Un anno fa la Francia approvava le nozze gay. Ma per lobby lgbt non basta: ora eterologa e utero in affitto

Il dibattito sul Mariage pour tous ha risvegliato la società e le coscienze individuali, portando alla nascita della Manif pour tous, delle Sentinelle e dei Veilleurs

Esattamente un anno fa l’Assemblea nazionale francese approvava la legge Taubira, il cosiddetto “Mariage pour tous”, che consente alle persone dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini. Un anno dopo la legge viene considerata un’anatra zoppa dalle lobby Lgbt, che stanno facendo pressioni sul governo per aggiungere al codice due tasselli fondamentali.

UTERO IN AFFITTO. Al 31 dicembre 2013 settemila coppie hanno approfittato della legge, decidendo di convolare a nozze. Ma la Francia non ha ancora legalizzato la maternità surrogata e la fecondazione eterologa per le coppie lesbiche, spingendo associazioni come Inter-LGBT a chiederne l’approvazione in nome del desiderio delle coppie sposate omosessuali di avere figli “propri”.

«MULTIGENITORIALITÀ PER TUTTI». Francois Hollande, e con lui il partito socialista, ha più volte ripetuto che il suo governo non approverà mai l’utero in affitto, anche se i Verdi, alleati del presidente, non sono d’accordo. Il governo socialista si è dimostrato invece più possibilista sulla fecondazione eterologa, che ufficialmente non è all’ordine del giorno ma che in pratica sarà quasi certamente inserita nella legge sulla Famiglia, che dopo essere stata ritirata grazie alle pressioni della Manif Pour Tous tornerà in commissione il prossimo 6 maggio. Secco il commento della Manif: «La multigenitorialità per tutti è adesso».

RISVEGLIO DELLA SOCIETÀ. Il risveglio della società francese, incarnato dalle manifestazioni in difesa della famiglia, è la conseguenza non prevista della legge sul matrimonio omosessuale. Non c’è solo la Manif pour tous, ma anche le Sentinelle in piedi e i Veilleurs, il cui fondatore Axel Noorgard Rokvam ha dichiarato in occasione del loro primo anniversario: «Non siamo indignati né partigiani, ma amanti della vita. Gli avvenimenti politici hanno suscitato o resuscitato in molte persone la presa di coscienza di una responsabilità personale davanti ai delitti compiuti contro il significato dell’uomo e alla dissoluzione dei legami sociali, a cominciare dai legami familiari». E non è poco.