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Omofobia. La puntata di Uno Mattina

settembre 12, 2013

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7 Commenti

  1. Gmtubini says:

    La conduttrice esordisce con questo straordinario incipit:
    “Non si può fare finta che NON ESISTE un problema di accettazione…”
    CIUCA!

    • cornacchia says:

      ???
      Non è proprio l’accettazione ciò che voi ritenete superfluo perseguire, in quanto già ampiamente raggiunta?

      • Gmtubini says:

        In verità io volevo solo rilevare che la dotta signorina avrebbe dovuto dire:
        “Non si può fare finta che NON ESISTA un problema di accettazione…”

        • cornacchia says:

          Si, va beh…ma direi che la sostanza sia più importante della forma.
          Che l’accettazione dell’omosessualità (attenzione: l’ACCETTAZIONE, non l’APPROVAZIONE) non sia un obiettivo raggiunto è un dato di fatto. E molti commenti che appaiono in questo sito lo dimostrano.
          E non si dica che l’unico motivo d’avversione riguarda il matrimonio gay perché se l’omofobia sparisse, nel senso che l’omosessualità venisse vissuta liberamente e tranquillamente, al pari dell’eterosessualit, scomparirebbe anche la richiesta assurda di introduzione del matrimonio gay.

          • Gmtubini says:

            Non sono un filosofo e quindi non so dire se la sostanza sia più importante della forma.
            Il fatto è che tu hai risposto a un mio intervento che aveva per oggetto la coniugazione di un verbo parlandomi, invece, della coniugazione degli omosessuali tra loro.
            Cosa ti dovrei rispondere io, a questo punto?
            Mah!
            Secondo me l’omofobia è ineliminabile dal momento che in parte essa funziona da capro espiatorio.
            Ovvero siccome è ineliminabile il disagio degli omosessuali che continuerà sempre ad affiorare dal profondo della loro coscienza, è parimenti ineliminabile il “bisogno” di trovare qualcosa a cui dare la colpa.

            • cornacchia says:

              In parte sono d’accordo con te.
              Ma questo avviene anche negli eterosessuali, ma, in quel caso, i sensi di colpa non vengono imputati alla società perché, nella società, di eterofobia non v’è traccia.
              Non giurerei altrettanto sull’omofobia sociale.

              Volevo capire una cosa (in totale buona fede e senza doppi fini, eh?!).
              Dire che l’omosessualità è anormale, secondo Te, è un’offesa ed implica delle penalizzazioni rispetto alla normalità oppure è come dire che avere le orecchie a sventola o gli occhi di colore diverso gli uni dagli altri è una stranezza della natura, inidonea a giustificare qualsivoglia discriminazione?

              A mio avviso, la risposta giusta è la seconda. Quindi, non capisco tutto questo baccano (da parte degli uni, quanto degli altri), sulla supposta anormalità omosessuale.

  2. Maria Teresa says:

    Che si voglia far passare l’omosessualità per situazione non patologica non risolverà certo i problemi di chi in tale situazione si trova. Il povero papa Francesco viene strumentalizzato più per cosa non ha detto che per quello che ha detto. Certo che nessuno può essere giudicato per le sue pulsioni e affezioni, se la sua ricerca di Dio è sincera ed autentica. Questo non significa, ad esempio, che la sodomia et similia siano virtù da apprezzare e da incoraggiare.Quanto poi a matrimoni gay.. il confronto tra chi li propone e chi li trova assurdi è impossibile:l’evidenza negata non può affrontare contenziosi di sorta. Si stanno cucendo vestiti nuovi all’imperatore e i bambini non sono ammessi alla prova, perchè, appunto, il re è nudo.

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