Siria, Maloula. Il martirio di Sarkis: «Se volete uccidermi perché sono cristiano, fatelo»

La sorella racconta il martirio di Sarkis, cattolico di Maloula che si è rifiutato di convertirsi all’islam davanti ai terroristi islamici. «Ucciso in odium fidei»

I cristiani a Damasco la chiamano già “terra dei martiri”. L’antico villaggio di Maloula, culla della cristianità siriana, dove si parla ancora l’aramaico di Gesù, è da giorni nelle mani dei terroristi islamici di al-Nusra, che hanno attaccato chiese, monasteri e rimosso crocifissi.

IL MARTIRIO DI SARKIS. I ribelli, dopo aver preso il villaggio, hanno ucciso tre cristiani, i cui funerali si sono svolti a Damasco lo scorso 10 settembre. La sorella di una delle vittime, ferita e portata nella capitale a curarsi, ha raccontato ieri la dinamica in cui il fratello è stato ucciso. I ribelli sono entrati nella casa dove si trovavano Mikhael Taalab, suo cugino Antoun Taalab, Sarkis el Zakhm, nipote di Mikhael, e la donna. Gli islamisti hanno ordinato a tutti di convertirsi all’islam, pena la decapitazione. Sarkis ha risposto così: «Sono cristiano e se volete uccidermi perché sono cristiano, fatelo».

«MORTO IN ODIUM FIDEI». I terroristi l’hanno subito ucciso, insieme agli altri due. La donna è stata ferita ma è riuscita a scappare. Come affermato a Fides da suor Carmel, che cura i cristiani scappati a Damasco, «quello di Sarkis è un vero martirio, una morte in odium fidei». Ieri l’esercito ha provato ancora una volta a riprendere il villaggio, come testimoniato dall’inviato Gian Micalessin, ma ancora una volta sono stati ricacciati indietro dai cecchini qaedisti.

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