Studenti disabili a scuola. «C’è più attenzione nelle paritarie»

Percentuali identiche negli istitituti paritari e in quelli statali. Perché? Intervista a Roberto Gontero, presidente Agesc

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Sempre più famiglie con figli disabili scelgono le scuole paritarie invece di quelle statali. Il Miur ha diffuso i dati relativi agli alunni con disabilità: sono 217.563 gli iscritti nell’anno scolastico 2015/16, mentre nell’anno scolastico 2007/8 erano 174.404. In una decina d’anni, dunque, il numero è lievitati di circa 45 mila unità. Ad oggi, la percentuale sul totale di alunni disabili nelle scuole paritarie e in quelle statali è pressoché identico: il 2,6 per cento per le prime, il 2,7 per le seconde.

ATTENZIONE DIVERSA. Come mai sono sempre più numerosi nelle scuole paritarie? Lo spiega a tempi.it Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche): «I genitori hanno percepito la differenza sostanziale di attenzione che c’è nelle scuole paritarie per questo tipo di allievi speciali. C’è un reale interesse educativo, nel trattare lo studente disabile come qualsiasi altro studente, solo con un bisogno di cura diverso. Molto spesso i genitori iscrivono il figlio in una scuola paritaria dopo una brutta esperienza con la scuola statale». Ci sono madri e padri che desiderano trovare un luogo accogliente per i propri figli: «A causa dei tagli continui alla scuola statale, che si sono abbattuti anche sul numero degli insegnanti di sostegno, i ragazzi si trovano spesso da soli. Non avendo più un professore ad hoc a seguirli, rimangono in balia dell’attenzione del docente che, di ora in ora, è in classe, il quale, dovendo prestare attenzione a una ventina di ragazzi, non è materialmente in grado di venire incontro ai bisogni specifici del disabile. Per questo, dopo qualche quadrimestre vissuto così, i genitori preferiscono pagare a spese proprie una retta in una scuola paritaria, certi che almeno in questo tipo di istituti i propri figli siano seguiti di più. L’educazione dovrebbe essere un diritto, a maggior ragione per questo tipo di ragazzi, ma purtroppo sono ancora una volta i genitori a dover provvedere. L’onere per i docenti di sostegno degli alunni disabili che frequentano le paritarie è oggi interamente a carico delle famiglie e delle scuole, con l’unica eccezione della scuola primaria».

DISPARITÀ. Molto spesso le scuole paritarie hanno sede in palazzi storici, appartenenti a ordini religiosi. Come la mettiamo con le barriere architettoniche? «Tutte le scuole paritarie rispettano la regolamentazione stabilita. Gli istituti si sono affrettati a mettere in atto le misure imposte dalla legge per non incorrere in sanzioni. Non accade lo stesso nelle scuole statali, invece, che hanno ancora spesso strutture che non permettono l’accesso di uno studente disabile. In questo caso, però, possono disporre di deroghe su deroghe per non ottemperare alla legge. Mi permetto di sottolineare ancora una volta la disparità di trattamento tra una scuola paritaria e una statale, nonostante entrambe svolgano un compito pubblico».

Foto Ansa


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