Una vita «pane e scuola», e non solo. Valentina Aprea e il diritto allo studio

È da sempre nel mondo dell’istruzione, e dopo un anno al Pirellone come assessore si ricandida alle elezioni lombarde nella circoscrizione di Milano. L’obbiettivo? «Avvicinare scuola e lavoro».

Figlia di professori, insegnante all’età di 18 anni, dirigente scolastica a 25. Basterebbe questo per presentare Valentina Aprea, candidata Pdl alle elezioni lombarde del 24-25 febbraio nella circoscrizione di Milano e provincia. Ma la sua vita non è stata solo «pane e scuola», come le piace dire. Nel 1994 entra in politica tra le fila di Forza Italia e dal 2001 al 2005 è stata sottosegretario alla pubblica istruzione. Nel 2008 ha poi presieduto la Commissione istruzione e cultura della Camera dei deputati fino al febbraio 2012, quando, chiamata dal presidente Roberto Formigoni ha scelto di occuparsi della scuola lombarda come assessore all’Istruzione, formazione, cultura e lavoro.
A tempi.it dice di essere «orgogliosa di questo percorso che, attraverso il mio impegno politico, ha introdotto nella scuola italiana, tra l’altro, l’alternanza scuola-lavoro (bottega-scuola e scuola-impresa nei settori, tra gli altri, del benessere, della ristorazione, elettrico-meccanico, abbigliamento, agricolo e grafico), la pari dignità tra istruzione e formazione professionale, l’apprendistato, la valutazione interna ed esterna di sistema, le nuove tecnologie e il potenziamento delle lingue straniere».

DIRITTO ALL’OCCUPABILITÀ. Se in questo anno in Regione Lombardia si è impegnata per rafforzare e migliorare il diritto allo studio, oggi la nuova sfida si chiama «diritto all’occupabilità, al lavoro, soprattutto dei giovani. Anche in Lombardia le percentuali della disoccupazione giovanile sono ormai preoccupanti, ma abbiamo la possibilità di invertire la tendenza. Occorre agire tempestivamente con azioni concrete». L’obiettivo è quello di avvicinare la scuola al lavoro e uno dei modi è quello di «potenziare l’istruzione tecnico professionale, creare poli per collegare le filiere formative a quelle produttive. Investire sull’apprendistato formativo per riqualificare le risorse umane e per permettere ai giovani di trovare un posto di lavoro e avere la possibilità di ottenere tutti i titoli di studio, fino al dottorato di ricerca».
Un altro punto cruciale del suo programma riguarda le pari opportunità: «Bisogna sostenere con agevolazioni le aziende che attivino programmi per le pari opportunità, incentivare tutte le iniziative di welfare aziendale innovative, come la flessibilità, la conciliazione dei tempi di lavoro con la famiglia e l’assistenza sanitaria integrativa».