Sanità: Nichi Vendola aumenta l’Irpef per coprire un buco di 335 milioni

La manovra, che aumenta l’Irpef dello 0,5% per i redditi più alti e dello 0,3% per quelli più bassi, è necessaria per coprire il deficit di bilancio sanitario maturato nel 2010. Il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia Rocco Palese commenta: «Questa è la vera faccia di Vendola: non “paladino dei poveri” ma pronto ad aumentare le tasse»

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Stamattina il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola ha firmato un apposito decreto sull’aumento dell’addizionale regionale sull’Irpef a valere su tutto il periodo di imposta 2011. La manovra fiscale serve a colmare la parte non coperta del disavanzo sanitario maturato nel 2010. Il provvedimento, grazie all’insistenza dei sindacati, sarà modulato e non farà gravare l’inasprimento fiscale su tutte le fasce di reddito.

In particolare, l’aumento sarà dello 0,30% per i redditi fino a 28 mila euro, dello 0,50% sui redditi superiori. Considerata la base ordinaria dello 0,90% prevista dalle norme statali, in definitiva l’addizionale Irpef risulterà dell’1,20% per i redditi fino a 28 mila e dell’1,40% per quelli superiori. Non è stato possibile esentare integralmente le fasce di reddito più basse dall’aumento dell’addizionale, come richiesto dai sindacati, poiché aumentare l’Irpef solo sulle fasce più alte non sarebbe bastato per colmare la parte non coperta del disavanzo sanitario complessivo di 335,5 milioni.

Il capogruppo del Pdl in Puglia Rocco Palese in una nota ha dichiarato che Vendola «ha aspettato giusto il tempo di far chiudere le urne dei ballottaggi e dichiarare ai tg nazionali che i candidati di estrema sinistra hanno vinto a Milano e Napoli perché vicini alla gente e attenti alle povertà e subito dopo ha firmato il decreto con cui aumenta l’Irpef ai pugliesi per coprire i debiti della sua gestione sanitaria del 2010».

Nonostante l’aumento a scaglioni, l’Irpef è una tassa che «pagano tutti i singoli cittadini e che peserà non poco nei bilanci delle famiglie e delle aziende pugliesi e non è giustificata dall’aumento dei servizi ai cittadini. Come abbiamo purtroppo scoperto 6 anni fa a nostre spese – conclude Palese – la vera faccia di Vendola viene fuori un minuto dopo la chiusura delle urne: non “paladino dei poveri”, ma pronto ad aumentare le tasse pur di non tagliare sprechi e clientele».

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