Siria, Ginevra 2 in bilico per le richieste dei ribelli. Pace sempre più lontana e opposizione sempre più divisa

La Coalizione nazionale siriana parteciperà alla conferenza di pace solo se verrà deciso un calendario per l’uscita di scena di Assad

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La conferenza di pace “Ginvera 2” rischia di fallire ancora prima di cominciare. Ieri Ahmed Jarba, leader della Coalizione nazionale siriana, cartello politico che sta alla base dell’Esercito siriano libero e che l’Occidente ha riconosciuto come legittimo rappresentante del popolo siriano, ha affermato che i ribelli non parteciperanno a Ginevra 2 se non verrà deciso un calendario per l’uscita di scena di Assad e se l’Iran sarà tra i partecipanti.

L’AMERICA NON AIUTA. Le durissime precondizioni della Coalizione potrebbero dunque far naufragare la conferenza. A rendere tutto ancora più difficile ci sono le parole del segretario di Stato americano John Kerry, che ha dichiarato: «Assad non potrà fare parte di un futuro governo, perché ha perduto ogni autorità morale», parole che hanno fatto infuriare Damasco.

RIBELLI DIVISI IN POLITICA. Ginevra 2 è stata fissata per il 23 novembre ma a rendere difficile la riuscita della conferenza è l’ampia frammentazione dei ribelli. La Coalizione nazionale siriana, infatti, che già non rappresenta sul campo le fazioni legate ad Al Qaeda, che sono anche le più forti, è stata rigettata e lasciata il 29 settembre da 50 gruppi armati siriani appoggiati dall’Arabia Saudita, che si sono riuniti nell’Esercito dell’islam, e il 16 ottobre da altre 66 brigate armate che operano principalmente nel sud della Siria.

COALIZIONE DEBOLE SUL CAMPO. Tutti questi gruppi hanno detto di non riconoscersi più nella Coalizione, «visto il fallimento di gruppi politici che pretendono di rappresentare l’opposizione e i gruppi rivoluzionari». Sul campo la situazione è ancora più complessa, dal momento che i ribelli dell’Esercito libero siriano vengono spesso attaccati e sconfitti sul campo dalle formazioni più fondamentaliste (e più numerose), che vogliono trasformare il paese in un califfato.

OLTRE 120 MILA LE VITTIME. Mentre la pace si allontana, ieri l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che le vittime in due anni e mezzo di scontri sono salite a 120 mila, mentre il ministro per l’Industria siriano ha dichiarato che in 31 mesi di guerra il settore industriale del paese ha perso oltre 2,2 miliardi di dollari.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •