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Usa. Obama pagherà un extra ai medici che faranno firmare il biotestamento ai pazienti

luglio 11, 2015 Benedetta Frigerio

Molte associazioni temono che il governo faccia pressioni perché gli anziani scelgano di non ricevere cure. Sarah Palin ha definito il piano come «un tentativo di creare dei colloqui di morte»

 

Barack Obama

Si riaccende il dibattito sul fine vita negli Stati Uniti. Mercoledì scorso i vertici del Medicare, il programma sanitario federale che offre assicurazioni ad anziani e disabili, hanno deciso di offrire un pagamento extra a quei medici e infermieri che parleranno con i propri pazienti del fine vita e faranno loro sottoscrivere delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

«COLLOQUI DI MORTE». Il piano di rimborsi, scrive il New York Times, era già stato proposto nel 2009, quando ancora l’Obamacare, la riforma sanitaria di Obama, non era stato approvato. Allora il governo, di fronte al muro sollevato dal mondo pro life, si era fermato per non aggiungere ostacoli a un disegno di legge già controverso. Sarah Palin, senza mezze misure, aveva definito il piano come «un tentativo di creare dei colloqui di morte».

60 GIORNI DI PROVA. Ora invece il regolamento, che non deve passare dal Congresso, sarà applicato in prova per 60 giorni, durante i quali verranno raccolti le valutazioni della gente. L’1 novembre verrà presa una decisione definitiva, anche sull’entità delle parcelle da corrispondere ai medici per i colloqui, e a gennaio dovrebbe già entrare in vigore.

NON SARÀ NEUTRALE. «Siamo convinti che la proposta di oggi sia di sostegno agli individui, alle famiglie e agli operatori sanitari che vogliono avere l’opportunità di discutere delle proprie cure in anticipo», ha spiegato Patrick Conway, il medico responsabile dei programmi Medicare e Medicaid. Il problema è come verrà presentato il tema del fine vita e quello delle eventuali cure. Se, come nel 2009, la National Right to Life Committee’s Powell Center for Medical Ethics si oppone al progetto è perché, come spiegato dal direttore Burke Balch, «il programma si sforza deliberatamente di non fornire un consulto neutrale».

TIMORI E DUBBI. In tanti si chiedono anche perché, in un momento in cui la sanità riceve continui e ingenti tagli, il governo abbia deciso di pagare degli extra per colloqui che dovrebbero far parte della normale attività dei medici. La paura di Balch è che sia un tentativo per spingere gli anziani a rifiutare cure costose di mantenimento in vita. Marie T. Hilliard, esperta del National Catholic Bioethics Center, ricorda inoltre che il programma «contiene un sistema forzato di scelte prestabilite, di cui è impossibile conoscere l’appropriatezza in anticipo». Nessuno, infatti, «può decidere [sul fine vita] senza avere davanti agli occhi un paziente in uno stato di salute specifico (…), anni o anche settimane prima che il dilemma si verifichi».

TENDENZA A RAZIONALIZZARE. Per Hilliard, infine, in questo momento di crisi economica, «c’è la tendenza a considerare» i milioni di anziani che hanno bisogno di cure «con una mentalità di razionalizzazione. E ciò nega la dignità di ogni essere umano, specialmente se anziano, disabile, infermo o incapace di esprimersi».

Foto Ansa/Ap


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1 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI says:

    E’ una ruota che gira. Per tutti…

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