Siria, Assad: «Consegno armi chimiche» (in arrivo rapporto Onu che lo incolpa senza nominarlo)

Foreign Policy anticipa il succo del contenuto del rapporto che verrà reso noto lunedì prossimo: «Moltissime prove che attribuiscono la responsabilità dell’attacco a Bashar al-Assad»

Gli ispettori Onu che hanno stilato il rapporto chiave sull’uso di armi chimiche in Siria, che dovrebbe essere presentato al pubblico lunedì prossimo, «hanno collezionato “moltissime” prove sull’uso di agenti tossici che attribuiscono la responsabilità dell’attacco a Bashar al-Assad (…), pur non accusando direttamente il presidente siriano». Lo ha rivelato Foreign Policy, che ha parlato con tre diplomatici dell’Onu a conoscenza delle indagini.

«CAMPIONI IMPORTANTI». L’obiettivo principale del rapporto Onu è di stabilire se vi sia stato davvero un attacco con agenti chimici il 21 agosto scorso a Ghouta, a pochi chilometri da Damasco, che secondo diverse organizzazioni ha causato la morte di almeno 281 persone (ma i ribelli dicono 1.845). «So che hanno raccolto campioni importanti e che hanno intervistato vittime, dottori e infermiere» spiega una fonte a Fp. «Sono molto contenti di quello che sono riusciti ad ottenere».

ASSAD CONSEGNA ARMI CHIMICHE. A riguardo delle armi chimiche, oggi Assad ha confermato in un’intervista a una televisione russa che le consegnerà a un organismo internazionale, secondo la proposta fatta nei giorni scorsi da Mosca per evitare l’attacco americano. Non solo, il governo siriano starebbe anche per inviare all’Onu i documenti necessari alla firma della Convenzione internazionale che bandisce le armi chimiche.

«CRIMINI INIMMAGINABILI». Intanto ieri una seconda commissione di inchiesta Onu, che ha investigato su eventuali crimini di guerra commessi tra il 15 maggio e il 15 luglio, ha determinato che su nove massacri e crimini «inimmaginabili» avvenuti in Siria, otto sono responsabilità dell’esercito di Assad e uno dei ribelli.

DAI RIBELLI ESECUZIONI SOMMARIE. La commissione non ha potuto entrare in Siria e ha svolto il suo lavoro intervistando 258 tra rifugiati e disertori. In particolare, il rapporto accusa le forze governative di aver massacrato, torturato e fatto sparire civili, oltre ad aver bombardato ospedali. I ribelli invece si sono macchiati di crimini attraverso esecuzioni sommarie, sequestri e bombardamenti di quartieri interamente residenziali.