Google+

Proposta pratica, cristiana e non confessionalista per «un’azione militare seria» contro lo Stato islamico

ottobre 14, 2015 Louis Sako

In una lettera alla Fondazione Oasis il patriarca dei caldei dettaglia un piano molto concreto per liberare l’Iraq e tutta l’area dai terroristi islamici

stato-islamico-isis-raqqa-siria-ansa-ap

Pubblichiamo la lettera inviata alla Fondazione Oasis dal patriarca di Babilonia dei caldei, Louis Raphaël I Sako.

Nel 2003 gli americani sono arrivati in Iraq con la pretesa di liberare il Paese dalla tirannide e di promuovere la democrazia, il pluralismo, la libertà e la stabilità. Ma è accaduto esattamente il contrario. È emersa una nuova cultura, estranea alle nostre società: la cultura del “confessionalismo” religioso ed etnico. Ne sono risultati combattimenti, lotte, pulizia di città e regioni su base etnica e confessionale, rese dei conti e violazione della dignità. Questo ha favorito l’ascesa di organizzazioni terroristiche takfiriste come l’ISIS, con la sua barbarie terrificante. È come se tutto questo avesse lo scopo di mettere fine alla pluralità sociale, religiosa, etnica e culturale dell’Iraq e di tutta l’area. Questa situazione di anarchia sfrenata ha mietuto e continua a mietere migliaia di morti e feriti e lasciato dietro di sé 3 milioni di sfollati, infrastrutture semi-distrutte, disoccupazione, povertà e analfabetismo.

La cultura takfirista e terrorista ha steso la sua ombra sui cristiani e sulle altre minoranze religiose, diventati bersaglio degli estremisti. Sono stati rapiti, uccisi e costretti a emigrare, le loro chiese sono state distrutte: questo è successo ai cristiani di Mosul e della piana di Ninive. La “spartizione confessionale” li ha emarginati politicamente, ed essi si sono sentiti discriminati, trattati come cittadini di seconda classe e indesiderati. Perciò hanno cercato rifugio nei paesi limitrofi, nel Regno giordano hashemita, in Libano e in Turchia e, da qui, hanno preso la via dell’Occidente per proteggere la loro vita e il futuro loro e dei loro figli.

Le minoranze in Iraq e nell’area si domandano che cosa ne sarà del loro destino e del loro futuro, delle loro case e delle loro proprietà, delle loro città e dei loro villaggi. Potranno un giorno, loro che sono cittadini autoctoni, fare ritorno alle loro terre storiche? Le loro case e i loro negozi violati dai gruppi organizzati saranno ricostruite? Verranno realizzate riforme sostanziali nella Costituzione e nella legislazione a garanzia della loro uguaglianza? Il governo iracheno, gli Stati Uniti e la comunità internazionale faranno qualcosa per proteggerli e garantire loro i diritti? È necessario affrontare queste crisi con realismo e decisione e trovare una via d’uscita sicura e durevole soprattutto per quanto riguarda il pensiero takfirista e il terrorismo, diventato ormai un fenomeno globale capace di suscitare ovunque il terrore.

Alcune proposte pratiche
Illustriamo ora alcune proposte realistiche e concrete per una vera riforma.

È innanzitutto necessario formare una coalizione internazionale con i Paesi arabi e musulmani nell’ambito di un mandato delle Nazioni Unite per intraprendere un’azione militare seria volta a liberare le aree occupate dai gruppi terroristici e ripristinare la stabilità politica, securitaria, economica e un buon vicinato. È una responsabilità morale che incombe ai Paesi che hanno creato questo caos che è tutt’altro che “creativo”.

Una volta liberate le città occupate, sarà necessario fornire una protezione internazionale agli sfollati perché possano far ritorno alle loro case, e vivere in sicurezza, libertà e dignità.
A questo punto sarà doveroso risarcire le vittime per i danni subiti, ricostruire le loro case, scuole, chiese e monasteri distrutti, e garantire loro pieni diritti.

Church leaders inform on the Human Rights situation of Christians in Iraq and SyriaPoi occorrerà mettere in campo delle riforme in ambito politico e finanziario per istituire un sistema civile che si fondi sul principio di cittadinanza, sulla convivenza e sull’uguaglianza tra le componenti della società, che rispetti le convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo, e che coinvolga nel processo politico tutte le componenti del popolo iracheno senza discriminazioni. La forza di un Paese è nell’unità e nell’attaccamento dei cittadini alla propria terra e alla propria identità.

Non meno importanti sono le riforme del sistema giudiziario, in particolare per quanto riguarda lo statuto personale dei cittadini non-musulmani e la situazione dei minori con uno dei due genitori convertito all’Islam.Occorre proteggere la libertà di coscienza e la libertà di credo. La religione è un fatto personale tra la persona e il Signore.

I musulmani nel mondo devono assumersi le proprie responsabilità di fronte al terrorismo che si ammanta della religione per ottenere potere e denaro. I capi religiosi devono affrettarsi a decostruire questo pensiero takfirista che costituisce una minaccia diretta per i musulmani, per i cristiani e non solo. Questo è possibile promuovendo un pensiero moderno e aperto, e un’educazione religiosa, solidamente basata sulla moderazione, purificata da idee infernali, che rispetti la diversità, rafforzi i legami di fratellanza tra i cittadini e diffonda la cultura della pace, della tolleranza e della convivenza pacifica e sociale.

Infine, sarà importante promulgare una legge che garantisca il rispetto di tutte le religioni e punisca chi compie atti che offendono la religione e le cose sacre, le forme di discriminazione, e l’istigazione all’odio e alla divisione, sull’esempio di quanto recentemente fatto dagli Emirati Arabi.

I cristiani e le altre minoranze sono persone pacifiche, cittadini leali che hanno contribuito in misura notevole a edificare la civiltà e la cultura delle loro patrie, e meritano di essere apprezzate per questo. Ci auguriamo che questi Paesi non si svuotino dei cristiani e delle altre minoranze autoctone.

Foto Isis: Ansa/Ap
Foto Sako: Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

17 Commenti

  1. Illumen says:

    “La religione è un fatto personale”. Ah, benissimo, a quanto pare sotto le bombe ci sono arrivati anche i caldei. I ciellini seguiranno a ruota immagino.
    A proposito, perche non fornate una brigata ciellina per aiutarli andando la’? Io vorrei restare qui in quanto penso che i sig. Caldei e i sig. Islamici si sono costruiti presente e futuro facendo a meno di Voltaire, di Kant, del relativissmo e delle sue voglie e sapranno stupire il mondo con i loro brillanti risultati.
    Noi da qui osserveremo per voi scrupolosamente le direttive di “libero” e de “il giornale ” emanate negli ultimi anni verso i costruttori di pace caduti in mani dei terroristi religiosi.
    Saluti e cordialità.

    • Lumentwo says:

      “Le convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo ” wow ! Il Sig. Caldeo intenderà anche quelle onu e oms verso la donna per cui l’accesso all’aborto è un diritto e quelle verso i fanciulli da proteggere da pedofili e discriminazioni se gay ! Ragazzi, fate progressi di giorno in giorno ah ah ah
      Su quali basi, sig Caldeo , intende fondare una convivenza civile con gli Altri ? La sua religione,e quella dei suoi Nemici, come si vede hanno miseramente fallito. “Segno dei tempi” ah ah ah

      • Lumenthree says:

        Sig. CALDEO, la invito a dare un’occhiata se interessato alle regole del mio Paese scritte a suo tempo da Comunisti, Socialisti,Liberali,Antifascisti. Patetiche lobby clericali e gruppuscoli di fanatici religiosi non ne hanno scalfito la natura negli ultimi 50 anni. Venga a vedere ! E IMPARI.

        • AlessandroT says:

          Guarda che la Costituzione l’hanno scritta anche i cattolici e per 30 anni circa questo paese è stato governato soprattutto dalla DC senza contare che il compromesso tra comunisti e cattolici sul l’articolo che regola i rapporti Stato-Chiesa. Allora i comunisti votarono con la DC a differenza dei socialisti e fino a Craxi e la revisione dei Patti Lateranensi del 1929 (1984) il cattolicesimo fu religione di Stato in Italia, penso un po’

  2. Underwater says:

    Fare la morale ai perseguitati è veramente da mentecatti. Lumen si squalifica da solo. I suoi lumi quanti morti hanno fatto, e nessuno ha mai chiesto perdono.

    • Lumenquart says:

      Perseguitato? Chi ? Quello li ? Guarda la mia parte politica sta dalla parte delle donne e dei bambini, non di chi soffia sul fuoco invocando crociate dopo aver costruito pazientemente la propria rovina nel corso dei secoli. Apri un libro di storia e leggi. Comincia da quella del mio Paese in cui i Comunisti sono stati per 50 anni metà della popolazione italiana.e vattene se non ti sta bene, magari a combattere con i tuoi amici come abbiamo fatto noi a suo tempo, vincendo e imponendo le nostre regole. Comodo insultare dietro a un monitor, eh ? La vinci così la tua guerra ? Dietro “pseudonimo ” ? AH AH AH !

      • AlessandroT says:

        Abbiamo sperimentato il paradiso ateo di Stalin&company abbiamo visto le amenità di Pol Pot Mao e KimilSung senza contare la grande libertà e felicità di cui si godeva nella DDR quindi no grazie!
        Chi fa fatto più morti l’inquisizione o i regimi atei figli dell’illuminismo? Che poi illuminismo e comunismo sono distanti anni luce e Voltaire non c’entra niente
        Quale libertà ha portato la ghigliottina e il comunismo? La libertà di essere d’accordo con il nuovo potere anti-cristiano!
        La libertà di professare una fede religiosa come anche di non professarne alcuna è un diritto umano fondamentale, questa è libertà (di coscienza, di pensiero e parola e autodeterminazione nello specifico).

        • Lumenset says:

          Ps, stai tranquillo che finito il comunismo troveremo una sistemazione definitiva anche per il cosiddetto “vaticano “. Anche grazie a gente come te che ricorda l’urgenza della cosa a chi per caso passa per questi blog.

          • Ale says:

            @Lumenhott ..Com’era il titolo sul blog dei comunisti leninisti italiani?! ..se non ricordo male diceva ” condanniamo il terrorismo..ma appoggiamo l’ISIS nella lotta al capitalismo?!” Ora due considerazioni l’ISIS e’ arrivato in quei posti grazie alle azioni degli USA che voi odiate perché esempio di capitalismo sfrenato quindi questa è la vostra prima contraddizione poi seconda contraddizione la vostra condanna al terrorismo ma l’appoggio all’ISIS esempio di come grazie al terrorismo sia stato creato uno Stato di Terrore…a giusto tutto sta nel rivangare roba vecchia di secoli per dare del troglodita ai cristiani e poi non vedere le proprie contraddittorie affermazioni!! Per la cronaca non frequento alcuna chiesa. Come si fa ad appoggiare gente che sgozza oggi è non secoli fa, come si fa ad appoggiare gente che proclama la sharia, la segregazione sessuale negando diritti alle donne, come si fa ad appoggiare gente che semina terrore e morte oggi è non secoli fa ?! Infine il comunismo italiano ha dimenticato un suo leader Gramsci che se non ricordo male e’ morto in una prigione in Siberia , ha voltato le spalle ad Oriana Fallaci, una donna che ha vissuto da partigiana la seconda guerra mondiale visto che foraggiava in bicicletta i partigiani, una donna che ha visto in prima persona cosa porta il fondamentalismo islamico, segregazione e negazione della libertà in primis per le donne!! Bravi, vi state già svendendo sperando che l’ISIS arrivi anche qui e vi risparmi perché atei?! Invece uccideranno anche gli atei…perché infedeli o faranno pagare loro dhimma come già accade in quei posti.

            • Menelik says:

              Ma non degnarti neanche di rispondergli, se vuoi un consiglio:
              quelli lì sono da prendere per un’orecchia, buttare nel cesso e tirare l’acqua.

          • AlessandroT says:

            Guarda che forse sei tu che dovresti cercare altri lidi: il paradiso comunista della Corea del Nord ha bisogno di nuove leve magari per affrontare meglio una guerra contro gli USA!
            Metà Italia sarebbe social-comunista? Difficile comunque sarebbe stato molto interessante vedere che sarebbe successo all’Italia se invece dell’occupazione anglo-americana avesse subito l’occupazione sovietica vorrei proprio vedere che costituzione ne sarebbe uscita, ma basta pensare in mano la costituzione staliniana dell’epoca per farsi un’idea…
            Anche il comunismo è una religione con i suoi profeti (Karl Marx, Engels, Lenin ecc), i testi sacri (il Manifesto del Partito Comunista, il Capitale ecc) la sua chiesa (il Partito), il culto dei santi (statue e ritratti di Lenin, Stalin, Mao, KimilSung) la sua inquisizione (Nkvd, Kgb, Stasi…) il suo credo e paradiso (il comunismo in terra) e infine le sue eresie (Trotzkismo, Tito, Eurocomunismo..) tu parli del l’inquisizione che risale a secoli fa mentre i gulag sono esistiti fino all’altro ieri e in molti paesi comunisti probabilmente esistono ancora!
            Comunque io non ho nessun problema a confrontarmi e a condividere questo paese con chi rispetta gli altri e la loro dignità.

            • Underwater says:

              Ancora? Una H e 100 neuroni in meno!

              • Raider says:

                Il multinick per A-llah islamo-nazista che cerca di fare, secondo i casi, il cattolico, l’anti-cattolico, il nazista, ma anti-nazizta contro i ‘nazisti’ ucraini, l’andreottiano, il più fedele seguace di don Giussani, non capisce, proprio perché fa di tutto per dimostrare che è cretino e quanto lo è, che nella fogna c’è e non ne verranno mai fuori, lui e il suo numero di matricola da manicomio criminale.

  3. AlessandroT says:

    Sono d’accordo con le proposte del patriarca ma la loro applicazione resterà difficile. Premessa del discorso è infatti la laicità dello Stato e la separazione Stato-Chiesa ma se questo è un concetto giustificato teologicamente oltre che storicamente nella religione cristiana, più complicato è il caso dell’Islam dove, come ben sa il patriarca, esiste una serie di leggi che formano il diritto islamico (conosciute come shariah) le quale sono identificate come diritto che deve governare lo stato islamico. A mio avviso manca un fondamento teologico chiaro alla laicità dello Stato che anzi è oggi oggetto di aperta resistenza da parte dell’islamismo politico tendente a ricerca la completa applicazione della legge islamica nel disciplinare la società.
    Il confessionalismo è esistito a lungo nella storia islamica per esempio nell’Impero Ottomano e nei califfati classici dove i sudditi erano divisi in “nazioni” in base alla propria confessione religiosa e si regolavano autonomamente con propri statuti nei rapporti interni tra i membri della comunità ma sempre in in una posizione più o meno subordinata rispetto ai musulmani (dhimmah). Se ora si ritornano a situazioni giuridiche superate da secoli nell’occidente ciò è dovuto anche alla debole identità nazionale dei paesi del Medio Oriente come l’Iraq i cui abitanti non hanno sviluppato un senso di nazionalità proprio in virtù di una storia divergente rispetto all’occidente cristiano: mentre in Europa nascevano i primi stati-nazione Spagna, Francia e Inghilterra il mondo arabo finiva per lo più soggetto all’Impero Ottomano multinazionale e fondato sull’ideologia religiosa a giustificazione della propria esistenza (califfato). Í confine tracciati dagli europei alla fine della prima guerra mondiale manifestano oggi tutti i loro limiti e vengono travolti come tutto ciò che dal nostro mondo è arrivato lì quindi: laicità, democrazia, uguaglianza e infine cristianesimo identificato con l’Occidente soprattutto nella confessione cattolica e protestante. Lo si nota per esempio nell’uso da parte degli estremisti islamici del termine “crociato” o “chiesa crociata” per identificare i cristiani del posto come la Chiesa Copta soprattutto se si oppongono all’avanzata dell’islamismo e della legge islamica per tutelare i propri diritti.
    Dal mio punto di vista si tratta di una rivolta islamica contro l’Occidente e quanto rappresenta fino alle rovine delle più antiche testimonianze storiche della sua civiltà (Palmira). Purtroppo il vento dell’islamismo politico soffia forte e la battaglia culturale per guadagnare l’adesione delle comunità locali ai colori occidentali incerta e comunque lunga e difficile. Certo si potrebbe iniziare adottando una politica coerente nel sostenere tali valori e chi in essi vi crede (ad esempio i curdi) e smettendola di flirtare con partiti e paesi islamisti.
    Temo che il futuro dell’Iraq passerà inevitabilmente verso una federalizzazione confessionale tra sunniti, sciiti, curdi, yazidi e cristiani in cui a ciascuna comunità sarà garantito un certo livello di autogoverno in base anche a leggi religiose mentre il diritto dello Stato regolerà i rapporti tra le comunità su basi occidentali di uguaglianza e pari dignità dei membri delle diverse confessioni. Nell’attuale situazione anche un accordo di questo tipo potrebbe rappresentare un compromesso necessario per spegnere i focolai di terrorismo.

  4. piervise says:

    ALLA CORTESE ATTENZIONE DELLA REDAZIONE DI TEMPI.
    Propongo di fare pulizia di tutta questa valanga di evidenti Trooll che non apportano nessun “commento sensato” all’articolo di Tempi.
    Qui evidentemente non si desidera fare un commento solo parlare di altro portare “molto fuori” tema.
    Come lettore di Tempi ho la netta sensazione che a questi Trooll sia permessa troppa presenza e che occupano troppo spazio scoraggiando i “normali lettori” a partecipare a una discussione libera e sensata.
    grazie per l’attenzione.

  5. Underwater says:

    Alfio, ovvero Leo5, Yeye, Franzenfeste e tutti i troll paranoico-antisemiti.

  6. Menelik says:

    MESSAGGIO PER LA REDAZIONE, SPERANDO CHE SIA LA VOLTA BUONA CHE SI DECIDANO A LEGGERLO ED INTERVENIRE.
    FATE QUALCOSA PER QUESTI TROLL CHE INSOZZANO QUESTO SITO, PERCHE’ è’ INSOPPORTABILE, HA SUPERATO I LIVELLI DI SOPPORTAZIONE, E’ COME ANDARE AD UN FUNERALE PER SPUTARE SULLA BARA DAVANTI AI PARENTI.
    STO DAVVERO PERDENDO LA VOGLIA DI LEGGERE E SCRIVERE SU QUESTO SITO.
    DA NESSUNA ALTRA PARTE SUCCEDE COSI’.
    QUANDO E’ TROPPO E’ TROPPO.
    O PER LO MENO ABBIATE IL BUON SENSO DI LEVARE LA SCRITTA CHE DICE:
    I COMMENTI SONO LIBERI,LA REDAZIONE RIMUOVERA’ QUELLI OFFENSIVI.
    Buona fortuna
    Edoardo
    Mi dispiace.

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

Tutto quello che c'è da sapere sull'auto formato business, dalle motorizzazioni che vanno di più agli optional irrunciabili, passando per carrozzerie e colori

L'articolo Auto aziendale, come scegliere quella giusta? proviene da RED Live.

Il model year 2019 della roadster jap aggiunge 24 cv al 2 litri benzina e una serie di novità nella sicurezza. Per una roadster ancora più "jinba ittai"

L'articolo Mazda MX-5 2019, più cavalli e sicurezza proviene da RED Live.

Lanciata dal marchio inglese Oxford la linea Mint, dal caratteristico profumo di menta, comprende prodotti per la pulizia e la manutenzione dei veicoli a due ruote

L'articolo Gamma Oxford Mint Cleaning proviene da RED Live.

215 cv, 10 kg in meno e il debutto delle alette aerodinamiche. Questa versione speciale della RSV4 RF allestita con pezzi di Aprilia Racing di carne al fuoco ne mette davvero tanta. E noi ce la siamo gustata dal primo all’ultimo boccone. Al Mugello, dove le ali servono davvero.

L'articolo Prova Aprilia RSV4 RF FW 2018 proviene da RED Live.

Diventate capienti come le familiari grandi di qualche anno fa, le SW medie stanno vivendo una seconda giovinezza. Così come la Peugeot 308 SW GT Line, che ora si aggiorna nella tecnologia e diventa ancora più “connessa”. Schermo generoso e Mirror Screen La succosa novità della Peugeot 308 SW GT Line è la presenza di […]

L'articolo Peugeot 308 SW GT Line, <BR> adesso “parla” con lo smartphone proviene da RED Live.