Suor Candida, l’infermiera di [link url=https://www.tempi.it/videogallery/suor-candida-la-suora-di-107-anni#.Uwcen0J5NQY]107 anni[/link] che dice «fa tutto Lui, io mi limito a ringraziarlo»

La religiosa più anziana del mondo ha incontrato papa Francesco e raccontato: «In tutta la mia vita ho sempre pensato: dove il Signore mi mette, quello è il posto giusto per me»

Solare, simpatica, spiritosa. Le cantano “tanti auguri” e lei invita a mangiare la torta «che è più buona». Suor Candida, al secolo Alma Bellotti, camilliana, è la suora più anziana del mondo. Ha compiuto 107 anni e, come regalo, ha incontrato papa Francesco durante una Messa in Santa Marta: «Non poteva esserci per me gioia più grande».

«FA TUTTO LUI». Ottantuno anni di vita religiosa e uno spirito innegabilmente giovanile. «In più di 80 anni di vita religiosa non mi sono mai pentita della mia scelta, nemmeno un minuto, nemmeno un momento. In tutta la mia vita ho sempre pensato: dove il Signore mi mette, quello è il posto giusto per me», ha spiegato. «Solo chi prova la felicità di accostarsi al Signore può capire quanto è abbondante il suo amore per noi, e quanta serenità lascia nel cuore. La mia preghiera preferita? Il Santo Rosario. Ma c’è anche un’altra preghiera che ripeto spesso durante la giornata. Recita così: Signore, ti lodo, ti adoro e ti ringrazio, per il tuo amore e la tua misericordia». E a chi le chiedeva il segreto di una così straordinaria longevità, suor Candida ha risposto con un gesto e poi con le parole: ha puntato l’indice verso il cielo dicendo: «Fa tutto Lui, io mi limito a ringraziarlo».

SVEGLIA ALL’ALBA. Al secolo Alma Bellotti, suor Candida è nata a Quinzano (Verona) il 20 febbraio del 1907. Nata in un contesto povero, padre ciabattino e madre casalinga, terza di dieci figli, ringrazia sempre di essere cresciuta in una famiglia semplice e cattolica. Ha lavorato come sarta, fino alla vocazione che l’ha portata a entrare nell’ordine delle camilliane il 5 gennaio del 1931, quando fece il suo ingresso nell’Istituto delle Ministre degli Infermi di Lucca. Presi i voti il 16 luglio del 1932 («il più bello della mia vita»), è diventata infermiera ed è stata «dove l’obbedienza mi ha mandato». Ancora oggi si sveglia all’alba, riordina la sua camera e alle 5 si reca in chiesa con le consorelle per la preghiera. «È volontà di Dio che io lo voglia amare: bisogna ascoltare e lasciarsi guidare dal Signore, dalla sua volontà».