Macao, pseudo rivoluzionari griffati Apple

Uno sgombero ha posto la parola fine al caso Macao. E alla protesta creativa dei lavoratori dell’arte, che hanno occupato prima la Torre Galfa (proprietà di Salvatore Ligresti, vuota da una decina d’anni) e in seguito Palazzo Citterio, a Brera. Se inizialmente l’assessore alla cultura Stefano Boeri aveva applaudito alle istanze di Macao, dopo lo smacco all’ex Ansaldo il Comune ha cambiato opinione, bollando l’occupazione di via Brera come «un segnale pericoloso e un oggettivo ostacolo alla prosecuzione del progetto per restituire un bene pubblico alla città». Su Facebook la pagina del collettivo (che ha indetto il “silenzio stampa”) conta oltre 30.000 iscritti, ma l’entusiasmo iniziale dei milanesi si è rapidamente convertito in delusione.

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