L’onestà in politica secondo quel bullo di Grillo

Durante la sua intervista a Porta a Porta, Beppe Grillo ha citato a sproposito Benedetto Croce, cercando così di nobilitare la sua rivoluzione e certe sue pericolose idee sui processi on line ai politici. Nel video che pubblichiamo in questa pagina, Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, spiega la puerilità delle affermazioni del leader M5S. Oggi, su Libero, anche Corrado Ocone commenta la sparata del comico, facendo notare che, al contrario di quel che pensa Grillo, Benedetto Croce era una campione di realismo politico. Tanto che intendeva la politica come lotta «”di maliziosi contro maliziosi, maligni contro maligni, e imbroglioni contro imbroglioni”. Ed è giusto che sia così: “non c’è altro modo di risolvere le faccende umane”. Chi ne ha ribrezzo se tenga lontano, “così come chi ha ripugnanza per i cadaveri non assume il mestiere di becchino; e i becchini sono pur necessari”. Ma soprattutto Grillo non sa che Croce intendeva l’onestà del politico in modo del tutto diverso da come egli pensa: “l’onestà in politica – egli scriveva – non è altro che la capacità politica, come l’onestà del medico e del chirurgo è la sua capacità di medico e chirurgo, che non rovina e assassina la gente con la propria inspienza condita di buone intenzioni”»

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