Siria. A un mese dal rapimento, ancora nessuna notizia dei due vescovi ortodossi

Un mese fa venivano rapiti due vescovi ortodossi in Siria. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo: «Pregate per la loro liberazione»

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È passato un mese da quando monsignor Youhanna Ibrahim e monsignor Boulos Yaziji, vescovi ortodossi, sono stati rapiti in Siria vicino ad Aleppo in una zona controllata dai ribelli. E ancora non ci sono notizie su dove si trovino e quando potranno essere liberati.

«PREGATE PER LORO». «Pregate per la loro liberazione – dichiara Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo ad AsiaNews – Ciò che più addolora e rattrista la popolazione è la totale assenza di notizie sulla condizione dei due vescovi e su dove siano prigionieri». I cristiani, conferma monsignor Audo, sono un obiettivo facile per i rapimenti da parte di criminali e estremisti islamici, che con la guerra civile sono del tutto sfuggiti al controllo delle forze dell’ordine, ormai sparite: «Io stesso non posso muovermi liberamente per paura di essere rapito. Dobbiamo pianificare tutti i nostri spostamenti».

CHIESA PERSEGUITATA. L’11 maggio scorso i cristiani della Siria di tutte le Chiese e comunità hanno indetto una giornata di preghiera per «supplicare Dio di concedere misericordia alla Siria e di porre fine alla violenza». Lo scorso 18 maggio, le chiese cristiane di Aleppo, cattoliche e ortodosse, hanno organizzato una giornata di preghiera comune per la Siria. A metà mese i responsabili delle Chiese di Gerusalemme hanno firmato un appello per la liberazione dei due vescovi. Tra di loro, Pierre Melki, vescovo a capo dell’esarcato patriarcale Siro-Cattolico: «Sono sempre le minoranze che vengono attaccate per prime – dichiara all’agenzia Aina – Ogni giorno preghiamo per l’unità dei cristiani, la pace e per la liberazione dei due vescovi. Purtroppo la Chiesa in Siria continua ad essere vittima del caos totale e della guerra».

CRISTIANI MINACCIATI. A spaventarlo è soprattutto il crescente estremismo che attraversa la Siria: «La sicurezza dei cristiani è sempre minacciata. Chi può cerca di scappare. Noi da Gerusalemme possiamo fare poco ma continuiamo a pregare perché dopo due anni si trovi una soluzione alla violenza».

VESCOVI SONO VIVI. I due vescovi ortodossi, rapiti lo scorso 22 aprile, sarebbero ancora vivi secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri turco, impegnato nella loro liberazione. Non è ancora chiaro chi sia il responsabile del sequestro. Secondo fonti vicine a Hezbollah, sarebbero nelle mani di un gruppo più estremista di al-Qaeda chiamato “I soldati del califfato islamico”.

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