Provateci voi a fregare Mourinho

Difficile prendere in castagna José Mourinho. Durante una conferenza stampa prima della partita dei quarti di finale di Champions League, un giornalista ha osato porre una domanda su una delle scelte più contestate dell’ex ct dell’Inter: l’esclusione dall’undici titolare di Iker Casillas, bandiera dei blancos, portiere e capitano della nazionale, che lo Special One lascia poltrire in panchina preferendogli il mediocre Diego Lopez. Casillas, dicono i bene informati, è finito in panca per una ragione molto semplice: fu lui a spifferare i guai dello spogliatoio alla stampa (la sua fidanzata è la giornalista Sara Carbonero). Il giornalista, dunque, noto amico di Casillas, osa chiedere al ct il perché della sua scelta, visto che «sono sette partite consecutive che la squadra incassa gol. Come mai? La preoccupa?». È a quel punto che lo Special One inizia a rispondere, estraendo dalla tasca un foglietto: «Io lo attribuisco come sempre o quasi sempre al rendimento della squadra e soprattutto in questa situazione in cui il portiere sta avendo prestazioni che sono criticate solo da qualcuno che non è imparziale. Questo è. Per esempio io ho qui alcune sue parole di qualche anno fa dove scriveva: “Il giocatore X gioca per decreto. È un dilemma che non ha fine. Non accetto titolari per decreto o che un giocatore giochi per forza indipendentemente dalla sua condizione fisica. Un allenatore che concede questo privilegio pregiudica il giocatore. Non si può fare di un giocatore un giocatore titolare in virtù del suo status. Il Palmares non fa la formazione. Non succede nulla se si fa giocare chi sta meglio. Nel Real Madrid non si può far giocare un giocatore per scelta politica; si deve lottare per ogni trofeo con i giocatori più in forma, non con chi ha un curriculum più lungo”. E mi fermo qui perchè tutti voi sapete di non essere imparziali nelle vostre analisi».

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