Un califfato anche in Libia. Jihadisti conquistano Bengasi: «La sharia di Dio sarà imposta a tutti»

Le milizie islamiste guidate da Ansar Al Sharia hanno preso la seconda città più grande del paese. Come in Iraq, anche in Libia l’Occidente ha causato il disastro

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Ora anche la Libia ha il suo Califfato. Le milizie islamiste hanno assunto il controllo della seconda città più grande del paese, Bengasi, ex roccaforte dei ribelli, da cui è partita la rivoluzione appoggiata dall’Occidente contro Muammar Gheddafi nel 2011. I jihadisti hanno dichiarato di aver creato un «emirato islamico».

SCONFITTO IL GOVERNO. L’annuncio arriva dopo che il gruppo qaedista Ansar Al Sharia ha sconfitto le truppe governative alleate dell’ex generale Khalifa Haftar, che mesi fa ha lanciato l’operazione “Dignità” proprio per spazzare via le milizie islamiste e che sarebbe fuggito in Egitto «per riorganizzarci». I combattimenti, che vanno avanti da settimane e hanno già causato più di 200 morti in 15 giorni, hanno visto però il trionfo delle diverse forze islamiste riuniste nel Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi.

«SHARIA DI DIO IMPOSTA A TUTTI». Mohamed Al Zahawi, leader di Ansar Al Sharia, lo stesso gruppo che l’11 settembre 2012 ha assassinato l’ambasciatore americano a Bengasi Chris Stevens, ha elogiato i suoi uomini «per la vittoria e la conquista», aggiungendo in un comunicato: «Bengasi ora è un emirato islamico e da oggi dovrà sottostare alla nostra legge. La sharia di Dio sarà imposta a tutti gli abitanti della città, a prescindere dalla loro nazionalità».

GUERRA ANCHE A TRIPOLI. I combattimenti, intanto, stanno andando avanti anche a Tripoli, dove le milizie islamiste provenienti da Misurata si stanno scontrando con il debole esercito governativo appoggiato dalle milizie di Zintan, alleate con le truppe dell’ex generale Haftar. Mercoledì gli scontri si sono fermati per un giorno per permettere ai vigili del fuoco di spegnere l’incendio appiccato a un’enorme sito di stoccaggio di combustibile contenente oltre 6,6 milioni di litri di carburante. Ieri i combattimenti sono ripresi  e missili e colpi di artiglieria hanno anche colpito due quartieri della capitale, senza causare vittime.

RESPONSABILITÀ DELL’OCCIDENTE. La Libia è sempre più vicina al disastro mentre l’Occidente la abbandona: quasi tutte le ambasciate straniere infatti sono state evacuate. Il nuovo emirato di Bengasi è stato creato a soli due mesi di distanza dalla conquista di Mosul da parte dello Stato islamico, con la conseguente instaurazione del califfato. E come per i terroristi iracheni è stato facile entrare nel paese, martoriato da dieci anni di attentati e scontri in seguito all’invasione americana del 2003, così per quelli libici non è stato difficile conquistare Bengasi tre anni dopo il sostegno americano ed europeo, condito dai missili della Nato, alla cosiddetta “Primavera araba”.

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