Io, cyborg, mi sono hackerato con un virus

Intervista a Mark Gasson, il professore che si è impiantato un microchip nella mano e poi lo ha infettato per studiare gli effetti. «Mi sono sentito violentato. Il futuro è di un “uomo potenziato” capace di superare i limiti biologici. Ma esistono dei pericoli»

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Mark Gasson con il microchip che si è impiantato nella mano - Foto Paul Hughes

 

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