Le mamme contro i punkabbestia

Gira in rete e piace il video della mamme contro il centro sociale Zam di Milano. Un gruppo di genitori ha prodotto e diffuso in rete un video in cui racconta il disagio di tante famiglie per la presenza del centro sociale in via Santa Croce, una zona centrale del capoluogo lombardo. Le mamme denunciano l’occupazione di una scuola elementare in disuso in cui gli abusivi hanno aperto una discoteca e un ristorante. Tutto in nero, ovviamente, perché, dicono i genitori, «nessuno scontrino viene emesso» e «vengono venduti alcolici ai minorenni». Il tutto nell’indifferenza generale: «Né il Comune, né il consiglio di zona, né il prefetto, né la guardia di finanza, né il vigili urbani intervengono, pur sollecitati da centinaia di chiamate». Così, le agguerrite mamme hanno deciso di prendere loro l’iniziativa e hanno realizzato un video per raccontare che nel parco frequentato dai loro figli si spaccia droga e si reca disagio ai residenti. Il video, come hanno spiegato, «sposa kitsch, trash e parodia. Un video musicale che assembla un cartone animato bolscevico degli anni di Stalin alle dida di un film muto anni 20 e a sei video kitsch con balletto di stangone di un gruppo pop russo sottoculturale. Un jingle unisce i vari girati – balletto, canzone, cartoon – e apre la discussione: chi paga la luce alla multisala Zam? Chi deturpa una piazza medievale con murales pacchiani?».

Il testo della canzone “Basta Zam”:

A Milano c’è il tam tam, che si fa dopo la Scala? Si va a cena dallo Zam, nel quartiere della mala

Ed allora prendo il tram, che menu c’è questa sera? Non è il solito tran tran, involtini pattumiera.
Vien dal Lambro ‘sto caviale, gusto tifo petecchiale. Sa di verme ‘sto bollito, cameriere a me un chupito.
La discarica dà il pollo allevato con benzina. Lo spumante sa d’ammollo, succo d’uva di latrina.
Caro chef, che cosa abbian di diverso questa sera? La cucina dello Zam ti propone un bel colera.
E ci vuole un bel coraggio ad andare lì per cena con compare scarafaggio che nel brodo si dimena.
Il ripieno alle lasagne col roastbeef di pantegana, sgombro fresco delle fogne, cozze delle Martesana,
pomodori di ruera con ascelle di maiale. Non mangiarle, questa sera infezione intestinale.
Col topastro fatto al forno e ragù di pipistrello del lambrusco? Sì un bel corno, l’indomani viene il bello.
Il pasticcio di diossina, le zanzare per soffritto, sei costretto alla mattina andar dritto al gabinetto.
Nel risotto c’era un sorcio e un calzino tutto sporco. DDT nel vin brulè, ‘na lucertola nel tè.
Infezione galoppante. Fermo un ghisa: “io me moro”. Lui risponde tollerante: “Sono posti di lavoro.
Sì, lo so, avete ragione. È la legge di Al Capone. Care mamme non possiamo dare multe a questo Zam”.
E l’assessore viene di notte del bon ton lui se ne fotte, ha un’idea balzana in testa dare il parco ai punkabbestia
poi aprire ‘sta osteria dove vendono la maria e propone, dura minga, lo spinello per merenda.
Mica vendon caramelle, chiede un whisky un minorenne. Qui c’è solo un gran casino! Mica danno lo scontrino.
Ne vedremo delle belle con le scope e le padelle. Ecco arrivano le mamme, dan manforte anche le nonne,
scappellotti, pim pum pam, tante sberle a questo Zam. Delle mamme c’è la ronda la canzone si diffonda…

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