Rimini ,sul serio

Ventesima edizione del Meeting della (quanto mai auspicabile)
amicizia tra i popoli. Quest’anno all’insegna del mistero
e dello stupore. Tornano Romiti e Andreotti. Arrivano per la prima volta il leader kosovaro Rugova, l’irakeno Tareq Aziz
(e forse anche il serbo Vuk Draskovic). Una kermesse segno
di una solidità non solo organizzativa, ma anche concettuale

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Come sempre accade nell’ultima settimana (22-28) di agosto. Titolo dell’edizione ’99: “L’ignoto genera paura. Il Mistero genera stupore”. Dire sempre la stessa cosa senza ripetersi mai: l’impresa portata a termine dal Meeting tocca l’invidiabile scadenza dei vent’anni. Sopravvissuta a prime e seconde repubbliche, a muri caduti, a guerre dichiarate combattute e finite, e a guerre mai dichiarate e non ancora finite. Ci prova il Meeting, anche quest’anno. Sarà il Meeting del Mistero e dello stupore, proiettato verso il Duemila, per dire che – questo stupore – è lo stesso di duemila anni fa. Perché lo stesso è il Mistero della vita, “Mistero con la ‘M’ maiuscola” – ha precisato Giancarlo Cesana, nella presentazione avvenuta giovedì scorso presso la sede della Stampa estera, diverso da quel “mistero che suscita solo smarrimento” evocato in quella stessa sede da Giulio Andreotti, intervenuto, insieme allo scrittore Vittorio Messori, nel ruolo di “testimonial”. E sarà un ritorno in grande stile al Meeting per il “divo Giulio”, che interverrà al primo grande dibattito, sulla “Pax americana”, insieme al ministro degli Esteri Dini. Un Meeting molto proiettato sulla politica estera, che avrà fra gli ospiti più attesi il vice-premier iracheno Tareq Aziz, quasi certamente il leader kosovaro Ibrahim Rugova e, forse, rumori annunciano addirittura Vuk Draskovic, il ministro silurato durante la guerra da Milosevic e attualmente in corsa per succedere a Slobo in una Jugoslavia democratizzata. Ma i nomi – e le questioni – nostrane, non sfigureranno. A parlare di scuola, lavoro, giustizia, sussidiarietà, sanità, interverranno il “vice-D’Alema” Marco Minniti, i ministri Turco, Folloni, De Castro, Melandri e Bersani, il leader Cisl D’Antoni, quello delle Acli Bobba, della Cdo Vittadini. Sulla giustizia attesa per il procuratore antimafia Vigna, per l’economia due ritorni “pesanti”, Padoa Schioppa (Bce), e Romiti (Rcs). Sul versante culturale sarà soprattutto il Meeting del cinema. Ci sarà un altro grande ritorno, il regista polacco Zanussi. E anche in tema di musica l’ospite di rilievo (che terrà il concerto inaugurale) sarà Ennio Morricone, che col cinema è tutt’uno da sempre. Fra le mostre in pole position quella sul pittore Gaetano Previati. E fra le tribune più singolari quella organizzata da Tempi con i “cattivisti” Vauro, Vincino e Buttafuoco. Questi venti anni sono “segno di una solidità non solo organizzativa, ma anche concettuale” – dice Cesana. “Uno dei pochi spazi di reale libertà nel nostro paese e nello stesso panorama cattolico” – rilancia Messori. “Perché al Meeting si parla, tanto, ma – miracolo – c’è anche chi ha voglia di ascoltare”. Forse perché chi ci va – da vent’anni ormai, come passa il tempo – sa anche che chi viene a parlare a Rimini, in genere, ha qualcosa da dire. Sul serio.

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