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Da Vatileaks a Nuzzileaks. Anche i giornalisti d’inchiesta nascondono segreti scomodi

novembre 4, 2015 Redazione

Don Patriciello rivela su Avvenire un significativo scambio di battute con l’autore dello “scoop” sulle finanze della Chiesa: lo voleva alla presentazione senza fargli leggere il libro. Era a caccia di un distintivo di “presentabilità cattolica”?

gianluigi-nuzzi-ansaDon Maurizio Patriciello svela un periferico ma eloquente retroscena del nuovo Vatileaks che sta intorbidendo le acque intorno all’amministrazione delle risorse economiche e finanziarie della Chiesa. Si tratta di un “documento inedito esclusivo”, o meglio un “colloquio riservato”, che sarebbe dovuto rimanere segreto e invece – ironia della sorte – esce allo scoperto per suggerisce qualcosina sui reali moventi che si celano dietro l’ennesima fuga di notizie cominciata dagli uffici della Santa Sede e terminata in libreria.

UN SMS. In una lettera inviata ad Avvenire e pubblicata oggi dal quotidiano della Cei (con risposta del direttore Marco Tarquinio, ndr), il parroco di Caivano (Na) divenuto celebre su giornali e tv come “il prete della terra dei fuochi” racconta di aver ricevuto un paio di settimane fa (per l’esattezza lunedì 12 ottobre) un sms «da un numero sconosciuto». Recitava il messaggino: «Buongiorno, don Maurizio, sono Gianluigi Nuzzi, scrittore e conduttore di Quartogrado su Rete4. Volevo chiamarla per parlarle brevemente di una cosa. Quando posso disturbarla? Grazie. A presto».

«SERVI DELLA VERITÀ». Cortesemente, don Patriciello decide di chiamare direttamente il giornalista. E al telefono Nuzzi, ricorda il sacerdote, «mi chiede se ho avuto modo di leggere qualche suo libro. Risposta affermativa. Aggiungo che non sono di quelli che a tutti i costi vogliono difendere chi si è reso colpevole di scandali e abusi nella Chiesa. Siamo servi della verità non della menzogna. Nuzzi mi propone di essere accanto a lui a Roma il giorno 9 novembre 2015 quando in una “importantissima conferenza stampa” presenterà il suo ultimo libro». Si tratta, ovviamente, di Via Crucis, il libro di prossima uscita in cui il cronista di Mediaset pretende di smascherare “da registrazioni e documenti inediti la difficile lotta di papa Francesco per cambiare la Chiesa”, per dirla con il sottotitolo. Insomma uno dei due volumi che secondo le ricostruzioni degli investigatori del Vaticano sarebbero frutto delle trame dei presunti “corvi”.

«L’EDITORE NON È D’ACCORDO». Continua il “prete antiroghi”: «”Perché mai avrà pensato a me?”, mi domando. Gli chiedo, allora, di inviarmi subito il libro per poterlo leggere e meditare con serenità per poi decidere di conseguenza. Nuzzi si segna il mio indirizzo e-mail e ci salutiamo. Dopo qualche giorno ritelefona. Comprendo subito che ha difficoltà a mandarmi il libro, per cui senza perdere tempo gli dico: “Gianluigi, guarda che stai parlando con una persona seria…”. Il libro non arriva. Ancora qualche giorno e richiama: “L’editore – dice – non è d’accordo sull’invio”».

LA “SPIEGAZIONE”. Il parroco di Caivano a questo punto darebbe per seppellita la cosa. Invece Nuzzi non ha intenzione di rinunciare a un possibile testimonial così prezioso: «Mi propone di venire a Napoli personalmente per “spiegarmi” il libro», scrive don Patriciello. Il sacerdote, «basito», si trova a dover ricordare al celebre giornalista che «un libro si legge e non si spiega». Glielo dice, eppure l’interlocutore «insiste». Nella visione di Nuzzi, il prete della terra dei fuochi avrebbe dovuto accettare di «commentare il libro in una “conferenza stampa internazionale”» fidandosi ciecamente di «quella “spiegazione”». Tocca di nuovo al don, dunque, ricordare al famoso cronista le regole base della comunicazione: «Posso eventualmente parlare solo di ciò che conosco».

UNA SENSAZIONE. La vicenda si chiude nel più meschino dei modi. Conclude Patriciello: «Nuzzi annota di nuovo il mio indirizzo promettendo di inviarmi il libro. Il libro non è mai arrivato. E lo scrittore non si è fatto più sentire. Sono rimasto con la sensazione che volesse tirarmi un tiro mancino. Da questi strani modi di fare, naturalmente, sono distante mille miglia. Forse Nuzzi non poteva immaginarlo». O forse Nuzzi poteva immaginarlo benissimo, osserva il direttore di Avvenire rispondendo alla lettera, «ma ci ha provato ugualmente».

UN TESTIMONIAL “DOC”. «Da professionista capace e meticoloso qual è», prosegue Tarquinio, «è evidente, infatti, che il giornalista-scrittore avrebbe tutto l’interesse a sbandierare anche testimonial “doc” in tonaca o in clergyman. Buoni sacerdoti allineati dietro un tavolo o in prima fila a una conferenza stampa gli risulterebbero utilissimi per accreditare l’idea che la sua non sarebbe ciò che purtroppo è: un’operazione mediatica tecnicamente ben congegnata e però in sé opaca e segnata da profili morali assai discutibili. “Presentatori” così gli sembrano indispensabili per continuare a sostenere, con qualche speranza di essere creduto, che il suo nuovo libro – già tradotto in diverse lingue e destinato ad almeno 19 diversi mercati editoriali – non è prima di tutto un affare e un attacco alla Chiesa, ma un’opera buona a sostegno della persona del Papa».

Foto Ansa


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30 Commenti

  1. Sandro says:

    Si sa, è una storia vecchia come il mondo.
    Volete nascondere qualche grossa porcata?
    Prendete una bellissima superfiga (1) con tanto di servizio fotografico di nudo artistico, e mettetela in bella mostra.
    Tutti guarderanno la superfiga, e saranno distratti per far caso a tutto il resto.

    Ma con Papa Francesco (che alla sua elezione molti, sbagliando di grosso, classificarono quale “sempliciotto”) credo che abbiamo trovato quello che non si lascia distrarre dalle (pur apprezzabili) bellezze di questo mondo, e guarda al sodo.

    (1) passatemi il termine per favore! oggi come oggi la parola “figa”, al pari di altre un tempo ritenute oscene, la usano correntemente anche i bambini e sanno benissimo cosa vuol dire sia nell’accezione originale sia per estensione, non scandalizza più nessuno.

  2. Ettore says:

    Interessante, ma questo non cambia nella sostanza la portata di “Vatileaks”.

    • underwater says:

      Casomai permette di comprendere come essa sia l’ennesima macchinazione progressista, nonostante i presunti “paladini” del Papa gridino al “complotto reazionario” ogni piè sospinto.

  3. Sasso Luigi says:

    A me viene voglia di pregare per il papa…
    e per tutti noi che, anche se non tutti traditori o avvoltoi, siamo comunque peccatori.

    • Enio says:

      Ah,ma ci siete ancora……? Pensavo foste sprofondati nella mer*da con quello che sta uscendo ah ah ah soldi investiti in armi e in porno…ma bravi saranno i “valori non negoziabili” questi , eh ?
      Che manica di ipocriti…..
      Credete che noi “atei” finanzieremo ancora per molto il vostro circo barnum ??!!?
      E tu Francesco liberati di questa gentaglia malefica prima che sia troppo tardi !!!!

  4. Luigi says:

    Che sia uno scandalo ben preparato e dato in pasto ai mezzi di comunicazione é ovvio. Come é ovvio che qualcuno gioca a fare il prete quando avrebbe fatto meglio a fare il politico italico… ma tutto questo non ha niente a che fare con la fede.

  5. Daniele says:

    Ma quale sarebbe il “segreto scomodo” di Nuzzi? Aver invitato un prete a presentare il proprio libro ricevendone un rifiuto? Sarebbe questo il “Nuzzileaks”?
    Capirai che scandalo…
    Non avete trovato niente di meglio a cui appigliarvi. Provate a vedere di che colore ha i calzini Nuzzi… magari ce li ha azzurri (ricordate il giudice Mesiano?).

    • Quale scandalo? says:

      Magari invitare uno a presentare un libro senza volerglielo far leggere? Magari scrivere un “libro” usando come fonte documenti sottratti illegalmente? E i cui sottrattori sono stati arrestati e già in un caso condannati?

      Magari togliersi dalla testa i calzini (soprattutto se usati) aiuterebbe ragionare meglio!

  6. leo aletti says:

    Il giornalista Nuzzi e anche la stampa di sinistra, centro e destra stanno attando la Chiesa, scandali, porno, rubano le offerte, si costruiscono attici, sono pieni di gay ecc.. Ma il diavolo vuole anche i puri per attaccare la Chiesa e qualche gonzo abbocca. Il più sano pare Nuzzi, giornalista e indagatore, ma porta con sé una malattia che si chiama rogna. I Legnanesi dicono “regna la rogna”.

  7. GD says:

    Guardare il dito o la luna che il dito indica ? I giornalisti fanno il loro mestiere; se raccontano balle, vanno querelati e non è che screditandoli si risponda in modo efficace. La Chiesa non è attaccabile in quanto istituzione, ma le persone che ne fanno parte direi proprio di sì e davvero non credo che vi sia in atto un attacco concentrico. Non lo vedo.

  8. To_Ni says:

    Enio
    Non mi hanno pubblicato un commento … ritento
    Il vivere “onestamente” è la parola che spesso si trova in bocca ad ogni debosciato che non vuol fare nascere le persone con l’aborto o spegnerle prima dei suoi giorni con l’eutanasia ed è favorevole ai matrimoni pervertiti con le compravendita di adozioni …pregiandosi magari che si fa i c… propri con la propria ignavia. Puoi star tranquillo che tu nella pupù ci sei nato e cresciuto. La Chiesa ci sarà sempre e non è certo mantenuta da gente come te..

  9. Avandero says:

    Se confrontate lo scandalo “Vatileaks” con altre notizie apparse in questi giorni, vi renderete conto che tra gli altri scopi che si prefigge questo infame attacco c’è anche quello di privare la Chiesa delle entrate derivanti dall’opzione “8 per mille”.
    Non è l’unico scopo, come dicevo, ce ne sono altri. Tutti concorrono a preparare la “soluzione finale” per distruggere la Chiesa. Impresa vana, perché la Chiesa Cattolica non è istituzione solo umana. I congiurati si faranno male “de brutto”, come si dice a Roma; ma tant’è : la memoria del diavolo è come quella di un computer che dopo ogni attacco di un virus viene completamente azzerata e si installa nuovamente il “sistema operativo”.
    Un ultima avvertenza ai suddetti congiurati (giornalisti, scrittori, mezzi di informazione, sedicenti anime pure etc etc..) : state fornendo – in buona o mala fede, non lo so – un alibi morale al terrorismo islamico per distruggere il “grande satana” che dimora dentro le Mura Leonine.

  10. Menelik says:

    E’ finito da poco il sinodo sulla famiglia, e gli lgbt sono rimasti a bocca asciutta.
    Riparte l’attacco.
    Comunque vadano le cose, più attenzione da parte di chi di dovere sarebbe auspicabile.
    Più attenzione, meno pressapochismo e più indulgenza, e non aver paranoie a punire la gente che ha tradito il mandato affidatogli.
    Perché è il medico pietoso quello che manda la piaga in cancrena.
    Prima Ratzinger si fa frugare anche nei cassetti, ora questo si è fatto fregare dai corvi traditori.
    Se un dirigente d’azienda si comportasse in modo così maldestro per quel che concerne la sicurezza, l’azienda andrebbe in fallimento in men che si dica.
    Forse un po’ meno libri di teologia, ed un po’ più di “occhi da poliziotto” sarebbe meglio.
    Meglio per il bene di tutta la Chiesa.

    • vyhyi,fgvfgvbyi says:

      Scusate, quarta riga: MENO indulgenza.
      Cambia tutto il senso della frase.
      Di indulgenza ce n’è stata fin troppa, con le conseguenze che vediamo.
      Un po’ più di rigore ed un po’ più di gendarmeria non fanno male, anzi, bonificano.

  11. Martino says:

    È inevitabile che accadano degli scandali.
    Vorrei solo ricordare che tra i discepoli era Giuda a tenere la cassa.

    La vicenda conferma che non si possono servire Dio e Mammona…

    Nuzzi e Fittipaldi….tengono famiglia.

    Cordialmente

  12. Cisco says:

    Quello che colpisce di ciò che dell’inchiesta di Nuzzi è apparsa sui giornali è il livello di moralismo manettaro da due soldi, genere che tuttavia prospera in libreria e porterà il Nuzzi a permettersi finalmente anche lui quelle residenze principesche che tanto scandalizzerebbero la plebe: ma dove si pensa che debbano alloggiare i principi della Chiesa, se non in residenze principesche? E’ pura istigazione all’invidia sociale. Tuttavia non bisogna correre il rischio di fare del moralismo in senso opposto, cioè accusare il principe Nuzzi di essere un ricettatore, come se non lo fossero tutti i giornalisti. Insomma il Nuzzi fa il giornalista, ma ha scoperto che scrivendo pamphlet contro la Chiesa – ma non l’intoccabile Papa Francesco – ci guadagna; e che se in questa operazione riesce a coinvolgere anche un pretino potrebbe addirittura passare pern credibilie (ma gli è andata male). L’unico antidoto a tutto questo è paradossalmente il giudizio cristiano, cioè il riconoscimento dei propri errori, che impedisce di accanirsi contro gli altri quando li commettono a loro volta.

  13. Menelik says:

    Come mai gli scribacchini italiani da libro paga non hanno mai indagato sulla lobby gay vaticana la cui esistenza è stata anche confermata dal Santo Padre?
    Scommetti che lì scappa fuori anche pedofilia?
    Un caloroso applauso, comunque, alla Gendarmeria Vaticana.
    E visto che ci siamo, anche agli Svizzeri.

  14. Luigi says:

    Difficile scegliere tra i due. Un giornalista bufalaro e il testimonial della bufala colossale della terra dei fuochi.

    • Menelik says:

      Cosaaaa?????????
      La terra dei fuochi sarebbe una bufala?
      Non c’è seppellito niente lì sotto, vero?
      Anche la faccenda dei rifiuti di Napoli di qualche anno fa è una bufala, allora?
      Anche le innumerevoli discariche abusive lo sono, vero?
      E anche la camorra è un’invenzione, o no?

  15. Marina says:

    Sono d’accordo con GD.
    Mi sembra incredibile prendersela con i giornalisti che pubblicano notizie:è forse questo il vero problema???? Dovremmo preoccuparci dei comportamenti vergognosi di pseudo cattolici che creano scandalo nella Chiesa, piuttosto.
    La Chiesa è sotto attacco, ma dal di dentro, non da fuori. Il Sinodo l’ha mostrato chairamente, ci sono altri prelati che il depositum fidei lo stanno mandando al macero, altri sbandierano la loro omosessualità come fosse una bandiera, altri ancora si fanno notare per lo spreco assurdo di cui si circondano e noi stiamo a disquisire su quello che fa un giornalista per vendere il suo libro!?

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