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Questa “rivoluzione vaticana” mi ricorda tanto la “rivoluzione italiana” di Tangentopoli

aprile 12, 2016 Renato Farina

Allora c’era la debolezza della politica, oggi è la Chiesa a essere indebolita. Tutto quadra, sia pure in piccolo e senza popolo dei fax, sostituito da quello di Twitter

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Come se fosse un cinghialone. Dove aveva già visto Boris qualcosa di simile a questa caccia al cardinale un tempo potente ma decaduto? Ma certo. Quello che oggi sta accadendo oltre Tevere al cardinal Tarcisio Bertone, già segretario di Stato, già camerlengo di Santa Romana Chiesa (le due cariche più importanti nella Santa Sede dopo quella di papa) ricalca quanto accaduto a Bettino Craxi all’epoca di Tangentopoli in Italia, ventitré anni fa. E chissà se Mattia Feltri, ormai canuto e stanco, dedicherà tra vent’anni un volumetto intitolato Sedici, l’anno del terrore francescano dopo il fortunato Novantatré, l’anno del terrore di Mani pulite.

Tutto quadra, sia pure in piccolo e senza popolo dei fax, sostituito da quello di Twitter. Anche le tecniche di spennellamento dell’opinione pubblica con il deposito degli atti in edicola, anzi più modernamente sul web. Stesso canale privilegiato: Repubblica-Espresso. I pubblici ministeri vaticani non sono noti come Antonio Di Pietro, né l’opinione pubblica pare conoscere chi sta rivoltando come un calzino la curia e il collegio cardinalizio. Ma il parallelo ci sta. Allora c’era la debolezza della politica e delle istituzioni italiane a seguito dello scombussolamento seguito alla caduta del Muro di Berlino. Oggi la Chiesa e specialmente la curia sono straordinariamente indebolite dagli scandali della pedofilia e dalla sequenza di latrocini emersi nell’abbazia di Montecassino e nella curia di Trapani, con lo spuntare da ogni parte di reverendi bancomat e frati guardiani più di postriboli che di monasteri.

Materia c’è, come al tempo di Tangentopoli. Allora ci furono ladri che rubavano non solo per i partiti ma anche ai partiti. La goduria popolare per l’impalamento dei potenti determinò quella che il procuratore generale di Milano, il compianto Giulio Catelani, definì “rivoluzione italiana” e fu viatico per i metodi spicci di punizione dei presunti colpevoli prima della sentenza, con il carcere preventivo per disonorarli e farli parlare.

Oggi tutti parlano di “rivoluzione vaticana” (persino la Treccani che ci inonda di pubblicità) e insieme alla sacrosanta volontà di pulizia dalle sporcizie della barca di Pietro, il rischio neanche troppo nascosto è quello di buttare a mare non tutti i cattivi, ma i presunti cattivi di comodo. Bisogna dire che non sanno camminare sulle acque e neppure sul fango, e lasciati soli annaspano. Così il cardinale Bertone. Il quale invano spiega che sono 30 e più i cardinali che hanno un appartamento grande più del suo, e che d’altra parte sono palazzi vecchi e vanno ristrutturati, e non si possono ridurre a monolocali, costerebbe troppo. Discorsi sensati. Ma non importa. Ormai è stato abbandonato al suo destino, con molta scarsa fraternità, nessuno alza la voce dicendo: «Chi è senza peccato, scagli la prima pietra». In Vaticano si preferisce ormai il motto del Libretto rosso secondo cui «il cane che affoga va bastonato»: Laudato si’ fratello Mao.

Forza Francesco, sorprendili
Attenzione a questo repulisti. Non vorremmo che, come le Mani pulite scelsero accuratamente il collo da stringere, dando licenza di insaccocciare “dazioni” ai progressisti, così le Mani consacrate si orientassero a sottoporre a inquisizione un certo tipo di cardinale considerato politicamente e teologicamente lontano dai “novatori”, esponendo a gogna mediatica i curiali di certe nazioni visti come ostili alla rivoluzione progressista della Chiesa (ad esempio italiani, nordamericani, africani), a favore invece dei tedeschi alla Kasper e alla Marx, figli della ricchissima Chiesa tedesca, e a quelli sudamericani. Vatileaks, che qui abbiamo definito un autogolpe, voluto per dare un marchio di purezza all’apparato rivoluzionario che pretende di affiancare il Papa con le manette per cambiare la Chiesa, ha caratteri di ambiguità e tempistiche di carcerazioni preventive e di fughe di notizie indecenti. Invano ci risulta che il saggio cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, abbia cercato di fermare una macchina che ha preso una direzione molto particolare nel preteso repulisti.

Il Papa vorrà recitare nella Chiesa la stessa parte di Scalfaro in Italia, quando dal Quirinale prima subì poi affiancò Mani pulite, cercando di lasciare libero campo a potenze non proprio angeliche? Abbiamo troppo rispetto dello Spirito Santo anche solo per sospettarlo. E Boris grida: Forza Francesco, sorprendili tutti!

Foto Ansa


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23 Commenti

  1. MicheleL says:

    Povero cardinale Bertone! Il suo appartamento da “ex numero 2” del Papa, è “solo” 700mq, 10 volte quello del Pontefice (70mq).
    “Invano spiega che sono 30 e più i cardinali che hanno un appartamento grande più del suo, e che d’altra parte sono palazzi vecchi e vanno ristrutturati, e non si possono ridurre a monolocali, costerebbe troppo. Discorsi sensati. ”

    Sensatissimi. Volano “gli stracci” tra Cardinali a rinfacciarsi l’attico più sfarzoso (in 700mq in centro a Roma ci vivono 20 famiglie), “riattato”, magari a loro insaputa, da qualche ospedale pediatrico. Eh sì, ridurli costerebbe troppo.

    Ma basterebbe…Vendere. Orrore!
    Come fa la Chiesa Cattolica in Francia. Quando seppi che non accede a nessun finanziamento come in Italia, credetti quasi al miracolo! Come fa senza 6 miliardi (fonte: Corte dei Conti)? E invece no…
    Semplicemente, invece di possedere come in Italia un immobile su 5 nella capitale (Paolo Ojetti), vende i lasciti immobiliari e si finanzia così, efficacemente da decenni, senza assorbire 6 miliardi di euro dalla società e facendo pure calare i prezzi a favore di chi ha bisogno di casa.

    Se ne vendono 27, dei 30 attici enormi. 18900 mq in centro a Roma, a 7000€ al mq, fanno 130 milioni di euro (centotrenamilioni).
    Con parte dei soldi si ristrutturano a dimensioni meno faraoniche gli altri 3. Pochi? Da 2100 mq, se ne fanno 30 “modesti” di 70 mq (un lusso in centro a Roma) come quello del Papa, e restano lauti proventi (almeno 100 milioni) per fare opere di bene (tipo rimborsare gli ospedali e farne un bel po’ di nuovi). Discorsi insensati…

    • Sebastiano says:

      E ti pareva che non ti saresti divertito a sparare frottole ad alzo zero. Non che sia una novità.
      Te ne faccio presente qualcuna:
      1) sono 296 non 700 metri quadrati;
      2) ci vivono diverse persone;
      3) non ha nessun super-mega-attico privato;
      4) l’appartamento è in usufrutto, non è una proprietà privata;
      5) non si trova sul territorio italiano ma dentro lo Stato del Vaticano.

      Dopodiché, siccome ti vedo così fervente in termini di ridistribuzione edilizia, te ne propongo una, ma sul territorio italiano, stavolta:
      Il palazzo del Quirinale si estende su una superficie di 110 500 m² ed è il sesto palazzo più grande del mondo in termini di superficie, nonché la seconda più estesa residenza di un capo di stato al mondo dietro ad Ak Saray ad Ankara. Per fare un confronto, l’intero complesso della Casa Bianca negli Stati Uniti è 20 volte più piccolo. (da Wikipedia).

      Siccome a quanto pare ti piace fare le divisioni, sarai ben felice di calcolare che si possono ottenere la bellezza di 110500:70=1587 (millecinquecentottantasette, mica 27) appartamenti al centro di Roma (e dentro lo stato italiano, se capisci). A 7000 € al m² verrebbero circa 700 milioni di euro.
      E taccio sulle tenute fuori Roma per circa 6000 ettari.
      Ai quali, peraltro (e giusto come piccolo esempio) si potrebbero aggiungere le residenze dei (e degli ex) presidenti di Camera e Senato, magari quelle con bella vista sulla Fontana di Trevi in uso anche a personaggi del tuo cortile.
      Magari potresti mandare una lettera a Mattarella, anziché sproloquiare qui dentro.
      Sul resto dei “discorsi insensati” (i tuoi), non vale neanche la pena di continuare.
      Torna al lenzuolone, che ti è più congeniale. Almeno quello l’hai imparato a memoria.

      • MicheleL says:

        Da Repubblica:
        “La casa dove presto, prima dell’estate, il cardinale Bertone si trasferirà, ha dimensioni sontuose perché unisce due appartamenti: quello un tempo assegnato a Camillo Cibin, capo della Gendarmeria per tutto il pontificato di Karol Wojtyla, fra i 300 e i 400 metri, da cui è stata infine sloggiata la vedova; e quello di monsignor Bruno Bertagna, vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, deceduto alla fine del 2013, di metratura intorno ai 200. A questi metri interni vanno però aggiunti circa 100 di terrazzo.”

        Se la matematica non è una opinione…Cui vanno comparati quelli di altri Cardinali, secondo Bertone più ampi. Saranno tutti in Vaticano? Non credo, non c’è posto (sic!). Quindi ristrutturiamo questo, in 700mq ci stanno dieci Papi (per ora ce ne sono solo due, ma non si sa mai…), e quindi pure dieci Cardinali.
        Poi vendiamo quelli fuori le mura e facciamo opere di bene.

        Il Quirinale, come Camera, Senato e amenità varie che la sua fantasia le fa elencare, sono luoghi pubblici, in gran parte visitabili e di certo non ad uso esclusivo a vita. Non so lei, ma a me Bertone a casa sua non mi ha mai inviato. Ops, non sua, in “usufrutto” a vita, non può decidere di venderla, ma potrebbe condividerla con gli amici Cardinali (magari dopo aver fatto pace per la spiata delle metrature).

        • giovanna says:

          Mamma mia , l’eccitazione della trollona, qui micheleL” che ha potuto produrre un fenomenale copia e incolla !!!
          Trollona, per carità, non ti sbagliare, non fare uscire dalla tua testolina un solo pensiero che sia originale, una frase costruita ex-novo da te,che non sia un elenco telefonico tratto dai siti più scre ditati del mondo.
          Tutto il giorno a rimestare nella m…a, ricordi che dicevi che non è poi così male ?
          E si vede , che per te è così, di meglio non trovi per tirare avanti, ma che tristezza.

        • Sebastiano says:

          Ah beh, se citi Repubblica come fonte attendibile siamo messi bene…E’ già qualcosa che non citi anche la Columbia University.

          Non esiste nessun attico, se non nelle fantasie malate tue e dei tuoi compari, visto che l’appartamento è al terzo piano (ed è di 296 metri quadri).
          Il terrazzo non è dell’appartamento ma condominiale.
          L’appartamento non è suo, e quando passerà a miglior vita tornerà nella disponibilità del Governatorato.
          Il palazzo San Carlo, residenza di tanti cardinali fra i quali Bertone, si trova entro le mura vaticane (manco una piantina sai leggere).
          Il cardinal Bertone ha svolto, durante la sua esistenza, una mole di incarichi lunga un botto, e il Vaticano gli ha concesso l’onore di andare ad abitare in un suo palazzo storico, tra l’altro continuando a lavorare. In confronto ai privilegi concessi ad ex presidenti di Camera e Senato, con ufficetti da 100 metri quadri e segretari a ufa, è una bazzecola (ma su quelli vedo che taci).

          Che il Quirinale sia un luogo pubblico (ma non visitabile a gogo’, come fai intendere) non c’entra una mazza. Oltretutto, non so a te, ma a me Mattarella A CASA SUA non mi ha mai invitato.

          Ti sei lanciato in uno sproloquio (edilizio, stavolta), deliziandoci sul numero degli appartamenti che se ne sarebbero potuti ricavare e adesso fai finta di glissare sugli altri immobili italioti.
          Ripigliati la calcolatrice e rifai i conti, somaro.

      • Hilario says:

        Il grosso problema è che qui stiamo parlando di un vescovo, ovvero di un pastore che dovrebbe essere di esempio al suo gregge. Abbiamo parroci di montagna costretti a vivere in canoniche da 20mq senza riscaldamento, non ti pare una profonda ingiustizia che Bertone viva in un appartamento di 296mq, sebbene con altre persone? E’ questa, a mio modo di vedere, la cosa scandaolsa. Che ci siano disuguaglianze sociali nello Stato è una cosa orrenda che va combattuta con tutte le forze; che le stesse disguaglianze sociali siano presenti anche nella Chiesa, è doppiamente grave.

        • underwater says:

          La Chiesa è gerarchica e non tutti hanno lo stesso compito. Bertone non solo è cardinale, ma ex vicario di Stato. Naturale che DEBBA avere il quadruplo degli onori di un parroco di montagna. Poi, certo, riguardo al evangelizzare non ci sono primi né secondi.

          • Hilario says:

            Naturale che DEBBA avere il quadruplo degli onori di un parroco di montagna? E’ vero che nella Chiesa non tutti hanno lo stesso compito, ma tutti hanno certamente la stessa dignità di figli di Dio. La visione piramidale della Chiesa è stata superata con il Concilio Vaticano II, il quale ha stabilito una Chiesa a cerchi concentrici. La differenza di compiti non deve mai legittimare una disuguaglianza sociale; mi pare che Pietro non abbia vissuto una vita ricca di onori, sebbene il suo primato sugli altri apostoli sia stato sancito da Cristo stesso.

            • underwater says:

              Il CVII ha indicato la responsabilità di tutti nel evangelizzare. Ma non annulla e non voleva vanificare la triplice imposizione delle mani.

  2. Filippo81 says:

    La pseudorivoluzione di tangentopoli è stata una grande sfica per l’Italia, è stato l’inizio del declino e l’inizio della fine della democrazia per il nostro Popolo,un po’ come le sciagurate primavere arabe o ucraina,fatte passare per rivoluzioni copernicane ma di fatto semplici tristi svolte reazionarie.Spero,invece, che i cambiamenti in atto attualmente in Vaticano siano più efficaci e utili per tutti noi Cattolici e non solo.

    • Germano says:

      Si,fu proprio una sfica che le malefatte dei potenti venissero portate alla luce. Li avrebbero dovuti lasciare in pace, a gonfiare l’economia sella Milano da bere. Per fortuna poi ci fu il ventennio berlusconiano,illuminato da quel faro di virtù e disinteressato amor di patria. Il nostro parlamento, colonizzato dai suoi avvocati, quello si, fu salutare per la nostra democrazia. Quanto al cardinal Bertone, dovrebbe vergognarsi. Non ha memoria di quel Tale che consigliò di non mettersi al primo posto ai ricevimenti, perché il padrone di casa non venga a chiedere di passare dietro. Era sempre quel Tale che, pur avendo una carica ben superiore alla segreteria di stato, non aveva – a differenza delle volpi – dove poggiare il capo.

      • giovanna says:

        Trollona, qui nelle vesti di “germano”, “hilario”, “micheleL ” basta !
        Sei incommentabile !
        Ma come fai a non vergognarti di presentarti così ?
        Ah, già, non te ne rendi conto.

        Ma come si fa ad interagire con una psycho così ?
        Boh !
        Vabbè che riporta la spa zzatura che raccatta in giro , ma si roto la nel fango come sua massima, anzi unica, soddisfazione nella vita, in me prevale la pena, non riesco ad andare oltre la prima riga, figuriamoci interagirci.

        Che poi, la migliore arma per ribattere sono proprio gli articoli sotto cui commenta , c’è già tutto lì, non di certo seguirla nei suoi scopiazzamenti da povera mente catta.

        • Filippo81 says:

          Cara Giovanna il nostro troll dai mille pseudonimi,peggiora di giorno in giorno,è sempre più rincoglion..o, non ha capito che è ormai lo zimbello dei lettori di Tempi ! ah ah ah Lui ha trovato la sua dimensione,(il livello è quello che è) ma soprattutto noi possiamo sghignazzare già solo a leggere i farlocchi pseudonimi che si inventa !Non ci abbandonare germano,hilario,micheleL o come te chiami !Per i prossimi pseudonimi potrei suggerirgli “ghiozzo”,”fagiano”,cacasenno” ecc .. ah ah ah

      • Filippo81 says:

        Caro “germano”anche stavolta dimostri di non aver capito un ca..o,ma sinceramente era difficile aspettarsi il contrario ! SVEJIA GERMAAAA!!!!!

        • Germano says:

          Buonasera.
          Ho scritto qui ieri sera per la prima volta col mio vero nome, che porto da 52 anni. Non ho ricevuto una grande accoglienza. Forse perché ho utilizzato un tono un po’ appassionato ma, Filippo81, in merito a Mani Pulite hai scritto delle …. “grosse inesattezze”! Se sei nato nell’81, all’epoca eri un bambino, il sottoscritto invece aveva superato i trent’anni. Io ho vissuto in prima persona quei fatti, tu puoi dire altrettanto? Comunque tolgo il disturbo da questo forum e mi guarderò bene dal tornarci. Perché avete ragione, ho scoperto di essere un troll, andando su Wikipedia a leggermi l’esatta definizione: della categoria ethical troll, però. Infine (e qui mi coprirete di insulti, ma fa lo stesso). In merito al cardinale, facciamo finta che la metratura non sia rilevante, ma la questione “chi e come ha pagato” i lavori è stata limpidamente chiarita? Si o no?

          • Filippo81 says:

            e tu invece sei un povero scemo frustrato che non sapendo dove sbattere il ca..o , fa il buffone negli anfratti di Tempi ! ah ah ah SOMARO !Cambia indirizzo !!!

            • Transsiberiana says:

              Sefarditi ? ah ah ah mo il nostro simpatico troll fa anche il”biblico ” ! Lascia perde’ ,sghicio !

          • Filippo81 says:

            Comunque tolgo il disturbo….gentile Germano,nessuno ti obbliga a farlo, ma se proprio devi farlo,sappi che nessuno piangerà.

          • Sebastiano says:

            E tu da dove sei uscito? A giudicare dal Nick sembrerebbe da qualche filmetto di quart’ordine…
            Molla il fiasco e le pasticche,che ti fanno tanto tanto male

            • Sebastiano says:

              Chi ha pagato cosa? Il fiasco te l’hai scolato “aggratis”, a quanto pare…

              • Filippo81 says:

                Ma dai “daily express”, se proprio tu sei l’architetto che ha curato la ristrutturazione ah ah ah te sei fatto il gruzzolo cor pretonzolo e mo fai l’anticlericale !

                • underwater says:

                  Ovvero un eretico patentato che pretende di dare lezioni ad un uditorio che non ha svenduto la sua fede all’ultima paranoia.

  3. underwater says:

    Non spetta a me il giudizio, ma certamente è meglio se ci mediti. Extra Ecclesia nulla salus.

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