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Scontri in Ucraina: «Non sappiamo chi siano questi manifestanti, rischiamo un’altra Siria. L’Ue parli meno»

febbraio 20, 2014 Leone Grotti

Per l’ex ambasciatore Sergio Romano l’Unione Europea sta rischiando ad appoggiare in modo incondizionato la protesta: «Ci sono persone che confezionano bombe molotov, milizie pronte a combattere»

(Aggiornamento. Si parla di oltre 100 morti negli scontri e 500 feriti. Gli insorti hanno fatto prigionieri una sessantina di poliziotti) 
Ventisei persone sono rimaste uccise negli scontri di piazza in Ucraina. È il bilancio più grave da quando sono cominciate a novembre le proteste contro il governo di Viktor Yanukovich, che, poche settimane fa, sembrava aver raggiunto un accordo con l’opposizione guidata da Vitaly Klitchco. «La tensione è tornata altissima a causa del mancato accordo sulla riforma della Costituzione ma ho l’impressione che l’irrigidimento dell’ala dura della protesta sia anche colpa delle dichiarazioni dell’Unione Europea», afferma a tempi.it l’ex ambasciatore e giornalista Sergio Romano.

Romano, quali sono le responsabilità politiche dell’Unione Europea?
Fino a quando l’Unione Europea continuerà a fare dichiarazioni severe facendo pressione sul governo, l’ala dura della protesta le prenderà come scusa per tornare in piazza e creare un clima di ancora maggiore tensione. Temo che ci troviamo, con le dovute differenze di contesto, di fronte a una situazione simile a quella siriana.

Cosa intende?
La protesta che vediamo è composta da nuclei diversi e spesso non riconoscibili: noi non sappiamo bene chi siano le persone in piazza. Spesso le immagini parlano da sole però: ci sono persone che confezionano bombe molotov, milizie che appaiono organizzate e pronte a combattere.

Non è un movimento pacifico?
Sappiamo che nella protesta ci sono anche elementi del vecchio nazionalismo ucraino, che è anti-russo prima di tutto e che nella storia è emerso nel momento in cui ha goduto di un appoggio esterno. È successo così con l’occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale e anche durante la Prima guerra mondiale. Questo per dire che c’è molto di “vecchio” in questa protesta. Poi, certo, ci sono anche i ceti popolari in piazza che pensano che l’Ucraina starebbe meglio nell’Unione Europea, però dobbiamo fare attenzione: il giorno in cui questa battaglia fosse vinta, chi prenderebbe il potere? Chi avrebbe il controllo della piazza? Quale componente si imporrebbe sulle altre?

L’Unione Europea non vede questo rischio?
L’Europa si è sentita personalmente coinvolta, forse anche per risentimento visto che stava per concludere un accordo [commerciale di libero scambio] che è saltato all’ultimo momento. Ma anche questo accordo non è interesse di tutti i paesi membri: l’Italia, ad esempio, non mi sembra si sia schierata e non è il solo paese. Chi ha più interessi in questa faccenda sono gli stessi che hanno molto caldeggiato la rivoluzione del 2004: Polonia, Svezia e Lituania, che non vogliono vedere l’Ucraina gravitare nell’orbita russa. Ma questo è molto difficile da ottenere per Kiev.

La Russia può offrire di più?
Non parlo solo di ragioni economiche, ma anche di ragioni storiche. Noi ora parliamo di nazionalismo ucraino come se fosse un dato naturale, da riconoscere e favorire, ma per molti decenni essere ucraino ha voluto dire essere “diversamente russo”. In epoca sovietica l’ucraino non era distinguibile dal russo: l’intellettuale ucraino o la Tymošenko non parlavano ucraino, non lo conoscevano, l’hanno imparato dopo. Ucraini e russi erano cugini di primo grado.

Cosa si aspetta l’opposizione dall’Unione Europea?
L’opposizione dà per scontato qualcosa che io non penso l’Ue sia disposta a concedere: siamo certi che quando si porrà a Bruxelles il tema dell’adesione all’Ue dell’Ucraina, la si lascerà entrare? Io penso che allora le posizioni cambieranno. Del resto, non possiamo dimenticare che l’Ucraina, che oggi è uno Stato con le sue frontiere, comprende la Crimea che tradizionalmente non è ucraina ma russa: è stato un dono di Kruscev quando le frontiere non contavano niente perché si trattava di Stati federati dell’Unione Sovietica. Fu un gesto di generosità russa, che poi Yeltsin non reclamò indietro per non creare tensioni, chiedendo in cambio un accordo pluriennale per la base navale di Sebastopoli, poi rinnovato.

Fino a qualche settimana fa sembrava che la situazione potesse tornare alla normalità.
Era stato trovato un accordo: il governo offriva amnistia e liberazione dei prigionieri in cambio dell’evacuazione degli edifici governativi occupati. Su questo si era fatto un passo avanti. Ma alcuni gruppi volevano tornare in piazza e hanno preteso di più, cioè la riforma dello Stato. Ora, noi come Unione Europea vogliamo mettere bocca anche su questo? Vogliamo entrare nel merito e prendere posizione sul problema della Costituzione in Ucraina? Non penso.

Nelle ultime ore l’Ue ha avanzato l’ipotesi di imporre sanzioni all’Ucraina.
Non abbiamo già avuto sufficienti esperienze dei risultati che producono le sanzioni? L’Ue e la Ashton mi sembra che facciano fatica a rivedere la propria linea e vengano trascinati dagli avvenimenti, tanto che parlano ogni giorno. Fanno sempre una dichiarazione. Il desiderio di mostrarsi una potenza e un esempio in tema di rispetto dei diritti umani non deve obliare il fatto che le nostre prese di posizione potrebbero dare forza a una protesta di cui non conosciamo bene la composizione. Insomma, l’Ue dovrebbe essere meno ciarliera.

La Russia ha promesso a Kiev di investire 15 miliardi in titoli di Stato ucraini e di ridurre il prezzo del gas di un terzo. Offerte legittime?
Due di questi miliardi mi sembra che siano già stati investiti. Ad ogni modo, in politica internazionale il concetto di legittimità è molto difficile da applicare. La Russia ritiene che l’Ucraina non debba appartenere all’area di influenza europea perché teme che le frontiere dell’Ue si spostino ancora di più dentro l’area dell’ex Unione sovietica. Mosca percepisce come un’aggressione queste manifestazioni di incoraggiamento verso una sorta di secessione ucraina, anche se non in senso stretto. Come si vede, la situazione è molto complessa e noi la stiamo rendendo ancora più complicata.

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15 Commenti

  1. blues188 scrive:

    Mi spiace leggere le opinioni del sig. Sergio Romano che è un aderente alle sette massoniche. Le quali stanno fomentando la rivolta con scopi inconfessati. Lasciamo perdere questo figuro, dei massoni ne abbiamo già piene le pive.

  2. Ugobagna scrive:

    Amico Blues188,

    gli argomenti “ad hominem” lasciamoli agli odiatori di professione (ce ne sono già abbastanza in giro…) e giudichiamo, anche criticamente, nel merito le argomentazioni di chi rilascia l’intervista, certamente senza dimenticare chi è la persona che le sta rilasciando.
    Da tutti può venire qualcosa di interessante…

    • Ugobagna scrive:

      E a differenza di altri che intervengono a vanvera almeno Sergio Romano un po’ di storia la conosce…

      • blues188 scrive:

        Non ho messo in discussione le conoscenze del sig. S. Romano. Anzi, aggiungo che a tratti l’ho anche stimato. Ma uno che aderisce alla massoneria, associazione segreta che ha lo scopo (tra gli altri) di combattere la Chiesa, usando le più subdole armi (e ne hanno tante, dal signoraggio in poi, basti guardare dove hanno portato e l’Italia e l’Europa e il Mondo tutto), mi rifiuto di credere ad un uomo che ha lo scopo di mentire su tutto ciò che è possibile. Per quanto so, le rivoluzioni non nascono a caso. La gente ama vivere tranquilla ad occuparsi dei propri affari, ma se viene sobillata ad arte, inizia a sparare. La Rivoluzione Francese insegna pur qualcosa. Ed infatti, da quei tempi, la massoneria ha procurato quei danni che si sono visti per secoli. Ora tocca anche all’Ucraina, assieme alla Primavera Araba dei vari Stati arabi. S.Romano la Storia la conosce si, ma vista dall’occhio massonico e la sua interpretazione nell’intervista è parziale e volutamente falsata. Se poi a lei piace leggerlo, è un problema suo.

  3. tranquillo scrive:

    voglio vedere se Sig. Romano vorra’ discutere pacificamente sulle riforme e sui cambiamenti dopo che rappresentanti del potere lo hanno costretto a pagare tangenti a destra e a manca per poter continuare a lavorare, di cedere propria attivita’ per pochi soldi, di lavorare e non guadagnare niente, di avere paura di un qualsiasi poliziotto

  4. marzio scrive:

    Sinceramente consiglio agli amici ucraini di non avvicinarsi all’ue e all’eurozona, se ne pentirebbero amaramente.Meglio chiedere legittime riforme, ma mantenendo l’attuale governo alleato della Russia di Putin.

    • Ugobagna scrive:

      La questione è che chi protesta (contro il potere) è solo una parte della popolazione, perchè il paese è territorialmente diviso (basta guardare le presidenziali del 2004 tra Yuschenko e Yanukovich), la parte orientale del paese ha sempre votato per il partito di Yanukovich; per cui se non si arriverà a una conciliazione ci sarà per forza una secessione (d’altra parte la regione di Leopoli, ad esempio, fino alla II guerra mondiale faceva parte della Polonia ed era pieno di polacchi, ormai scomparsi per la verità e non ha niente a che fare col resto dell’Ucraina (anche religiosamente, sono greco cattolici o cattolici romani per quanto riguarda gli ultimi polacchi)…

      • marzio scrive:

        Concordo, Ugo.infatti le autorità della Crimea hanno già minacciato la secessione per aggregarsi alla Russia

  5. valeria46 scrive:

    Mi vien quasi da piangere vedere che c’e’ chi muore per far parte dell’UE. Non sanno di cadere dalla pentola alla brace con tutto il debito che si portano dietro! Vogliono essere liberi ma non sanno che in “questa” Europa non si puo’ essere liberi ma solo omologati con leggi e norme che non rispettano le culture dei popoli che fanno parte di questa unione. Non sara’ che quel potere “occulto” sovranazionale che domina in Europa vuole un’altra vittima sacrficale alla propria voracita’?

  6. beppe scrive:

    e invece, paola fabbiocchi, bisogna che ti interessi molto prima di parlare o giudicare. non sarà la prime nè ultima rivolta POPOLARE pilotata dall’esterno. avere le informazioni giuste consentirebbe – forse – da dare un giudizio. in questi gineprai che ci capisce è un genio o un superpotente.

  7. Enrico Z scrive:

    troppi forti le logiche di certi commenti: Sergio Romano massone europeo criticherebbe in pratica la massoneria europea….
    Indovinello rivolto un pó a tutti: visto che Obama e Hollande si dicono scandalizzati delle violenze ad opera del governo ucraino, facendo un piccolo sforzo di immaginazione, se la folla ucraina apparisse per incanto davanti alla Casa Bianca e all’Eliseo con l’intenzione di metterli ferro e fuoco, secondo voi cosa succederebbe?
    I responsabili dei morti di Kiev sono soprattutto gli europei e a ruota Obama…hanno fatto la stessa cosa in Egitto, Tunisia, Libia e poi ci hanno provato con la Siria e Turchia e ora Ucraina: i responsabili di queste morti sono Obama, Merkel e Hollande nella guerra comune contro Putin.
    Obama poi é davvero un subdolo ipocrita di dimensioni titaniche…prima creano appoggiano e fomentano rivolte poi, quando scoppiano e per forza di cose il governo legittimamente eletto si difende, come anche loro ovviamente farebbero,lo trasformano in criminale di guerra…il gioco é semplice.
    E poi é chiaro che questa rivolta in particolare é mossa da poteri europei….ma chi é che puó aver fatto credere con la propaganda che l’Europa é un luogo di benessere e libertá? Chi agli ucraini ha insegnato a morire per l’Europa mentre qui tra un pó scoppiano rivoluzioni per uscire? Chiaro che c’é manovra francese e tedesca dietro, la responsabile dei massacri.

  8. Enrico Z scrive:

    @Paola Fabbiocchi

    Se tu provassi a entrare nella Casa Bianca per metterla a ferro e fuoco con un gruppo di persone dopo mezzo secondo netto sareste morti stecchiti, proprio come i morti di Kiev. Non esiste al mondo alcuna nazione democratica che non difenderebbe con la forza ,anche estrema,i luoghi del suo potere….Francia e USA poi sono degli esperti in materia….figuriamoci.

  9. FABIO TROYLI scrive:

    L’AMBASCIATORE SERGIO ROMANO CERCA DI FARE COMPRENDERE AL GRANDE PUBBLICO ITALIANO, RESO IGNORANTE DA UNA SCUOLA BIGOTTA E DI REGIME, CHE ESISTE UN MONDO SLAVO E CHE QUESTO MONDO SLAVO E’ INTIMAMENTE EUROPEO PER CULTURA, PER ARTE, PER RELIGIONE, DERIVANDO DALLA CULTURA BIZANTINA RIFUGIATASI IN RUSSIA A SEGUITO DELLA CADUTA DI COSTANTINOPOLI PER MANO TURCA.

    LA DOMANDA DA PORSI E’ SE SIA CONCEPIBILE UN’IDEA DI EUROPA SENZA LA RUSSIA E IL MONDO SLAVO DI CUI LA RUSSIA E’ DA SEMPRE LA GRANDE PROTETTRICE ???

    VI POSSONO ESSERE INTERESSI STRATEGICI AMERICANI PER IMPEDIRE CHE SI REALIZZI IL SOGNO EUROPEISTA DI UN’ EUROPA CHE INCLUDA LA RUSSIA ???

    E’ NELL’INTERESSE DELL’ IDEA EUROPEISTA CHE VENGA INSTALLATO UNO SCUDO MISSILISTICO AI CONFINI CON LA RUSSIA O TALE PROVOCAZIONE MILITARE DANNEGGIA L’OBIETTIVO DI AMPLIARE L’EUROPA SINO AGLI URALI ???

    PROVATE A RISPONDERE A QUESTI SEMPLICI QUESITI DA UOMINI LIBERI, SENZA SUBORDINAZIONI MENTALI DI PARTITO, DI SETTA O DI CHIESA CHE FA POI SCARSA DIFFERENZA, NON E’ FACILE LIBERARSI DAI NOSTRI PREGIUDIZI MA CI SI PUO’ PROVARE. FATEVI DUNQUE CORAGGIO.

    FABIO TROYLI

La rassegna stampa di Tempi

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