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I diritti gender, l’Onu e il “nemico invisibile”. Chi ci salverà? «Un uomo cristiano che non starà a guardare»

ottobre 3, 2014 Benedetta Frigerio

«È giunto il momento della riconciliazione, fra l’autorità e l’amore, fra la verità e la carità». Intervista a Marguerite Peeters, autorevole intellettuale cattolica statunitense

SONY DSCStudia da vent’anni gli sviluppi semantici della governance mondiale, ha monitorato le conferenze Onu del Cairo e di Pechino, dove fu imposta l’agenda dei diritti “gender” nelle normative internazionali. Ha scritto numerosi libri e centinaia di relazioni sul linguaggio postmoderno e sulla rivoluzione antropologica globale. Marguerite Peeters, fra le più autorevoli intellettuali cattoliche, nata negli Stati Uniti, professoressa presso università europee e africane, direttrice a Bruxelles dell’Istituto per la dinamica del dialogo interculturale, spiega a tempi.it: «Il linguaggio è uno dei maggiori veicoli della rivoluzione culturale globale cominciata nel 1989. La lingua che parliamo oggi è identica in tutto il mondo, dal Cairo a Washington, ed esprime un’etica precisa, imposta al popolo attraverso il diritto». Chi ci salverà? «Un uomo cristiano che non starà a guardare. Occorre discernere i segni dei tempi, perché è giunto il momento della riconciliazione, fra l’autorità e l’amore, fra la verità e la carità». Peeters parlerà domani presso il centro pastorale Paolo VI di Brescia in occasione del convegno intitolato: «La famiglia, nuova periferia esistenziale?»

Professoressa, lei sostiene che la post modernità ha iniziato ad imporsi globalmente solo dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, quando molti intellettuali cominciarono ad accettare un sistema di valori e un linguaggio nuovi, senza preoccuparsi di conoscerne l’origine e il significato. Pochi reagirono e chi lo fece mancò di una riflessione appropriata e quindi fallì. Che cosa accadde?
Dopo il Sessantotto c’era chi già lavorava per elaborare una nuova visione del mondo, ma i concetti alla base di questa visione si sono imposti solo dopo la caduta del muro di Berlino, grazie all’Onu e all’ignoranza della maggioranza che, pur non sapendo da dove venisse la nuova terminologia, non si preoccupò di scoprirne l’origine. Così oggi, ad esempio, si parla di “gender” o “global governance” senza sapere che cosa siano e che pericoli nascondano. Chi cercò di opporsi, invece, ebbe un atteggiamento reazionario, che voleva semplicisticamente restaurare il passato senza vagliarlo criticamente. Sono entrambe posizioni sbagliate, convissute anche dentro la Chiesa, che nella maggioranza dei casi seguì passivamente, senza fare lo sforzo di conoscere e discernere.

onu-chiesa-pedofilia-torturaAbbiamo sostituito la parola felicità con qualità della vita, dall’autorità siamo passati all’autonomia, dalla famiglia alle famiglie, dalla sofferenza con dignità al diritto di morire, dall’identità culturale alla diversità culturale. Secondo lei questa “visione globale” è solo apparentemente neutrale. A cosa mirano i suoi fautori?
Gli impostori non sono i governi né i cittadini, ma gruppi di pressione con finalità molto specifiche. Prendiamo, ad esempio, il termine “gender”, sostituito a “sesso” e tutti gli altri termini relativi alla rivoluzione sessuale. Studiando la loro storia si vedrà che nascono negli anni Sessanta quando cominciò la rivoluzione sessuale femminista che agisce attraverso organizzazioni, lobby e ong molto potenti. I concetti elaborati dal pensiero femminista ora fanno parte del linguaggio dell’Onu e della “global governance”, che ha trasformato gli obiettivi di questa rivoluzione in norme politiche globali. Per fare un esempio cito un organismo molto potente come la International Planned Parenthood Federation che dagli anni Sessanta collabora con l’Onu in materia di natalità, riproduzione e diritti della donna, mentre le altre organizzazioni che operano nello stesso campo si sono piegate alla sua visione, in un regime di monopolio. Così, se durante la Guerra Fredda i governi non si preoccuparono di affrontare certi temi, ma solo della sicurezza, si ritrovarono poi a dover affrontare questioni importantissime come l’ambiente, la vita umana, i diritti universali, posti alla base della cooperazione internazionale, dovendo collaborare con queste ong come uniche interlocutrici.

È vero che le Nazioni Unite sono riuscite a imporre la propria agenda, ma va anche notato che essa riscuote un grande consenso. Come mai?
C’è sicuramente una fragilità che viene da lontano, da quando la secolarizzazione occidentale cammina mano nella mano con la rivoluzione culturale, accolta come liberazione dal fardello della fede ormai formale e da un autoritarismo diffuso. La ribellione avvenne tramite la rivoluzione sessuale, l’uso della contraccezione, il rifiuto della responsabilità e del fine dell’amore, che è la prole. Da qui l’aborto e quindi il divorzio, che hanno generato figli fragili, feriti nella loro identità. Perciò oggi vediamo una donna che ha perso il senso della sua femminilità e dell’accoglienza e che, divenuta aggressiva e ambiziosa, ha fatto allontanare gli uomini. Questi, separati dalla donna, hanno perso a loro volta le proprie peculiarità. Ecco perché il femminismo è intrinsecamente legato all’omosessualità: la ribellione, descritta dallo slogan del “corpo è mio e lo gestisco io”, ha ferito non solo le donne ma tutti, basti pensare all’aborto, le cui conseguenze le pagano anche i figli, gli uomini e gli amici che hanno collaborato all’omicidio. L’ideologia gender attecchisce prorpio perché trova un terreno fertile in questa confusione: una ferita identitaria, che ora è stata trasformata in norma da imporre globalmente. Basti pensare all’Italia dove il ministero delle Pari Opportunità ha richiesto la redazione di libri per le scuole in cui si piega che il dato biologico non ha nulla da dire alla sessualità di una persona. rainbow-progetto-monza-gender-lgbt

La decostruzione operata dalla postmodernità comincia con la ribellione contro l’autorità e contro il dato, come un dono fatto da Dio all’uomo per realizzarsi. Da dove nasce questo sospetto?
Certamente la modernità occidentale ha abusato dell’autorità e ha vissuto un cristianesimo abitudinario, percepito come distante e inutile alla vita. Ci eravamo dimenticati che l’autorità per essere tale deve convivere con l’amore, infatti un padre che non ama non sarà mai un padre autorevole. Allo stesso modo ci siamo scordati che l’autorità delle istituzioni è reale se ricerca il bene comune e se è motivata dal servizio al popolo.

Da dove ricominciare?
Le femministe che fecero la rivoluzione posero un problema reale, ma non risposero adeguatamente. Dobbiamo farlo noi: il nostro compito è quello di riconciliare autorità e amore, perché non possiamo amare senza verità né affermare il vero senza amore. Questa riconciliazione necessaria e urgente non può assolutamente avvenire in modo intellettuale o moralistico, ma evangelizzando.

Cosa significa evangelizzare?
C’è bisogno più che mai della testimonianza, che oggi è indispensabile, ma nello stesso tempo c’è un grande lavoro da fare: non possiamo rinunciare a dire le cose come stanno; dobbiamo sforzarci di chiarirle, anche questo è un atto di carità. Ad esempio, un malato può capire che la parola compassione significa portare la sofferenza insieme a lui, e non invece ucciderlo con l’eutanasia, se qualcuno lo compatisce, ma noi siamo responsabili anche di illuminare la coscienza dei nostri fratelli uomini che sbagliano. Senza chiarificazione non c’è vera testimonianza né accoglienza: il vero testimone dell’amore e della verità non userà mai parole ambigue. Questo è un altro esempio di riconciliazione, di unione tra carità e verità, urgentissima.

Lei dice che il «nemico è invisibile». Che cosa significa?
Il nuovo nemico non ha armi consuete, ma sottili e invisibili e agisce senza spargimenti di sangue. Soprattutto è un nemico interno, non più esterno, sta dentro il linguaggio, dentro i diritti umani come dentro la Chiesa stessa. Una parola chiave del Papa è “discernimento”: educare al giudizio deve essere una nostra priorità. Ogni uomo ha questa capacità di vagliare, di distinguere bene da male, vero da falso, ciò che lo rende felice da ciò che lo porta nelle tenebre. Una persona educata e abituata a compiere questo discernimento si renderà conto di ciò che non va. Quando insegno, incontro molte persone che utilizzano la nuova terminologia globale senza essere del tutto in pace, come intuissero che in essa c’è qualcosa di sbagliato. Dobbiamo aiutarle ad usare la coscienza fino in fondo.

Questa nuova cultura globale ha investito anche il mondo cattolico, eppure lei ripete che siamo in un tempo della storia in cui abbiamo l’opportunità di discernere l’azione dello Spirito. Cosa intende?
La prima responsabilità di un cristiano è discernere i segni dei tempi, come ha sottolineato il Papa nella sua recente enciclica. La decostruzione operata dalla postmodernità ha degli aspetti molto positivi, come la distruzione dell’autoritarismo, del colonialismo e del formalismo, al tempo stesso si possono cogliere le aspirazioni globali a favore della solidarietà, del rispetto dell’ambiente o del valore dell’uguaglianza che se reinterpretati nel loro vero significato possono contribuire alla ricostruzione di una civiltà d’amore. È l’urgenza primaria della Chiesa: riflettere e leggere questi grandi cambiamenti, solo così si sprigionerà una nuova primavera, un campo di creatività e azioni positive. È un lavoro chiarificatorio che chiede ai cristiani di essere presenti.

In che senso?
Dobbiamo rifiutare questa ideologia, ma non solo. Questa rivoluzione deve correggere anche i nostri sbagli del passato, come l’autoritarismo o il formalismo appunto.

Come?
Ogni paese si deve inventare delle forme di resistenza e di proposte nuove secondo la sua cultura specifica. Credo, ad esempio, che il movimento della Manif Pour Tous abbia avuto un ruolo molto importante, è stato anche un segno oltre le frontiere francesi, ma questa prima forma necessaria ed eloquente ha bisogno di elaborare anche una visione di speranza. Occorre fare un lavoro culturale profondo per non rimanere a un livello superficiale che vanificherebbe gli sforzi.

Papa Francesco direbbe che occorre trovare nuove forme per evangelizzare in questo contesto.
Sì, la situazione odierna ci chiede una profonda conversione: o restiamo chiusi su noi stessi condannando il mondo oppure facciamo lo sforzo di uscire da noi stessi per incontrare l’altra persona come sofferente e bisognosa di luce. Chi non la pensa come me non va guardato come un nemico ma come un fratello da amare, affinché scopra la verità, da proporre interamente senza rinunciare alla sua radicalità che è quella della fede. Credo che lo Spirito stia chiedendo questo alla Chiesa. Se non comprendiamo la via dello Spirito non ci sarà altra strada per proseguire. Se non ci sforziamo di evangelizzare, testimoniando l’amore e dicendo sempre la verità, il piano della rivoluzione globale procederà.

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51 Commenti

  1. beppe scrive:

    il problema è il potere. oggi i popoli non hanno nessun potere. anche votare è una illusione. hanno più potere ad es. le brave casalinghe del MOICA di brescia che con i soldi che arrivano ( chissà come mai ) anche dalle regioni possono inaugurare con battage televisivo tantissime iniziative a favore ( guarda un po’) delle donne immigrate, con perfino un corso con annesso concorso, di FOTOGRAFIA. chiedete ai nostri anziani e pensionati come si sentono! e fategli fare una bella foto dalla vincitrice marocchina.

  2. giuliano scrive:

    questa ri-evangelizzazione avrà bisogno di secoli, intanto gli islamici sono tra noi e pretendono le moschee che i vermi rossi concedono e, tanto per gradire, nelle scuole si rovinano le menti dei ragazzi sempre ad opera dei vermi rossi. Il problema immediato è che fare ?? una vipera che circoli per casa la si cerca e la si ammazza anche se è bellissima e con colori dell’arcobaleno

    • mike scrive:

      gli islamici sono si tra noi, e prolificano pure. e noi ci arrabbiano col gender ma in modo assurdo. … alla fine tutta questa gente genderista vorrà capirci qualcosa. non basterà come una volta dire loro di vivere in castità o consacrarsi. si arriverà, se mai ci si arriverà, al punto che vorranno una risposta ad una domanda, o tre. quali? ecco: ci si nasce o ci si diventa? se ci si diventa, in che modo? se ci si diventa, come mai in 2000 anni non lo avete detto? mi sa che si spiega l’espressione seria nel volto del papa. ha questa e pure altre gatte da pelare. e pelale un pò!
      più che ri-evangelizzazione servono ri-sposte.

  3. Filomena scrive:

    Autorità e amore ossia il bastone e la carota significa paternalismo se vogliamo chiamare le cose col suo nome. Ora io non credo che nessuno con un minimo di intelligenza voglia questo tipo di sudditanza, neppure se si tratta di sudditanza a una qualsiasi forma di divinità. Essere sudditi significa abdicare a se stessi e questo vuol dire considerare l’umanità di ben scarso valore se ognuno di noi deve sottostare a “un progetto” deciso da Altri. È questa la ragione per cui le volontà divine sono sempre meno condivise e il cattolicesimo in Europa ha lasciato il posto ai diritti umani. Il cattolicesimo nei confronti dell’uomo non concepisce diritti ma gentili concessioni dettate dall’autorità di Dio che può disporre arbitrariamente dell’uomo. Ecco io credo che questa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno come umanità. Poi possiamo discutere tra posizioni contrapposte rispetto ai temi esistenziali e il risultato dovrebbe essere frutto di un compromesso ma è altra cosa dal farcelo piovere sulla testa senza la possibilità di valutarlo criticamente considerandolo una verità rivelata. Possibile che non si possa intervistare un antropologo che metta da parte le sue personali convinzioni religiose che con la realtà dei fatti non ha nulla a che vedere?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Filomena, per compassione ti faccio presente che, ogni volta che intervieni per declamare la tiritera dei tuoi slogan fondati sulla disinformazione più grossolana, ottieni l’effetto di alimentare tra i cristiani il sospetto che la mancanza di fede sia dovuta sostanzialmente all’ignoranza delle persone.
      Siccome questa convinzione, di per sé, è un tantino fuorviante, ti pregherei di limitare i tuoi interventi ad argomenti su cui ti senti veramente di avere qualcosa da dire senza generare l’ilarità generale.

      • Paolo scrive:

        Brutto vero sig. Stoppani non avere argomenti con cui rispondere? Non riesce neanche a generare ilarità…non è obbligato lo Sto arrivando! vero a rispondere?

        • Giannino Stoppani scrive:

          Alle bischerate che vi inculcano lorsignori non è difficile, neanche per il più ebete degli utili idioti, se davvero lo vuole, rintracciare, su questo e su altri siti, puntuali esaurienti e argomentate repliche scritte da gente più volenterosa e compassionevole del sottoscritto.
          Peccherò di superbia ma non ritengo necessario rispondere a tono ogni volta che un ciuco raglia.
          Ma per te, come vedi, ho fatto un’eccezione… Contento?!

        • Toni scrive:

          Perché nel post di Filomena ha visto argomenti? Certo per chi crede che ha diritto a matrimoni e figli … copulando tra maschi …. ogni sciocchezza può avere valore. Le svelo una cosa…. ai suoi interventi… arrivano 9 volte su 10 … le risposte di Giannino Stoppani, io le attendo perché sono perfette, tagliate a misura per lei.

      • Filippo81 scrive:

        Hai ragione Giannino, i trolls che scrivono su Tempi sono ormai letteralmente patetici.Possiamo solo compatirli.

    • Alessandro scrive:

      Buona sera! Da cristiano non credo che “sudditanza” sia il termine più appropriato per descrivere il rapporto tra i battezzati e Dio: semmai è da ricercarsi nell’amore sia da parte di Dio che da parte del cristiano. Come un padre Dio infatti ci ama al punto da morire sull croce per tutti noi e per redimerci dai nostri peccati! E come un padre amorevole cerca di indicarci la strada, sa quello che è giusto per noi. Viceversa il battezzato ricambia con amore filiare verso il padre, con immensa gratitudine per averlo creato in quanto altrimenti mai sarebbe venuto ad esistenza e per il sacrificio che ha fatto per noi. Questo è il concetto reso dal termine greco “agape”. Subordinazione mi sembra più appropriato alla religione islamica dove spesso ricorre il titolo ‘abdallah schiavo di Dio. Dio non ci vuole sudditi anzi: ci ha creati LIBERI dandoci la possibilità di scegliare tra il bene e il male, è importante questo punto, altrimenti non ci avrebbe dato il libero arbitrio, il sacrificio di Cristo sarebbe stato inutile e non avrebbe nessun valore ciò che facciamo di buono!
      Per quanto riguarda il rapporto con il “mondo” è vero il Cristianesimo ha sempre avuto un atteggiamento di disincanto perché l’uomo è un essere imperfetto e inevitabilmente tendente al male: solo Dio può realizzare la piena giustizia. Questo a mio avviso è un atto di onestà intellettuale: più volte nella storia uomini si sono proclamati perfetti e disegnato “utopie” che avrebbero costruito un mondo perfetto ma dove hanno portato questi disegni? Illuminismo, nazionalismo, comunismo, fascismo, democrazia sono forse società perfette dove regna la giustizia?
      No perché tutti pecchiamo e l’unico vero “buono” è Dio

    • Alessandro scrive:

      Se in Europa succede quanto dici è perché gli uomini si stanno ribellando di nuovo a Dio, non è una novità è successo continuamente, anche prima delle rivoluzioni illuministe. Questo perché Satana ci tenta continuamente alla ribellione contro il Padre per trascinarci all’inferno facendoci credere cose sbagliate e avendo in odio Dio (non sia mai!). Lui ci invidia perché è perduto, non conosce l’amore di Dio e vuole che anche noi c’è ne priviamo!
      La democrazia e i “diritti umani” sarebbe incompatibili con il Cristianesimo? A mio avviso no: un popolo cristiano, istruito nella Parola di Dio non potrà che realizzare un ordinamento che rispetti il più possibile i suoi comandamenti, tenuto anche conto di ciò che ho scritto prima e che Dio stesso ha diviso il Suo regno dalla sfera che spetta all’uomo quindi non ha imposto come nell’Islam una minuziosa legislazione ma soltanto regole morali cui tutti i figli di Dio devono attentersi, ben sapendo che mai potrà l’uomo realizzare una giustizia perfetta nemmeno se fornito da Dio stesso di comandamenti letterali e ogni tentativo di far ciò comporterebbe inevitabilmente distopie cui assistiamo oggi in molti paesi che sostengono di applicare la “legge di Dio”.
      Con affetto!

      • Filomena scrive:

        Questa Alessandro è la tua visione su cui io non ho da eccepire se non fosse che quel libero arbitrio di cui parli non viene nei fatti riconosciuto. Mi spiego. Nessuno vieta al cattolico di seguire la sua morale ma nel momento in cui cerca di imporre/convincere gli altri a seguire la sua strada per esempio cercando di influenzare la politica per fare leggi a cui poi sono sottoposti tutti i cittadini credenti e non, la liberta di scegliere se seguire la morale cattolica va come dire “a farsi benedire”. Esempio: il divorzio breve. Nessuno vieta al cattolico di considerare il matrimonio indissolubile ma questo non significa che tutti lo debbano fare. In questo caso il credente sarebbe libero di seguire o meno le sue inclinazioni, ma il non credente sarebbe costretto a fare scelte che non condivide.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Secondo la mia arcaica morale cattolica non è bello prendere a calci nelle già da tempo devastate terga tutti quelli che si firmano Filomena, ergo, se per avventura qualcuno manifestasse l’intenzione di farlo, secondo te io dovrei tenere i miei arcaici principi per me limitandomi a pensare ai casi miei…

          • Filomena scrive:

            Anche sorvolando sul fatto che tu malgrado la tua arcaica morale cattolica prendi metaforicamente ma sistematicamente a calci tutte le Filomene che non ti danno ragione, non si capisce cosa c’entri tutto ciò con l’indissolubilità del matrimonio e il divorzio breve. Dunque forse è meglio che ti limiti a pensare ai casi tuoi….

            • Toni scrive:

              L’indissolubilità del matrimonio è roba cattolica. E’ una cosa importante che tu non mi pare puoi/vuoi apprezzare ….
              L’avversione al divorzio breve nasce per resistere alla banalizzazione del matrimonio che è stata portata avanti da gente che ha lavorato solo in maniera antiumana.
              La necessita di difendere il matrimonio, di cui l’avversione al divorzio breve è solo un aspetto, è perché l’essere umano ha per natura bisogno di un rapporto serio ed importante con la vita, come pure la società. I giocherelloni, quelli “de panza” queste cose non le capiscono. E proporre alle persone una visione alternativa al “vuoto” lo considerano “imporre/convincere” .

              • Filomena scrive:

                Vedi Toni, la mia non vuole essere una provocazione, anzi vorrei proprio ragionare con pacatezza. A proposito di linguaggio perché usare sempre e comunque Toni così apocalittici e portare sempre tutto alle estreme conseguenze? Le persone non sono menti semplici che funzionano come un interruttore on-off, buoni o cattivi e a seconda del segno più o meno, diventano buoni o cattivi. In realtà la maggior parte delle persone è sia buona che cattiva e più in generale complessa, contraddittoria. In una situazione si può essere giocherellone “de pranza” e in un’altra molto seri e responsabili. È altrettanto vero poi non sempre c’è un rapporto di causa effetto nelle azioni che vengono messe in atto. Alla fine tutto sommato sarebbe anche forse tutto molto più semplice se le nostre azioni fossero sempre prevedibili però lasciatemelo dire anche molto più noioso. Voi dite che vi limitate a proporre certe cose ma in effetti volete togliere la possibilità alle persone di scegliere come vivere e anche di poter cambiare idea nella vita, sarebbe sciocco farlo un si è un giorno anche, ma non si può pensare che una volta presa una strada non si possa cambiarla se ci si rende conto di aver sbagliato direzione. Poi per carità se una persona pensa di dover continuare anche se si accorge di aver sbagliato nessuno mai glielo impedirà. Ma lasciate agli altri il libero arbitrio di cui tanto vi riempite la bocca. A chi crede nel indissolubilità del matrimonio, il divorzio breve o lungo che sia nulla toglie perché nessuno sarà mai costretto da una legge a divorziare e io sarei la prima a difendere questo vostro diritto ma lasciate che gli altri possano avere altre possibilità di scelta se lo ritengono opportuno.
                E questo te lo dico veramente sommessamente senza voler scatenate le ire solite, ma cercando di dare a ciò il peso che effettivamente ha in rapporto a tanti altri fatti della vita qualche volta ben più gravi e spesso questi si veramente anti umani dove investire tutte le nostre energie per combatterli. E lo dico da persona che ha visto situazioni gravi di sofferenza e di malattia invalidante che considero anti umane. E con questo non credere (perché già tu lo farai) che io sia a favore dell’ eutanasia, viceversa lo dico perché non dobbiamo mai rassegnarci a combattere le malattie e la non autonomia che esse spesso determinano.

                • Toni scrive:

                  @Filomena
                  Assolutamente no… questa è una balla , è pure grossa! Le persone non sono entità astratte come sostieni tu (“In una situazione si può essere giocherellone “de pranza” e in un’altra molto seri e responsabili”), non in particolare nelle situazioni morali. Prendo ad esempio te: sei a favore dell’aborto ( perdonami è una tua costante esistenziale)…. non senti come donna interesse ad avere i bambini…. entrambe le premesse ti potano ad essere favorevole alle adozioni a favore dei gay. I sentimenti, quelli dominanti, hanno connessioni in tutte le cose.
                  Sono molto pacato.

                  • Toni scrive:

                    Filomena
                    Dimenticavo…. sul divorzio breve, ho espresso ieri le mie opinioni, nella relativa discussione (ancora rintracciabile). Beno o male, che ho scritto, rilevo che certe posizioni (come quelle espresse ora) le trovo superficiali e si basano sul presupposto di cambiare il significato alle cose a capriccio. Nel fare questo omettete che già il non sistema consente altre forme di convivenza, da vivere in maniera libera, rispettando la precarietà che si è scelto di avere.
                    Nella vita possono esistere cose serie? Che chiedono impegno, costanza e disciplina? Il matrimonio ha delle caratteristiche serie, è per chi (liberamente!!!) lo sceglie.
                    Quelli “de panza” del “ma che ce fa”… del “facciamo come ce pare” in tutto , democraticamente (naturalmente quella razza di democrazia che credi tu) lo vogliono trasformare a propria misura.
                    Nell’ottica che il matrimonio serve all’uomo (come singolo e società) si può tentare, democraticamente, di difenderlo per non metterlo in mano a giocherelloni immaturi (figli della cultura come la tua).

            • Giannino Stoppani scrive:

              Ma caro Filomena, se non ti ricordi neanche quello che hai scritto te per forza poi non capisci “cosa c’entri”:
              “Nessuno vieta al cattolico di seguire la sua morale ma nel momento in cui cerca di imporre/convincere gli altri a seguire la sua strada per esempio cercando di influenzare la politica per fare leggi a cui poi sono sottoposti tutti i cittadini credenti e non, la liberta di scegliere se seguire la morale cattolica va come dire “a farsi benedire”.”
              Pertanto se tu mi inviti a seguire la mia morale disinteressandomi di quello che fanno gli altri, allora se qualcuno che non segue la morale cattolica sostiene che è giusto prendere i Filomeni vari a calci dove non batte il sole (ma forse nel tuo caso ci batte)…
              Quanto ai miei calci metaforici, non credo ci sia da attendersi di meglio da un ciuco come me.

              • Filomena scrive:

                Io non so se sei un ciuco o no, ma sicuramente sei contraddittorio e per uno la cui morale è “la retta via” significa solo parlare bene e razzolare male, come tutti quanti del resto ovviamente. Dunque per questo, se poi non sei alla fine coerente è meglio non fare tanti proclami di seguire la giusta morale perché ci perdi in credibilità. Dunque per questo ti ho detto che è meglio che pensi ai casi tuoi….

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Purtroppo per te il cristianesimo è esattamente l’opposto che farsi i casi propri.
                  Hai persa l’ennesima occasione di evitare la figura dell’ignorante.

        • Alessandro scrive:

          Ho letto la tua risposta Filomena e capisco cosa intendi dire. A mio avviso c’è però una contraddizione in questo modo di vedere le cose. Se per qualcuno una cosa è sbagliata, questi cercherà di convincere gli altri della propria opinione e voterà secondo coscienza, non credo si possa dire a un cattolico: “vota per il divorzio perché non sarai tu ad usufruirne”. Se una persona reputa sbagliato qualcosa non può incoraggiare qualcun altro a farla, non può giustificarsi dicendo ad esempio “consento l’aborto tanto io non lo pratico e ognuno se la vedrà da solo con Dio se ne ha uno”. Gli sembrerebbe di incorraggiare altre nell’errore. Credo che sia normale e ovvio un tale atteggiamento che vale per tutti: non si può andare contro la propria coscienza.
          Nella dialettica democratica è comune il confronto tra posizioni diverse, perché quelle cattoliche non dovrebbero avere cittadinanza? Poi è evidente che le leggi in una nazione libera e democratica rispecchieranno la volontà della maggioranza ma non si può impedire in nome della “laicità” ai cattolici di sostenere le proprie posizioni e di portare avanti i propri programmi politici. Anche se ragionassimo in termini puramente relativistici il cattolicesimo non sarebbe altro che una tra i tanti “sistemi di pensiero” che esistono nell’Italia di oggi al pari del liberalismo o del buddismo.
          Ripeto se la nostra fosse veramente una nazione cattolica non sarebbero mai state approvate certe leggi perché le leggi servono a garantire un accettabile grado di giustizia ma il metro per misurare la “giustezza” di una legge lo dà la coscienza degli uomini, su cui influiscono le convinzioni personali. La democrazia fissa la regola della maggioranza per cui anche in uno Stato democratico le leggi rispecchieranno la religiosità di un popolo.
          Cari saluti!

          • Alda scrive:

            Il problema è che la vostre visioni non vi limitate ad esporle ma a pretendere che diventino legge obbligatoria per tutti, anche per chi non le condivide su aspetti del tutto personali della vita.

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      Io penso che tu sia un suddito. E proprio nel senso più deleterio del termine. Ricordi nelle espressioni la mediocre propaganda sovietica. La parte dove hai una felice intuizione è buona sola per rivolgerla a te stessa. E’ questa: “Essere sudditi significa abdicare a se stessi e questo vuol dire considerare l’umanità di ben scarso valore se ognuno di noi deve sottostare a “un progetto” deciso da altri”.(altri….minuscolo) si….è la mia preferita. Tu consideri l’umanità senza valore !
      Non mancano le sciocchezze d’impeto : “Il cattolicesimo nei confronti dell’uomo non concepisce diritti ma gentili concessioni dettate dall’autorità di Dio che può disporre arbitrariamente dell’uomo.”
      Nel cattolicesimo non c’è nessuna gentile concessione ….. l’uomo ha valore in se . Dio, l’Infinito, lo “ama” (non gli da spiccioli) per Lui è un figlio. Chiosi, dopo aver sputacchiato ai cattolici (ebeti e bigotti) con la solita minchiata : “Poi possiamo discutere tra posizioni contrapposte rispetto ai temi esistenziali e il risultato dovrebbe essere frutto di un compromesso….” Il compromesso, ….il compromesso con le porcherie che sostenete……. ma fammi il piacere!!!

    • Toni scrive:

      @Filomena
      Forse mi hanno censurato un post. Forse hanno fatto bene. Ma quando scrivi “educatamente” cose da schifo… dileggi ..e chiosi con stupidaggini (“il compromesso”) ti meriti metaforiche legnate …. e pure calci.

      • lucllo scrive:

        @Toni
        OT sull’argomento
        Ho letto alcune tue sollecitazioni e varie volte le mie risposte sono state bloccate… anche pacatissime e quando ero sostanzialmente d’accordo con te (Nietzsche).
        Mi sembra che su alcuni argomenti sono bloccato da subito (avranno messo in chiave il io ip con alcuni termini sensibili?) – a volte dopo 1 o 2 interventi a prescindere dal contenuto – a volte la bannata dura qualche ora, a volte è più lunga.
        Ho approfittato per farti sapere… ammesso che questo post passi.

        • Toni scrive:

          @ Lucillo
          Ok, non mancheranno occasioni per discutere.

          • giovanna scrive:

            Senti, Lucillo, ormai mi sono presa questo compito, volontariamente e gratis !, di spiegare che non sono i “tuoi” interventi ad essere bloccati , in quanto “tuoi”, ma tutti gli interventi con parole chiave che tentano di individuare post passibili di eccessi verbali.
            Per esempio, se uno scrive ped…ofili o simili più volte, benché magari l’intervento sia pacatissimo, viene bloccato.
            Per quanto tempo viene bloccato dipende dal tempo che ha la redazione per vagliare e pubblicare poi.
            Per esempio, a me si bloccano il 25% degli interventi ( circa ! ), ma poi vengono pubblicati tutti. Nel fine settimana tocca aspettare di più.
            Ti consiglio di calibrare i termini “sensibili “, oppure di usare dei puntini che spezzino le parole, o ancora limare il possibile : non ti consiglio certo di aggirare le regole di civiltà che molti in passato hanno superato con best..emmie ecc, ma non credo che tu possa correre questo pericolo, data la sostanziale innocuità e vacuità e inutilità dei tuoi interventi !

            • lucllo scrive:

              A parte la ca..ta finale che hai scritto, credo che le che non stiano così; anche io ho avuto questo sospetto, ma controllando bene i termini che dovrebbero essere “sensibili” erano già usati in pari o maggiore quantità d altri. Poi ho provato a riscrivere l’intervento secondo la tecnica che dici tu: nessun risultato. Blocco anche su post SICURAMENTE inoffensivi, blocco immediato (non in attesa di moderazione).

              • giovanna scrive:

                Forse in questi giorni ci sono alcuni problemi in questo sito, ma alla fine, se non uno non best…emmia o simili, pubblicano tutto !
                E comunque, nel raro caso in cui non si arrivi alla pubblicazione, stai più che tranquillo, che non è per la forza dirompente dei tuoi post, ma al 100% per la combinazione di parole chiave o per problemi tecnici !
                Dai, va bene essere pieni di se stessi, ma bisogna conservare un minimo di obiettività ! :-)

    • Pascal scrive:

      Io vorrei capire capire perché ogni post di questa tizia riesce ad essere uno stupro mentale.

    • Tommasodaquino scrive:

      La REALTA’ è che DIO ESISTE. Questa è la realtà. La REALTA’ è che l’uomo è CREATURA. La REALTA’ è che ESISTE LA MORTE e l’umo deve farci i conti prima o poi nella vita. Esiste il dolore, e la ricerca della felicità cui questi suoi ragionamenti non sono in grado di rispondere. La verità esiste, e la realtà è verità. Lei applica la sua interpretazione sulla realtà, peccato che resti una sua interpretazione ed appunto non la verità.

  4. Donma scrive:

    Scendiamo in piazza il 5 ottobre. Non perdiamo questo appuntamento a livello nazionale. Diffondiamo, proponiamo, manifestiamo. Usciamo dal nichilismo imposto indicando la Via, la Verità, la Vita.

  5. Angelo scrive:

    Un’altra prova ai danni del femminismo. Qui, viene detto a chiare lettere ciò che ho sempre sostenuto ossia che il femminismo e le femministe sono strumenti del potere vero. Quindi, pur partendo da alcune giuste rivendicazioni in termini di diritti, il femminismo ha effettivamente contribuito allo sfacelo attuale.

    Mi chiedo quindi, quando pagheranno questi servi del Sistema? Quando saranno giustamente processati tutti quelli che pur sapendo i programmi dell’ONU in merito all’educazione hanno avallato con atti, leggi, proteste, chiaramente nati con un secondo fine che non ha niente di nobile e niente di umano? Quando i centri femministi (diventati strumento “accademico” per la giustificazione dei più abietti e ignobili progetti) saranno chiusi e le femministe reputate e valutate per le loro azioni? Quando giustamente alcune femministe “pro gender” saranno associate al movimento pedofilo? Quando i teorici del genere pagheranno per le turbe psicologiche instillate con la scusa dell’omofobia nelle menti dei bimbi? Quando gli “accademici” francesi saranno processati per aver ritenuto “giusto” un libro pedopornografico come quello che volevano, di nascosto, passare nelle scuole dell’infanzia francese?
    Io spero presto. Perchè non ci sarà pace senza giustizia. E non vorrei che le femministe si riciclassero come avvenne per i fascisti dopo l’8 settembre 1943…

    • lucillo scrive:

      Quando?
      Quando arriverà anche qui il califfato!
      O quando quelli come te ne faranno uno autoctono.

      • Angelo scrive:

        Vedi Lucillo, la tua capacità di comprensione è assai carente. Io non voglio nessun califfato, io vorrei un po’ di giustizia. Vorrei che i giudici di Mani Pulite dicessero il perchè del loro scarso impegno contro un determinato partito che poi è diventato “collaborativo” in certi episodi “chiave”. Vorrei che chi predica la separazione, l’odio, mascherandosi dietro “i diritti civili” dicesse veramente il suo pensiero e la sua ideologia. Vorrei vedere, infine, che un Lucillo, ripetibile e osservabile su molti forum, si elevi dalla sua condizione mentale e cominci a ragionare utilizzando la logica, l’etica e la memoria.
        Vorrei cose semplici. Ma se ti fa piacere diventare un ingranaggio acritico, non potrò impedirtelo.
        Forse, e ripeto forse, è vera la frase :” Ognuno ha la libertà che si merita”.

        • lucillo scrive:

          Molti forum?
          Al massimo un paio, e quasi sempre su temi assai differenti.

          Ho iniziato ad usare coscientemente logica etica e memoria esattamente 40 anni fa, guarda caso quando sono “sfuggito” alla mia famiglia ipercattolica. Per altri 8 anni sono però rimasto all’interno dello stesso sistema (ingranaggio?) di valori, sebbene in modo critico (ok: sono un po’ lento). Per altri 6 anni ho “girovagato” intellettualmente. Poi, avendo fatto un paio di figli, ho dovuto assumermi la responsabilità di operare scelte precise, anche se dinamiche. Ed eccomi qui.

          • Toni scrive:

            @Lucillo

            Cosa vuoi dire quando scrivi “Quando arriverà anche qui il califfato!” ?
            Solo sarcasmo?

            • lucillo scrive:

              Si, mica posso scrivere sempre e solo cose profondissime!
              Capisci che quando in un dibattito culturale uno ha come criterio principale invocare la magistratura in attesa della giustizia divina non si può che usare argomentazioni flash e pepate.

              • Toni scrive:

                Vabbè, …non voglio metterti stress. Ma Angelo sostiene in fondo, che aldilà delle ,apparenze di certi progressisti …cercatori di diritti, ci può essere altro… servilismo. E’ cosa da scartare? Non è una ipotesi interessante?
                Per me è una l’opportunità unica fare una domanda del genere ad una persona che da 40 anni ha iniziato ad usare “coscientemente logica etica e memoria”.
                Ma se lo vuoi…. figurati se insisto….

                • lucillo scrive:

                  Ma si, è logico e normale che ci sia qualcuno che si mette a naso all’insù per sentire che aria tira e prova a stare intruppato; succede sempre e su tante cose. Per esempio molti annusatori dell’amico delle nipoti di Mubarak (non posso mettere il nome, ho installato antivirus specifico sul mio pc che converte la parola in una serie di improperi) ora annusano il bulletto di Firenze.
                  Quindi a mio giudizio è una ipotesi da non scartare, ma non interessante.

                  Sul resto non mi sottraggo. Anzi: dopo aver pubblicato questo post, se passa, provo a pubblicare qui la risposta su Nietzsche.. se passa!

                  • lucillo scrive:

                    Forse il sistema confonde s u p e r o m i n i s m o con s u p e r o m o s e s s u a l i s m o.

                    • Toni scrive:

                      Metti Superman

                    • Angelo scrive:

                      @ Lucillo
                      Dopo aver “giocato”, dopo aver manifestato il suo antiberlusconismo, perchè non si mette un po’ a studiare la storia recente dell’Italia?
                      Perchè dovrebbe conoscere la storia del signore che la fa tanto imbestialire e notare che certe inchieste scattano o si “riattivano”, CASUALMENTE, quando certe personalità politiche fanno certe scelte…
                      Dato che non sarà molto preparato su questo argomento, le faccio notare il nesso tra caduta di B. e il suo precedente incontro con Putin dove si parlava di un certo “South Stream” (50% Eni 50% Gazprom). Identica sorta è “capitata” con chi, contravvenendo agli ordini del (suo) padrone d’oltreoceano, si è recato in Russia (Enrico Letta, poi defenestrato dal giullare Fiorentino).
                      Così come dovrebbe notare la “coincidenza” di una certa Mogherini, che passando da un’opinione non filoucraina ad una filoamericana, riesce “a convincere” il resto dell’Europa e diventa “la signora PESC”.
                      Forza signor Lucillo, si sforzi e si informi.

                  • Toni scrive:

                    Io onestamente lo trovo molto interessante. Senza andare lontano, è straordinario pensare che si accetta supinamente, che un organismo burocratico (la Commissione Europea… che a sua ) mette nel sacco non solo un parlamento europeo (cosa da burla) e che cosa peggio si impone sulle singole nazioni limitando la sovranità di queste. Ma la cosa particolarmente gustosa è che tanti, molti anche tra quelli che scrivano, plaudano ad ogni iniziativa che vada in direzione dei loro desideri, tralasciano l’aspetto che ogni democrazia parte dal basso. Per questo sostengo che in fondo sono per il totalitarismo sebbene lo stesso oggi si presenta in una forma evoluta.

                    • Toni scrive:

                      completo: (la Commissione Europea… che a sua volta a chi risponde? ricordi una vecchia intervista di Prodi a Report ?…. c’è anche una bella dichiarazione di Monti sul web … quindi niente maniaci del complottismo)

                    • Angelo scrive:

                      @ Toni
                      Non solo “accettano supinamente”, ma addirittura esultano fuori i palazzi del potere quando la democrazia viene fatta saltare e mettono un rettore della Bocconi imposto da un governo non eletto (Commissione europea su ordine americano).
                      Adesso sarebbe belli incontrarli nuovamente, ma suppongo si siano riciclati come ingranaggi urlanti/scodinzolanti delle manifestazioni LGBT…
                      “Incontrarli” è riferito a questi qui che nel novembre 2011 esultarono per la cancellazione della democrazia in Italia (era un quasi simulacro ormai, però esultare per una dittatura…).
                      Ecco il link
                      http://www.youtube.com/watch?v=fN_A38k_o24

                    • Toni scrive:

                      Angelo
                      vengono a scrivere qui per darsi l’aria di essere avanti, progressisti, addirittura rivoluzionari (rispetto a chiusi bigotti) ostentando anche un certo razzismo etico sul pensiero altrui. Ma altro non sono che funzionali ad un sistema a cui servono confezionati in tale modo.

  6. VALERIA VIVIANI scrive:

    Ho trovato questo articolo meraviglioso….abbiamo bisogno di voci autorevoli che ci sostengano nella nostra lotta quotidiana contro queste tristissime derive:mia figlia fa la quinta elementare e domani dovrò parlare con gli altri genitori e poi con la sua insegnante ,che fra i progetti di quest’anno ci ha proposto”CITTADINANZA DI GENERE”,a cura di un circolo strafemminista della mia povera città ,Siena…dovrò cercare di informarli e svegliarli dal loro torpore e disinteresse !

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