Simone: Sciopero della fame. Appello da San Vittore

«Lo sciopero è contro il sovraffollamento per cui nessuno ha a disposizione per vivere lo spazio necessario per ottenere l’autorizzazione alle porcilaie.
Viviamo in 6 metri quadrati. Si sta in piedi a turno». Diciannovesima lettera

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Appello dal carcere di San Vittore.
Oggi 21 giugno è iniziato nel carcere di San Vittore lo sciopero della fame da parte di quasi tutti i detenuti. Da stamane è stato rifiutato il vitto dell’amministrazione.
Quando un uomo è oggetto di un reato ha il dovere di denunciare ciò che subisce. Lo sciopero della fame è un atto di trasparenza.
Lo Stato quotidianamente compie dei reati contro i circa 70 mila detenuti reclusi nelle carceri italiane. I reati dello Stato non sono inconsapevoli viste le numerose relazioni e denunce circa la situazione e l’appello del presidente Giorgio Napolitano alla festa del corpo di Polizia penitenziaria.

Lo sciopero è contro il sovraffollamento per cui nessuno ha a disposizione per vivere lo spazio necessario per ottenere l’autorizzazione alle porcilaie.
Noi viviamo in 6 metri quadrati. Si sta in piedi a turno.

Qui non mangiano. Ai “mitici tecnici”, ai “noti politici” e alla magistratura la responsabilità di una qualche risposta che permetta allo Stato di non commettere continui e odiosi reati, come richiesto dalla legge.

Antonio Simone
(e un po’ di detenuti)

Lettere precedenti:

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

7. Repubblica mi vuole intervistare. Ok, ma a due condizioni

8. Cresima in carcere con trans. Sono contento

9. Mi dimetto da uomo. Meglio essere un porco

10. Gli scarafaggi, il basilico e l’urlo nella notte

11. «Amico, posso diventare anche io di Comunione e libertà?»

12. «Sono di Cl non perché sono giusto. Ma per seguire una via»

13. «Che differenza c’è tra me e voi fuori? Nessuna»

14. Ikea festeggia la condanna definitiva. Festa con incendio

15. La mia speranza (cosa disse don Giussani nel 1981)

16. Leggo Repubblica solo per capire se posso chiedere i danni

17. In carcere l’Italia gioca in trasferta e comandano gli albanesi

18. Che me ne faccio del prete in carcere?

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