«Fuori Leica dalla Cina!». Il coraggioso spot su Tienanmen

«La caccia»: è questo il titolo del bellissimo spot di Leica, azienda leader nella produzione di lenti e fotocamere, che ha sollevato in questi giorni un polverone senza precedenti in Cina. Il video rende onore ai fotografi che rischiano la vita per immortalare i grandi eventi della storia e la casa di produzione brasiliana, Stink, ha scelto come avvenimento principale dello spot realizzato per Leica il massacro di piazza Tienanmen, di cui ricorre quest’anno il trentesimo anniversario.

Nel filmato si vede infatti un fotografo straniero che il 4 giugno 1989 a Pechino, braccato dalle autorità comuniste, riesce a fotografare da una stanza d’albergo il famoso “Tank Man”: il cinese di cui non si conosce l’identità che il 5 giugno si parò davanti alla colonna dei carri armati per non farli passare.

Il tema è estremamente sensibile in Cina: il regime comunista vieta di parlare del massacro degli studenti da parte dell’esercito, impedisce di commemorare le vittime, arresta tutti gli attivisti e i dissidenti che chiedono al governo anche solo di ammettere le sue colpe e chiedere scusa, imponendo a 1,3 miliardi di cinesi di vivere nell’oblio e bloccando ogni ricerca su internet sul tema.

Leica, inoltre, non è un’azienda qualunque ma è quella che fornisce le lenti che il colosso tecnologico cinese Huawei monta sui suoi smartphone migliori. Su Weibo gli utenti si sono scatenati: «Leica è impazzita? Se vuole mettersi nei guai faccia pure, ma così trascinerà con sé anche Huawei», scrive uno. «Fuori Leica dalla Cina!», si infuria un altro. Tutte i post e le ricerche su Leica sono attualmente bloccate dalla censura in Cina.

Il South China Morning Post è riuscito a ottenere una dichiarazione ufficiale da un portavoce di Leica, che ha provato a cavarsela così: «Il video non è prodotto da Leica, che deve quindi prendere le distanze dai contenuti del video. Siamo spiacenti per ogni incomprensione o falsa conclusione che può essere tratta». Le scuse di Leica sono poco credibili: al termine del video infatti compare il logo del marchio europeo.

Le reazioni scoppiate in Cina non fanno che confermare quanto sia sensibile il tema, anche a 30 anni di distanza, e come il regime comunista non abbia alcuna intenzione di far conoscere ai suoi cittadini la verità. Commenta infatti laconico su Youtube un utente cinese: «Possiamo acquistare lo smartphone Huawei più costoso in circolazione, con le migliori lenti Leica, ma non ci permetteranno mai di vedere le foto del 4 giugno».