Scuola. L’allarme di Toccafondi: «Con Imu e Tares le paritarie rischiano di morire»

Dopo il recupero dei fondi su 2013 e 2014, parità scolastica messa in dubbio dai pagamenti delle nuove imposte: «Per la legge le private forniscono lo stesso servizio pubblico, ma pagano di più delle statali»

«Tares e Imu rischiano di affossare irreparabilmente gli istituti non statali e quindi di affossare la scuola italiana». L’allarme viene lanciato oggi dalle colonne di Avvenire per bocca di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione con delega alle scuole paritarie, che dipinge il futuro tutt’altro che roseo per gli istituti privati. Se da un lato, infatti, i fondi che questo genere di scuole attendevano per 2013 e 2014 sono stati ripristinati (la Legge di Stabilità aggiungeva 220 milioni ai 274 previsti), dall’altra le nuove tassazioni rischiano di presentare un conto molto salato per le paritarie, mettendo di fatto in dubbio la parità scolastica tra enti statali e non statali.

TRATTAMENTO IMPARI. Spiega ancora Toccafondi ad Avvenire: «Con l’applicazione della Tares e, dal 2014, dell’Imu, la parità giuridica tra scuola scuola statale e non statale rischia di essere disattesa nei fatti. Non si capisce, infatti, perché una scuola gestita dallo Stato o dalla Provincia non debba pagare l’Imu e perché lo debba fare un istituto paritario che, come riconosce la legge, fornisce lo stesso servizio pubblico». Paradossale è, ad esempio, la disparità di trattamento relativo alla Tares: «Per la paritaria viene calcolata a metro quadro della struttura, mentre per la statale a bambino iscritto: come se gli alunni di una scuola sporcassero di più di quelli di un’altra scuola».