Stamina, cosa vi avevamo detto? «Un’enorme truffa scientifica»

Così si legge in un passaggio delle motivazioni in base alle quali il gup di Torino ha condannato due persone legate alla vicenda Stamina. Vannoni, ideatore del “metodo”, e Andolina avevano già patteggiato

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

«È emersa da un lato l’assoluta inutilità e inconsistenza scientifica di Stamina, dall’altro addirittura la potenziale pericolosità e nocività». Chissà cos’hanno pensato le decine di giornalisti, vip, esperti e guru che in questi anni hanno sostenuto a spada tratta Davide Vannoni quando hanno letto le motivazioni della condanna di Carlo Tomino, ex dirigente dell’Aifa, e Marcello La Rosa, dirigente pubblico, all’interno del processo sulla vicenda Stamina.

VANNONI HA PATTEGGIATO. Condannati rispettivamente a due anni per associazione a delinquere e sei mesi per somministrazione di farmaci guasti, entrambi sono stati giudicati con rito abbreviato nell’udienza preliminare in cui il presidente di Stamina, Vannoni, e il suo numero due, Marino Andolina, hanno patteggiato rispettivamente 22 e 21 mesi. Secondo il gup, «emerge chiaramente alla fine come l’attività del gruppo del Vannoni si sia sempre svolta del tutto al di fuori della normativa vigente».

«ENORME TRUFFA SCIENTIFICA». Il professore (non medico) aveva giurato nel 2013 di poter sanare malattie incurabili: «Ho una cura a base di cellule staminali che funziona per 60 malattie gravi e che porta alla guarigione», diceva. Non una, 60. Tante famiglie di malati sono state sfruttate e coinvolte in questa «enorme truffa scientifica», costruita da Vannoni nell’arco di sette anni, durante i quali il “metodo Stamina” è stato ideato, e sostenuta incredibilmente da giornali e giudici in tutta Italia.

PREZZI SALATI. Secondo alcune testimonianze in molti casi Vannoni si è fatto pagare tra i 20 mila e i 50 mila euro per offrire un trattamento non clinicamente sperimentato e che esponeva i pazienti a virus, batteri e funghi per la mancanza di protocolli di sicurezza. Questo avveniva non solo quando il professore operava negli scantinati a Torino, ma anche quando è riuscito incredibilmente a somministrare le sue cellule miracolose all’interno degli Spedali Civili di Brescia, dove il laboratorio «era assolutamente inadeguato» per preparare le iniezioni di staminali mesenchimali.

NESSUN MIGLIORAMENTO. Anche i presunti miglioramenti, sponsorizzati soprattutto dalle trasmissioni delle Iene, sono stati smontati dal giudice. Infatti venivano certificati «non sulla base di analisi oggettive ma delle dichiarazioni dei genitori dei minori, spesso frutto di suggestioni. Nessun elemento è emerso per affermare con un minimo di fondatezza scientifica che eventuali lievi miglioramenti, quand’anche stati, fossero da imputarsi alla metodica e non ad altre cure concomitanti». I dati sull’efficacia, poi, erano «sovrastimati per effetto di pressioni nei confronti dei pazienti indotti a dichiarare risultati inesistenti per ottenere il proseguimento delle cure».

Foto Ansa


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •