dei copincollisti: appena ci penseranno, ne vedremo gli effetti sul display.

  8. Kopinkollen says:

    L’occidente può fare il prepotente ed il falso quanto vuole. Ormai i tempi stanno cambiando e l’Impero del Caos è in fase terminale.

    Un articolo di Valentin Vasilescu, ACS-RSS – Reseau International 15 febbraio 2015

    La pace di Minsk-2, nuova vittoria di Putin

    L’accordo di pace Minsk-2 concluso alle condizioni dettate dal Cremlino, è una chiara vittoria di Vladimir Putin. L’essenza di questa vittoria è nella frattura netta tra Europa e Stati Uniti, con Washington che ha innescato Euromaidan e poi ha tutto l’interesse di armare con armi moderne l’Ucraina facendo continuare i combattimenti nel Donbas, e quindi in Europa, rappresentata dalle grandi potenze economiche e militari Germania e Francia. Per ottenere ciò che si proponeva, il sottile Putin, negli ultimi due mesi, ha compiuto un paio di magistrali mosse scacchistiche che hanno steso gli statunitensi. Se con la Germania le cose erano più semplici da risolvere, non era così con la Francia. Dopo aver constatato il rifiuto di consegnare in tempo la portaelicotteri Mistral (per volere di Washington), Putin è stato costretto a giocare in modo tale da poter ripristinare i rapporti con la Francia senza che gli Stati Uniti potessero intromettersi. Nel dicembre 2014, Putin ha visitato l’India firmando contratti per la realizzazione di 12 reattori nucleari, per la consegna di petrolio per 10 anni e per la realizzazione congiunta con la GAIL (la maggiore società gasifera indiana) dell’estensione dei gasdotti russi all’India, pompandovi 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno. La Russia fornisce il 75% delle armi dell’esercito indiano e vi ha costruito negli ultimi tre decenni fabbriche di aerei, carri armati, missili e sistemi di artiglieria. Ciò ha permesso a Putin di diffondere la “voce”, subito ripresa dalla stampa internazionale, che il Ministro della Difesa di Delhi non avrebbe onorato il contratto di oltre 20 miliardi di euro per l’acquisto di 126 aerei multiruolo francesi Rafale, modificando l’opzione per la versione più recente del Su-30, il Su-30SM (biposto e con radar tipo AESA). Dal 1998 ad oggi, 137 aerei Rafale sono stati venduti, tutti all’aeronautica francese. 26 altri possono essere acquistati dall’esercito francese entro il 2019, ma solo se la catena di montaggio di Merignac si dimostra capace di produrne 55 all’anno. Questo è il motivo per cui l’esportazione è fondamentale per la società Dassault. Per la Russia, la costruzione di 126 aerei Su-30SM per l’India è una cosa molto facile da realizzare, soprattutto perché dal 2002 l’India ha costruito 200 Su-30MKI. Ma per il presidente francese Hollande la perdita di questo contratto è un disastro. Pertanto, il giorno dopo, Francois Hollande fece una visita lampo a Mosca per parlare con Vladimir Putin. Non possiamo dire esattamente di cosa abbiano discusso, ma si può intuirne il contenuto. Il secondo colpo di Putin in questo gioco degli scacchi ha avuto luogo il 12 febbraio 2015, durante la sua visita in Egitto. Dopo l’accordo tra Hollande e Putin, a Mosca, il governo di Cairo ha annunciato la firma di un contratto da 5 miliardi di euro con la Francia. Il contratto in questione consiste nella consegna di 24 Rafale della Dassault, di una fregata classe FREMM prodotta dai cantieri DCNS e di molti missili aria-aria prodotti dalla MBDA (i soli missili hanno un valore di 400 milioni di euro). Il cambio di rotta di Putin era evidente, perché la sua visita è stata preceduta nel novembre 2014 da quella del ministro della Difesa Sergej Shojgou, che ricevette l’elenco delle richieste dagli egiziani, incluso un contratto da 3 miliardi di dollari per l’acquisto di velivoli multiruolo MiG-35 o Su-30, per sostituire 50 MiG-21R, MF ed RFMM fabbricati nell’URSS nel 1971-1974. In ogni caso, la Russia non ha perso nulla, firmando in cambio un contratto per la costruzione della centrale nucleare di Daba, con quattro reattori da 1200 MW ciascuno

    • Raider says:

      Un post è stato inviato per errore e non so se sarà pubblicato, anche incompleto: provo a ridigitare:

      Come volevasi dimostrare: ma, soprattutto, il copincollista passa la parola a un esperto copincollato che non spiega nulla di quello che vorrebbe:
      – non si capisce perché una tregua che dovrebbe essere una vittoria di tutti sarebbe un successo diplomatico personale di Putin, che lo avrebbe imposto da una posizione di forza, conseguita sul campo di battaglia, non sul tavolo delle trattative:
      – questa posizione di forza è quella ottenuta per interposti combattenti, i secessionisti del Donbass, che la Russia ha spinto alla ribellione e aiuta militarmente, oltre che economicamente e diplomaticamente, strumentalizzandone la causa e gli interessi: tutte cose che gli US.A. sono accusati di fare di soppiatto, secondo le teorie comolottiste, ma che solo ai Russi sarebbero consentite per i loro interessi geo-strategici
      – infatti, ai recalcitranti secessionsiti del Donbass è stato intimato da Mosca di attenersi al testo degli accordi, a riprova della subordinazione delle aspirazioni dei filo-russi alle scelte del ‘protettore’ e sostenitore, nonchè amico e fratello:
      – i secessionisti, dal canto loro, hanno chiarito che la guerra in corso e momentaneamente sospesa – sempre se la tregua regge -, continuerà a oltranza se l’Ucraina si alleerà o entrerà nella N.A.T.O., come è diritto degli Ucraini decidere, specie alla luce di secessioni e guerre combattute dai secessionisti per conto di Mosca
      – proprio i rapporti di sudditanza degli interessi dei secessionisti a quelli dei Russi per cui combattono dimostra che la politica di potenza non è un arbitrio di U.S.A. e occidentali nella difesa dei propri interessi, ma un dato permanente negli scenari internazionali, in cui ciasuno persegue le proprie finalità all’interno e al di là dei giochi di alleanze e balletti diplomatici:
      – infatti, la politica petrolifera dell’O.P.E.C., determinata in gran parte dalle scelte saudite, risponde agli interessi dei sauditi e penalizza imparzialmente alleati, come gli U.S.A.e Paesi terzi, dal Venezuela alla Russia, che ci rimette tanto che
      – l’attivismo commerciale russo non compensa o lo fa solo in parte il deficit petrolifero: e va notato che l’unico comparto industriale russo competitivo è quello delle armi, eredità materiale e strategica dell’U.R.S.S., che non basta a fare della Russia un gigante industriale pur essendo un gigante energetico: aspetto che accomuna i Paesi arabi produttori del petrolio alla Russia:
      – la difesa degli interessi russi in Siria non è abbastanza convionta o questi interessi sono molto deboli per un intervento nell’interesse della pace, evidentemente, non essendo le due cose del tutto sovrapponibili neppure a Mosca: diversamente, i Russi sarebbero più solleciti nel sostenere Assad permettendogli di sconfiggere l’Isis, alleato segreto dei perfidi occidentali ovvero americani, che si apprestano a farlo loro, con tanti saluti alle logiche dei complottisti: che, infatti, non sono contenti della cosa. e sotto sotto, se gli americani intervengono, tiferanno Isis, che non sostiene teorie diverse da quelle che i complottisti amano alla follia.

      • Cisco says:

        Ladies & Gentelemen, Nientepopodimenoche’ “Reseau International”! Aridatece Giletti e Barbara D’Urso!!

  9. Kopinkollen_zwei says:

    Oltre alla crescita della spaccatura della NATO, cresce anche il fronte pro-Russia nella UE :

    Marine Le Pen: “L’Europa deve riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia”

    Il leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen ha invitato il governo francese a riconoscere la Crimea come parte del territorio della Russia e a ripristinare i legami con Mosca, un “alleato naturale d’Europa.”
    Non c’è alternativa, se non riconoscere la legalità dell’annessione della Crimea alla Federazione Russa, ha detto la Le Pen in un’intervista ad un giornale polacco.
    La Le Pen sostiene che la Crimea non ha avuto altra scelta dal momento che “il potere a Kiev era illegale,” in quel momento. “Le autorità [a Kiev] avevano iniziato a prendere decisioni che avrebbero portato a una guerra civile”, ha aggiunto.
    Il leader del Fronte Nazionale francese ha sottolineato che “la Russia è un alleato naturale dell’Europa.”
    “Siamo pedine nel gioco di influenza tra gli Stati Uniti e la Russia. La Russia è un grande paese, un grande popolo, con cui l’Europa ha molti interessi strategici in comune. Abbiamo bisogno di parlare con la Russia “, ha detto.

    • Raider says:

      Pur di andare contro l’Occidente e gli U.S.A. ai complottisti non importa andare contro la logica, contro la politica e contro se stessi. Infatti, i movimenti anti-immigrazionisti e anti-islamici sono sostenuti quando economicamente e politicamente quando l’una cosa o l’altra da Putin. Le Pen deve sdebitarsi in qualche modo, quanto alla rimea e tralascia le illegalità e voltafaccia e commesse dai russofili, a cominiare dallo stesso Yanukovich; e omette o dimentica il fatto che queste illegalità hanno visto ribellarsi le regioni dell’Est che volevano la secessione e aspettavano l’occasione propizia.
      Dopodiché, sia chiaro che è diritto dei russofoni confederarsi o unirsi alla Russia, se lo di fa per vie legali e non a mano armata dalla Russia e per i suoi interessi piàù o meno leggitimi; come è diritto degli ucraini decidere quello che gli pare, quanto a Ue e N.A.TO.
      E beninteso, non si capisce che c’entri la difesa dell’identità cristiana non solo della Russia con i vaneggiamenti dei mistificatori che copincollano a dritta e a manca, ma chinati sempre in direzione de La Mecca.

    • Cisco says:

      Oltre che parlare con la Russia, abbiamo bisogno che la Russia capisca che con la guerra non si va da nessuna parte, anche se a breve termine rende dal punto di vista politico al fine di solleticare l’orgoglio nazionale e far dimenticare che la Russia e’ un paese sull’orlo del baratro. Ed essendo “grande”, quando cadrà si farà molto male.

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