Costantino 313 d.C. Intervista al curatore Paolo Biscottini

È da oggi aperta al pubblico la mostra “Costantino 313 d.C” (Milano, Palazzo reale fino al 17 marzo 2013), per celebrare i 1.700 anni dall’editto di Milano con cui furono permessi nell’impero romano i culti che differivano dalla religione del dio-imperatore. «Ogni individuo non può fare a meno del senso religioso e l’editto di Milano segna l’inizio di una cultura occidentale fondata su una tolleranza intesa come rispetto del senso religioso», dice a tempi.it Paolo Biscottini, curatore della mostra e direttore del Museo diocesano. Oltre alla figura di Costantino si impone la presenza della madre Elena: «Santa della cristianità mandò al figlio il chiodo della Croce da mettere nell’elmo. Elena ha il senso dell’appartenenza del figlio ad una storia che si sta compiendo».
Già un primo successo si è raggiunto all’inaugurazione dove la fila per l’ingresso è arrivata fino a Piazza Duomo. Dopo Milano, la mostra farà tappa a Roma dal 27 marzo al 15 settembre al Colosseo e alla curia Iulia, per sottolineare l’importanza nell’Anno della fede dell’editto di Costantino.
La mostra si articola in sei sezioni che approfondiscono con più di 200 oggetti di archeologia e arte tematiche storiche, artistiche, politiche e religiose, dalla Milano capitale imperiale, alla conversione di Costantino ai simboli del suo trionfo. Un’importante sezione della mostra è dedicata ad Elena e, in particolare, è messa in risalto la singolarità di questa figura femminile all’interno della corte imperiale e della storia della Chiesa. Interessante e singolare è la ricostruzione di Milano nel IV secolo grazie anche alle nuove scoperte di piazza Meda. La Mostra è illustrata in un catalogo esito di un importante lavoro coordinato da Electa cui hanno partecipato e scritto numerosi esperti a livello mondiale.

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