Rock e blues piangono la scomparsa di Clarence Clemons e Alan Rubin

Clarence Clemons, icona del rock e mitico sassofonista della E Street Band di Bruce Springsteen, è deceduto a 69 anni, pochi giorni dopo essere stato colpito da un ictus. Alan Rubin, da tempo malato, ha lasciato il mondo del blues dopo essere stato in “missione per conto di Dio” con i Blues Brother nello storico film

Da domenica 19 Giugno 2011 la E Street Band, la straordinaria macchina del rock, che accompagna da sempre il “Boss” Bruce Springsteen, non sarà più la stessa: Clarence Clemons, il suo mitico sassofonista, a 69 anni, da ora suonerà per i pascoli dei cieli. Il suo imponente corpo non ha resistito all’ictus che lo aveva colpito qualche giorno fa, un fisico già provato negli ultimi anni, tanto che “Big man”, così l’aveva soprannominato “Il Capo”, era stato costretto nelle esibizioni nelle ultime tournèè, a presidiare il palco seduto sulla sedia.

Clemons era l’ immagine più popolare della E Street Band, naturalmente dopo Bruce e alla pari con Little Stevens. Aveva conosciuto il rocker di “Born in the Usa”, ancora giovane debuttante ed era stato immediatamente colpito dall’energia positiva che emanava la sua musica tanto da sposarne il progetto che comportava non solo fedeltà artistica ma anche una sorta di “fraternità” che andasse aldilà dei riflettori della ribalta spettacolare. Fu il solo della band ad apparire “schiena contro schiena” con Springsteen sulla copertina black & white di quel vinile spartiacque tra il rock classico e la nuova frontiera, che fu “Born to run”, datato 1975.

Rivoluzione della quale ben pochi si accorsero in Italia, se non ben dieci anni dopo, con il successo globale di “Born in the Usa”; successo che decretò il momentaneo raffreddamento di collaborazione artistica nella produzione del Boss, continuato per gli interi anni 90, ma poi ripreso, quasi miracolosamente, per ribadire la solidarietà mondiale alle vittime dell’attentato alle Twin Towers, in quell’ineguagliato e sofferto cd “The Rising” e per i tour che lo seguirono, che avevano visto ancora Clemons trascinare il popolo “springstiano” con i suoi bollenti assolo.

Ricordiamo che “Big Man”, fu anche un illustre session-man per altri grandi performer come Ringo Starr e Aretha Franklin e, in Italia, collaborò, in studio di incisione, con il blues-man di “noantri” Zucchero. Una triste coincidenza ha voluto che la morte di Clarence Clemons arrivi pochi giorni dopo un’altra dipartita  nel mondo del r&b: per un tumore ci ha lasciato uno dei prestigiosi componenti della “Blues Brothers Band”, Alan Rubin, colui che nel film dell’ 80 veniva coinvolto nella “missione per conto di Dio” della coppia Belushi – Aykroid, mentre svolgeva con stile il ruolo di maitre in un ristorante dell’alta società americana.
Rubin, l’anno scorso era stato ospite al “Brianza Blues Festival”, dal suo grande amico Lou Marini, anch’ egli grande protagonista della Blues Brothers Band, direttore artistico dello stesso festival: è stata in Italia, dunque, una della sue ultime apparizioni pubbliche.

Salutiamo, quindi, questi due protagonisti del rock – blues americano che, speriamo, verranno accolti a suonare nella banda celeste.