Usa. Dopo cinque giorni esce di carcere Kim Davis: «Non violerò la mia coscienza»

La segretaria di Contea del Kentucky, arrestata perché non rilascia certificati di matrimonio a coppie omosessuali, è stata accolta da una folla di centinaia di persone

Dopo cinque notti di carcere, il giudice David L. Bunning ha rilasciato Kim Davis, segretaria della contea di Rowan (Kentucky). La donna era stata tradotta in carcere perché, in seguito alla sentenza della Corte suprema che ha esteso a tutti gli Stati Uniti il diritto degli omosessuali a sposarsi, si è rifiutata di timbrare i certificati invocando l’obiezione di coscienza.

«GRAZIE A TUTTI». Fuori dalla prigione, riporta il New York Times, è stata accolta dall’abbraccio di centinaia di persone, arrivate da tutto lo Stato per sostenerla. Mentre in sottofondo veniva suonata la canzone “Eye of the Tiger” (quella di Rocky), Davis ha pronunciato poche parole: «Grazie a tutti, vi voglio bene. Voglio dare a Dio la gloria. Il suo popolo ha manifestato e voi siete un popolo forte. Continuate a fare pressione. Non mollate, perché Lui è qui».

MOTIVAZIONI DEL GIUDICE. Il giudice della Corte distrettuale federale ha sottolineato di aver rilasciato Davis solamente perché cinque dei suoi vice hanno cominciato a rilasciare licenze al suo posto. Se non vuole tornare in carcere, «Davis non dovrà interferire in alcun modo, direttamente o indirettamente, con gli sforzi dei suoi vice. (…) Altrimenti saranno considerate sanzioni appropriate».

«NON VIOLERÒ LA MIA COSCIENZA». Tutti si chiedono che cosa farà ora Davis. Alle domande dei giornalisti, lei ha risposto solamente: «Non violerò la mia coscienza». Il nodo è rappresentato dal fatto che i suoi vice timbrano certificati di matrimonio, che però formalmente sono rilasciati dal “Rowan County clerk”, cioè Kim Davis. Per questo, l’avvocato della donna, insieme ad altri segretari di Contea, ha chiesto al governatore democratico del Kentucky Steven Beshear di cambiare la dicitura delle licenze e risolvere così il problema. Inoltre, non è chiaro se i certificati siano legali anche se non ottengono l’approvazione di Davis.

DUE CONCEZIONI DI STATO. Il governatore ha risposto però che non interverrà in alcun modo, anche se basterebbe un’azione semplicissima. Alla base dello scontro, come ha sottolineato ieri il Foglio, ci sono due concezioni di Stato differenti: «Lo Stato liberale è innanzitutto un protettore degli individui, mentre lo Stato progressista è un provider di servizi e diritti positivi. (…) Lo Stato protettore della libertà e delle preferenze degli individui è diventato in questo caso un provider di certificati di matrimonio».

«PRENDERE POSIZIONE». Se l’obiezione di coscienza non è stata ancora garantita agli ufficiali di Stato, è perché «la legge dello Stato progressista non può ammettere l’esistenza di una coscienza individuale prescrittiva che precede la legge». Alla manifestazione in favore di Davis era presente anche Mike Huckabee, candidato repubblicano alle primarie per la Casa Bianca: «Ognuno di noi deve decidere se conservare questo grande paese o lasciare che si arrenda e venga sacrificato alla tirannia», ha detto. Tony Perkins, presidente del Family Research Council, ha aggiunto: «È tempo per tutti gli americani timorati di Dio di prendere posizione per la verità, come ha fatto Kim Davis».

Foto Ansa/Ap